>

Come si fa ad ascoltare “davvero”?





Pote­te ascol­ta­re o sca­ri­ca­re il pod­ca­st diret­ta­men­te qui sotto

Una bel­la doman­da! La pri­ma vol­ta che la posi rice­vet­ti in rispo­sta una bel­la risa­ta. Ma poi… a furia di insi­ste­re… ma que­sta è una sto­ria vecchia.

Comun­que una rigo­ro­sa pre­mes­sa: que­sto post non potrà che esse­re super­fi­cia­le. L’ar­go­men­to è vera­men­te trop­po com­ples­so per voler­lo risol­ve­re in uno spa­zio così ristret­to… vor­rà dire che ritor­ne­rò sull’argomento!

Innan­zi­tut­to chia­ria­mo il signi­fi­ca­to di ascol­to. Ci sono tan­tis­si­mi livel­li a cui si può ascol­ta­re qual­cun altro. Si può ascol­ta­re nel sen­so clas­si­co, ovve­ro nel sen­so di usa­re l’u­di­to e pre­sta­re atten­zio­ne a quel­lo che ci sta dicendo.

E’, a tut­ti gli effet­ti, già qual­co­sa che non capi­ta spes­so, dato che tra le paro­le che dice uno e quel­lo che capi­sce l’al­tro, può dav­ve­ro pas­sa­re un inte­ro mare di signi­fi­ca­ti diver­si. Quin­di stia­mo già par­lan­do di un livel­lo di ascol­to in cui chi si inte­res­sa all’al­tro lo fa con una buo­na dose di con­sa­pe­vo­le­za, in gra­do di distin­gue­re, discer­ne­re, com­pren­de­re ed infi­ne non giu­di­ca­re. Già per­chè per ascol­ta­re dav­ve­ro, la pri­ma cosa da fare è non giu­di­ca­re, ovve­ro non pen­sa­re di aver capi­to tut­to quel­lo che c’e­ra da capi­re: “Eh beh… certo!”

Da qui in su, per livel­li cre­scen­ti di dif­fi­col­tà, abbia­mo livel­li cre­scen­ti di capa­ci­tà di ascol­to. Da quel­lo appe­na visto, già impor­tan­te, in cui dedi­chia­mo la nostra atten­zio­ne dav­ve­ro a quel­lo che ci sta dicen­do il nostro inter­lo­cu­to­re, su su fino a… mah… devo dire che non c’è limi­te in real­tà alla capa­ci­tà di ascol­ta­re un altro esse­re uma­no. Gli uni­ci veri limi­ti che ho potu­to incon­tra­re fino­ra sono la pro­pria con­sa­pe­vo­lez­za (e non è un limi­te da poco, lo rico­no­sco) ma soprat­tut­to il desi­de­rio che abbia­mo di com­pren­de­re dav­ve­ro l’altro.

Que­sto desi­de­rio può ave­re diver­se ori­gi­ni: pas­sio­ne, amo­re, ma anche, “sem­pli­ce­men­te” com­pas­sio­ne. Sia quel che sia, alla fine più desi­de­ri entra­re in uni­tà con ciò che stai ascol­tan­do e più pro­ba­bil­men­te riu­sci­rai a farlo.

Ma come si fa?

E’ un atto del cuo­re (tan­to per cam­bia­re, dire­te voi): è un atto che par­te pro­prio dal nostro cuo­re. Il desi­de­rio di uni­tà par­te da lì ed è lui a deter­mi­na­re quel­l’e­span­sio­ne che poi por­ta ad espan­de­re quel desi­de­rio in cam­pi sem­pre più gran­di, fino ad inclu­de­re tut­to il possibile.

Quin­di la pri­ma cosa da fare, per ascol­ta­re in quel sen­so… è por­re atten­zio­ne al pro­prio cuo­re. Quel­lo fisi­co, natu­ral­men­te, ma in real­tà ascol­tan­do le sen­sa­zio­ni che si pro­du­co­no in noi par­ten­do dal nostro “sole blu” interno.

All’i­ni­zio si per­ce­pi­ran­no solo le nostre pau­re, dub­bi, fati­che, gio­ie, dolo­ri… insom­ma: il nostro emo­ti­vo (e nem­me­no quel­lo vero, tra l’al­tro). Ma poi si potrà sco­pri­re che, sot­to di esso, vi è un mare di sen­sa­zio­ni che non riu­sci­re­mo a rico­no­sce­re come pie­na­men­te “nostre”.

Ecco: in quel momen­to stia­mo ascol­tan­do. Il pro­ble­ma è che, sem­pre all’i­ni­zio, non riu­sci­re­mo a com­pren­de­re da chi o da cosa ci giun­go­no quel­le sen­sa­zio­ni estra­nee. Il pas­so suc­ces­si­vo con­si­ste quin­di nel “diri­ge­re” l’a­scol­to (non è obbli­ga­to­rio, ovviamente…).

Que­sto è un atto che impli­ca la volon­tà: voglio ascol­ta­re “quel­lo”. Mol­to più faci­le da far­si, spe­cial­men­te all’i­ni­zio, se vi è una spin­ta emo­ti­va ver­so ciò che voglia­mo ascoltare.

L’a­scol­to è una fun­zio­ne del cuo­re che, come per qual­sia­si musco­lo, neces­si­ta alle­na­men­to. Ecco allo­ra che il modo miglio­re per alle­na­re il nostro nuo­vo sen­so sarà quel­lo di chie­de­re con­fer­ma di ciò che abbia­mo per­ce­pi­to; atten­zio­ne però: non è det­to che chi vi sta di fron­te gra­di­sca che lo “leg­gia­te”. Per­ciò, chie­de­te con­fer­ma solo su cose che non offen­da­no la sen­si­bi­li­tà di chi ave­te di fron­te (anche per­chè, diver­sa­men­te, oltre a far­gli gira­re i cosid­det­ti, otter­re­te qua­si sicu­ra­men­te una menzogna).

Ecco: que­sti sono i pri­mi pas­si per impa­ra­re ad ascol­ta­re. Dicia­mo l’ “ABC” di que­sto mera­vi­glio­so atto d’amore.

Ce ne sono mol­ti altri, ma alla base, c’è sem­pre solo una cosa: l’a­mo­re. Sen­za amo­re nul­la di tut­to que­sto può ave­re senso.

In real­tà, sen­za amo­re nul­la può dav­ve­ro ave­re un senso.

Per para­fra­sa­re Yoda:

L’a­mo­re ci avvol­ge, ci pene­tra, man­tie­ne uni­ta tut­ta la galassia.

E oltre…

Ci si vede in giro!

Con­di­vi­di

5 Comments

  1. Ornella ha detto:

    Bel­lis­si­mo Franz!! con­di­vi­do tut­to e anche la dif­fi­col­tà di rea­liz­zar­lo in que­sto mon­do!! un abbraccio!!
    lol3:

  2. Fabio ha detto:

    .… mmm… puoi dir­ci qual­co­sa in più su quel … Sole Blu ? 😉

  3. thank you ha detto:

    che tri­ste il fat­to che.….una per­so­na scap­pi quan­do qual­cu­no gli dice la verità.

  4. thank you ha detto:

    o meglio, qual­co­sa che si avvi­ci­na alla Verità.….

  5. Giuseppe ha detto:

    Con­ti­nuo ad impa­ra­re ad ascol­ta­re, che pie­nez­za di vita che ci vuo­le e che desi­de­rio ho di ascol­ta­re, secon­do me ascol­tan­do impari.
    Buo­na sera a noi tutti.