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Shadowhunters: una saga a dir poco becera

https://youtu.be/CV3WlQAiGxA

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Quest’estate, volen­do pro­prio rilas­sa­re la men­te, sono anda­to a cac­cia di roman­zi “faci­li”. Entrato in una libre­ria, mi cade l’oc­chio su un volu­me del­la serie “Shadowhunters, di Cassandra Clare. Mi infor­mo dal­la libra­ia la qua­le mi dice che sono tal­men­te ven­du­ti che pra­ti­ca­men­te con­ti­nua a ricom­prar­li e van­no esau­ri­ti il gior­no dopo.

Incuriosito ho let­to il pri­mo, sco­pren­do una cosa inte­res­san­te, che mi ha por­ta­to a com­pra­re tut­ta la saga e leg­ge­re tut­ti e sei i volu­mi (sono for­tu­na­to: leg­go piut­to­sto rapi­da­men­te e li ho fat­ti fuo­ri in poco più di una settimana).

La cosa inte­res­san­te che vole­vo veri­fi­ca­re, nel leg­ge­re tut­ti i volu­mi era per qua­le moti­vo un libro dal­la tra­ma così di bas­sa lega, così “igno­ran­te”, potes­se diven­ta­re un best seller.

In sin­te­si qui par­lia­mo di uno sti­le cosid­det­to “urban fan­ta­sy” ovve­ro di fan­ta­sy ambien­ta­to in cit­tà moder­ne al tem­po attua­le. In que­sto caso abbia­mo la sto­ria di un grup­po di ragaz­zi appar­te­nen­ti a diver­se raz­ze magi­che (c’è di tut­to, vam­pi­ri, lican­tro­pi, ange­li, nephi­lim, demo­ni etc. etc.) che si tro­va­no a lot­ta­re uni­ti con­tro il male. In par­ti­co­la­re i due pro­ta­go­ni­sti prin­ci­pa­li appar­ten­go­no alla raz­za dei nephi­lim (una leg­gen­da pro­ve­nien­te da diver­si testi bibli­ci e reli­gio­si di varie cul­tu­re, che descri­ve i nephi­lim come i discen­den­ti di esse­ri gene­ra­ti dal­l’u­nio­ne tra ange­li ed esse­ri umani).

Sei volu­mi let­te­ral­men­te costrui­ti a tavo­li­no, in cui il fan­ta­sy occu­pa di fat­to un posto secon­da­rio, men­tre da padro­ne la fan­no le vicen­de mora­li ed emo­ti­ve, ma del ran­go più bas­so che vi pos­sa veni­re in men­te, degli ado­le­scen­ti protagonisti.

Un mora­li­smo bece­ro, una fal­sa pro­fon­di­tà che por­ta alla super­fi­cia­li­tà più esa­cer­ba­ta, alla stes­sa stre­gua di quel­lo che si vede avve­ni­re in una pun­ta­ta di “Amici” o simi­li tra­smis­sio­ni odierne.

Il dan­no di que­sto gene­re di libri è pro­prio que­sto: legit­ti­ma­re un mon­do asso­lu­ta­men­te irrea­le ma non in quan­to basa­to su esse­ri mito­lo­gi­ci o raz­ze magi­che, quan­to per­chè rac­con­ta un mon­do emo­ti­vo e mora­li­sti­co com­ple­ta­men­te idio­ta in cui i ragaz­zi e gli ado­le­scen­ti di oggi sono già com­ple­ta­men­te, tri­ste­men­te immersi.

Poteva esse­re un modo per mostra­re un mon­do più dila­ta­to, una dimen­sio­ne di mag­gio­re pro­fon­di­tà e pos­si­bi­li­tà ma nien­te, alla fine è un’o­pe­ra­zio­ne com­mer­cia­le che ha come uni­ca con­se­guen­za quel­la di rove­scia­re addos­so al let­to­re il mora­li­smo e la limi­ta­tez­za di quel­la visio­ne estre­ma­men­te super­fi­cia­le che vie­ne sem­pre più impo­sta da media main­stream e orga­ni di dif­fu­sio­ne di mas­sa ai futu­ri uomi­ni i qua­li, cre­scen­do sot­to l’e­gi­da di tan­ta mise­ria emo­ti­va, non saran­no sicu­ra­men­te in gra­do, una vol­ta adul­ti, di pren­de­re del­le deci­sio­ni profonde.

Da non leg­ge­re, se possibile!

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