>

Perchè le fake news aumentano in questo periodo





Pote­te ascoltare/scaricare il pod­ca­st qui sot­to oppu­re iscri­ver­vi al cana­le Telegram: 

Non ci vuo­le un esper­to per vede­re come, in que­sto perio­do di dif­fi­col­tà, il nume­ro di noti­zie fal­se sui social net­work è in costan­te aumen­to e tro­va, pur­trop­po, ampia riso­nan­za nel pubblico.

Il feno­me­no è ovvia­men­te piut­to­sto gra­ve, per­chè una noti­zia fal­sa, ad esem­pio sono nume­ro­se quel­le “nega­zio­ni­ste”, può inge­ne­ra­re com­por­ta­men­ti impru­den­ti o anche dan­no­si da par­te del­le per­so­ne più impres­sio­na­bi­li. Non è mio sco­po discu­te­re cosa fare e qua­li noti­zie sia­no fal­se e qua­li no, quan­to cer­ca­re di offri­re un pun­to di vista sul­la gene­si di que­sto feno­me­no ingravescente.

Ad oggi, la mag­gior par­te di que­ste noti­zie ver­te sul “nega­zio­ni­smo”, ovve­ro sul nega­re la gra­vi­tà del­la situa­zio­ne e, di con­se­guen­za, la neces­si­tà di misu­re vol­te a contenerla.

E’ ovvio che in tut­ti noi, la spe­ran­za che que­sto perio­do pos­sa pas­sa­re pre­sto è mol­to alta, così come è ovvio che a tut­ti fareb­be pia­ce­re alzar­si un mat­ti­no e sco­pri­re che tut­to que­sto non è sta­to altro che un brut­to sogno, un equi­vo­co… insom­ma, sco­pri­re che la real­tà non è così grave.

E’ altret­tan­to ovvio che pro­prio da que­sto nasce, in chi rice­ve que­ste noti­zie, una “per­mea­bi­li­tà” a que­sti argo­men­ti. Colo­ro che han­no una minor strut­tu­ra­zio­ne a livel­lo emo­ti­vo, psi­co­lo­gi­co e cul­tu­ra­le sono natu­ral­men­te più por­ta­ti a pren­de­re per buo­ne affer­ma­zio­ni di que­sto gene­re pro­prio per­chè rap­pre­sen­ta­no, per quan­to fal­se, una faci­le via di usci­ta ad una situa­zio­ne ogget­ti­va­men­te pesante.

Ma il vero pro­ble­ma sono colo­ro che le dif­fon­do­no per pri­mi. Pur non essen­do uno psi­co­lo­go, mi riten­go comun­que, per cul­tu­ra, inte­rio­ri­tà e ricer­ca, un buon cono­sci­to­re del­l’a­ni­mo uma­no ed è comun­que evi­den­te che die­tro a que­sta scon­si­de­ra­ta abi­tu­di­ne, c’è una sola ed uni­ca cosa: un egoi­smo tota­le. Che si mani­fe­sti nel­la ricer­ca di atten­zio­ne, o di visi­bi­li­tà come imma­gi­ne di per­so­nag­gio pub­bli­co o come “sem­pli­ce” ricer­ca di click su qual­che sito da una par­te o come voler appa­ri­re come gli uni­ci a sape­re la veri­tà dal­l’al­tra, alla fine sem­pre sot­to c’è un ego che si muo­ve per fini che di altrui­sti­co non han­no nul­la, anche se maga­ri non pro­prio nel 100% dei casi.

Diver­so è il discor­so per chi le noti­zie non le “vara” in pri­ma per­so­na ma le dif­fon­de. In que­sto caso val­go­no le con­si­de­ra­zio­ni pre­ce­den­ti ma, secon­do me, anco­ra più gra­vi. Se chi da per pri­mo una noti­zia fal­sa può far­lo in modo più o meno inge­gno­so, o più o meno in buo­na fede, chi inve­ce la con­di­vi­de sen­za pre­oc­cu­par­si di veri­fi­car­la pri­ma, oltre che egoi­sta a livel­li spes­so esa­ge­ra­ti, è anche dop­pia­men­te col­pe­vo­le, dato che non uti­liz­za il pro­prio buo­no sen­so e la pro­pria capa­ci­tà ana­li­ti­ca per diven­ta­re un fil­tro impor­tan­te davan­ti alla comunità.

