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Cogliere il senso al di là dei particolari: un modo per “vedere” una realtà più dilatata

Imbri­glia­re la visio­ne di qual­cu­no rele­gan­do­la ad uno o più par­ti­co­la­ri stu­dia­ti ad arte: un truc­co usa­to costan­te­men­te da ogni gene­re di media, dai poli­ti­ci e, in buo­na sostan­za, da chiun­que abbia un pro­prio inte­res­se nel non far coglie­re agli even­tua­li inter­lo­cu­to­ri il vero sen­so di quel­lo che sta dicendo.

La capa­ci­tà di non far­si fre­ga­re da que­sto truc­co non è inna­ta ma va svi­lup­pa­ta nel tem­po. Tut­ta­via non biso­gna pen­sa­re ad essa solo come “dife­sa” con­tro le fre­ga­tu­re, per quan­to det­ta uti­li­tà sia inne­ga­bi­le, ma soprat­tut­to come meto­do per amplia­re la pro­pria capa­ci­tà di coglie­re la realtà.

Noi per­ce­pia­mo una por­zio­ne di ciò che è, ma que­sta por­zio­ne può diven­ta­re sem­pre più este­sa, man mano che la nostra capa­ci­tà di per­ce­zio­ne cre­sce. Ne vole­te una pro­va? Entram­bi i nostri occhi vedo­no il nostro naso… sem­pre. Ma il nostro cer­vel­lo sem­pli­ce­men­te lo can­cel­la dal­la nostra visione!

Ovvia­men­te per pro­dur­re una cre­sci­ta in que­sto sen­so occor­re… FARE; anda­re ad una con­fe­ren­za, leg­ge­re un libro o guar­da­re un video o un film pos­so­no dare uno sti­mo­lo, ma se non fare­mo nul­la… non cam­bie­rà nulla!

Un buon modo per ini­zia­re è quel­lo di impa­ra­re a usa­re un visio­ne d’in­sie­me in sen­so fisi­co. Pos­sia­mo ad esem­pio cam­mi­na­re per stra­da guar­dan­do davan­ti a noi ma sen­za con­cen­tra­re l’at­ten­zio­ne sul­la zona in cui clas­si­ca­men­te la con­cen­tria­mo, ovve­ro l’a­rea cen­tra­le del nostro cam­po visivo.

E’ un sem­pli­ce, pic­co­lis­si­mo sfor­zo di volon­tà: dob­bia­mo sem­pli­ce­men­te voler vede­re… tut­to quel­lo che abbia­mo davan­ti, fino ai limi­ti del cam­po visi­vo. Se pro­va­te a fare que­sto pic­co­lo sfor­zo, improv­vi­sa­men­te vi accor­ge­re­te che pote­te vede­re mol­te più cose di quan­te non vedia­te di soli­to ma, soprat­tut­to, pro­dur­re­te un pri­mo pas­so ver­so la disi­den­ti­fi­ca­zio­ne da ciò che vede­te. Se con­cen­tria­mo l’at­ten­zio­ne su un sin­go­lo par­ti­co­la­re, l’i­den­ti­fi­ca­zio­ne con quel par­ti­co­la­re è die­tro l’an­go­lo, ma se inve­ce “allar­ghia­mo” il nostro cam­po visi­vo, que­sto pro­ces­so vie­ne rallentato.

Si pos­so­no sco­pri­re cose inte­res­san­ti in que­sto modo: ad esem­pio si pos­so­no coglie­re i flus­si di movi­men­to del­le per­so­ne davan­ti a noi e sco­pri­re che in qual­che modo quei flus­si sono a dire­zio­ne qua­si obbli­ga­ta. Per esem­pio potrem­mo sco­pri­re che l’in­con­sa­pe­vo­lez­za por­ta sem­pre a segui­re la via di minor resi­sten­za, moti­vo per cui le per­so­ne che devo­no, ad esem­pio, anda­re a pren­de­re la metro­po­li­ta­na, seguo­no tut­te lo stes­so per­cor­so, men­tre basta cam­mi­na­re un po’ più in fret­ta per seguir­ne un altro e ave­re mol­to più spa­zio vitale.

Oppu­re potrem­mo sco­pri­re che il moti­vo per cui com­pria­mo una data mar­ca di biscot­ti al super­mer­ca­to non è che li pre­fe­ria­mo, ma solo che sono dispo­sti ad arte negli scaf­fa­li in modo che sia­no quel­li più faci­li da vede­re (e da pren­de­re), men­tre baste­reb­be guar­da­re un po’ più in alto o in bas­so per sco­prir­ne di mol­to più buo­ni, anche se non van­no d’ac­cor­do con le gestio­ne del repar­to vendite.

O anche, potrem­mo sco­pri­re che c’è un’au­to che sta per inve­stir­ci che nor­mal­men­te non avrem­mo nep­pu­re notato…

E’ un pic­co­lo sfor­zo quel­lo di allar­ga­re il cam­po visi­vo, ma in real­tà è un alle­na­men­to. Con­ti­nuan­do a met­ter­lo in atto infat­ti, intro­du­cia­mo nel­la nostra men­te uno sche­ma che non è quel­lo con­sue­to. Ma si trat­ta di uno sche­ma che adot­ta­to, per fare un esem­pio, a livel­lo di pen­sie­ro, ci per­met­te­reb­be di coglie­re, sem­pre per fare un esem­pio, dove va a para­re la linea edi­to­ria­le di un quo­ti­dia­no, con­sen­ten­do­ci di iden­ti­fi­ca­re imme­dia­ta­men­te la distor­sio­ne del­le noti­zie che spes­so vie­ne mes­sa in atto sen­za rite­gno alcu­no dai pen­ni­ven­do­li italiani.

Si trat­ta in buo­na sostan­za di un meto­do per ripro­gram­ma­re la nostra men­te e la nostra con­sa­pe­vo­lez­za su un livel­lo leg­ger­men­te supe­rio­re. Non impor­ta quan­to pic­co­la sia la dif­fe­ren­za con il livel­lo pre­ce­den­te: quel­lo che con­ta è che su que­sto nuo­vo livel­lo rice­ve­re­mo più stimoli.

E que­sto, come dis­se il bar­do, è pur sem­pre qualcosa!

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2 Comments

  1. Hugus ha detto:

    Mi com­pli­men­to con te Franz, un con­si­glio impor­tan­te ma scrit­to in modo semplice…leggibile e soprat­tut­to capibile 🙂
    Con­ti­nua così !!!
    Hugus