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Apparire ciò che si è

In un mon­do in cui l’im­ma­gi­ne è tut­to, diven­ta dif­fi­ci­le ricor­da­re che non sem­pre occor­re mascherarsi.

Per noi “non illu­mi­na­ti” la vita è già in masche­ra per defi­ni­zio­ne. Non sap­pia­mo chi sia­mo in real­tà, dun­que sia­mo sem­pre diver­si da ciò che siamo.

Quin­di per­chè aggiun­ge­re ulte­rio­ri masche­ra­men­ti, ulte­rio­ri fal­se imma­gi­ni a ciò che per­ce­pia­mo di noi stes­si? Cer­to, a vol­te è indi­spen­sa­bi­le, per soprav­vi­ve­re, per otte­ne­re un lavo­ro o un inca­ri­co. Ma anche in que­sti casi non sem­pre occor­re nascon­de­re: spes­so basta non mostrare.

Per con­tro, esse­re il più pos­si­bi­le sin­ce­ri, oltre che dif­fi­ci­le in se’, può por­ta­re a risul­ta­ti inaspettati.

Atten­zio­ne, ho det­to sin­ce­ri, non idio­ti. Spes­so que­ste due qua­li­tà ven­go­no asso­cia­te, soprat­tut­to da colo­ro che sono abi­tua­ti a nascon­der­si sot­to men­ti­te spo­glie (giu­sto o sba­glia­to che sia).

Nel­la mia otti­ca mostrar­si come qual­cu­no che si sa di non esse­re è come per una don­na indos­sa­re un reg­gi­se­no imbot­ti­to. Maga­ri farà un figu­ro­ne fin­tan­to che è vesti­ta, ma poi, nel momen­to in cui l’uo­mo dei suoi sogni la spo­glie­rà… l’in­gan­no diver­rà evidente.

Appa­ri­re, sem­pre appa­ri­re… ma dove por­ta voler appa­ri­re diver­si da ciò che si è? All’in­gan­no, alla men­zo­gna. In defi­ni­ti­va al non essere.

Un con­to è dare di sè il meglio, pre­sen­tar­si “in ordi­ne”, puli­ti ed ele­gan­ti, maga­ri. Altro è pre­sen­tar­si sot­to men­ti­te spoglie.

Pos­so­no esser­ci momen­ti e situa­zio­ni in cui ha un sen­so, ma non se ne può fare una filo­so­fia di vita.

Per­chè così il nostro ingan­no auto­ma­ti­ca­men­te legit­ti­ma la men­zo­gna attor­no a noi, la qua­le non farà altro che fio­ri­re e dif­fon­der­si sen­za con­trol­lo e sen­za pudore.

E’ qual­co­sa che i nostri poli­ti­ci dovreb­be­ro com­pren­de­re: fin­che rac­con­ta­te bal­le, chiun­que intor­no a voi si sen­ti­rà legit­ti­ma­to a fare altrettanto.

E qui si arri­va alla respon­sa­bi­li­tà. Fin­tan­to che è il pic­co­lo idio­ta a voler sem­bra­re altro da se’, la cosa può anche ave­re un valo­re limi­ta­to. Ma quan­do è il lea­der, il poli­ti­co, il per­so­nag­gio famo­so a men­ti­re, allo­ra la sua respon­sa­bi­li­tà nel­la men­zo­gna cre­sce espo­nen­zial­men­te insie­me al nume­ro di per­so­ne che ne fan­no un esem­pio per la pro­pria vita.

E cre­sce­re nel­la men­zo­gna non mi pare cosa così edificante.

Ci sono momen­ti in cui, lo ripe­to, saper men­ti­re (e anche saper­lo fare bene) è indi­spen­sa­bi­le, per la pro­pria e altrui soprav­vi­ven­za e pos­si­bi­li­tà di libertà.

Ma fuo­ri da quei momen­ti la men­zo­gna è e rima­ne quel­lo che è: una puttanata.

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4 Comments

  1. jackll ha detto:

    Una spie­ga­zio­ne illu­mi­nan­te, spe­ce per chi fà del­la men­za­gna la sua ragio­ne di vita, appun­to il voler apparire.

  2. Patrick ha detto:

    Con­di­vi­si­bi­le!

  3. silvana ha detto:

    va bene…ma un pò di dignità…forse non è masche­rar­si… :prrr: