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Heather’s Corner: mesi di musi e niente da dire

“Nien­te!”

Clas­si­ca rispo­sta di fem­mi­na che ha “tut­to” che non va alla altret­tan­to infla­zio­na­ta doman­da di maschio che sa di aver­la fat­ta fuo­ri dal vasi­no: “Cos’­hai?”…

Ma che raz­za di rispo­sta è? Ver­reb­be da dire… sì d’ac­cor­do, tut­to vero, ma allo­ra non fac­cia­mo doman­de idio­te se non voglia­mo rice­ve­re un bel “nien­te” in cam­bio. O no?

E’ anche vero, d’al­tro can­to, che noi pseu­do-silen­ti ricat­ta­tri­ci mora­li potrem­mo anche sfor­zar­ci di guar­da­re drit­to in fac­cia il macho­man di tur­no e raf­fi­gu­rar­gli una vol­ta e per tut­te l’in­te­ra lista dei fal­si “nien­te” sen­za incor­re­re in quel­l’ac­ci­den­ta­to ter­re­no che è il muti­smo osti­na­to di chi vor­reb­be che gli altri capis­se­ro al volo come stia­mo, altri­men­ti sono dei per­fet­ti idio­ti: Sì, cer­to. E allo­ra noi che ci stia­mo insieme?

E poi, per­ché roder­si il fega­to fino ad assa­po­ra­re il gial­lu­me del­la bile e sbot­ta­re come una erin­ni tut­to insie­me, maga­ri in un momen­to in cui c’en­tra come i cavo­li a meren­da? Con l’al­tro che ci guar­da atto­ni­to e pre­oc­cu­pa­to per la nostra inco­lu­mi­tà men­ta­le? Si dice quan­do ha un sen­so, si tace quan­do par­la­re non ne ha. E’ (meglio, dovreb­be esse­re) così logi­co! E inve­ce no.

Vedia­mo un po’ quan­ti signi­fi­ca­ti ha il ter­mi­ne “nien­te” per la mag­gior par­te del pre­sun­to ses­so debole.

Pri­mo: “Stron­zo pro­fit­ta­to­re!”, tout court; secon­do: “Non sop­por­to più di dover net­tà­re quel­le acci­den­ti di mac­chio­li­ne gial­le tut­to intor­no alla taz­za del water per­ché tu sof­fri inspie­ga­bil­men­te di par­kin­son tut­te le vol­te che ti avvi­ci­ni a un bagno!”, più pro­sai­ca­men­te; ter­zo: “San­toid­dio! Ma la vuoi smet­te­re di bia­sci­ca­re ogni vol­ta che met­ti in boc­ca qual­co­sa che sem­bri una muc­ca in pie­no rumi­na­re? E’ dav­ve­ro rivol­tan­te vede­re quel­la pol­ti­glia infor­me den­tro il tuo cavo ora­le! E non osa­re baciar­mi ades­so!”, che suo­na più di pen­ti­men­to da scel­ta del­l’uo­mo; quar­to: “Cosa ho? Ho che mi hai fran­tu­ma­to le ova­ie con ‘sti goal che ti vedi su tut­ti i cana­li e da tut­te le ango­la­zio­ni e col volu­me così alto che lo sen­te anche mio non­no che por­ta l’am­pli­fon! Mai che si potes­se anda­re al cine­ma o anche solo fare due chiac­chie­re!”, a mo’ di riven­di­ca­zio­ne simil-sin­da­ca­le; quin­to: “Ma dia­vo­lo d’un mene­fre­ghi­sta impu­ni­to che noi sei altro! La fini­sci di dise­gna­re rivo­li di bir­ra diret­ta­men­te davan­ti alla por­ta del fri­go dopo aver­la aper­ta con l’ac­cen­di­no, che ho appe­na fini­to di ramaz­za­re come cene­ren­to­la e tu non sei cer­to il prin­ci­pe azzur­ro?”, per la serie, den­te avvelenato …

E potreb­be anda­re avan­ti all’in­fi­ni­to, n’e­st pas?

Ma allo­ra, se que­ste sono le cose che vor­rem­mo dire, fac­cia­mo­lo. Maga­ri con un po’ più di gen­ti­lez­za, maga­ri col sor­ri­so sul­le lab­bra. Sì, lo so. Una vol­ta non basta, ma se mai comin­cia­mo! Una, due, tre, quat­tro vol­te. Come si fa con i bim­bi che devo­no impa­ra­re a sta­re al mon­do. E anche noi, maga­ri, se inve­ce di sper­ti­car­ci in tan­ti “Ma figu­ra­ti!”, “non ti pre­oc­cu­pa­re, ci pen­so io!”, “Tran­quil­lo, non è suc­ces­so nien­te!” all’i­ni­zio del rap­por­to, riu­scis­si­mo fin da subi­to a esse­re sem­pli­ce­men­te ciò che sia­mo (sim­pa­ti­che rom­pi­pal­le con la fis­sa del sen­so mater­no), la sud­det­ta rela­zio­ne affon­de­reb­be le sue radi­ci nel­la non sem­pre faci­le ma cer­ta­men­te insin­da­ca­bi­le veri­tà, anzi­ché nel­le imper­scru­ta­bi­li cal­li dei musi lun­ghi e infi­ni­ta­men­te peno­si che ci fan­no anche invec­chia­re pri­ma del tempo.

Ai maschi non reste­reb­be che adat­tar­si o alza­re i tac­chi. Ma alme­no lo fareb­be­ro fin da subi­to, inve­ce che appro­fit­tar­si per anni del fat­to che tra l’e­mi­sfe­ro sini­stro e quel­lo destro alber­ga­no due neu­ro­ni e un’u­ni­ca sinap­si, mol­to ma mol­to stan­ca! Non è così, natu­ral­men­te. Di sinap­si ne han­no di più.

Ma le man­da­no volen­tie­ri in vacan­za per­ché tan­to le nostre a loro basta­no e avanzano.

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1 Comment

  1. ciro ha detto:

    Quan­do sono stron­zi sti uomini.….….…..ce ne fos­se uno buono…astemio…con la vesci­ca otturata…e anoressico.…comunque…anche nel­l’al­tro ses­so si tro­va­no per­so­nag­gi simili…bisognerenne solo ave­re un po’ di atten­zio­ne e deli­ca­tez­za per l’altro…il pro­ble­ma e’ trovarla/o.….….cercasi!!!