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Entrare in un principio





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Esi­sto­no i prin­cì­pi? Cer­to, sono quel­li che in filo­so­fia a vol­te si iden­ti­fi­ca­no con i cosid­det­ti “arche­ti­pi” (non sem­pre e che comun­que non han­no a che vede­re con Jung e psi­co­lo­gia varia).

Potrem­mo defi­ni­re un prin­ci­pio pro­prio par­ten­do dal signi­fi­ca­to del ter­mi­ne: prin­ci­pio = ini­zio. Ogni prin­ci­pio è cau­sa di una serie di effet­ti che sono in qual­che modo le con­se­guen­ze, sep­pur lon­ta­ne, di quel­la causa.

Tut­ta­via, come è noto, men­tre par­ten­do da una cau­sa è pos­si­bi­le cono­scer­ne gli effet­ti, il con­tra­rio, alme­no in teo­ria, non lo è.

Se dia­mo fuo­co ad un cioc­co di legno, dal­la cene­re che rima­ne è impos­si­bi­le rico­strui­re il cioc­co ori­gi­na­le. Meno anco­ra è pos­si­bi­le ricon­dur­si al fuo­co che lo ha bruciato.

Quin­di come si fa? La rispo­sta è: biso­gna entrar­ci. E si entre­rà in un prin­ci­pio tan­to quan­to la nostra con­sa­pe­vo­lez­za e, soprat­tut­to, la nostra rea­liz­za­zio­ne sono in gra­do di coglie­re. Se la nostra inte­rio­ri­tà si col­lo­ca su un pia­no che non com­pren­de quel prin­ci­pio, allo­ra ne potre­mo coglie­re una par­te, ovve­ro quel­la che imma­ne quel piano.

Tut­ta­via occor­re fare una distin­zio­ne tra “coglie­re” e “rea­liz­za­re”. Dove la pri­ma espres­sio­ne rap­pre­sen­ta un pro­ces­so di com­pren­sio­ne (leg­gi “por­ta­re all’in­ter­no”) men­tre la secon­da un pro­ces­so di resa rea­le (ren­de­re rea­le = realizzare).

Pos­so coglie­re un prin­ci­pio a livel­lo di com­pren­sio­ne ma poi devo rea­liz­zar­lo, quin­di ren­de­re quel­la com­pren­sio­ne coscien­te e con­gruen­te al pia­no in cui mi trovo.

Un prin­ci­pio può anche esse­re col­to nel­la sua tota­li­tà pur da pia­ni che non lo vedo­no com­ple­ta­men­te espres­so e que­sto deter­mi­ne­rà una bru­sca acce­le­ra­zio­ne del­la con­sa­pe­vo­lez­za di colui che lo coglie, una sor­ta di “strap­po” ver­so l’al­to, come se un pesca­to­re (il prin­ci­pio) tiras­se di col­po una len­za alla cui estre­mi­tà si tro­va l’a­mo che abbia­mo pre­so in boc­ca, tra­sci­nan­do­ci di bot­to ver­so l’alto.

Entra­re in un prin­ci­pio signi­fi­ca, in qual­che modo, spe­ri­men­tar­lo in sé. Uno dice: “… ma allo­ra… sia­mo noi che entria­mo in un prin­ci­pio o il con­tra­rio?

In real­tà entram­be le cose. Se entria­mo in un prin­ci­pio, che per defi­ni­zio­ne è più gran­de di noi altri­men­ti non sareb­be tale, una par­te di quel prin­ci­pio, quel­la che avre­mo com­pre­so, rima­ne den­tro di noi.

E un po’ come se ci but­tas­si­mo in una pisci­na pien­za di gela­ti­na alle fra­go­le e ne man­gias­si­mo un po’ (pos­si­bil­men­te sen­za anne­ga­re). Quan­do usci­re­mo dal­la pisci­na, avre­mo un po’ di gela­ti­na nel­lo sto­ma­co. Quin­di sare­mo entra­ti nel­la gela­ti­na e la gela­ti­na sarà entra­ta in noi.

Così quel­la par­te che avre­mo al nostro inter­no ci darà la pos­si­bi­li­tà di coglie­re il prin­ci­pio nel­la sua intie­rez­za, dato che non esi­ste un solo ato­mo di que­sto uni­ver­so che non con­ten­ga l’u­ni­ver­so com­ple­to, così la “gela­ti­na” nel nostro sto­ma­co con­tie­ne in sé l’in­te­ro “prin­ci­pio gelatina”.

Tut­ta­via una cosa deve esse­re chia­ra: se non ci tuf­fia­mo in quel­la pisci­na, è vero che potre­mo un gior­no comun­que acce­de­re al suo prin­ci­pio ma, alme­no per il momen­to, avre­mo ben pochi stru­men­ti per acco­glier­lo in noi e di con­se­guen­za anco­ra meno stru­men­ti per rea­liz­zar­lo nel­la sua completezza.

Anco­ra una vol­ta, la ricer­ca del­la Veri­tà non può che esse­re rea­liz­za­ti­va, spe­ri­men­ta­le (nel sen­so di spe­ri­men­ta­re le cose, non di pro­var­ci e basta) ma la quan­ti­tà e pro­fon­di­tà del­le rea­liz­za­zio­ni che pos­so­no sca­tu­ri­re da una sin­go­la spe­ri­men­ta­zio­ne, è vir­tual­men­te infi­ni­to. Che è come dire che dal­la rea­liz­za­zio­ne del­la gela­ti­na alla fra­go­la pos­sia­mo arri­va­re pro­prio al “prin­ci­pio gela­ti­na”, cau­sa e moti­vo in sé

Tut­ta­via, come al soli­to… fin­ché non fac­cia­mo un caz­zo, non cam­bia un cazzo.

Com­pre­sa la nostra comprensione.

Ci si vede in giro!

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