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Libri per sapere: Il nunzio del bene venturo di G. I. Gurdjieff

Il pri­mo libro pub­bli­ca­to per­so­nal­men­te da Gurdjeff (e anche l’u­ni­co pub­bli­ca­to fin­tan­to che è rima­sto in vita). Contiene alcu­ni inse­gna­men­ti estre­ma­men­te uti­li ma più che altro è un mani­fe­sto del­la com­ples­sa per­so­na­li­tà e for­ma­zio­ne di Gurdjieff e del suo modo di per­ce­pi­re e met­te­re in pra­ti­ca l’insegnamento.

Se voglia­mo, anche un modo per capi­re un pelo di più uno degli uomi­ni più com­ples­si del pano­ra­ma eso­te­ri­co di quel­l’e­po­ca e anche una chia­ve per inter­pre­ta­re la per­so­na­le, per quan­to discu­ti­bi­le, scel­ta da lui effet­tua­ta di segui­re la “via del bia­si­mo” per evi­ta­re quel­la miste­rio­sa con­di­zio­ne che lui stes­so chia­ri­sce ben poco, det­ta “Tzvarnoharno”.

Una con­di­zio­ne che, una vol­ta venu­ta­si a rea­liz­za­re nel­l’in­ter­no di qual­cu­no che pur lavo­ra per il bene del­l’u­ma­ni­tà por­ta inva­ria­bil­men­te alla distru­zio­ne sia sua che di colo­ro che lo seguo­no in essa.

Un testo per mol­ti ver­si appa­ren­te­men­te noio­so, ma solo se lo si estra­po­la dal con­te­sto ori­gi­na­rio, o se lo si affron­ta arma­ti di trop­pe o erra­te aspettative.

In real­tà, “Il Nunzio del Bene Venturo” può esse­re dav­ve­ro visto come un chia­ve per dipa­na­re alcu­ni dei lati miste­rio­si del gran­de Gurdjieff.

Da leg­ge­re, sen­za dubbio.

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2 Comments

  1. Patrizio ha detto:

    Ciao Franz
    Perdona la mia igno­ran­za.. Ti chie­do di chia­ri­re quan­to dici rela­ti­va­men­te alla via del bia­si­mo per evi­ta­re la con­di­zio­ne di “Tzvarnoharno”. Se pos­si­bi­le, ovvia­men­te. Non cono­sce­vo l’e­si­sten­za di que­sto libro e in que­sto perio­do sto ripren­den­do in mano alcu­ni testi rela­ti­vi all’in­se­gna­men­to di Gurdjieff per trar­re del­le infor­ma­zio­ni sul­la mac­chi­na uma­na… Direi, più pre­ci­sa­men­te, che una serie di cir­co­stan­ze mi han­no por­ta­to a ripren­der­ne la let­tu­ra per far chia­rez­za, a livel­lo men­ta­le, sul fun­zio­na­men­to e la strut­tu­ra del­la mac­chi­na uma­na. Grazie per l’e­ven­tua­le rispo­sta, altri­men­ti ti salu­to con tut­to il cuo­re e ti rin­gra­zio sem­pre per quel­lo che fai in que­sto blog.

    • Francesco Franz Amato ha detto:

      Più che altro scu­sa tu per il ritar­do di que­sta rispo­sta… La via del bia­si­mo scel­ta da Gurdjieff in sostan­za era la scel­ta di un com­por­ta­men­to appun­to “bia­si­me­vo­le”, per evi­ta­re l’at­tac­ca­men­to e la dipen­den­za psi­co­lo­gi­ca degli allie­vi. In poche paro­le Gurdjieff si com­por­ta­va come uno stron­zo eme­ri­to appo­si­ta­men­te, in modo da non for­ni­re appi­gli che pro­du­ces­se­ro una dipen­den­za nel­le per­so­ne a cui inse­gna­va. Tuttavia pare che abbia un po’ esa­ge­ra­to con tale atteg­gia­men­to, pro­du­cen­do l’ef­fet­to con­tra­rio, come lui stes­so ammet­te, sep­pur vela­ta­men­te dato un note­vo­le ego che lo con­trad­di­stin­gue­va, pro­prio nel testo di cui parliamo.
      Buona giornata!