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La Castità – By Giuseppe

Nel vasto pano­ra­ma dei ter­mi­ni che nei seco­li sono sta­ti pri­va­ti del loro ori­gi­na­rio signi­fi­ca­to (e devia­ti ver­so spon­de oscu­re, con effet­ti note­vol­men­te dele­te­ri sul­la sto­ria uma­na) ve ne sono alcu­ni di par­ti­co­la­re impor­tan­za: pen­so che casti­tà sia senz’altro uno di questi.

Non cre­do si pos­sa com­pren­de­re a fon­do quan­te vit­ti­me inno­cen­ti abbia mie­tu­to – e anco­ra mie­te – il ribal­ta­men­to, ad uso e con­su­mo del­le dif­fe­ren­ti reli­gio­ni del pia­ne­ta, di ciò che ori­gi­na­ria­men­te si inten­de­va per casti­tà se non inda­gan­do sul suo ori­gi­na­rio significato.

Casti­tà deri­va da Casta.

Sap­pia­mo che Casto vie­ne dal lati­no Castus, che sta a desi­gna­re una cosa pura, non mesco­la­ta con altre di diver­sa natu­ra. E qui abbia­mo già un impor­tan­te indi­zio su cui riflettere.

Ma, che io sap­pia, vi è un altra matri­ce di Casta, ben più anti­ca, che aggiun­ge impor­tan­ti indi­zi su cui ragio­na­re. Il ter­mi­ne in que­stio­ne è Kastha, paro­la san­scri­ta che indi­ca un limi­te, una cir­co­scri­zio­ne.

Trop­po spes­so dimen­ti­chia­mo che noi sia­mo di deri­va­zio­ne indo-euro­pea.

Se fon­dia­mo que­sti due con­cet­ti, cioè limi­te, cir­co­scri­zio­ne, con i pre­ce­den­ti – cosa pura, non mesco­la­ta ad altre – pos­sia­mo capi­re meglio ciò che vie­ne affer­ma­to da alcu­ni ricer­ca­to­ri, cioè che vi è sta­to un tem­po anti­chis­si­mo in cui vi è sta­ta una accu­ra­ta sele­zio­ne dei miglio­ri tra il gene­re uma­no. Que­sta sele­zio­ne riu­ni­va in pic­co­li nuclei que­gli esse­ri spe­cia­li che si distin­gue­va­no per cer­te doti e caratteristiche.

Que­sti uomi­ni e don­ne di una par­ti­co­la­re leva­tu­ra inte­rio­re e carat­te­ria­le, rice­ve­va­no un’educazione par­ti­co­la­re e vive­va­no una vita a par­te, qua­si com­ple­ta­men­te iso­la­ti dal resto del popo­lo (iso­la­ti appun­to in una cir­co­scri­zio­ne). Dicia­mo che era un “viva­io” dei più puri, i miglio­ri, i più dota­ti: fan­ciul­li e fan­ciul­le che rap­pre­sen­ta­va­no la “testa di dia­man­te” dell’umanità.

Mol­to dopo in India (pri­ma che fos­se­ro isti­tui­te le caste chiu­se ed ere­di­ta­rie) le caste si era­no già allar­ga­te a tut­to il popo­lo e, in base alle carat­te­ri­sti­che che un bim­bo mostra­va lo si indi­riz­za­va ver­so la “casta” cor­ri­spon­den­te; que­sta pote­va esse­re quel­la dei sacer­do­ti deten­to­ri di una anti­ca cono­scen­za, dei guer­rie­ri e ammi­ni­stra­to­ri, dei mer­can­ti e degli agri­col­to­ri. Que­sti nor­mal­men­te si spo­sa­va­no con per­so­ne del­la stes­sa casta (appun­to non si mesco­la­va­no ad altre caste).

Ma come abbia­mo visto le Caste risal­go­no a tem­pi ben più anti­chi dell’India, con signi­fi­ca­ti ancor più profondi.

