>

Dalle nebbie del tempo: in principio era il verbo

La neb­bia di oggi, ori­gi­na­ria­men­te pub­bli­ca­ta nel Set­tem­bre 2009

In principio era il verbo. Ecco perchè il suono è così importante.

Pub­bli­ca­to ori­gi­na­ria­men­te il: 30/09/09.

In prin­ci­pio erat verbum

è la fra­se lati­na. Ma que­sta fra­se da sola spie­ga parec­chio sul signi­fi­ca­to del suo­no, nel sen­so in cui lo inten­do io.

In prin­ci­pio” non signi­fi­ca “all’i­ni­zio”, altri­men­ti sareb­be sta­to tra­dot­to in altro modo. “In prin­ci­pio” signi­fi­ca “Nel prin­ci­pio”, “All’in­ter­no del prin­ci­pio”. Ovve­ro il ver­bo è con­te­nu­to nel prin­ci­pio, poi ne esce, gene­ran­do ciò che cono­scia­mo come creazione. 

La paro­la (Ver­bum) in que­sto caso ha il signi­fi­ca­to di espres­sio­ne del­la volon­tà divi­na di gene­ra­re la mani­fe­sta­zio­ne.

Ecco per­chè da sem­pre nel­la magia esi­sto­no le “paro­le magi­che” e le “for­mu­le magi­che” sen­za cui la magia non si manifesta.

Ma le paro­le han­no un loro pote­re psi­co­lo­gi­co e anche sim­bo­li­co. La paro­la di cui si par­la in que­sto caso non può esse­re con­si­de­ra­ta un “ter­mi­ne”, quan­to un suo­no, o meglio una vibrazione. 

Il suo­no pro­dot­to nel­la mate­ria può esse­re un rumo­re quan­do non armo­ni­co. Quan­do inve­ce è armo­ni­co, ovve­ro vibra in fase, in armo­nia con un prin­ci­pio, allo­ra diven­ta sim­bo­lo del prin­ci­pio con cui vibra in asso­nan­za. Il suo­no, quan­do pro­dot­to con cono­scen­za, diven­ta una rap­pre­sen­ta­zio­ne mate­ria­le di prin­ci­pi più ele­va­ti.

Un sim­bo­lo è come il ter­mi­na­le remo­to di un com­pu­ter. Per­met­te di por­ta­re ciò che acca­de nel­l’u­ni­tà cen­tra­le in zone distan­ti da essa. 

Con la dif­fe­ren­za che in que­sto caso il suo­no, essen­do in tut­to e per tut­to una vibra­zio­ne, non è solo una map­pa del prin­ci­pio, ma in qual­che modo diven­ta mez­zo di comu­ni­ca­zio­ne tra l’e­ner­gia che vibra a bas­sa fre­quen­za, ovve­ro la mate­ria e quel­la che vibra a fre­quen­za più alta, ovve­ro il prin­ci­pio cor­ri­spon­den­te al suo­no.

E’ una que­stio­ne di asso­nan­za, come un dia­pa­son che vibra con una spe­ci­fi­ca fre­quen­za acu­sti­ca, tra­sfe­ren­do nel­la pro­pria costi­tuen­te mate­ria­le una vibra­zio­ne ester­na, allo stes­so modo, pro­du­cen­do un suo­no in modo con­sa­pe­vo­le, armo­ni­co con un dato prin­ci­pio, è pos­si­bi­le ren­de­re se’ stes­si asso­nan­ti con la fre­quen­za tipi­ca di quel principio. 

Quan­do un man­tra vie­ne pro­dot­to cor­ret­ta­men­te por­ta all’in­ter­no di chi lo ese­gue la vibra­zio­ne di qual­co­s’al­tro. Si trat­ta di una vibra­zio­ne fisi­ca, in par­te, che met­te in asso­nan­za la mate­ria del cor­po e di una vibra­zio­ne di altra natu­ra, o di fre­quen­za più ele­va­ta se voglia­mo, che met­te in vibra­zio­ne ciò che di “non mate­ria­le” costi­tui­sce l’es­se­re uma­no.

Lo stes­so effet­to vie­ne pro­dot­to anche su ciò che cir­con­da chi emet­te quel suo­no.

Ecco per­chè il man­tra è effi­ca­ce nel­la modi­fi­ca di un ambien­te, quan­do pro­dot­to cor­ret­ta­men­te; per­chè met­te in asso­nan­za l’am­bien­te stes­so con il prin­ci­pio che rap­pre­sen­ta.

Con­di­vi­di

1 Comment

  1. Donatilla ha detto:

    Mol­to inte­res­san­te e vibrante.