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Abdicare se’ stessi

Le per­so­ne lo fan­no trop­po spes­so. Abdi­ca­no se’ stes­si nei con­fron­ti del­l’au­to­ri­tà, qua­lun­que auto­ri­tà, sem­pli­ce­men­te per la gra­ti­fi­ca­zio­ne del­la con­si­de­ra­zio­ne e la ces­sa­zio­ne del­la responsabilità.

Abdi­ca­re il pro­prio esse­re indi­vi­dui ha un van­tag­gio indub­bio: la ces­sa­zio­ne del­l’es­se­re respon­sa­bi­li. Se non sei, allo­ra non puoi nep­pu­re esse­re rite­nu­to respon­sa­bi­le dei tuoi atti. E come potre­sti? Non esisti…

Spe­gne­re il cer­vel­lo è il modo miglio­re per usci­re dal­la vita, dai casi­ni, dal­la respon­sa­bi­li­tà civi­le, mora­le, inte­rio­re e sociale.

Una vita maga­ri mode­sta, ai limi­ti del­la pover­tà, sen­za gio­ia, sen­za vive­re, sen­za pia­ce­re, alle spal­le di altri, chia­ma­ti a rime­dia­re ai tuoi casi­ni… ma chi se ne fre­ga? Io sono sta­to ligio al dove­re, ho fat­to quel­lo che mi è sta­to det­to. Quin­di sono nel giusto.

Sal­vo poi arri­va­re in con­di­zio­ni di emer­gen­za e non ave­re nes­sun mez­zo per cavarsela.

Allo­ra la respon­sa­bi­li­tà rina­sce e vie­ne addos­sa­ta all’au­to­ri­tà nei cui con­fron­ti l’ab­bia­mo abdicata.

Ma non è così! Por­ca put­ta­na! Sei sta­to tu a sce­glie­re di abdi­ca­re. Sei sta­to tu a sce­glie­re di spe­gne­re il cer­vel­lo e usa­re quel­lo di un altro al suo posto.

For­se non sarai respon­sa­bi­le del tut­to, ma per buo­na par­te di cer­to si!

Per­chè alla fine, la scel­ta, per quan­to incon­sa­pe­vo­le, l’hai fat­ta tu.

Dopo non ti veni­re a lamen­ta­re quan­do, al ter­mi­ne di un’in­te­ra vita gio­ca­ta nel segno del­la non-esi­sten­za, guar­dan­do­ti indie­tro, vedrai solo un immen­so, enor­me caz­zo­ne pian­ta­to nel tuo culo flaccido!

Ma vaf­fan­cu­lo, và!

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5 Comments

  1. vito ha detto:

    fra­se finale 

    “Dopo non ti veni­re a lamen­ta­re quan­do, al ter­mi­ne di un’intera vita gio­ca­ta nel segno del­la non-esi­sten­za, guar­dan­do­ti indie­tro, vedrai solo un immen­so, enor­me caz­zo­ne pian­ta­to nel tuo culo flaccido!”

    .…. SPETTACOLO!!!

  2. Valeria ha detto:

    “Scel­ta incon­sa­pe­vo­le”??? A me sem­bra una dicotomia…
    :bye:

    • franz ha detto:

      In ter­mi­ni si, in pra­ti­ca no. La scel­ta è qua­si sem­pre incon­sa­pe­vo­le e per que­sto, non dovrem­mo chia­mar­la così. Ma, a par­te il fat­to che l’i­ta­lia­no non offre mol­te alter­na­ti­ve, una scel­ta con­sa­pe­vo­le, in teo­ria, la può fare solo un illuminato.
      Per quan­to attie­ne l’uo­mo, però, vedia­mo di non fare di tut­te le erbe un fascio. Come dice l’O­ra­co­lo a Neo, in Matrix, una scel­ta diven­ta tale quan­do vie­ne ripe­tu­ta la secon­da vol­ta, ovve­ro quan­do ne cono­sci, in tut­to o in par­te, le conseguenze.
      Ma anche det­to que­sto, una scel­ta è una scel­ta. Ope­ra­ta mec­ca­ni­ca­men­te oppu­re con­sa­pe­vol­men­te, sem­pre di scel­ta trattasi.
      Tiè! :muah:

  3. Sting ha detto:

    Mi pare che, pre­scin­den­do chi sa e può fare scel­te con­sa­pe­vo­li, la qua­si tota­li­tà del­l’u­ma­na gen­te, non si ren­de con­to che ogni istan­te del­la vita ci costrin­ge a fare scel­te, e quin­di azio­ni come “stac­ca­re il cer­vel­lo”, subi­re gli even­ti, o rifug­gi­re dal­le con­se­guen­ze di altre scel­te, non sono rico­no­sciu­te come tali.
    Anche il non sce­glie­re è comun­que una scel­ta, è inu­ti­le negar­lo, anche se è moool­to como­do farlo…
    Per­ciò, quan­do poi il fato pas­sa a pre­sen­ta­re il con­to, si cre­de (erro­nea­men­te), che lo deb­ba paga­re qual­cu­n’al­tro, soste­nen­do que­sta con­vin­zio­ne con tut­ti gli “ammor­tiz­za­to­ri” pos­si­bi­li e immaginabili.
    :deny:

  4. jackill ha detto:

    E’ sicu­ra­men­te vero, ma.…
    Alcu­ni facen­do scel­te con­sa­pe­vo­li e spes­so con­tro­cor­ren­te con corag­gio e cer­can­do di far apri­re gli occhi ad una mas­sa di zom­bi, alla fine si ritro­va con­cia­to peg­gio di loro, per­chè non ha mai mol­la­to e non è mai sce­so a compromessi.
    Non ha mai lec­ca­to culi, ha dato rispet­to sen­za aver­lo dagli altri, alcu­ni l’han­no segui­to solo per oppor­tu­ni­smo e al momen­to giu­sto, mol­la­to sen­za pie­tà, ti sen­ti rispon­de­re che han­no fami­glia, il mutuo, il geni­to­re mala­to, Tu inve­ce non hai tut­to que­sto sei un alie­no venu­to da un’al­tra galas­sia e quin­di non capi­sci, e quan­do arri­vi alla fine ti chie­di se for­se que­gli zom­bi aves­se­ro ragio­ne e Tu tor­to col­pi­to da un’in­sa­ni­tà men­ta­le che ti face­va cre­de­re di ave­re un’il­lu­mi­na­zio­ne pen­san­do che l’u­ma­ni­tà deb­ba gode­re degli stes­si dirit­ti uni­ver­sa­li che ogni esse­re su que­sta ter­ra deb­ba avere.
    Nel­la sto­ria le per­so­ne più giu­ste han­no lascia­to que­sto mon­do sen­za ric­chez­ze nè pos­se­di­men­ti, ma han­no lascia­to una gran­de ric­chez­za spi­ri­tua­le che pur­trop­po pochi han­no appreso.