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Le Vie dei Sensi di Lucia Morello: non-conventional book.

Par­ti­co­la­re. Bel­lo, mol­to. Le Vie dei Sen­si (Lucia Morel­lo, ed. Arpa­net 2004) è il libro che non ti aspet­ti di leggere.

Quan­te vol­te ci è capi­ta­to di asso­cia­re un momen­to par­ti­co­lar­men­te inten­so con un pran­zo o una cena? Imma­gi­no tante.

A me, mol­te: tan­ti i loca­li che ti vedo­no tor­na­re per­chè… in quel posto sei sta­to bene, quan­ti non ti vedran­no mai più per­chè, al con­tra­rio, ritor­nar­ci signi­fi­che­reb­be­re riper­cor­re­re una sof­fe­ren­za non anco­ra spenta.

Ed ecco l’i­dea che ren­de que­sto lavo­ro così inte­res­san­te: rac­con­ta­re le emo­zio­ni di una vita insie­me al luo­go in cui le hai vissute.

“Una Spa­gna che cono­sco bene. Un cal­do sec­co, ven­ti­la­to. Che pic­chia. Ma non te ne accor­gi. La Costa del Sol. E un cir­cui­to. Quel­lo di Jerez de la Frontera”

Ori­gi­na­le. Mol­to cal­do il lin­guag­gio. Pau­se usa­te dav­ve­ro a dove­re. Sti­le e pro­prie­tà: due arti­co­li in rapi­do esau­ri­men­to, in que­sti anni di gran­di fra­tel­li e tro­ni­sti rintronati.

“E io, a quei tem­pi. Figlia di immi­gra­ti con le mani­che sem­pre sopra i gomi­ti e la schie­na cur­va sul­le Sin­ger. A cuci­re abi­ti su misu­ra. Per chi si fida­va. Mica tan­ti, all’inizio.”

I pro­ta­go­ni­sti, più che i risto­ran­ti e le rela­ti­ve pro­po­ste (le descri­zio­ni comun­que ci sono tut­te e se ne leg­gi una a metà mat­ti­na rischi di far­ti veni­re una fame bestia­le…), quan­to le qua­li­tà e sen­sa­zio­ni spe­ri­men­ta­te in quei luo­ghi dal­la pro­ta­go­ni­sta, non­ché autrice.

“…Ma quel pane… Croc­can­te o mor­bi­do, pro­fu­ma­to come appe­na usci­to dal for­no. E non dopo esse­re pas­sa­to per il con­ge­la­to­re. Bian­co di gra­no duro, brio­che con le cipol­le, gris­si­ni minu­sco­li e car­ta da musi­ca. Un cesti­no di deli­zie. Punto.”

Il risul­ta­to, vera­men­te gra­de­vo­le, ti lascia con la sen­sa­zio­ne di aver let­to un roman­zo alquan­to dol­ce… e un discre­to appetito.

Da leg­ge­re. E gustare.

Lo tro­va­te onli­ne qui.

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2 Comments

  1. ilLupastro ha detto:

    io l’ho divo­ra­to e gusta­to alter­nan­do rapi­de masti­ca­te ingor­de a len­te e pie­ne sorsate
    con le pal­pe­bre socchiuse… .-)

    e bbra­va la lù ! 🙂 – kiss <3

  2. lucia ha detto:

    un rigra­zia­men­to di cuo­re a Franz e al lupac­chiot­to cat­ti­vo! Le sor­pre­se pre­fe­ri­sco far­le, non rice­ver­le. Ma que­sta è entra­ta e ha scal­da­to il cuo­re… :bye: