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Il Papa che respinge il Dalai Lama ma accoglie Erdogan





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Lo han­no fat­to nota­re in pochi sui social e, ovvia­men­te, nes­su­no sul­le testa­te gior­na­li­sti­che, ormai così dege­ne­ra­te che sareb­be­ro da chiu­de­re per legge.

Qual­che gior­no fa, secon­do una nuo­va tra­di­zio­ne da far veni­re i bri­vi­di, c’è sta­to l’en­ne­si­mo acco­gli­men­to in Ita­lia con i più gran­di ono­ri di un per­so­nag­gio che, a mio per­so­na­le pare­re, sareb­be da ban­di­re dal­la raz­za uma­na ed esi­lia­re dal pianeta.

Tem­po fa è sta­to accol­to con tut­ti gli ono­ri quel Soros di cui più o meno tut­ti san­no quan­to sia dedi­to alle peg­gio­ri e più spre­giu­di­ca­te mano­vre di pote­re (ovvia­men­te al negativo).

Qual­che gior­no fa sia­mo arri­va­ti al peg­gio, con papa Ber­go­glio che, dopo aver da poco nega­to l’u­dien­za al Dalai Lama, è riu­sci­to ad acco­glie­re a brac­cia aper­te Erdo­gan, subi­to dopo.

Si nega il con­tat­to a chi da anni si bat­te sen­za vio­len­za e con pro­fon­da cono­scen­za e com­pas­sio­ne per la liber­tà del pro­prio popo­lo e si acco­glie a brac­cia aper­te chi si ren­de pro­ta­go­ni­sta dei più orren­di delit­ti con­tro la liber­tà, repri­men­do nel san­gue e sen­za la mini­ma esi­ta­zio­ne qua­lun­que atto poli­ti­co con­tra­rio al regi­me dit­ta­to­ria­le da lui stes­so eretto.

Si nega il con­tat­to ad un esu­le il cui uni­co “cri­mi­ne” è quel­lo di sta­re sul­le pal­le ai cine­si e si acco­glie a brac­cia aper­te un uomo che non esi­ta a spa­ra­re per repri­me­re nel san­gue la pro­te­sta popolare.

Si nega il con­tat­to a chi difen­de la liber­tà pro­pria e del­l’in­te­ra uma­ni­tà ma si acco­glie a brac­cia aper­te chi cen­su­ra non solo la paro­la, ma qua­lun­que atteg­gia­men­to di libe­ro pen­sie­ro, con il car­ce­re o con pene anco­ra più dure, non ulti­ma la tor­tu­ra e la morte.

E non par­lo del­la clas­se poli­ti­ca ita­lia­na, del­la qua­le ormai non si può più dire nul­la di quan­to non si sia già det­to in ter­mi­ni di cial­tro­ne­ria, inet­ti­tu­di­ne, cor­ru­zio­ne e ini­qui­tà, ma del­la per­so­na che dovreb­be fare di liber­tà, amo­re e com­pas­sio­ne la pro­pria stes­sa ragio­ne di vita e che inve­ce spro­fon­da nel­la più pro­fon­da, col­pe­vo­le e negli­gen­te ini­qua indo­len­za e man­can­za di umanità.

Abbrac­cia­re i demo­ni e cac­cia­re i san­ti: la chie­sa pro­prio non si smen­ti­sce mai, vero Bergoglio?

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