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Cosa faccio qui e perchè ogni tanto mando qualcuno a fare in culo..

il-vaffa-sta-bene-con-tutto

“Io ti male­di­co” se non ci fos­se biso­gneb­be inventarlo!

Per “qui” inten­do “la rete” ma anche lo spa­zio di espe­rien­za in cui ten­go i miei cor­si e le varie cose correlate.

Anzi­tut­to chia­ria­mo il pri­mo pun­to: se con­di­vi­do qual­co­sa è per­ché sono fer­ma­men­te con­vin­to che que­sti tem­pi sia­no sem­pre più oscu­ri e che se qual­cu­no ci vede qual­co­sa appe­na un po’ di più degli altri abbia il dove­re (non­ché insin­da­ca­bi­le dirit­to) di dir­lo ad alta voce.

Atten­zio­ne: ho par­la­to di dirit­to e di dove­re. Non ho scrit­to “biso­gno”.

Da que­sto il let­to­re, anche mode­ra­ta­men­te scal­tro, dovreb­be com­pren­de­re che se con­di­vi­do qual­co­sa, una tec­ni­ca, un man­tra, anche solo un’os­ser­va­zio­ne sul mon­do, non lo fac­cio per biso­gno per­so­na­le ma in quan­to fer­ma­men­te con­vin­to di quan­to det­to sopra.

In più, beh… cer­ta­men­te c’è anche que­sto, il fat­to è che se ti ritro­vi cir­con­da­to da idio­ti, pri­ma o poi que­sto vie­ne a tuo dan­no. Se non ora, cosa comun­que pro­ba­bi­le, dicia­mo­ce­lo: il rischio è che alla pros­si­ma vita tut­ti ci tro­ve­re­mo incar­na­ti in un mon­do che, se ci dice bene, è esat­ta­men­te quel­lo che abbia­mo lascia­to, e per miglio­ra­re il qua­le non abbia­mo mai fat­to una ceppa.

In sin­te­si, la pro­ba­bi­li­tà di mori­re in un mon­do di mer­da oppu­re, per chi ci cre­de, di rein­car­nar­si in uno anco­ra più di mer­da, è mol­to ele­va­ta. Da qui, se voglia­mo, una cer­ta “biso­gna” di miglio­ra­re le cose.

Da que­sto pri­mo pun­to pos­sia­mo sal­ta­re diret­ta­men­te al secon­do: se a qual­cu­no non sta bene quel­lo che dico o che pen­so, non è che ci sia un eser­ci­to di medi­ci o di poli­zia che lo obbli­ghi a leg­ge­re le mie paro­le. Ergo, può anda­re ad affon­da­re il gru­gno dove più gli tira che a me non fre­ga la pro­ver­bia­le ceppa!

Quel­lo che mi fre­ga è quan­do qual­cu­no vie­ne a discu­te­re quel­lo che dico sen­za pre­oc­cu­par­si di ave­re il cer­vel­lo collegato.

Cioè… inten­dia­mo­ci: non è che non sono dispo­sto a discu­te­re il mio pen­sie­ro o le mie tesi. E’ che non sono dispo­sto a far­lo con chi non vuo­le capir­ci qual­co­sa, ma solo dimo­stra­re che “ha ragio­ne lui” ovvia­men­te in anti­te­si. Vuoi discu­te­re quel­lo che dico? Vuoi con­fu­tar­lo, par­lan­do­ne da per­so­na civi­le? Nes­sun problema!

Vie­ni a fare il pir­la, por­tan­do­ti die­tro una vita di min­chia­te di cui alla fine ti sei o ti han­no con­vin­to? Ecco… a quel pun­to scat­ta il vaf­fan­cu­lo. Il che signi­fi­ca che, dove pos­so, evi­te­rò non solo di par­la­re con te ma anche che tu pos­sa acce­de­re ai con­te­nu­ti da me con­di­vi­si. E que­sto per­chè il mio sco­po non è quel­lo di sod­di­sfa­re un egoi­co biso­gno di noto­rie­tà e nepu­re quel­lo di rac­con­ta­re alla gen­te i caz­zi miei.

Il mio sco­po è quel­lo di cam­bia­re me stes­so (pos­si­bil­men­te in meglio, ovve­ro in dire­zio­ne evo­lu­ti­va) e con­di­vi­de­re con le per­so­ne quel­lo che sco­pro nel cor­so di que­sto processo.

Ergo, se non vi pia­ce quel­lo che scri­vo e non vole­te pro­prio anda­re a leg­ge­re qual­co­s’al­tro ma vi pia­ce l’i­dea di veni­re a fare pole­mi­ca sul mio dia­rio di FB o sul mio blog… beh non mera­vi­glia­te­vi se pren­de­te un vaf­fan­cu­lo e vi ritro­va­te bloc­ca­ti: non sono tenu­to a discu­te­re con chi non mi va di far­lo, e nep­pu­re a rispon­de­re a con­si­de­ra­zio­ni idio­te da par­te di gen­te che pas­sa la sua gior­na­ta a con­di­vi­de­re caz­za­te e poi pre­ten­de di veni­re a far­mi la mora­le (che se poi con­di­vi­des­se caz­za­te ma faces­se osser­va­zio­ni sen­sa­te nes­su­no avreb­be nul­la da ridire).

Que­sto non è più un mon­do in cui scher­za­re. Si pos­so­no ave­re momen­ti di relax, cer­to, ma poi occor­re ritor­na­re alla con­cen­tra­zio­ne, per­chè la vita che vivia­mo è sem­pre più rac­chiu­sa in para­me­tri di “non libertà”.

E con­ti­nuan­do a con­di­vi­de­re caz­za­te la cosa non cambia.

Anzi…

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