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La costruzione del falso

Parec­chi lo han­no det­to, in vari modi, pri­ma di me, ma cre­do che ripe­ter­lo una vol­ta in più non fac­cia mai male.

Quan­do tan­te per­so­ne con­di­vi­do­no la stes­sa bal­la, essa diven­ta real­tà.”

Ovvio quin­di che, se la bal­la in que­stio­ne vie­ne pro­mul­ga­ta come vera dai media, essa diven­te­rà vera mol­to rapidamente.

E’ un modo, uno stru­men­to di con­trol­lo come un altro; costrui­re l’il­lu­sio­ne in cui le per­so­ne dovran­no cre­de­re doma­ni, ini­zian­do oggi, in sor­di­na, sen­za trop­po rumo­re, e con­ti­nuan­do a pro­por­re sem­pre lo stes­so con­cet­to, anche se con diver­se moda­li­tà, fino a quan­do esso pene­tra a fon­do nel­la men­te del­lo spet­ta­to­re, del let­to­re, del­l’a­stan­te e quant’altro.

Da quel momen­to in poi, il con­cet­to instil­la­to cre­sce­rà da solo, ali­men­ta­to dai nor­ma­li pro­ces­si mec­ca­ni­ci e ite­ra­ti­vi del pen­sie­ro, par­lia­mo ovvia­men­te del pen­sie­ro mec­ca­ni­co ordi­na­rio, fino a che non se ne per­de­rà la memo­ria dell’origine.

E’ un siste­ma rea­le, uti­liz­za­to abi­tual­men­te dagli orga­ni di pote­re, per pro­dur­re quel­la sor­ta di “edu­ca­zio­ne occul­ta” cui tut­ti sia­mo sottoposti.

Nel­la stra­gran­de mag­gio­ran­za dei casi non si trat­ta di qual­co­sa crea­to in mala­fe­de, ma del bana­le risul­ta­to di inte­ra­zio­ni uma­ne, mesco­la­te a pre­giu­di­zi, pet­te­go­lez­zo e disattenzione.

A vol­te inve­ce, la cosa è volu­ta dal­l’i­ni­zio alla fine, ed orche­stra­ta per pro­dur­re un ben deter­mi­na­to sco­po pra­ti­co. Può esse­re la crea­zio­ne di un’o­pi­nio­ne pub­bli­ca comu­ne, oppu­re l’oc­cul­ta­men­to di que­sta o quel­la vicen­da, oppu­re anco­ra un’o­pe­ra­zio­ne di marketing.

Comun­que la si pren­da, rima­ne comun­que una mani­po­la­zio­ne a cui è pos­si­bi­le sot­trar­si sem­pre che ci si accor­ga del­la mano­vra in cor­so, sem­pli­ce­men­te rifiu­tan­do la teo­ria pro­po­sta o anche, anche più effi­ca­men­te, rico­no­scen­do­ne la fazio­si­tà o la non com­ple­ta sincerità.

Occor­re una cer­ta capa­ci­tà di osser­va­zio­ne, natu­ral­men­te, e comun­que non è det­to che que­sto pro­du­ca rea­li effet­ti “scu­do” nei con­fron­ti del­la manovra.

Però è anche vero che, di fron­te ad una popo­la­zio­ne atten­ta e con­sa­pe­vo­le, qual­che mano­vra dei soli­ti igno­ti potreb­be anche esse­re fer­ma­ta, devia­ta o comun­que esse­re mes­sa in gra­do di non nuocere.

In uno dei pros­si­mi post potrem­mo anche met­ter­ci a sta­nar­ne qual­cu­na assie­me, che ne dite?

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7 Comments

  1. Luca A. ha detto:

    Ma nean­che un pic­co­lo requiem per la per­di­ta del­la gna­gna del giorno?

  2. pattybo ha detto:

    asso­lu­ta­men­te d’accordo.….…
    biso­gna vera­men­te impa­ra­re a rima­ne­re sem­pre ( o qua­si ) all’erta!!!!!!!
    ma soprat­tut­to impa­ra­re a osser­va­re “dall’esterno”.…..avremmo una visio­ne più vasta e quin­di più chia­ra di quan­to voglio­no “pro­por­ci” come “ine­vi­ta­bi­le”..
    ciaooooo,patty bo

  3. silvana ha detto:

    tut­to vero ..una vol­ta ero come ali­ce nel pae­se del­le meraviglie..adesso ogni tan­to ci casco..ma è sem­pre + dura..mia madre ave­va il pote­re di guar­da­re al di là dei fat­ti.. del­le.. per­so­ne ..e del­le cose…da lei ho imparato..molto..

  4. valentina petrova ha detto:

    Mi pare di aver capi­to due cose fondamentali:la pri­ma-l’au­to­re del­l’ar­ti­co­lo ci informa,in buo­na fede,che vive­re ‑signi­fi­ca innanzitutto,gioire ed in que­sto senso,ci “met­te in guardia”,che stà ad ogni sin­go­lo individuo,di pren­der­si la pro­pria respon­sa­bi­li­tà per la qua­li­tà del­la pro­pria esistenza.Con paro­le sem­pli­ci-usa­re la pro­pria testa.La secon­da “cosa” invece,riguarda le dedu­zio­ni dei com­men­ta­to­ri ed e’:non abbia­mo capi­to niente!Dico‑e vero che biso­gna ave­re cer­te qualità(di osser­va­zio­ne ad.es.…);è vero chè biso­gna acqui­si­re inin­ter­rot­ta­men­te le neces­sa­rie conoscenze…;è vero che…etc.etc.!Ma ‚E VERO ‚CHE NON ESISTE UNA PANACEA IN GRADO DI GARANTIRE LA GIOIA INFINITA,OVVERO-ANCHE IL GESU NON HA “SCAMPATO“LA SOFFERENZA.Quindi-siamo sul­la Ter­ra per imparare,un pro­ces­so che dure­ra per tut­ta la vita.E fin qui,ci siamo.La que­stio­ne è :quan­do vie­ne a man­ca­re il suo­lo sot­to i piedi,troveremo la for­za di anda­re in avanti;potremmo,insomma,sul pun­to di morte,benedire il “nemico”;essere sereni;sorridere;NON ave­re paura????!!!!.….….….….….….….….….….….….….….….….….….….….….….….….….…

    • valentina petrova ha detto:

      …P.s. e,sè tro­via­mo per que­sta volta,la for­za di anda­re in avanti;ed anche la secon­da volta…;e la ter­za volta.…la fine ci sarà.L’ultima bat­ta­glia sarà “persa”.Si sà,è cosi,no?!Allora?Chi di noi non pro­ve­rò La Paura?!

      • valentina petrova ha detto:

        vi pos­so umil­men­te con­si­glia­re ‚un poten­tis­si­mo rime­dio con­tro ogni male-la let­tu­ra del­la Bib­bia di CHUCK NORISS!Provare per credere!!!