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La festa dell’illusione, le borse e l’italiota convinzione che tutto andrà bene.

Spread su e sol­di giù… qua­lun­que cosa si fac­cia al mer­ca­to non pia­ce? Ma per favo­re! Qual­cu­no mi dica che non ci cre­de… che non cre­de vera­men­te che quel­lo che sta acca­den­do in euro­zo­na sia un caso.

E’ in atto la più mas­sic­cia spe­cu­la­zio­ne del­la sto­ria: e avvie­ne pro­prio davan­ti ai nostri occhi: le bor­se se ne van­no a put­ta­ne sen­za nes­sun moti­vo plau­si­bi­le, dimo­stran­do che tut­te le stron­za­te sul­l’I­ta­lia e sul­l’Eu­ro­pa non sono altro che gran­dis­si­me balle.

La real­tà è che il risul­ta­to degli atti dei gover­ni e, per rifles­so, dei cit­ta­di­ni e del­le per­so­ne, non è quel­lo che si pen­sa. I nostri atti sono nostri ma non è così per tut­to quel­lo che riguar­da le loro con­se­guen­ze. La real­tà, ormai un auten­ti­co incu­bo di caz­za­te, è gesti­ta da qual­cu­no che sta ben al ripa­ro, asso­lu­ta­men­te nasco­sto ed occul­to die­tro alle apparenze.

Non chie­de­te­mi di chi si trat­ti: non ne ho idea! Potreb­be­ro esse­re le gran­di fon­da­zio­ni: Rotschild e com­pa­gnia bel­la. Potreb­be esse­re qual­che gover­no ben rifor­ni­to di dena­ro e voglia di fare casi­no, che davan­ti sor­ri­de men­tre die­tro tra­ma nel­l’om­bra. Non lo so. Non so di chi si tratti.

Quel­lo che so è che ormai sia­mo rap­pre­sen­ta­ti da gover­ni che non han­no alcun pote­re rea­le, i cui espo­nen­ti, nel miglio­re dei casi, cre­do­no di fare qual­co­sa ma in real­tà l’u­ni­ca cosa che fan­no è… sco­din­zo­la­re. Sco­din­zo­la­re più o meno con­sa­pe­vol­men­te agli ordi­ni di qual­cu­no che man­co ci sognia­mo e che sem­bra pro­prio deci­so a fare qual­co­sa che man­co rie­sco a far­mi veni­re in mente.

L’u­ni­ca cosa cer­ta è la spe­cu­la­zio­ne, eser­ci­ta­ta alle spal­le del popo­lo e gra­zie all’or­mai così dif­fu­sa incon­sa­pe­vo­lez­za che impe­di­sce alle per­so­ne di ren­der­si real­men­te con­to di quel­lo che acca­de e di rea­gi­re di con­se­guen­za: avi­di­tà, gret­tez­za, ristret­tez­za di visio­ne, meschi­ni­tà di inten­ti, egoi­smo… le uni­che cose che ormai sem­bra­no gesti­re i nostri destini.

Nes­su­no, e sot­to­li­neo nes­su­no, sem­bra ormai fare ecce­zio­ne. Il dif­fu­so sen­so di impo­ten­za impe­ra, ma non è una cosa rea­le: non è vero che sia­mo impo­ten­ti. Sen­ti­re que­sto è solo quel­lo che i fal­si poten­ti voglio­no che si sen­ta. La real­tà è che se voles­si­mo, e se tut­ti fos­si­mo solo un filo più con­sa­pe­vo­li del­le nostre rea­li pos­si­bi­li­tà, nes­sun pote­re occul­to, nes­su­na log­gia nasco­sta, nes­sun bastar­do sot­to men­ti­te spo­glie potreb­be resi­ste­re ad una volon­tà uni­ta, ad una con­sa­pe­vo­lez­za espres­sa, ad un agi­re uni­vo­co e uni­co da par­te di un popo­lo drit­to, con­sa­pe­vo­le, intel­li­gen­te e determinato.

Ma noi non lo sappiamo.

E il risul­ta­to sono epi­so­di come quel­lo che mi è capi­ta­to al bar ieri mat­ti­na, men­tre mi spa­ra­vo un con­so­la­to­rio cap­puc­cio dopo una not­te inson­ne e tachi­car­di­ca. Non è mia abi­tu­di­ne par­la­re al nul­la, a sco­no­sciu­ti, ma di fron­te all’en­ne­si­ma caz­za­ta scrit­ta sul gran­de scher­mo non ho resi­sti­to e, ad alta voce, ho espres­so il mio pare­re su quel­l’au­ten­ti­co record di ini­qui­tà che è la mano­vra eco­no­mi­ca del Pro­fes­sor Mon­ti, ulti­mo (for­se) atto­re di una tra­ge­dia in atto unico.

Ebbe­ne, di fron­te al mio com­men­to (già espres­so nel­lo scor­so post), ovve­ro che Mon­ti non ha fat­to altro che rei­te­ra­re, aggra­van­do­lo, quan­to già tri­ste­men­te mes­so in atto dal gover­no Ber­lu­sco­ni, ma rice­ven­do­ne in cam­bio imme­ri­ta­te quan­to assur­de lodi, mi sono tro­va­to di fron­te all’en­ne­si­mo esem­pio di ita­lio­ta stu­pi­di­tà, quan­do un signo­re sedu­to al tavo­lo con altri tre suoi degni com­pa­ri è sal­ta­to su dicendo:

Guar­da che noi stia­mo dal­l’al­tra par­te, dal­la par­te di quel­li che non han­no mai sop­por­ta­to l’as­sur­do tea­tri­no degli ulti­mi 17 anni, che rischia­va di non poter­ci nep­pu­re paga­re lo sti­pen­dio”.

