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Welfare un par di palle: il 37% dell’assistenza sanitaria se la godono i ricchi

E con que­sto tan­ti salu­ti all’Equità: il 37% del­la spe­sa sani­ta­ria va a favo­re del­le per­so­ne che meno ne dovreb­be­ro aver biso­gno, in quan­to in pos­ses­so di mag­gior ricchezza. 

Vorrei capi­re, one­sta­men­te, come sia pos­si­bi­le que­sto ma, soprat­tut­to, con qua­le corag­gio lo si pos­sa defi­ni­re “Welfare”.

Ma sia­mo sicu­ri di que­sti dati? Io non ne sarei così con­vin­to; chi ha meno dena­ro con­du­ce una vita meno agia­ta, va incon­tro a mag­gio­ri pro­ble­ma­ti­che di salu­te e, con­si­de­ra­to il fun­zio­na­men­to del siste­ma sani­ta­rio ita­lia­no, dovreb­be far­vi ricor­so più fre­quen­te­men­te e per pro­ble­mi di mag­gior enti­tà di chi può per­met­ter­si uno sti­le di vita migliore.

Ergo, que­sta noti­zia sul Corriere rive­la una veri­tà stra­na: i ric­chi vivo­no peg­gio dei poveri.

Mah… sarà ma a me pare una stronzata!

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