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Dipendenza da cibo. Viene provocata allo stesso modo di quella da fumo.

Devo dire che c’e­ro arri­va­to qual­che anno fa, osser­van­do quan­to i bam­bi­ni ami­no i cibi sem­pre più sapo­ri­ti e sem­pre meno quel­li natu­ra­li: mia zia face­va una fati­ca bestia­le a far man­gia­re un pas­sa­to di ver­du­ra a mio cugi­no di 10 anni, per­chè per lui non sape­va di nulla.

In que­sto arti­co­lo del Cor­rie­re di oggi, si par­la di come la strut­tu­ra del gusto dei cibi odier­ni ven­ga costrui­ta a tavo­li­no, per ren­der­li sem­pre più gra­di­ti ad un pala­to che ormai, quan­to­me­no nel­la media, non rie­sce più a distin­gue­re tra ciò che, pur buo­no al sapo­re, fa un gran male al cor­po e ciò che, aven­do un sapo­re più deli­ca­to, risul­ta meno evi­den­te al gusto ma pro­du­ce inve­ce un effet­to sano sul corpo.

Cre­do che però l’ar­ti­co­lo in que­stio­ne abbia tra­la­scia­to un aspet­to: quel­lo emo­ti­vo; aspet­to che, alla fine, è il solo respon­sa­bi­le del­la dipen­den­za in ogni campo.

Noi sia­mo con­ti­nua­men­te super sti­mo­la­ti da fat­to­ri sen­so­ria­li sem­pre più for­ti. Lo si vede nel tipo di film che ha più suc­ces­so, ad esem­pio, dove l’ef­fet­to spe­cia­le ha sem­pre più spes­so il ruo­lo del leo­ne nel suc­ces­so di una pellicola.

Ma anche nel­la musi­ca dove, soprat­tut­to per quel­lo che riguar­da i gio­va­ni e gio­va­nis­si­mi, con­ta sem­pre di meno l’ar­mo­nia e sem­pre di più il nume­ro di watt spa­ra­ti diret­ta­men­te nel ventre.

E’ una que­stio­ne mol­to simi­le all’ef­fet­to del­le dro­ghe pesan­ti come l’e­roi­na. Que­sta ad esem­pio, fomen­ta una iper­pro­du­zio­ne di recet­to­ri in rispo­sta all’in­va­sio­ne degli alca­loi­di iper­con­cen­tra­ti del­la droga.

In assen­za del­la sostan­za che ne ha sti­mo­la­to l’i­per­pro­du­zio­ne, i recet­to­ri “disoc­cu­pa­ti” gene­ra­no una richie­sta pro­prio di quel­la sostan­za che ne sti­mo­la l’ul­te­rio­re pro­du­zio­ne, sta­bi­len­do così il cir­co­lo vizio­so del­la dipen­den­za sem­pre crescente.

Nel­l’e­mo­ti­vo la cosa non cam­bia di mol­to. Anche le strut­tu­re emo­ti­ve sono dota­te dei loro “recet­to­ri” e anche que­sti pos­so­no assue­far­si a sti­mo­li sem­pre meno raf­fi­na­ti ma più poten­ti, dimen­ti­can­do così, ad esem­pio, la raf­fi­na­tez­za ed il pia­ce­re che pos­so­no pro­ve­ni­re dal­l’a­scol­to di un bra­no di archi, pre­fe­ren­do il pia­ce­re più roz­zo ma più “fisi­co” di una cas­sa a quat­tro spa­ra­ta a 120.000 watt diret­ta­men­te nel­lo stomaco.

Lo stes­so feno­me­no vale quin­di per lo sti­mo­lo pro­dot­to dal cibo. Ave­te mai fat­to caso che più si man­gia sala­to, più sale si met­te­reb­be? Que­sto non è dovu­to solo ad un fat­to­re fisi­co, che rap­pre­sen­ta solo una pic­co­la par­te del mec­ca­ni­smo di dipen­den­za, quan­to dal­l’ef­fet­to “appa­gan­te” di un cibo più sapo­ri­to sul nostro emo­ti­vo, alla ricer­ca di sti­mo­li sem­pre più forti.

C’è chi sfo­ga que­sta ricer­ca andan­do ver­so impre­se adre­na­li­ni­che come gare estre­me e sport peri­co­lo­si ma anche quel­li cui anche que­sto livel­lo di adre­na­li­na non basta. E spun­ta­no, ad esem­pio, i serial killer.