Non so se sba­glio, ma pen­so che un ulti­mo baglio­re di que­sto esem­pio, in Occi­den­te, lo tro­via­mo nel­le Vesta­li dell’antica Roma.

Que­ste fan­ciul­le era­no il ful­cro del­la for­za di Roma (in quan­to custo­di e respon­sa­bi­li del Fuo­co Sacro del­la Dea Vesta, la Dea del Foco­la­re Dome­sti­co).

Le Vesta­li era­no del­le ver­gi­ni che una vol­ta matu­re era­no libe­re di sposarsi.

Casti­tà è dun­que una qua­li­tà inte­rio­re che acco­mu­na cer­ti esse­ri ai pro­pri simi­li, e nul­la ha a che vede­re col ses­so – non alme­no con la rinun­cia a vita a quest’ultimo -.

Pen­so dun­que che se si abo­lis­se que­sto “abo­mi­nio” di obbli­ga­re ad una casti­tà a vita quei gio­va­ni puri e puli­ti che sen­to­no un for­te “richia­mo” spi­ri­tua­le, si evi­te­reb­be­ro sicu­ra­men­te tan­te di quel­le devian­ze ses­sua­li ogget­to di scan­da­lo e sof­fe­ren­za in que­sti tem­pi bui e disarmonici.

Il ses­so, fa sem­pre bene ricor­dar­lo, è una poten­te for­za del­la natu­ra che non va sop­pres­sa coer­ci­ti­va­men­te, ma indi­riz­za­ta saggiamente.

Pri­var­si del ses­so a vita è con­tro natura.

Que­sto è il mio pensiero.

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6 Comments

  1. Fede ha detto:

    Non rie­sco nean­che ad imma­gi­na­re la mia vita sen­za ses­so: rinsekkirei!
    Ciao Jose­ph, post prezioso!

  2. Blushaft ha detto:

    Un altra defi­ni­zio­ne che in tem­pi remo­ti ci fu data da una per­so­na mol­to sag­gia a me mol­to cara e che :
    nel momen­to in cui
    si è vis­su­to pie­na­men­te ogni sfac­cet­ta­tu­ra del­la vita
    si è CASTI.…
    un risul­ta­to di pie­nez­za dunque
    e non di privazione.…

    vive­re la vita inten­sa­men­te e pienamente .…
    il por­ta­re giù nel­la materia …
    por­ta­re in bas­so ciò che si rap­pre­sen­ta in alto…
    una via di trasformazione.…una via tantrica.…
    chi vuo­le che la ricer­ca inte­rio­re o spi­ri­tua­le sia una ricer­ca di pove­rac­ci e sfigati.…non ha com­pre­so mol­to…( anche qui è pre­sen­te un sovvertimento )…

    • Andrea G ha detto:

      “chi vuo­le che la ricer­ca inte­rio­re o spi­ri­tua­le sia una ricer­ca di pove­rac­ci e sfigati….non ha com­pre­so molto…”
      PUOI DIRLO FORTE! CONDIVIDO PIENAMENTE!
      Secon­do me (e in que­sto perio­do lo sen­to anco­ra di più) ricer­ca è anche, e soprat­tut­to, GIOIA, DANZA, CELEBRAZIONE, PROSPERITA’, ESPRESSIONE DI POTENZA E BELLEZZA..
      Sen­nò per quan­to mi riguar­da si sta par­lan­do d’al­tro, del vec­chio “cate­chi­smo” masche­ra­to da ter­mi­ni più “eso­ti­ci”!.

  3. Giuseppe ha detto:

    Gra­zie Blu­shaft, anco­ra un com­men­to mol­to uti­le! Sono pie­na­men­te dac­cor­do con te. :ham­mer:

  4. jackill ha detto:

    Eccel­len­te !!!!

  5. Andrea G ha detto:

    Gra­zie Giu­sep­pe, gran­de articolo.