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Protesi al seno rotta: silicone nel sangue. E dopo?

Qual­che tem­po fa vi fu uno scan­da­lo enor­me (sul­la stam­pa ita­lia­na, ovvia­men­te, poco o nul­la) sul­la vicen­da del­la PIP, un’a­zien­da pro­dut­tri­ce di pro­te­si per masto­pla­sti­ca che uti­liz­zò un sili­co­ne di qua­li­tà sca­den­te (vie­ta­to dal­le nor­me inter­na­zio­na­li), al posto di quel­lo cor­ret­to, per rispar­mia­re sui costi.

La con­se­guen­za fu una quan­ti­tà abnor­me di pro­te­si rot­te con con­se­guen­ti enor­mi pro­ble­mi per la salu­te del­le don­ne che ave­va­no rice­vu­to que­sti impianti.

L’ul­ti­mo caso è di que­sti gior­ni e riguar­da una don­na ingle­se che, dopo la ter­za gra­vi­dan­za, è ricor­sa alla pla­sti­ca al seno per risi­ste­ma­re­si un po’.

Pur­trop­po per lei, le sono sta­te impian­ta­te due pro­te­si pro­dot­te dal­l’a­zien­da incri­mi­na­ta e det­te pro­te­si si sono rot­te, solo che nel suo caso la fac­cen­da è diven­ta­ta un po’ più grave.

La rot­tu­ra infat­ti non è sta­ta indi­vi­dua­ta per tem­po (anche per­chè la sem­pli­ce mam­mo­gra­fia non è suf­fi­cien­te a rile­var­la) e la signo­ra si è ritro­va­ta con il sili­co­ne che le scor­raz­za­va alle­gra­men­te nel san­gue, cau­san­do­le dolo­ri lan­ci­nan­ti alle arti­co­la­zio­ni e dan­ni per­ma­nen­ti ai lin­fo­no­di che si sono intasati.

Per sua for­tu­na con la sosti­tu­zio­ne del­le pro­te­si alme­no il pro­ble­ma dei dolo­ri è rien­tra­to, anche se quel­lo dovu­to alla man­can­za di lin­fo­no­di no, per­chè li han­no dovu­ti eli­mi­na­re in quan­to com­ple­ta­men­te sput­ta­na­ti dal silicone.

Nel­l’arti­co­lo pub­bli­ca­to sul Cor­rie­re, la fac­cen­da fini­sce lì, come se il fat­to di aver sosti­tui­to le pro­te­si fos­se suf­fi­cien­te a fer­ma­re i danni.

E que­sto mi fa dav­ve­ro incaz­za­re, per­chè anche un idio­ta potreb­be capi­re che, allo stes­so modo in cui si è depo­si­ta­to nei lin­fo­no­di, il sili­co­ne fuo­riu­sci­to dal­le pro­te­si è sicu­ra­men­te anda­to a depo­si­tar­si in altri distret­ti del corpo.

Que­sto però non lo dico­no nell’articolo.

Non vi dico­no i rischi che cor­re­rà que­sta don­na d’o­ra in poi, dato che il sili­co­ne è uno dei mate­ria­li più sta­bi­li che sia­mo riu­sci­ti a pro­dur­re, e resi­ste alle tem­pe­ra­tu­re più ele­va­te sen­za scio­glier­si, alla cor­ro­sio­ne degli aci­di ed è, sostan­zial­men­te, per­fet­ta­men­te inat­tac­ca­bi­le dal cor­po uma­no ma, cosa più gra­ve di tut­te, non è solu­bi­le in acqua, per cui l’e­spul­sio­ne del sili­co­ne da par­te del cor­po è un’o­pe­ra­zio­ne difficile.

Quin­di è inu­ti­le che la rac­con­ti­no: il sili­co­ne entra­to in cir­co­la­zio­ne san­gui­gna andrà ine­vi­ta­bil­men­te a depo­si­tar­si in vari distret­ti e, quan­do anche la rea­zio­ne infiam­ma­to­ria dolo­ro­sa cala, come nel caso del­la signo­ra, rimar­rà comun­que per lun­go tem­po nel corpo.

Quin­di, una vol­ta in più: care signo­re, occhio a rifar­vi le tet­te, per­chè il prez­zo da paga­re potreb­be esse­re dav­ve­ro alto.

