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I Sussurri del Lama: portare via l’ignoranza della Luce

Il cuo­re va affi­na­to e raf­fi­na­to. Come per un cor­po è impor­tan­te ciò che lo ali­men­ta, così per un cuo­re è impor­tan­te il giu­sto nutrimento.

Il nutri­men­to del cuo­re è la luce. Quella luce che pos­sia­mo dar­gli sot­to for­ma di pen­sie­ri, emo­zio­ni, con­cet­ti e sentire.

Se dia­mo al nostro cuo­re in pasto solo rab­bia, dolo­re, tri­stez­za, il suo sen­ti­re sarà rap­pre­sen­ta­to dal­le lacri­me. Le lacri­me che, a tut­ti gli effet­ti, sono il secre­to del cuore.

Ma se gli dia­mo dol­cez­za, leg­ge­rez­za e, soprat­tut­to, orien­tia­mo in nostri pen­sie­ri lon­ta­ni dal­la gre­vi­tà, allo­ra lui resti­tui­rà la sua vera essen­za: luce.

Quella luce che, una e una sola, crea tut­to que­sto mera­vi­glio­so uni­ver­so. Quella luce che, iden­ti­ca, risplen­de nel Maestro come nel più umi­le degli esse­ri. Una sola luce vige ovun­que; assu­me tan­ti colo­ri, tan­te fre­quen­ze, tan­te vibra­zio­ni. Ma la Luce è sola­men­te Una.

Il mio Maestro, un gior­no, que­sto dis­se ad un gio­va­ne allie­vo che richie­de­va silen­zio­so la Sua benedizione:

Guarda te stes­so. La vera bene­di­zio­ne te la darai tu stes­so quan­do ti vedrai. La mia può esse­re solo una momen­ta­nea carez­za per leni­re quel vuo­to che solo tu puoi riempire.”

E men­tre dice­va que­sto, la sua mano si pose sul capo del ragaz­zo: in quel pre­ci­so momen­to, era­va­mo in una sala in penom­bra, sem­brò che mil­le soli si fos­se­ro acce­si tut­ti assieme.

Quel ragaz­zo, al mona­ste­ro da for­se meno di una set­ti­ma­na, tro­vò in quel pre­ci­so istan­te l’il­lu­mi­na­zio­ne. Rimasi natu­ral­men­te stu­pi­to da que­sto, per la rari­tà di un simi­le even­to, anche tra mona­ci più anzia­ni, sia per inte­rio­ri­tà che per anni di anzia­ni­tà di apprendimento.

Il Maestro mi guar­dò e, sor­ri­den­do, mi disse:

Adesso non anda­re in giro a rac­con­ta­re che sono sta­to io a dar­gli la Luce. Perchè in real­tà ti dico che è sta­to quel gio­va­ne ad aprir­mi una por­ta. Ma ricor­da T: nes­su­no può tene­re lon­ta­na la Luce da qual­cun altro, per­chè essa è già lì! Tutte le vie por­ta­no ad essa per­chè, in real­tà, non esi­ste alcu­na via da per­cor­re­re, non esi­ste tem­po da tra­scor­re­re, leg­gi da stu­dia­re, tra­di­zio­ni da rispet­ta­re. Non esi­ste nul­la. Solo la Luce E’. Manca solo di accorgersene. 

Ecco T, su que­sto pia­ne­ta, così buio, così oscu­ro, que­sto può esse­re il nostro com­pi­to: por­ta­re via “l’i­gno­ran­za del­la luce”. Allora si, allo­ra dav­ve­ro non impor­ta da chi ven­ga il dono. 

Noi sare­mo come fine­stre aper­te in uno spes­so muro. Finestre che impe­di­sco­no al muro di nascon­de­re a chi sta den­tro la stan­za di vede­re quel­lo che dav­ve­ro è. 

E per esse­re una fine­stra, non occor­re esse­re Maestri: è suf­fi­cien­te lasciar pas­sa­re la Luce.”

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3 Comments

  1. Pirata ha detto:

    Favoloso!

  2. Donatilla ha detto:

    Grazie Lama T. da qual­che anno mi sono accor­ta che il vero cibo di cui sen­to il biso­gno per nutri­te il cuo­re e non solo è la LUCE…CONOSCENZA…

  3. Louis Carabini ha detto:

    Solo una socie­ta for­te puo posi­zio­na­re ognu­no di noi una situa­zio­ne di atten­zio­ne come que­sta in cui ini­zie­re­mo a con­si­de­ra­re la vita in que­sto modo . La Creazione e quel­lo che la Creatura puo fare all inter­no del­la Luce in cui ci tro­via­mo per sco­pri­re . La sco­per­ta e data dal desi­de­rio di rice­ve­re che puo esse­re capo­vol­to per asso­mi­glia­re alla Luce per dare in Assoluto.