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Sicurezza o libertà?

L’U­nio­ne euro­pea spin­ge per­ché sul­le auto sia­no instal­la­ti siste­mi di con­trol­lo del­la velo­ci­tà che impe­di­sca­no di supe­ra­re i limi­ti di leg­ge impo­sti dai vari paesi.
Il busi­ness è evi­den­te: ave­te idea del costo di siste­mi di que­sto tipo? Stel­la­re! Fida­te­vi del­la paro­la di qual­cu­no che nel­la tec­no­lo­gia nuo­ta pra­ti­ca­men­te da ancor pri­ma che nel­l’ac­qua. I limi­ti sono così varia­bi­li che il siste­ma di rile­va­zio­ne degli stes­si dovreb­be con­den­sa­re tec­no­lo­gia ad altis­si­mo livel­lo: rile­va­men­to otti­co, microon­de, infra­ros­si, rfid, e chi più ne ne met­ta! Oppu­re biso­gne­reb­be uni­fi­ca­re tut­ti i codi­ci stra­da­li. Il costo di una simi­le cosa supe­re­reb­be qua­lun­que cifra dei costi sani­ta­ri usa­ti per giu­sti­fi­ca­re il provvedimento.
La real­tà è che del­la sicu­rez­za non fot­te un caz­zo a nes­su­no! Quel­lo che inte­res­sa a quei bastar­di alla gui­da del­l’UE è il con­trol­lo! L’u­ni­ca cosa che gli inte­res­sa è di poter con­trol­la­re qua­lun­que atti­vi­tà del pri­va­to in modo che di pri­va­to resti sem­pre di meno.
Cer­ca­te di sve­gliar­vi per favo­re. La sicu­rez­za è un’il­lu­sio­ne crea­ta ad arte per con­trol­la­re le pau­re del­le per­so­ne e indur­le ad incam­mi­nar­si spon­ta­nea­men­te nei recin­ti a loro desti­na­ti. Non esi­ste sicu­rez­za per­ché non esi­ste nul­la di pre­de­ter­mi­na­to. In com­pen­so più si accet­ta la limi­ta­zio­ne del­la liber­tà per­so­na­le più il con­trol­lo del­la nostra vita pas­sa asld altri. Ren­de­te­ve­ne con­to vi pre­go! Limi­ta­re la velo­ci­tà del­le auto ser­ve solo a far­le costa­re di più e ad impe­di­re che si muo­va­no in modo libe­ro e non con­trol­la­to, impe­den­do al gui­da­to­re di acce­le­ra­re in caso di biso­gno o emergenza.
Caz­zo! Pian­ta­te­la di dare ret­ta alla pau­ra ma soprat­tut­to pian­ta­te­la di dele­ga­re la respon­sa­bi­li­tà del­le vostre azio­ni a ter­zi solo per la pau­ra di dover rispon­der­ne in proprio!
Per­ché alla fine è solo que­sto che fate ogni vol­ta che invo­ca­te un’au­to­ri­tà ester­na per risol­ve­re un pro­ble­ma: abdi­ca­te voi stes­si! Impa­ra­te a gui­da­re inve­ce di pre­ten­de­re che lo sta­to prov­ve­da a cala­re la Scien­za infu­sa nel­la testa di caz­zo che entra ubria­co e con­tro­ma­no in auto­stra­da. Impa­ra­te a gesti­re un’au­to per quel­lo che è: un mez­zo mec­ca­ni­co e non un’e­sten­sio­ne del­la vostra vita. Impa­ra­te a gesti­re una fre­na­ta di emer­gen­za, un osta­co­lo improv­vi­so, una sban­da­ta su una mac­chia d’olio.
Invo­ca­re lo Sta­to per que­ste stron­za­te e per altre sem­pre meno impor­tan­ti equi­va­le a dar­gli le chia­vi per entra­re nel­la nostra vita a gam­ba tesa. Per­chè lo sta­to è rap­pre­sen­ta­to da una mani­ca di stron­zi che abbia­mo in par­te elet­to noi ma che in gran par­te ci sono sta­ti impo­sti dal­l’e­ster­no. O dav­ve­ro vi sen­ti­te rap­pre­sen­ta­ti da un Mon­ti o da un Letta?
Pren­de­re in mano la respon­sa­bi­li­tà del­la pro­pria vita: que­sto è il vero inizio!

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