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10 Comments

  1. Ailinen ha detto:

    E per­chè dovreb­be­ro dir­lo? Con il rischio di per­de­re i milio­ni che le don­ne paga­no per rifar­si il seno? Ormai dovre­sti sape­re che il dena­ro vie­ne pri­ma di qua­lun­que altra cosa… no?

  2. Rosa ha detto:

    Sal­ve a tut­ti vi chie­do aiu­to anche io ho sili­co­no­mi pos­so sape­re da chi vi sta­te facen­do con­trol­la­re e se ci sono cen­tri spe­cia­liz­za­ti grazie

    • Franz ha detto:

      Gen­ti­le Rosa,
      a par­te che l’ar­ti­co­lo è del 2010, la sua doman­da è da rivol­ge­re diret­ta­men­te al suo medi­co curan­te o altri medi­ci di fidu­cia. I cen­tri spe­cia­liz­za­ti ci sono sicu­ra­men­te e e tra essi si anno­ve­ra­no cer­ta­men­te gli stes­si a cui ci si rivol­ge per l’im­pian­to del­le protesi.
      Di più one­sta­men­te non saprei che dirle.
      In boc­ca al lupo

  3. Rosa ha detto:

    Sal­ve gra­zie fra­na si ero con­sa­pe­vo­le del 2010 ma ho pro­va­to lo stesso
    Il cen­tro spe­cia­liz­za­to dove ho cam­bia­to le pro­te­si ha det­to che devo con­vi­ve­re co que­sta lin­foa­de­no­pa­tia da sili­co­ne ma io non mi arren­do come dice­vi nell’articolo sicu­ra­men­te sara migra­to anche in altre par­ti del cor­po .la mia richie­sta è se c’è un cen­tro dove pos­so fare tut­ti gli accertamenti

    • Franz ha detto:

      Pur­trop­po non so dar­ti uno rispo­sta. Però, al posto tuo, farei come Han­sel e Gre­tel, cer­can­do la scia di bri­cio­le del pane. Ho tro­va­to que­sto arti­co­lo: https://www.minervamedica.it/it/riviste/gazzetta-medica-italiana/articolo.php?cod=R22Y2013N06A0549 scrit­to da medi­ci del­l’u­ni­ver­si­tà di Tori­no, dip. di Scien­za Medi­ca. Pro­va a par­ti­re da lì…
      In boc­ca al lupo e un abbraccio

    • cinzia ha detto:

      io inve­ce sono un medi­co, ma anche una pazien­te con lo stes­so pro­ble­ma. per i chi­rur­ghi pla­sti­ci il pro­ble­ma non esi­ste. per noi si. se mi vuo­le con­tat­ta­re mi fac­cia sapere.

  4. Rosa ha detto:

    Gra­zie mille

  5. Claudia Alessi ha detto:

    Pur­trop­po in Ita­lia intos­si­ca­zio­ne da impian­ti di sili­co­ne non è riconosciuta…in Ame­ri­ca si…anche io ho anco­ra pro­ble­mi dopo la rimo­zio­ne del­le protesi…sarà per­ché ho anco­ra la cap­su­la? Noi don­ne ce lo chie­dia­mo ma sen­za tro­va­re rispo­ste chiare.

    • Franz ha detto:

      Gen­ti­le Claudia,
      non essen­do un medi­co, pos­so solo dir­le che, a rigor di logi­ca è pos­si­bi­le. Come ho già rispo­sto ad un’al­tra per­so­na, le sug­ge­ri­sco di ini­zia­re con una ricer­ca di un otti­mo spe­cia­li­sta o di un cen­tro spe­cia­liz­za­to in que­sto tipo di pro­ble­ma­ti­che. Se non ne tro­va ini­zi dal suo chi­rur­go e par­ta da lì fino a che non tro­va qual­cu­no che le dia una rispo­sta sen­sa­ta. E non si accon­ten­ti di una sola rispo­sta, ne cer­chi alme­no due o tre.
      Vedrà che ne ver­rà a capo.
      Un abbraccio

      • Claudia Alessi ha detto:

        Grazie…infatti andrò da un ema­to­lo­go e immunologo…grazie per aver­ne parlato.Argomento che irri­ta for­te­men­te i chi­rur­ghi pla­sti­ci. Ma io non ho le ben­de sugli occhi! Un abbraccio