Abbia­mo due effet­ti con­co­mi­tan­ti: da un lato la ricer­ca del pia­ce­re che, come ho det­to in altri arti­co­li, è la ten­den­za più pro­fon­da del­l’es­se­re uma­no. Dal­l’al­tra gli sti­mo­li sem­pre più for­ti a cer­ca­re lo stes­so pia­ce­re in atti­vi­tà o sostan­ze che però ne sna­tu­ra­no il sen­so e che non han­no più alcun col­le­ga­men­to con un prin­ci­pio rea­le, ma ne rap­pre­sen­ta­no la per­ver­sio­ne a sco­po di lucro.

In buo­na sostan­za, tut­ta la socie­tà è ormai for­te­men­te impre­gna­ta di que­sto con­ti­nuo ten­ta­ti­vo di aumen­ta­re il biso­gno di pia­ce­re, al solo ed uni­co sco­po di ven­de­re di più.

Come ovvia­re? Può non esse­re sem­pli­cis­si­mo, per­chè il con­di­zio­na­men­to alla roz­zez­za, alle emo­zio­ni sem­pre più vio­len­te e meno raf­fi­na­te, è qual­co­sa che ci accom­pa­gna fin dal­la cul­la. Ma, a par­te la dif­fi­col­tà ini­zia­le, se si intra­pren­de un per­cor­so di pro­gres­si­va, len­ta ma con­ti­nua “puri­fi­ca­zio­ne” emo­ti­va, allo­ra si vedrà che improv­vi­sa­men­te il pia­ce­re che pri­ma trae­va­mo da cibi di un cer­to tipo, piut­to­sto che non musi­ca, imma­gi­ni o anche sen­ti­men­ti di un cer­to livel­lo, lasce­ran­no il posto alla ricer­ca di aspet­ti più raf­fi­na­ti del­la vita.

La ricer­ca del bel­lo pas­sa pro­prio da que­sto fat­to­re: dal­la pro­gres­si­va disin­tos­si­ca­zio­ne da quei fat­to­ri che inve­ce ci por­ta­no ad apprez­za­re cose che di buo­no o bel­lo han­no in real­tà ben poco.

Per ora mi fer­mo qui, ma nei pros­si­mi post mi pia­ce­reb­be par­la­re pro­prio di que­sto aspet­to: la purificazione.

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5 Comments

  1. lucia ha detto:

    Quan­do ho let­to il tito­lo del post, mi si sono riz­za­ti… i capel­li in testa!!! Mi sono det­ta: “sta­vol­ta Franz lo blin­da­no!!!” E inve­ce, per for­tu­na, pen­so di no. A par­te il fat­to che oggi per man­gia­re come si deve, cioè in modo “puli­to”, toc­ca sva­li­gia­re una ban­ca… sic­co­me sono a “casa tua”, mi vie­ne spon­ta­neo instil­lar­ti un ragio­ne­vo­le dub­bio (di cui sono qua­si cer­ta di cono­sce­re la solu­zio­ne). Instil­lo il dub­bio qui per­ché “casa tua” è parec­chio più fre­quen­ta­ta del­la mia… Sai, per esem­pio, a qua­le hol­ding appar­ten­go­no alcu­ni mar­chi di pro­dot­ti ali­men­ta­ri anche per bim­bi? Tipo kraft­co­se­buo­ne­dal­mon­do… guar­da qui http://www.disinformazione.it/multinazionali.htm
    Come dice il tuo tito­lo? Ah sì: “… allo stes­so modo di quel­la da fumo”. Be’… 🙄

    • franz ha detto:

      E yes che cono­sce­vo quel link… con­si­glio a tut­ti di anda­re a leg­ger­lo! Gra­zie Lucia!

  2. Luna ha detto:

    Effet­ti­va­men­te, leg­gen­do il tuo arti­co­lo ci si spie­ga per­chè rie­sca­no a far pas­sa­re per “buo­no e genui­no” un pro­dot­to com­ple­ta­men­te inna­tu­ra­le, come ad esem­pio le buste di mine­stre lio­fi­liz­za­te: basta che sia sapo­ri­to e lo com­pria­mo (e ve lo dice una ex con­su­ma­tri­ce di quel­la roba, a cui for­tu­na­ta­men­te un medi­co pazien­te ha aper­to gli occhi).

    E se sba­van­do sul­la mine­stra pron­ta “ric­ca di sapo­re e cuci­na­ta come una vol­ta” che abbia­mo visto in una pub­bli­ci­tà ci fac­cia­mo qual­che doman­da sul­la sua qua­li­tà, nien­te pau­ra: la pub­bli­ci­tà dopo è quel­la di un pro­dot­to dima­gran­te-sgon­fian­te-diu­re­ti­co-che rin­for­za le dife­se del­l’or­ga­ni­smo, così pos­sia­mo con­ti­nua­re a man­gia­re schi­fez­ze sen­za pensieri.
    Ma come cavo­lo abbia­mo fat­to (e ho fat­to) a rim­bam­bir­ci fino a que­sto punto? 🙄 

    PS: Azz… io non cono­sce­vo il link posta­to da Lucia… non tro­vo le paro­le per commentare.