Se una noti­zia fal­sa non vie­ne con­di­vi­sa, ver­rà in poco tem­po esclu­sa da qua­lun­que algo­rit­mo. Se inve­ce vie­ne dif­fu­sa, ecco che diven­te­rà, per lo stes­so algo­rit­mo, mol­to più “papa­bi­le” e ver­rà quin­di pro­po­sta e ripro­po­sta più e più vol­te, fomen­tan­do di fat­to la diffusione.

E’ nostra respon­sa­bi­li­tà con­di­vi­de­re o meno un con­te­nu­to che giu­di­chia­mo meri­te­vo­le di dif­fu­sio­ne. Far­lo sen­za un mini­mo di buon sen­so, rifles­sio­ne, ana­li­si e, per­chè no, con­trol­lo del­le fon­ti, è a parer mio un atto anco­ra più ese­cra­bi­le del­la pri­ma “crea­zio­ne” di quel contenuto.

L’i­gno­ran­za, la super­fi­cia­li­tà e la man­can­za di sen­so di respon­sa­bi­li­tà nei con­fron­ti del pros­si­mo sono gli uni­ci veri moti­vi die­tro la dif­fu­sio­ne di que­ste noti­zie spes­so mol­to ben costrui­te ma che, media­men­te, si smon­ta­no in meno di 5 minu­ti di inda­gi­ne mira­ta sui moto­ri di ricerca.

E se uno non ha la capa­ci­tà o la pos­si­bi­li­tà e la voglia di veri­fi­ca­re? Sem­pli­ce: nel dub­bio che tac­cia. Male non può fare.

Ci si vedrà in giro! (Sono cer­to tra non molto).

Con­di­vi­di

3 Comments

  1. Silvia ha detto:

    Ciao Franz, in que­sto perio­do mi sto spac­can­do la testa per cer­ca­re di capir­ci qual­co­sa. Rac­col­go ele­men­ti, anche discor­dan­ti tra loro, li met­to a con­fron­to e pro­se­guo così cer­can­do pun­ti fer­mi sui qua­li costruir­mi un’idea.
    Le fake news di cui tan­to si par­la, che esi­sto­no e sono sem­pre esi­sti­te (pri­ma le chia­ma­va­no leg­gen­de metro­po­li­ta­ne), sono ora ampli­fi­ca­te dai social e inter­net in gene­ra­le. Come dici tu basta un po’ di sen­so cri­ti­co, di ricer­ca del­le fon­ti e que­ste ven­go­no sma­sche­ra­te oppu­re, in man­can­za di suf­fi­cien­ti ele­men­ti che ne garan­ti­sca­no o meno l’at­ten­di­bi­li­tà, si può sem­pli­ce­men­te sospen­de­re il giu­di­zio in atte­sa di ulte­rio­ri dati.
    Ma quel­lo che pro­prio non mi pia­ce in que­sto perio­do è la ten­den­za ad eti­chet­ta­re come fake news qual­sia­si pen­sie­ro o infor­ma­zio­ne che non sia in linea con quel­lo domi­nan­te o con il dik­tat di cer­ti scien­zia­ti che, in nome del­la scien­za, addi­rit­tu­ra si spin­go­no a dif­fi­da­re e denun­cia­re scien­zia­ti e gior­na­li­sti che non la pen­sa­no come loro (vedi Pat­to Tra­sver­sa­le per la Scienza).
    Venia­mo tem­pe­sta­ti in tv da mes­sag­gi con­tro le fake news ma a me pare che spes­so que­sto pro­ble­ma ven­ga stru­men­ta­liz­za­to dal pen­sie­ro domi­nan­te per scre­di­ta­re opi­nio­ni diver­se dal­le loro.
    Pur­trop­po in que­sto cli­ma di emer­gen­za in cui sia­mo sta­ti pri­va­ti di alcu­ni dirit­ti costi­tu­zio­nal­men­te rico­no­sciu­ti e in cui sem­bra che la col­pa dei con­ta­gi che non si arre­sta­no sia di qual­che pas­seg­gia­to­re, non ci sto a rinun­cia­re anche alla liber­tà di opi­nio­ne e informazione.
    Ciao
    Silvia

