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Quando il cuore si ritira… prendetelo a sberle!

Oggi mi sen­to pro­prio di dir­lo. Può suc­ce­de­re che vicen­de, even­ti o cose in gene­re più gran­di di noi, por­ti­no il nostro cuo­re a ten­ta­re di riti­rar­si in campagna.

Non lascia­te­glie­lo fare! Pren­de­te­lo a sber­le, se neces­sa­rio, ma non lascia­te­glie­lo fare! Il rischio mag­gio­re in que­sti casi è di cede­re alla ten­ta­zio­ne di un sen­ti­re malin­co­ni­co, estre­ma­men­te dol­ce e poten­te, quan­to letale.

Toglie­te­vi di lì! Pren­de­te il cuo­re e met­te­te­lo al lavo­ro su altro.

Quan­do ci si tro­va con­tro un muro e si rea­liz­za che per il momen­to non è pos­si­bi­le abbat­ter­lo ne girar­gli attor­no, date­mi ret­ta… sede­te­vi­ci sopra!

Nel sen­so che non sem­pre ha sen­so la spin­ta e l’e­go che coz­za di testa con­tro le dif­fi­col­tà dif­fi­cil­men­te paga.

Allo­ra, sem­pli­ce­men­te, sede­te­vi (pos­si­bil­men­te sopra il muro in que­stio­ne) e respi­ra­te. Poi indi­vi­dua­te al vostro inter­no se c’è qual­co­sa che pote­te rea­liz­za­re. Non impor­ta quan­to insul­so, o appa­ren­te­men­te inu­ti­le. Basta che sia qual­co­sa cui tene­te in qual­che modo.

E poi ini­zia­te a spin­ge­re in que­sta nuo­va dire­zio­ne. Fate! Met­te­te­vi in gio­co, lan­cia­te­vi nel­la magia del fare e muo­ve­te così la vostra ener­gia. Vi accor­ge­re­te che intor­no a voi le cose sem­bre­ran­no ripren­de­re vita, men­tre, pro­ba­bil­men­te in modo impen­sa­to, mol­te situa­zio­ni ini­zie­ran­no a cambiare.

Il simi­le atti­ra il simi­le, non c’è nul­la da fare. Se sie­te fer­mi atti­re­re­te cose fer­me. Se vi muo­ve­re­te (non a casac­cio), atti­re­re­te cose che si muovono.

Non mol­la­te e con­ti­nua­te a spingere.

Non è det­to che quel­la stra­da che pen­sa­va­te inter­rot­ta non si rive­li per qual­co­s’al­tro, qual­co­sa di cui non ave­va­te la ben­chè mini­ma idea. Allo­ra, ciò che sem­bra­va per­du­to, cam­bie­rà fac­cia e si rive­le­rà per qual­co­s’al­tro che non ha nul­la di perso.

Insom­ma, fate quel­lo che vi pare ma fatelo!

E subi­to, cazzo!

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10 Comments

  1. Nicola ha detto:

    Gra­zie, arri­vi al momen­to giusto!!! 🙂

  2. Inenascio Padidio ha detto:

    Aureo sug­ge­ri­men­to. Complimenti!
    Intan­to comin­cia a pren­de­re “a sber­le” il tuo cuo­re. Scu­sa­mi, ma quan­do ce vò ce vo! :loveyes:

    • franz ha detto:

      No, Ine­na­scio, non ti scuso.
      Que­sto è l’ul­ti­mo com­men­to che ti lascio met­te­re sul mio blog. Direi che mi hai abbon­dan­te­men­te stufato.

  3. jackill ha detto:

    Caro Franz.
    Sono pie­na­men­te concorde,solo che, in cer­ti fran­gen­ti è più faci­le dir­lo che farlo,ancune vol­te ci cadi sen­za man­co accorgertene.
    Sia­mo nati per lottare,ma alcu­ne vol­te.…. ti guar­di intor­no e apri le mani in segno di resa,non vedi la luce,non vedi altri che fan­no la tua stes­sa strada,è una via spes­so soli­ta­ria e in que­sto mon­do non dà mol­te soddisfazioni.

    • franz ha detto:

      Ti capi­sco, ecco­me se ti capi­sco… ma non sem­pre ciò che appa­re coin­ci­de con ciò che è… tenia­mo duro! :bye:

  4. Andrea G ha detto:

    Bel­la Franz!
    Il limi­te è come un’in­ter­ru­zio­ne del flusso…
    ..istin­ti­va­men­te si ten­de o a met­ter­si con­tro, o a fuggire…
    …oppu­re come dici tu ci si può sede­re sopra e respi­ra­re, STARE pro­prio lì, nel limi­te, fidar­si, e spes­so ci si accor­ge che ciò che è silen­zio­so ini­zia a parlare,e ciò che è fer­mo a muoversi…e a quel pun­to, come dice una per­so­na che sti­mo mol­to, “il pro­ble­ma non si risolve.……SI DISSOLVE!!”
    Grazie…hai bec­ca­to un buon momento!!
    CIao!

  5. primularossa ha detto:

    Cac­chio gran­dio­so!!! Sto facen­do pro­prio così! E si muo­vo­no cose…AVERE OBIETTIVI E SOGNI E FARE!
    “Il simi­le atti­ra il simi­le, non c’è nul­la da fare. Se sie­te fer­mi atti­re­re­te cose fer­me. Se vi muo­ve­re­te (non a casac­cio), atti­re­re­te cose che si muovono.”
    RISPOLVERARE QUESTA COSCIENZA SERVE!!
    UN ABBRACCIO E GRAZIE

  6. Walter ha detto:

    Basta che ti muo­vi, come ha det­to “qual­cu­no”.