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Perchè occorre imparare a cambiare la propria qualità?

Quan­do ci rap­por­tia­mo con il mon­do ester­no, non pas­sa­no solo le nostre paro­le, il nostro lin­guag­gio, la nostra mimi­ca e le nostre espressioni.

In real­tà, quel­lo che gio­ca la par­te del leo­ne in tut­ti i rap­por­ti tra noi ed il mon­do, sia­no essi con esse­ri uma­ni ma anche con l’am­bien­te e le situa­zio­ni, è la nostra qualità.

In que­sto caso par­lia­mo del­la qua­li­tà glo­ba­le, una sor­ta di mes­sag­gio com­po­si­to che inte­ra­gi­sce con l’am­bien­te in cui ci tro­via­mo a tut­ti i livelli.

La qua­li­tà che vibra al nostro inter­no è quel­la che di fat­to ha il mag­gior impat­to, sia sul­le per­so­ne che sul­le cose, gli ani­ma­li… ma anche (e que­sto non è affat­to qual­co­sa da sot­to­va­lu­ta­re) con tut­to il resto del mon­do, dove per mon­do si inten­de la som­ma di ciò che risuo­na con il nostro cam­po di esperienza.

Ave­te mai pro­va­to ad entra­re, per fare un esem­pio, in un uffi­cio e rea­liz­za­re all’i­stan­te un’at­mo­sfe­ra di osti­li­tà nei vostri con­fron­ti? Non sono le vostre paro­le per­chè non ave­te anco­ra aper­to boc­ca, non è il vostro aspet­to per­chè le per­so­ne non han­no anco­ra avu­to il tem­po di ana­liz­zar­lo… dun­que che cos’è che ha gene­ra­to quell’effetto?

La qua­li­tà!

Si trat­ta di un cam­po vibra­to­rio che cir­con­da ognu­no di noi e che cam­bia ad una velo­ci­tà impres­sio­nan­te, di soli­to in accor­do con l’e­mo­ti­vo il qua­le, se non cor­ret­ta­men­te gesti­to, ha la pes­si­ma abi­tu­di­ne di cam­bia­re anco­ra più velocemente.

Il rap­por­to tra qua­li­tà ed emo­ti­vo è di soli­to bidi­re­zio­na­le e stret­tis­si­mo. A tale emo­zio­ne coin­ci­de tale qua­li­tà e viceversa.

Esse­re con­sa­pe­vo­li del pro­prio emo­ti­vo non signi­fi­ca rinun­cia­re a pro­va­re emo­zio­ni. Anzi, esat­ta­men­te il con­tra­rio: signi­fi­ca mol­to più spes­so impa­ra­re a dire­zio­nar­le, a fare in modo che non inter­fe­ri­sca­no con la nostra vita e, in ulti­ma ana­li­si, con la nostra qualità.

Impa­ra­re a cam­bia­re la pro­pria qua­li­tà signi­fi­ca di fat­to appren­de­re un nuo­vo lin­guag­gio. Una for­ma di comu­ni­ca­zio­ne che, all’i­ni­zio, può addi­rit­tu­ra nep­pu­re sem­bra­re tale o appa­ri­re alie­na. Ma a tut­ti gli effet­ti è la pri­ma e più impor­tan­te for­ma di comu­ni­ca­zio­ne di cui fac­cia­mo uso, anche se nel­la nor­ma­le vita quo­ti­dia­na non ci accor­gia­mo di usarla.

Non accor­ger­si del­la pro­pria qua­li­tà equi­va­le a par­la­re nel son­no: non abbia­mo il mini­mo con­trol­lo su quel­lo che diciamo.

Ecco quin­di che impa­ra­re a gesti­re la qua­li­tà con cui ci pre­sen­tia­mo al mon­do costi­tui­sce un impor­tan­te pas­so per arri­va­re ad ave­re rap­por­ti uma­ni e socia­li più veri, pro­fon­di e sinceri.

Ma non fini­ce qui: gesti­re la pro­pria qua­li­tà influi­sce anche su cam­pi mol­to più este­si che non quel­li stret­ta­men­te per­so­na­li o uma­ni. Noi attra­ia­mo ciò che ci asso­mi­glia. Quin­di, per fare un esem­pio, con una qua­li­tà sem­pre nega­ti­va, fini­re­mo per attrar­re mag­gior­men­te even­ti di que­sto tipo.

Per fare un esem­pio, nel bra­no che tro­va­te qui di segui­to, ho usa­to la voce per “spo­sta­re” la mia cen­tra­tu­ra dal secon­do al quar­to cha­kra. Que­sto, ovvia­men­te, equi­va­le a cam­bia­re in modo pro­fon­do la pro­pria qualità.

Impa­ra­re a cam­bia­re la nostra qua­li­tà signi­fi­ca, in buo­na sostan­za, impa­ra­re a inte­ra­gi­re con il mon­do con una comu­ni­ca­zio­ne estre­ma­men­te più raf­fi­na­ta, pre­ci­sa ed efficace.

Una moda­li­tà di inte­ra­zio­ne che sta all’u­so del­la paro­la quan­to un moder­no scher­mo digi­ta­le al dise­gno sul­la pie­tra di un uomo di Cro – Magnon.

httpvh://www.youtube.com/watch?v=dqu_vsYh7zE

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