Fuo­ri di dub­bio che quel­lo di Ber­lu­sco­ni sia sta­to un tea­tro, di cui l’ul­ti­mo tri­ste atto sia l’af­fer­ma­zio­ne che “gli ita­lia­ni sono bene­stan­ti”, fuo­ri di dub­bio che lo Sta­to ha rischia­to dav­ve­ro di non poter paga­re lo sti­pen­dio ai suoi dipen­den­ti, que­st’uo­mo rap­pre­sen­ta a parer mio la crè­me del­la medio­cri­tà ita­lia­na, del gret­to quan­to igno­ran­te egoi­smo, rei­te­ra­to nel cor­so degli anni da tut­ti colo­ro che riten­go­no che lo sta­to deb­ba loro tut­to, anche quel­lo che non è di loro com­pe­ten­za, dimen­ti­can­do che lo Sta­to, in quan­to som­ma dei cit­ta­di­ni di un Pae­se, non ha alcu­na vita pro­pria, per quan­to iden­ti­fi­ca­to nel­la casta dei poli­ti­ci che ne reg­go­no le sor­ti, e dimen­ti­can­do di con­se­guen­za che lo Sta­to è costi­tui­to anche dal­la sua pur meschi­na per­so­na, e che non è solo dirit­ti, ma anche doveri.

Que­sto com­ple­to idio­ta, a tut­ti gli effet­ti, dimen­ti­ca che lo sta­to è com­po­sto, pur­trop­po, anche dagli idio­ti come lui, che pur di vede­re affon­da­to l’o­scu­ro ogget­to del loro odio, sono dispo­sti a far­se­lo pian­ta­re nel culo da chiun­que pas­si dopo, pos­si­bi­li­men­te anche accla­man­do­lo come salvatore.

E poi ci stu­pia­mo se il mon­do si ribal­ta in parcheggio?

No, non biso­gna stupirsi.

Biso­gna solo com­pren­de­re che l’i­gno­ran­za potreb­be vin­ce­re e… far­se­ne una ragio­ne, con­ti­nuan­do a tene­re col­le­ga­to il cervello.

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4 Comments

  1. Nicola ha detto:

    Con­cor­do sul fat­to che tut­ti noi com­po­nia­mo e sia­mo lo Sta­to e che ogni nostro com­por­ta­men­to ne deter­mi­na l’an­da­men­to. È anche vero che ogni com­por­ta­men­to pre­so sin­go­lar­men­te non può influen­za­re lo Sta­to ma ci sareb­be biso­gno di un modus ope­ran­di comu­ne e col­let­ti­vo deri­van­te da una pre­sa di coscien­za uni­ta­ria… Ma quel­lo che mi sem­bra è che sia­mo tut­ti con­tro tut­ti: set­to­re pub­bli­co con­tro quel­lo pri­va­to, impren­di­to­ri con­tro lavo­ra­to­ri, vici­ni di casa che non si sop­por­ta­no.… Tut­to per­ché sen­tia­mo cre­sce­re intor­no a noi un sen­so di ingiu­sti­zia tale da pren­der­ce­la con ill pri­mo che incon­tria­mo… L’u­ni­ca cosa che è vera­men­te comu­ne come sot­to­li­nei tu è un sen­so di impo­ten­za che ali­men­ta i com­por­ta­men­ti descrit­ti pri­ma e che come macro con­se­guen­za ha l’in­dif­fe­ren­za tota­le ver­so tut­to quel­lo che dista trop­po dal nostro naso. Un aspet­to è vera­men­te mani­fe­sto però ed è quel­lo che ci stan­no ren­den­do sem­pre più schia­vi. Non si è più libe­ri di fare. L’au­ra di impo­ten­za, tri­stez­za e indif­fe­ren­za assie­me alla schia­vi­tù fa in modo di inca­te­nar­ci anco­ra di più gene­ran­do un cir­co­lo vizio­so cen­tri­pe­to che ci por­te­rà ver­so un’implosione.
    Ma per usci­re da que­sta situa­zio­ne? Beh io pro­pon­go di fer­mar­ci tut­ti per una set­ti­ma­na e vive­re come se il mon­do si fos­se fer­ma­to… Una set­ti­ma­na… Nien­te lavo­ro, nien­te spread, nien­te infor­ma­zio­ne, N I E N T E! Star­se­ne fer­mi e pro­nun­cia­re solo paro­le posi­ti­ve con l’in­ten­to di dif­fon­de­re la loro posi­ti­vi­tà a tut­to il mon­do non sola­men­te al nostro pic­co­lo esse­re egoista!
    Paro­le come Amo­re, Gra­zie, Ohm ecc…
    Ini­zia­mo tut­ti duran­te le vacan­ze di Nata­le? Eh! Che ne dite! Ma tut­ti però! Fate gira­re la voce, mi rac­co­man­do… Dal 24 dicem­bre per una set­ti­ma­na! Dai!!!
    Ah ovvia­men­te spar­ge­te la Voce! Vi aspet­to qui su que­sto blog se Franz è d’accordo!

  2. Andrea ha detto:

    Per quel­lo che conta…io sono dal­la tua par­te. E comun­que è un gran bel post! :war­rior:

  3. silvana ha detto:

    tut­to vero

  4. silvana ha detto:

    ma che perio­do è ?..non sono mai riu­sci­ta a capire..come mai, e chi ha vota­to ..berlusca„perchè..si con­ti­nua a dare tan­to spa­zio a que­sta gente…ma sia­mo scemi?..stiamo but­tan­do via il nostro tempo..e la nostra evoluluzione?…chi li ascol­ta è perduto…