    • Franz ha detto:

      Ciao Sil­via… che dire… pur­trop­po hai per­fet­ta­men­te ragio­ne. In più pos­so assi­cu­ra­re che il feno­me­no che indi­chi (usa­re il truc­co del “è una noti­zia fal­sa” con­tro qua­lun­que nozio­ne con­tra­ria al pen­sie­ro comu­ne) è in real­tà una stra­te­gia già in atto da diver­so tem­po, da mol­to pri­ma di que­sta situa­zio­ne sani­ta­ria. Un truc­co bece­ro, che pur­trop­po è dif­fi­ci­le da con­tra­sta­re, per­chè qua­lun­que fon­te si indi­chi a sup­por­to vie­ne anch’es­sa addi­ta­ta come “non affi­da­bi­le”. E’ il siste­ma usa­to dai fami­ge­ra­ti “siti anti bufa­la”, dove vige il fana­ti­smo al con­tra­rio, ovve­ro “la scien­za ha sem­pre ragio­ne” a pre­scin­de­re da qua­lun­que buon senso.
      E’ quel feno­me­no da mol­ti descrit­to come “la scien­za è la nuo­va reli­gio­ne”, cosa che deri­va diret­ta­men­te da uno scien­ti­smo mate­ria­li­sta e del tut­to idio­ta ma che tro­va sem­pre più for­za nel­la man­can­za di capa­ci­tà di discer­ni­men­to del­le per­so­ne che si alli­nea­no sem­pre più facil­men­te a qua­lun­que fon­te “uffi­cia­le”, sen­za alcu­na capa­ci­tà critica.
      La liber­tà di opi­nio­ne è sacra e invio­la­bi­le, alme­no secon­do me, ma andreb­be rico­no­sciu­ta per tale, ovve­ro pro­prio per quel­la che è. Un’o­pi­nio­ne non deve esse­re pro­pa­la­ta come un fat­to asso­da­to. Allo stes­so tem­po, occor­re­reb­be anche la liber­tà (e la volon­tà) di veri­fi­ca­re anche quel­le opi­nio­ni che van­no con­tro il pen­sie­ro cor­ren­te. Ed è que­sto l’a­spet­to più ter­ri­fi­can­te del­lo scien­ti­smo di cui par­lo sopra. La scien­za dovreb­be veri­fi­ca­re tut­to, non solo quel­lo che è già asso­da­to. E soprat­tut­to dovreb­be esse­re libe­ra e non “money-dri­ven”, ovve­ro non sog­get­ta a ragio­ni eco­no­mi­che che ne gui­da­no le scel­tae. La liber­tà di infor­ma­zio­ne dovreb­be ave­re le stes­se pos­si­bil­tà ma anche qui, le infor­ma­zio­ni dovreb­be­ro esse­re tali ma, soprat­tut­to, dovreb­be­ro esse­re divul­ga­te per quel­lo che sono: infor­ma­zio­ni. Per que­sto gli orga­ni di stam­pa dovreb­be­ro esse­re i pri­mi ad auto­re­go­lar­si e for­ni­re infor­ma­zio­ni non solo di regime.

      • Silvia ha detto:

        Sì Franz, sono ben coscien­te che la stru­men­ta­liz­za­zio­ne del­le fake news non sia un feno­me­no nuo­vo, me ne sono pie­na­men­te resa con­to qual­che anno fa gra­zie alla mini­stra Loren­zin e la sua leg­ge sul­l’ob­bli­ga­to­rie­tà dei vac­ci­ni ai bambini…
        Ci vuo­le corag­gio a guar­da­re in fac­cia la real­tà del­le cose e for­za nel non deprimersi.
        A pre­sto! Silvia