  3. Roberto Rini ha detto:

    io ho una vera e pro­pria dipen­den­za da cibo…è for­se l’u­ni­ca dro­ga mal­sa­na del­la mia vita.… (la vera “dro­ga”, ciò che mi esal­ta sareb­be inve­ro la ricer­ca di momen­ti creativi)…ma qui sia­mo pro­prio a livel­lo di lato oscuro.
    cono­sco bene il modo in cui ti fot­te la ricer­ca del “sapore”..sempre più speziato…sempre più elaborato..sovraccaricato di un sur­plus gusta­ti­vo-emo­ti­vo inve­ro poco appa­gan­te, ma di natu­ra “socia­le” (cibo per sta­re in com­pa­gnia, per fare espe­rien­za, per esse­re “di mon­do” ecc…)…cibo che RARAMENTE vie­ne man­gia­to per fame vera.. o per piacere…
    quel­lo che acca­de è una vera e pro­pria con­fu­sio­ne di funzioni…l’emotivo e il men­ta­le fan­no le veci del­l’i­stin­ti­vo, e l’i­stin­ti­vo per­de la sua natu­ra­le capa­ci­tà di rico­no­sci­men­to di ciò che gli fa bene..
    acca­de anche in altri ambiti..col ses­so ad esempio..
    ritor­nan­do al cibo.…è ovvio che un buon vino o un buon cou­scous appa­ghi­no pala­to ed emo­ti­vo, la qua­li­tà appaga…ma que­sto mec­ca­ni­smo di rea­zio­ne mec­ca­ni­ca ver­so il cibo vie­ne poi este­so a ciclo con­ti­nuo al kebab, agli invol­ti­ni pri­ma­ve­ra, alle meren­di­ne, ai pani­ni di mcdonalds+cocacola a 10 caf­fè zuccherati+amaro+limoncelloecc..alle sala­te tar­ti­ne del­l’­hap­py hour… fino a per­de­re il pia­ce­re di risco­pri­re una mela..quando si ha vera­men­te voglia…

    la per­ce­zio­ne stes­sa, alla fine, diven­ta unta come un kebab.. e tos­si­ca come una meren­di­na di una nota mar­ca col muli­no non scu­ro (costa­no peral­tro al kg quan­to l’argento)

    io ho rag­giun­to livel­li fol­li a vol­te, e cono­sco bene la dif­fi­col­tà a “depu­rar­si” fisi­ca­men­te e psi­co­lo­gi­ca­men­te da questo…
    quel­le vol­te che ci sono riu­sci­to (con alme­no una deci­na di gior­ni di riso, ver­du­re, frut­ta bio­lo­gi­ca e mol­ta acqua)..ho avu­to cri­si tipo quel­le di un eroi­no­ma­ne in asti­nen­za, mi con­tor­ce­vo come un vam­pi­ro all vista del­la luce…ma supe­ra­te que­ste fasi…è incre­di­bi­le come assie­me alla depu­ra­zio­ne fisi­ca soprag­giun­ga­no chia­rez­za men­ta­le, lim­pi­di­tà emo­ti­va, e per­fi­no for­za fisica!..
    my 2 cents

  4. Sting ha detto:

    Vero, giu­sto, corretto.
    Ho sor­ri­so di sod­di­sfa­zio­ne leg­gen­do l’ar­ti­co­lo, non per i con­te­nu­ti, ovvio, ma per la loro dif­fu­sio­ne. Se lo cono­sci lo eviti…forse!
    Vor­rei solo aggiun­ge­re, che una vol­ta intra­pre­sa la stra­da del­la puri­fi­ca­zio­ne, una vol­ta smes­so di satu­ra­re i sen­si, restia­mo impie­to­sa­men­te soli con la nostra “vuo­tez­za”.
    E’ a quel pun­to che divie­ne fon­da­men­ta­le orien­tar­si ver­so il “vero”, e non alla ricer­ca di altri surrogati.
    Maga­ri con l’a­iu­to di chi si è disin­tos­si­ca­to pri­ma di noi.
    Altri­men­ti fumo, alcool, gras­si, spe­zie, zuc­che­ri, ses­so, adre­na­li­na, emo­zio­ni gros­so­la­ne e nega­ti­ve, MONDIALI DI CALCIO, avran­no la meglio, con la sod­di­sfa­zio­ne di quei bastar­di che ci gua­da­gna­no sopra.
    Un’abbraccio