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La solitudine ai tempi di Facebook

Una soli­tu­di­ne vera ma stri­scian­te, invi­si­bi­le, che si masche­ra da con­tat­to. Cel­lu­la­ri e smart­pho­ne si ammaz­za­no la bat­te­ria facen­do a gara per chi pren­de i com­men­ti più velocemente.

Gen­te che si aggi­ra per le stra­de col tele­fo­no in mano per tene­re sot­to con­trol­lo il flus­so con­ti­nuo di mes­sag­gi dai vari social net­work, a vol­te dimen­ti­can­do­si di tene­re sot­to con­trol­lo i pali del­la luce.

Email, sms, mes­sag­gi FB, tele­fo­na­te. Sia­mo sul­l’or­lo del­l’a­bis­so o su quel­lo di una rivo­lu­zio­ne sociale?

Due aspet­ti da tene­re in con­to, pri­ma di deci­de­re: è vero, fino a qual­che tem­po fa le comu­ni­ca­zio­ni era­no più len­te, i mes­sag­gi sul­la segre­te­ria si ascol­ta­va­no una vol­ta al gior­no, di ritor­no dal lavo­ro, e le tele­fo­na­te si face­va­no lì, oppu­re sul dopo­ce­na. Più tem­po per pen­sa­re, per par­la­re, per fare.

Oggi devi tene­re sot­to con­trol­lo alme­no quat­tro flus­si diver­si, per­chè qual­cu­no ti scri­ve su FB, qual­cu­no per email, qual­cu­no con un SMS, e qual­cu­no ti telefona.

E poi, in fon­do a tut­to que­sto, qual­cu­no che ti incon­tra per stra­da e che rischi di non vede­re per­chè hai gli occhi incol­la­ti al fot­tu­to smartphone.

Un’as­sio­ma del­la teo­ria del­l’in­for­ma­zio­ne dice che “Trop­pa infor­ma­zio­ne ugua­le nes­su­na infor­ma­zio­ne”. Giu­sto e sacro­san­to, anzi, per­fet­to. Al momen­to attua­le il flus­so con­ti­nuo da trop­pe fon­ti rischia di ren­de­re la comun­cia­zio­ne esclu­si­va­men­te un rumo­re di fondo.

Ma è anche vero che tra­mi­te que­sta tec­no­lo­gia il con­tat­to può esse­re imme­dia­to, inte­gra­to con una quan­ti­tà di infor­ma­zio­ni mul­ti­me­dia­li impen­sa­bi­li fino a poco tem­po fa.

Ed è anche vero che un’in­for­ma­zio­ne può fare il giro del mon­do in meno di ven­ti secon­di, gra­zie ai social net­work ed alla rete.

La dif­fe­ren­za tra un uso assen­na­to di tut­to ciò e la fol­lia sta solo nel­la men­te e nel­la con­sa­pe­vo­lez­za di chi la usa: come sur­ro­ga­to di una vita rea­le o come ausi­lio per una vita migliore.

Occor­re decidere.

Pos­si­bil­men­te aven­do col­le­ga­to tra loro alme­no tre neu­ro­ni; uno che dice “SI”, l’al­tro che dice “NO” e il ter­zo che guar­da i pri­mi due con occhio cli­ni­co e risponde:

“MA CHI CAZZO SE NE FREGA!”

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