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Heather’s Corner: l’insicuro

E’ come scot­tar­si con l’acqua cal­da. Lo sai che ti ustio­ni. Lo sai qua­le effet­to pro­du­ce toc­ca­re con la mani­na l’acqua in una pen­to­la che bol­le. Lo sai.

Ma allo­ra per­ché ti ci avvi­ci­ni? Lascia sta­re, pren­di le distan­ze oppu­re le pre­cau­zio­ni del caso. Infila un bel paio di guan­to-pre­si­ne a mo’ di pre­ven­zio­ne e poi sem­mai avvi­ci­na­ti con cautela.

E inve­ce no. Perché l’insicuro ci fa sen­ti­re tut­te un po’ mam­me e un po’ cro­ce­ros­si­ne. Un po’ mana­ger del­la sua vita diur­na e socia­le e un po’ mignot­te del­la sua vita not­tur­na e privata.

Perché l’insicuro ci fa sen­ti­re un faro nel­la neb­bia. Un’isola per il nau­fra­go. Un para­ca­du­te per scen­de­re un gra­di­no. Perché l’insicuro non pren­de una deci­sio­ne nem­me­no a minac­ciar­lo di far­gli fare la spe­sa da solo al super­mer­ca­to sen­za la lista. Non c’è verso.

E allo­ra, all’inizio, quan­do solo guar­dar­si negli occhi ha die­tro l’intera tra­ma di un roman­zo rosa, è tut­to una mera­vi­glia. Ci rac­con­tia­mo (a noi mede­si­me) che final­men­te abbia­mo tro­va­to un uomo che mostra le sue fra­gi­li­tà. Che non ha biso­gno di nascon­der­si die­tro musco­li e intel­li­gen­za e durez­za e for­za e ragio­ne­vo­lez­za e logi­ca fer­rea. Ci rac­con­tia­mo che è mera­vi­glio­so sen­tir­si chia­ma­re in cau­sa per le scel­te che deve fare nel­la vita e sul lavoro.

Che il nostro Amato Bene si fida di noi come di nes­sun altro se arri­va a far­ci sce­glie­re il colo­re del­la cra­vat­ta (ma c’è anco­ra qual­cu­no che la indos­sa fan­ta­sia?) pri­ma di usci­re di casa per un appun­ta­men­to impor­tan­te. O anche solo per anda­re a fare il check up annua­le dal dot­to­re. Sempre ammes­so che non ci chie­da, in que­sto caso, di accom­pa­gnar­lo. Perché dal nostro sguar­do può capi­re se il medi­co gli dice la veri­tà sul suo sta­to di salute.

In buo­na sostan­za, ci rac­con­tia­mo un sac­co di fre­gnac­ce. La favo­la del mago.

L’insicuro è più noci­vo alla nostra di salu­te di quan­to non lo sia mez­zo chi­lo di bur­ro al giorno.

Ci si ottu­ra­no le arte­rie e poi ci par­te l’embolo!

Perché a lun­go (mica poi tan­to lun­go) anda­re ci fa mar­ci­re da den­tro. E ce ne accor­gia­mo quan­do ormai è trop­po tar­di. E mol­ti dei nostri orga­ni inter­ni sono irri­me­dia­bil­men­te compromessi.

L’insicuro met­te a dura pro­va il siste­ma ner­vo­so di chiun­que. Con rispet­to par­lan­do, nep­pu­re Giobbe riu­sci­reb­be a uscir­ne vin­ci­to­re. Figuriamoci incolume!

L’insicuro non pren­de mai una posi­zio­ne. Non si schie­ra. Non si espo­ne. Manda avan­ti noi. Ci fa pas­sa­re per bastar­de nate con il resto del mon­do, fami­glie com­pre­se. La sua ma anche la nostra.

L’insicuro però gene­ra dis­si­di spro­po­si­ta­ti con chiun­que ci cono­sca. L’insicuro è anche un invi­dio­so. E’ uno che cova ran­co­re, che non si accon­ten­ta mai di ciò che ha. Che cer­ca con­fer­me ovun­que, con chiun­que e in qua­lun­que momento.

Ha un carat­te­re che sem­bra sem­pli­ce e sem­pli­ce­men­te per­va­so da timi­dez­za. In real­tà, fa scor­re­re lo sguar­do tor­vo sul mon­do che lo cir­con­da per­ché vor­reb­be tra­sfor­ma­re se stes­so nel con­cen­tra­to del meglio di tut­to ciò che gli pas­sa accan­to. Incluse noi.

Ci suc­chia il san­gue. Ci cava la pel­le di dos­so. E il bel­lo è che no si stan­che­rà mai di noi ma pren­de­rà noi per stan­chez­za. Ci sfi­ni­rà al pun­to che di tut­to il bel­lo che era­va­mo quan­do ci ha cono­sciu­te reste­rà solo un ricor­do con­fu­so tra le rughe del nostro vol­to sol­ca­to da una miria­de sen­za fine di doman­de a cui abbia­mo dovu­to dare rispo­ste spes­so eva­si­ve. Spesso fal­se. Spesso dif­fi­ci­li. Per non far diven­ta­re il nostro insi­cu­ro anche un depresso.

Io dif­fi­do di chi, dopo aver fat­to l’amore la pri­ma vol­ta, ti chie­de: come è anda­ta? Ti è pia­ciu­to? Sei sta­ta bene?

Aaaarrrgh! Ma tu, brut­to ego­cen­tri­co scan­sa­fa­ti­che del men­ga, sei sta­to atten­to a cosa? C’eri o ti sta­vi facen­do un ser­vi­ziet­to, avva­len­do­ti dei miei attri­bu­ti inve­ce che del­le tue estremità?

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5 Comments

  1. maurizio ha detto:

    bra­va heather’s.anche nel­l’a­mi­ci­zia ho sco­per­to che i peg­gio­ri ami­ci, sono pro­prio que­sti imbe­cil­li di timi­di insi­cu­ri. vigliac­che­ria a tut­to andare.(salvando solo i pochi genui­na­men­te timidi).un abbrac­cio for­te da un ex timi­do insi­cu­ro. kiss kiss. :swim:

    • Lady Heather ha detto:

      :bye: eh sì, Maurizio, capi­ta anche que­sto! Allora ricam­bio l’ab­brac­cio! :embra­ce:

  2. cathe ha detto:

    Non c’era..certo che non c’e­ra… e se c’e­ra dormiva…è più facile..loro sono sem­pre inno­cen­ti!!!!!! gran bel post e basta con sta sin­dro­me da cro­ce­ros­si­na. cathe

    • Lady Heather ha detto:

      :par­ty: :muah: E allo­ra si par­te con il com­ples­so di Atlante.… Avanti, c’è posto!!! :drunk:

  3. Ornella ha detto:

    Ciao Eather!Voglio aggiun­ge­re una doman­da: ma per­chè non ci chie­dia­mo come mai esi­sto­no gli insi­cu­ri, da che osa dipen­de e soprat­tut­to per­chè min.. ci atti­ria­mo gli insi­cu­ri? …cre­do ssm­pli­ce­men­te per­chè lo sia­mo anche noi!!..legge di riso­nan­za???!!! ciao ciao.. Orny