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La Magia del Suono: Mantra AUM

Pote­te sca­ri­car­lo libe­ra­men­te (clic­can­do sul­la frec­cia a destra) secon­do le soli­te con­di­zio­ni: non ci dove­te gua­da­gna­re e se lo usa­te sul vostro sito o blog, per favo­re vi chie­do solo di cita­re la fonte.

Que­sta ese­cu­zio­ne è un po’ par­ti­co­la­re: ci met­te qual­che secon­do a pren­de­re pie­de: date­le il tem­po di entra­re in vibra­zio­ne, se l’ascoltate.

La voce fem­mi­ni­le che sen­ti­te è quel­la del­la mia com­pa­gna Cathe­ri­ne, che ha volu­to con­di­vi­de­re que­sta lun­ga pra­ti­ca con il sot­to­scrit­to, e che rin­gra­zio pro­fon­da­men­te, dato che il risul­ta­to è dav­ve­ro particolare.

Il Man­tra Aum è da sem­pre ogget­to di una gran­de dia­tri­ba; è o non è la stes­sa cosa del Man­tra Om?

Secon­do la let­te­ra­tu­ra ed i vari dot­ti che si espri­mo­no sul­l’ar­go­men­to sareb­be la stes­sa cosa. Dico “sareb­be” per­chè all’at­to dei fat­ti la paro­la non è la stes­sa, il suo­no nep­pu­re e la qua­li­tà vibra­to­ria nem­me­no. Per non par­la­re del­le cir­cui­ta­zio­ni ener­ge­ti­che coin­vol­te nel­l’u­no e nel­l’al­tro man­tra, che non han­no una bea­ta favaz­za a che vede­re le une con le altre.

Per quan­to attie­ne la mia espe­rien­za, per quel­lo che può vale­re, la pra­ti­ca dei due Man­tra (e dico “due” a ragion vedu­ta), non por­ta nel­lo stes­so pun­to, ne nel­le stes­se con­di­zio­ni: men­tre Aum pas­sa diret­ta­men­te dal cuo­re, lad­do­ve tro­va le con­di­zio­ni adat­te, Om pas­sa dal sesto (o ter­zo occhio) e/ o dal secon­do con risul­ta­ti e traen­ze com­ple­ta­men­te diverse.

Non riten­go sia­no la stes­sa cosa ne tan­to­me­no lo stes­so Man­tra. Tut­tal­più si può trat­ta­re di diver­se qua­li­tà vibra­to­rie di uno stes­so prin­ci­pio. Que­sto però non sono anco­ra in gra­do di confermarlo.

L’u­ni­ca cosa che pos­so con­fer­ma­re è che all’at­to pra­ti­co (ovve­ro pra­ti­can­do i due man­tra) quel­lo che si spe­ri­men­ta sono due pia­ni diversi.

Sicu­ra­men­te la “A” vibra prin­ci­pal­men­te nel ven­tre e nel­l’al­to addo­me, men­tre la “U” vibra nel cuo­re e la “M” nel ter­zo occhio. La “U” dovreb­be esse­re note­vol­men­te allun­ga­ta rispet­to alla “A” e la “M” chiu­de­re come coda altret­tan­to lun­ga, sfu­man­do in una fase di nasa­liz­za­zio­ne ma comun­que sem­pre vibrante.

Come ho det­to mol­te altre vol­te, con­ta più pra­ti­ca­re che stu­dia­re. Lo stu­dio dovreb­be segui­re e non pre­ce­de­re l’e­spe­rien­za, quan­to­men­to in que­sti nostri tem­pi tut­ti men­ta­li, in cui si ten­de a scam­bia­re il pen­sie­ro per esperienza.

Riten­go che, dopo un robu­sto perio­do di pra­ti­ca, ogni dub­bio si can­cel­li da sé!

Lo tro­va­te QUI

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