Cosa si intende per ottava alta e ottava bassa.





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Alcune volte ho usato i termini ottava alta e ottava bassa. Partiamo da qui e vediamo di capire cosa si intende.

Ogni fenomeno (inteso come conseguenza di una causa più o meno ignota), ha una sua valenza più o meno oggettiva.

Dico più o meno perchè la sua oggettività è sempre variabile. Ad esempio: un tuono ha una sua valenza oggettiva ma il grado di oggettività cui possiamo fare riferimento dipende dal piano in cui si situa la consapevolezza dell’osservatore.

Così, sempre nel caso del tuono, se noi siamo degli Illuminati (e quindi stabiliamo la nostra consapevolezza sul piano causale), ecco che l’oggettività sarà massima, mentre per una trota di allevamento sarà, più o meno, minima.

Questo attiene la percezione di un fenomeno, apparentemente, ma in realtà riguarda da vicino anche il suo posizionamento ed il suo significato nella realtà agli occhi di chi lo osserva.

L’osservatore ha sempre una posizione in quella che possiamo definire “la scala della Verità”. Può posizionarsi sul primo gradino ed avere quindi una percezione perfettamente soggettiva oppure sull’ultimo ed averne quindi una perfettamente oggettiva.

Nel mezzo, ad ogni immaginario gradino di questa scala, si posizionano tutte le possibili sfumature percettive.

Se la nostra consapevolezza è quella di un bimbo di 4 anni, la sua percezione del tuono potrebbe essere quella di “Dio che gioca a bocce con gli Angeli” (quando avevo 4 anni, questo mi raccontava la mia adorabile nonna materna). A 10 anni, quando avrà iniziato ad andare a scuola da un po’, ecco che gli avranno spiegato la relazione tra fulmine e tuono, e quindi la sua percezione sarà completamente cambiata (nel mio caso con un certo sollievo, dato che non mi avevano così tanto convinto).

E’ un passo in più sulla scala della Verità, ancora del tutto soggettivo e basato sul sapere ma, dato che un tuono lo sperimentiamo tutti, prima o poi, anche sulla conoscenza diretta.

Ora un tuono, visto da qualunque parte, resta sempre un tuono. Possiamo avere contezza dello spostamento d’aria, persino delle dinamiche termiche e dei fluidi che lo caratterizzano, ma resta sempre un tuono.

Però, una volta che la nostra consapevolezza cambia in una certa misura (e quindi i gradini sono un po’ più di uno), ecco che, lasciandoci penetrare dall’evento potremmo cogliere personalmente la connessione con il fulmine, inteso come energia elettrica in movimento e, risalendo ancora nella catena dei principi, cogliere l’essenza della folgore come principio particolare, connesso ad una dimensione altrettanto particolare, e diventare consapevoli dell’esistenza di quella dimensione che non è, ordinariamente, percepibile direttamente a meno che non si sia, in qualche modo, in contatto con essa.

Ora, come si vede esistono almeno tre modalità di percepire un fenomeno semplice come un tuono. La prima è collegata a quello che ci raccontano, la seconda a quello che ci insegnano, la terza a ciò di cui possiamo essere consapevoli.

Lo spartiacque tra ottava bassa e ottava alta si posiziona esattamente nella terza modalità.

Il tuono può essere Dio che gioca a bocce con gli angeli, oppure il bang sonico prodotto da un fulmine. Due sfumature, in oggettività crescente, ma comunque viste dalla consapevolezza ordinaria: l’ottava bassa propriamente detta.

Ma il tuono può anche essere la vibrazione risultante dalla manifestazione del principio della folgore, legato alla dimensione di cui sopra: e questa è l’ottava alta altrettanto propriamente detta.

Ogni cosa in questo mondo (e anche negli altri) può essere vista in modi diversi. Dalla consapevolezza ordinaria avrà un aspetto, da quella evoluta potrebbe averne uno (di solito è così), completamente diverso.

Come ci sono diverse ottave nella percezione ordinaria, ce ne sono altrettante in una percezione evoluta. La differenza non è digitale, ma analogica. Vale a dire che la realtà si rivela progressivamente sulla scala della Verità. Esistono tuttavia dei punti di separazione specifici, esattamente come nel mare si possono trovare aree di acqua a temperature completamente diverse a seconda della profondità, separate da un livello netto: di sotto è fredda, di sopra è calda.

Nei fluidi parliamo di isoterme (iso: “uguale”, terme: “temperatura”) linee che separano zone di fluido con una temperatura da altre con altre temperature (e vale anche per l’atmosfera), nella consapevolezza possiamo parlare di ottave.

Un’ottava è separata da un’altra da una netta linea di demarcazione. In senso lato (anche se con una meccanica del tutto particolare), allo stesso modo in cui le zone d’acqua isotermiche non si mescolano tra di loro, anche la consapevolezza realtiva ad un’ottava non si mescola con le altre.

Per fare un esempio, parliamo di materia ed energia. La separazione tra le due esiste fintanto che non si percepisce direttamente l’energia come tale, in modo diretto. A quel punto si vede che tra le due cose… la differenza è data dalla frequenza vibratoria. Ottava bassa: materia ed energia; ottava alta: solo energia.

Il mondo cambia completamente struttura intrinseca nell’istante in cui lo vediamo da un’ottava bassa oppure da una alta.

La morte, intesa come cessazione delle funzioni del corpo materiale, esiste eccome, ed è qualcosa di oggettivo.

Ma vista da un’ottava bassa è la fine della vita, vista da un’ottava alta sancisce semplicemente un cambio di strumento percettivo.

Ma fintanto che non realizziamo l’ottava alta, ecco che l’unica percezione possibile è quella di fine della vita. Nell’istante stesso in cui la nostra consapevolezza “approda” su un piano non materiale, ecco che la percezione precedente cessa di esistere.

Non è possibile “mescolare” le percezioni. Rimanendo all’esempio precedente: se mentre sono incarnato (ovvero possiedo e abito un corpo fisico), divento consapevole di piani superiori, la mia percezione della morte, improvvisamente svanirà completamente, sostituita da quella più oggettiva del “cambio di strumento”. Questa nuova percezione non potrà più cessare, fintanto che la mia consapevolezza rimarrà agganciata all’ottava superiore, esattamente nello stesso modo in cui, prima, era la vecchia percezione a non poter cessare.

Lo so, è una cosa non semplice da capire (e tantomeno da spiegare a parole), ma spero di aver almeno dato un’idea.

Ci si vede in giro!

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