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Michela Zanarella recensisce il mio romanzo “Kesa – Alla Fine Della Solitudine”

E lo fa in modo mol­to ele­gan­te. Davvero mol­to! Grazie Michela! Ecco di segui­to la recen­sio­ne.

Emoziona e coin­vol­ge la scrit­tu­ra di Francesco Amato, auto­re del libro “Kesa, alla fine del­la soli­tu­di­ne”, edi­zio­ni Adea. La tra­ma si svi­lup­pa in una Milano moder­na e ci por­ta a cono­sce­re in pro­fon­di­tà l’anima e la men­te di per­so­nag­gi che sono par­te inte­gran­te del­la narrazione.


Mira, una qua­ran­ten­ne dina­mi­ca e affa­sci­nan­te, incon­tra ad una cena di ami­ci Massimo, un ragaz­zi­no dodi­cen­ne, che veden­do­la è improv­vi­sa­men­te tra­vol­to dal ricor­do del­le vite pas­sa­te. Un dram­ma inso­li­to per la psi­che di que­sto gio­va­ne, in viag­gio ver­so la sua matu­ri­tà di uomo. Sarà Mira stes­sa, a per­ce­pi­re e rie­vo­ca­re la vera essen­za di Massimo, e ad accom­pa­gnar­lo, tra innu­me­re­vo­li dif­fi­col­tà, ad una sco­per­ta sot­ti­le e misu­ra­ta del­la sua identità.

Originale e bril­lan­te l’evolversi del­la sto­ria, che met­te a nudo sen­ti­men­ti ed emo­zio­ni, che sem­bra­va­no “cristallizzati”in una dimen­sio­ne qua­si ammutolita.

L’autore ci accom­pa­gna corag­gio­sa­men­te a com­pren­de­re quan­to l’amore pos­sa diven­ta­re una for­za in gra­do di rive­la­re esat­ta­men­te chi sia­mo e cosa desi­de­ria­mo, tan­to da defi­nir­lo un’ancora di sal­va­tag­gio per l’esistenza.

E’ così che il let­to­re sco­pre con un’analisi atten­ta del­le situa­zio­ni, quan­to sia impor­tan­te il pro­ces­so di ricer­ca inte­rio­re dei protagonisti.

Con l’intenzione di crea­re qual­co­sa di uni­co e auten­ti­co per il pano­ra­ma let­te­ra­rio, Amato ci pro­po­ne un’opera alter­na­ti­va, fuo­ri dai soli­ti sche­mi, dal­le soli­te ten­den­ze, scio­glien­do il tut­to in una sor­ta di testo “pro­fe­ti­co”.

“Kesa” è un libro che svi­sce­ra avve­ni­men­ti segna­ti da pro­fon­di miste­ri, emer­go­no paral­le­li­smi “fami­lia­ri” che sem­bra­no sfi­da­re ogni sor­ta di temporalità.

L’autore ci affi­da la purez­za e la poten­za di un dono affet­ti­vo con­cre­to come l’amore, ci fa scan­da­glia­re le coscien­ze attra­ver­so gli svi­lup­pi nar­ra­ti­vi, ci asse­gna il com­pi­to di testi­mo­nia­re luci­da­men­te quel­le veri­tà in appa­ren­za contraddittorie.

Il lin­guag­gio appa­re par­ti­co­lar­men­te avvin­cen­te, nono­stan­te pos­sa sem­bra­re a trat­ti com­ples­so ed impe­gna­ti­vo. E’ comun­que uno stru­men­to indi­spen­sa­bi­le per dare for­ma e vigo­re allo stile.

La veri­tà è una luce dif­fi­ci­le da conquistare.


Francesco Amato sa accen­de­re e sti­mo­la­re la fiac­co­la del­le paro­le, per far­ne sen­so e tra­guar­do del­le cose.

Michela Zanarella

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4 Comments

  1. Luna ha detto:

    E’ una recen­sio­ne invi­dia­bi­le, che ben rap­pre­sen­ta e arric­chi­sce un libro bel­lo come il tuo.
    Complimenti all’au­tri­ce, e con­gra­tu­la­zio­ni Franz, sono mol­to, mol­to con­ten­ta per te 😉 

    Buona gior­na­ta :bye:

  2. Fede ha detto:

    Ank’io sono con­ten­to per te caro Franz.

  3. Valeria ha detto:

    Bellissima recen­sio­ne! Il libro io l’ho let­to… lascia pro­fon­da trac­cia di se, come tut­ti i gran­di libri… L’ho tro­va­to una per­la di rara bel­lez­za e pro­fon­di­tà in que­st’e­po­ca di com­mer­cia­liz­za­zio­ne del nul­la. Leggetelo!!!