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Una diagnosi sbagliata: vive tre mesi da leone.

A un comi­co bri­tan­ni­co dia­gno­sti­ca­no una gra­ve for­ma di cir­ro­si: gli riman­go­no si e no tre mesi di vita.

L’uo­mo non si scom­po­ne, com­pi­la una lista con tut­to ciò che gli pia­ce­reb­be fare. Alcu­ni desi­de­ri sono sem­pli­ci, come pas­sa­re una gior­na­ta con la nipo­te in un luo­go par­ti­co­la­re, altri un po’ più costo­si, come com­pra­re una mer­ce­des da 30.000 sterline.

L’uo­mo ini­zia imme­dia­ta­men­te ad esau­dir­li e, quan­do è arri­va­to più o meno a metà, gli dico­no che la dia­gno­si è sba­glia­ta. Il male di cui sof­fre, emo­cro­ma­to­si, non è affat­to mor­ta­le e può esse­re curato.

L’ar­ti­co­lo è sul Mes­sag­ge­ro, lo tro­va­te qui.

Il pez­zo del gior­na­li­sta ter­mi­na con la seguen­te frase:

Un “disgui­do” che non si sa quan­to è costa­to ma che ha rovi­na­to un uomo di mez­za età, dan­do­gli però la pos­si­bi­li­tà di fare ciò che avreb­be sem­pre voluto.

E’ vero; dal pun­to di vista eco­no­mi­co sicu­ra­men­te è sta­ta una rovi­na, ma da tut­ti gli altri?

Non so come que­st’uo­mo abbia vis­su­to il perio­do in cui pen­sa­va di dover mori­re di lì a poco; non so se dav­ve­ro si sia godu­to quel­lo che ha fat­to. For­se si o for­se no.

Nem­me­no saprei dire cosa potrei fare al posto suo; come per mol­te situa­zio­ni, occor­re tro­var­ci­si per sco­pri­re dav­ve­ro quel­lo che abbia­mo all’in­ter­no (scu­sa­te, ma men­tre scri­vo fac­cio gli scon­giu­ri del caso).

Però… però pen­sa­vo al fat­to che que­st’uo­mo ha vis­su­to le set­ti­ma­ne in cui anco­ra pen­sa­va di dover mori­re come, in fon­do, andreb­be vis­su­ta la vita; a manetta!

Non è una cri­ti­ca la mia, ma dav­ve­ro riten­go che noi si pas­si la mag­gior par­te del­la vita come se il tem­po a dispo­si­zio­ne fos­se infi­ni­to; riman­dan­do, costruen­do un futu­ro di cui dav­ve­ro non vi è alcu­na certezza.

Basta vede­re a quan­ti uomi­ni acca­de di entra­re in depres­sio­ne appe­na anda­ti in pen­sio­ne; sono così abi­tua­ti al ruo­lo che rico­pro­no, al loro posto in una socie­tà in cui se non pro­du­ci non esi­sti, che quan­do, dopo anni di sfor­zi, rag­giun­go­no il momen­to di goder­se­la… non han­no più la for­za per farlo.

Oppu­re, nel peg­gio­re dei casi, pur­trop­po non così raro, si amma­la­no e muoiono.

Ma non sareb­be meglio fare il con­tra­rio? Goder­si la vita fino a che il cor­po e l’e­ner­gia sono fre­schi, e ci pos­so­no sostenere?

Che sen­so ha far­si un culo come una capan­na per qua­ran­t’an­ni, per ritro­var­si a 65 anni con un cor­po che non ne ha più, ovvia­men­te, 20 e che quin­di non ti per­met­te più di gode­re come quan­do eri giovane?

Eppu­re a tut­ti sem­bra nor­ma­le così.

A tut­ti noi sem­bra nor­ma­le pas­sa­re i pri­mi ses­san­t’an­ni del­la pro­pria vita a pre­pa­rar­ci per un futu­ro che nes­su­no, ma pro­prio nes­su­no, ci garantisce.

Ma a voi sem­bra normale?

No, per­chè ades­so che, aven­do scrit­to que­ste righe, ci pen­so bene… a me pare una stronzata!

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8 Comments

  1. Donatilla ha detto:

    … sono d’ac­cor­do con Te,si deve ave­re il corag­gio di anda­re con­tro cor­ren­te.… :che­hers:

  2. Pirata ha detto:

    …con­tro­cor­ren­te per anda­re ver­so l’o­ri­gi­ne del­la vita stessa…

  3. nuner ha detto:

    però tie­ni con­to anche del fat­to che non tut­ti (qua­si nes­su­no) han­no le pos­si­bi­li­tà di fare ciò che vorrebbero..

    in sol­do­ni: si deve tirà a campà

  4. Pirata ha detto:

    ‘pen­sa­re in gran­de’ conviene…

  5. White Knight ha detto:

    Care Signo­re e Signo­ri, non mi dire­te che cre­de­te dav­ve­ro a quel­la bal­la del “per vive­re biso­gna lavo­ra­re” o “il lavo­ro nobi­li­ta l’Uo­mo” Il solo lavo­ro dav­ve­ro neces­sa­rio per l’es­se­re uma­no richie­de dai 15 ai 45 min, ovve­ro il tem­po uti­le a rac­co­glie­re la frut­ta dagli albe­ri man­giar­se­la e anda­re a dis­se­tar­si ad una fon­te d’ac­qua, FINE!!!
    Tut­to il resto del tem­po andreb­be impie­ga­to nel “VERO LAVORO” quel­lo di cono­scen­za di se e del mon­do per riu­sci­re a vive­re per come l’Es­se­re uma­no e sta­to strut­tu­ra­to ovve­ro nel­la ricer­ca del­l’Ar­mo­nia del Benes­se­re, del Pia­ce­re insomma.…
    Ora va da se che ad una rapi­da occhia­ta la raz­za uma­na non vive così non più da mol­tis­si­mo tem­po alme­no ed in ogni aspet­to del­la pro­pria esi­sten­za ci sono pre­va­len­te­men­te “fre­ne­sia” ed osses­si­vo com­pul­si­vo biso­gno di pre­va­ri­ca­zio­ne, gli effet­ti sono o dovreb­be­ro esse­re pale­si a tut­ti, dun­que il pro­ble­ma è “LA SCELTA” il Sig del­l’ar­ti­co­lo ha avu­to dal­le cir­co­stan­ze l’Oc­ca­sio­ne di far­la tut­ti gli altri inve­ce pen­sa­no che non deb­ba arri­va­re mai, sal­vo for­se in una pros­si­ma vita… SEEEEEE ma che BALLA MERDAVIGLIOSA, o per dir­la alla Gur­d­jef che “FORMIDABILE AMMORTIZZATORE”!!! :war­rior:

  6. White Knight ha detto:

    PS: tan­to per “far­vi veni­re un dub­bio” ascol­ta­te­vi il “DISCORSO TIPICO DELLO SCHIAVO” di Sil­va­no Ago­sti, a que­sto link: http://www.youtube.com/watch?v=5YANjIKfNEo Buon Ascol­to!!! :ham­mer: