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Fedeltà coniugale: la schiavitù resa legale dalla morale.

La paro­la fedel­tà ha la stes­sa radi­ce di “fidu­cia”. Entrambi i sostan­ti­vi han­no in comu­ne la radi­ce “Fede”. Nel caso di “fidu­cia” abbia­mo la discen­den­za diret­ta dal lati­no “Fìdere”, ovve­ro “aver fede in”.

Per quan­to riguar­da la paro­la “Fedeltà” inve­ce ha il signi­fi­ca­to di “Osservanza del­la fede data o avu­ta, rispet­to dei pat­ti, del­le promesse”.

L’amore tra due esse­ri uma­ni non impli­ca pro­mes­se, non impli­ca pat­ti. Questi due con­cet­ti si intru­fo­la­no nel rap­por­to amo­ro­so in segui­to a quel­la put­ta­na­ta cosmi­ca cono­sciu­ta con il nome di matri­mo­nio, ovve­ro quel­la sovra­strut­tu­ra for­ma­le volu­ta esclu­si­va­men­te dal­le reli­gio­ni (qua­si tut­te in realtà).

L’amore ha ragio­ne di fede in se’ stes­so. L’innamoramento, ovve­ro quel­la com­ples­sa serie di rea­zio­ni bio­chi­mi­che ed emo­ti­ve che por­ta­no nor­mal­men­te all’ac­cop­pia­men­to, non ha un caz­zo a che vede­re con l’a­mo­re, se non come pro­dro­mo, come pre­fa­zio­ne fisiologica.

L’innamoramento è desti­na­to a sce­ma­re, a spa­ri­re nel cor­so degli anni o dei mesi o dei gior­ni, a secon­da del­le persone.

Quando non vie­ne ele­va­to e sosti­tui­to da amo­re vero e pro­prio, por­ta ine­lut­ta­bil­men­te al deca­di­men­to del rap­por­to in mera col­la­bo­ra­zio­ne alla con­ti­nua­zio­ne del­la specie.

Il fat­to che sem­pre più cop­pie fini­sca­no col con­vi­ve­re for­za­ta­men­te a cau­sa del­la pre­sen­za di figli, volu­ti e sco­del­la­ti sen­za matu­ri­tà e sen­za coscien­za, dovreb­be basta­re a dimo­stra­re que­sto fatto.

All’interno di un rap­por­to d’a­mo­re vero, matu­ro, si dovreb­be tro­va­re il più alto livel­lo di fedel­tà. Ovvero di fidu­cia. Cosa che, mi spia­ce per ben­pen­san­ti e mora­li­sti, non inclu­de il con­cet­to di tradimento.

Il tra­di­re, nel sen­so di ave­re rap­por­ti amo­ro­si con altri al di fuo­ri del coniu­ge, sem­pli­ce­men­te non esi­ste. Perchè… come potreb­be esse­re con­si­de­ra­to tra­di­men­to il dare e rice­ve­re amo­re (o anche solo pia­ce­re ses­sua­le) da altri esse­ri umani?

A guar­da­re bene que­sta cosa, non c’è sen­so! Non pos­se­dia­mo nep­pu­re il nostro cor­po, per non par­la­re di chi lo abi­ta, per­chè mai dovrem­mo pen­sa­re di poter pos­se­de­re l’a­ni­ma o l’a­mo­re o il cor­po di qual­cun altro?

Il pro­ble­ma del­la gelo­sia, pal­li­do quan­to sbrin­del­la­to simu­la­cro di un prin­ci­pio di pos­ses­so, è in real­tà cele­bra­zio­ne del­la pau­ra di per­de­re. Perdere qual­co­sa che, ovvia­men­te, non ci è dato di avere.

Come per gli “occhi del­l’o­ra­co­lo” in Matrix, anche l’a­mo­re non può esse­re richie­sto, pre­te­so o con­qui­sta­to, ma sola­men­te dato.

Non si può costrin­ge­re un altro esse­re uma­no all’a­mo­re. Quando acca­de è un mira­co­lo di cui dob­bia­mo sem­pli­ce­men­te esse­re gra­ti e, pro­prio per que­sto, com­pren­de­re che non pos­sia­mo in alcun modo avo­car­ne a noi l’esclusiva.

Qualunque ten­ta­ti­vo di costrin­ge­re l’al­trui amo­re a vede­re solo noi cor­ri­spon­de alla mor­te stes­sa del­l’a­mo­re ed alla nasci­ta del­la schia­vi­tù. A qua­lun­que livello.

Ve lo imma­gi­na­te Gesù che obbli­ga i disce­po­li ad amar­lo? No? Ecco! Allora per­chè pen­sa­re che la stes­sa ope­ra (che non sten­te­rei a defi­ni­re “ope­ra al nero”) dovreb­be esse­re per­pe­tra­ta tra esse­ri umani?

Ed allo stes­so modo, come potrem­mo pen­sa­re di obbli­ga­re un esse­re uma­no che ci ha già dato il suo cuo­re, a non dar­lo anche ad altri esse­ri uma­ni? Chi sia­mo noi per pre­ten­de­re l’esclusiva?

Mi ren­do per­fet­ta­men­te con­to che que­ste paro­le non tro­ve­ran­no alcun favo­re nel 999 per mil­le di chi leg­ge. Perchè la gelo­sia è una bestia schi­fo­sa che alber­ga nel cuo­re stes­so del gene­re umano.

Gelosia ed ego van­no a brac­cet­to con il fal­so sen­so di pos­ses­so dovu­to a quel­la fati­di­ca fra­se del rito di matri­mo­nio, del tut­to fun­zio­na­le a puri inte­res­si di ordi­ne eco­no­mi­co, vero moti­vo di esi­sten­za del ritua­le del­le nozze.

Persino nei famo­si die­ci coman­da­men­ti non c’è scrit­to di non ave­re altri rap­por­ti al di fuo­ri del matri­mo­nio ma, in modo del tut­to scio­vi­ni­sti­co e mala­men­te quan­to fazio­sa­men­te tra­dot­to, di “non desi­de­ra­re la don­na d’al­tri” (chis­sà per­chè inve­ce desi­de­ra­re “l’uo­mo d’al­tre” a quan­to pare è con­si­de­ra­to leci­to dal­la soprac­ci­ta­ta traduzione).

Ma poi qua­le “don­na d’al­tri”? Non esi­ste un esse­re uma­no che sia “di” qual­cun altro. Non è evi­den­te la visio­ne schia­vi­sta evo­ca­ta ed aval­la­ta da que­ste parole?

La vera fedel­tà cor­ri­spon­de alla pie­na fidu­cia nel­la liber­tà, quel­la che ren­de libe­ri di dare e rice­ve­re amo­re sen­za esse­re lega­ti per un’in­te­ra vita ad un coniu­ge solo per un puro atto di egoismo!

“Non ti voglio solo per me. Ma sarò feli­ce se ci sarai anche per me”

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9 Comments

  1. Sciuscia ha detto:

    Ok, mi hai convinto.
    Ora spie­ga­lo alla mia ragaz­za, se sei tan­to fico.

  2. Valeria ha detto:

    Ciao Franz, cre­do anch’io che il 999 per mil­le di chi leg­ge­rà que­sto arti­co­lo non sarà d’accordo con te.
    E aggiun­go, l’uno per mil­le che avan­za avrà pro­ba­bil­men­te mol­ti dubbi.
    Scrivi che l’innamoramento è la fase che pre­ce­de l’amore. Si, lo pen­so anch’io ma mi doman­do quan­te sono le cop­pie che entra­no vera­men­te in que­sta secon­da fase e quan­te inve­ce cer­chi­no osti­na­ta­men­te di ripro­dur­re la fase ini­zia­le nel tem­po sen­za riu­sci­re di fat­to a trasformarla.
    Non la tra­sfor­ma­no e non la man­ten­go­no visto che, come dici tu, non dura.
    E allo­ra si entra in quel­lo stra­no “lim­bo” fat­to di emo­zio­ni per­du­te e di inca­pa­ci­tà di pro­ce­de­re, di nostal­gia e di fru­stran­te impos­si­bi­li­tà di espan­de­re i pro­pri sen­ti­men­ti ver­so l’altra per­so­na, nel­la dire­zio­ne del sen­ti­re con­di­vi­so, dell’empatia, fino a rag­giun­ge­re una sor­ta di… “rico­no­sci­men­to”.
    Chiedi trop­po for­se ad un gene­re uma­no che non ama anda­re in pro­fon­di­tà nem­me­no di se stesso…
    Chi non vuo­le cono­sce­re se stes­so, men che meno desi­de­re­rà cono­sce­re vera­men­te, inti­ma­men­te, inte­gral­men­te, il pros­si­mo. Ma sen­za que­sto desi­de­rio di cono­scen­za, dopo il fuo­co dell’innamoramento si tor­na ad esse­re due estra­nei, si tor­na a cam­mi­na­re sul­le ste­ri­li sab­bie del­la reci­pro­ca incom­pren­sio­ne e dell’isolamento.
    Ecco l’anello man­can­te. Qui la cate­na si spez­za e ini­zia­no a radi­car­si ben altre cate­ne, quel­le fat­te di ego e di pau­re, quel­le che impri­gio­na­no inve­ce di costruire…
    Quelle che cer­ca­no di impe­di­re all’oggetto del nostro “amo­re” di espri­me­re se stesso.
    Ma se non espri­me se stes­so (maga­ri per con­di­scen­den­za) allo­ra ci sareb­be da chie­der­si: CHI stia­mo amando?

  3. sam ha detto:

    caro Franz ne approfitto…non tan­to per discu­te­re il tuo pen­sie­ro, che rispet­to e con­di­vi­do. ma come occa­sio­ne per dire due cose su chi si riem­pie di afo­ri­smi e bei pen­sie­ri ‚altrui, hai par­la­to di matu­ri­tà che per me sus­se­gue ad un pro­ces­so un per­cor­so che attra­ver­sa la vita facen­do­si impa­sta­re con essa. ma tan­ti si fan­no a paro­le bef­fa del­la fedel­tà, ad esem­pio sen­za nean­che mai aver vis­su­to un perio­do insie­me all’a­ma­to, con­di­vi­den­do come è matu­ra­le, tut­to, bel­lo e brut­to… ecco per­so­ne che non sono nean­che entra­te in que­sta espe­rien­za di vita …dovreb­be­ro tace­re riguar­do le gio­ie del­l’a­mo­re libe­ro , per­chè si sono tenu­te ben distan­ti dal quo­ti­dia­no mesco­la­men­to di due vite. e da ciò che ne com­por­ta. anche chi inneg­gia que­sta liber­tà tenen­do all’o­scu­ro l’al­tro …per­chè far­lo sof­fri­re ?!! caz­za­te tan­te troppe…su un argo­men­to chi ha con­qui­sta­to ne cono­sce il valo­re e può guar­da­re il cada­ve­re del­la pro­pria gelo­sia con rispet­to come si guar­da un nemi­co scon­fit­to lealmente.

  4. Roberto Rini ha detto:

    Franz ha espres­so il suo sen­ti­re sul­la fedel­tà, e sicu­ra­men­te sono in tan­ti a doman­dar­si qua­le sia il valo­re del­la fedel­tà coniugale…ipocrisia? sen­ti­men­to mal­sa­no o legittimo?..e in effet­ti chie­der­si se si pos­sa­no ama­re più per­so­ne con ugua­le – o diver­sa, fa lo stes­so – inten­si­tà, è capi­ta­to a tut­ti.. (sarei curio­so di sape­re però cosa ne pen­sa­no le tue com­pa­gne, Franz..;))..
    però non sono d’ac­cor­do su una cosa, la fedel­tà è ipo­cri­sia se non è sen­ti­ta, se inve­ce lo è …si trat­ta di un sen­ti­men­to e di una scel­ta asso­lu­ta­men­te rispet­ta­bi­li! quin­di io non mi espor­rei, come fai tu, a tac­ciar­la di egoismo.…
    e nasce da una cosa ben precisa…dal fat­to che ad un cer­to pun­to due esse­ri uma­ni si rico­no­sco­no come non acca­de con altre persone…questo impe­di­sce di amar­ne altre?..sì e no..questo richie­de che i due che si rico­no­sco­no vada­no sem­pre più in pro­fon­di­tà in que­sto riconoscimento…allora mol­to sem­pli­ce­men­te non si per­de tem­po con altre per­so­ne quan­do si “toc­ca il para­di­so” con quel­la ami…fedeltà, in que­sto caso, signi­fi­ca “intensità”…e sono fede­le per­chè non scam­bio l’o­ro con il piombo..per il sem­pli­ce fat­to che è raro toc­ca­re quel­l’in­ten­si­tà con più persone…
    se poi esi­ste un’a­per­tu­ra amo­ro­sa uni­ver­sa­le, ben ven­ga… non mi è dato però di saper­lo allo sta­to attuale..
    ma ripe­to, que­sto acca­de quan­do lo ” si sente”…se è sol­tan­to una fac­cia­ta, poi assi­stia­mo appun­to a tut­te quel­le situa­zio­ni da com­me­dia all’italiana..fatte di tra­di­men­ti, men­zo­gne, di rap­por­ti super­fi­cia­li, di scam­bi di cop­pia not­tur­ni (ma con fac­cia­ta da man­te­ne­re agli occhi degli altri) ecc.. che peral­tro non giu­di­co, ma che mi sem­bra­no tan­to risi­bi­li quan­to la fedel­tà finta..
    il sen­so di “appar­te­nen­za” tra due per­so­ne può esse­re un sen­ti­re pro­fon­do e una cosa nobile..e non cre­do sia solo una chiu­su­ra egoi­sti­ca al resto del mon­do o un pos­ses­so ossessivo.

    • franz ha detto:

      Roberto… mi sa che hai fat­to un po’ di con­fu­sio­ne… pri­ma di tut­to non ho det­to che la fedel­tà sia egoi­smo. Ho det­to che pre­ten­der­la è tale.
      In secon­do luo­go ho comun­que par­la­to di gelo­sia e non di fedel­tà, a tal proposito.

      Poi, per quan­to riguar­da quel­lo che pen­sa­no “le mie com­pa­gne”… chi ti dice che io ne abbia e anche più di una? Vedi che hai subi­to giu­di­ca­to mec­ca­ni­ca­men­te, imma­gi­nan­do la mia vita sul­la base di ciò di cui parlo?

      Se qual­cu­no sen­te un sen­so di appar­te­nen­za tota­le a qual­cun altro… per­chè no? Ci vedo solo del bel­lo in questo. 

      La fedel­tà per scel­ta con­sa­pe­vo­le basa­ta su un sen­ti­re è qual­co­sa di meraviglioso.
      La fedel­tà obbli­ga­ta dal­la mora­le, o peg­gio anco­ra da un con­trat­to è per me para­go­na­bi­le alla schiavitù!

      La vera fedel­tà va esat­ta­men­te nel sen­so oppo­sto di quel­la castran­te e invo­lu­ti­va costri­zio­ne cui si sot­to­pon­go­no tan­to spes­so uomi­ni e don­ne dei nostri tem­pi e a cui, cosa anco­ra più gra­ve, sot­to­pon­go­no i pro­pri com­pa­gni e compagne.

      Il ricat­to d’a­mo­re, la pro­va d’a­mo­re… che immen­se stronzate!

  5. vito ha detto:

    Bella rifles­sio­ne!
    com­pren­der­la a pie­no può risul­ta­re in qual­che modo pos­si­bi­le, ma appli­car­la nel­la real­tà nel pro­prio caso per­so­na­le è dif­fi­ci­le, però ho vis­su­to que­sto sta­to d’a­ni­mo con la mia ex qual­che tem­po fa.
    sia­mo sta­ti qual­che anno insie­me, ma alla fine dopo un serio liti­gio ci sia­mo lascia­ti di pun­to in bianco..
    ci sia­mo rin­con­tra­ti dopo qual­che tem­po e lei si fre­quen­ta­va con un altro.
    dap­pri­ma mi ha roso, però la vede­vo feli­ce e di rifles­so mi sono sen­ti­to come appa­ga­to.. come se la mia par­te nel­la sua vita fos­se con­clu­sa e ora comin­cias­se un’al­tra con una per­so­na diver­sa.. comun­que è amo­re, con­di­vi­sio­ne, unio­ne, e anche se non ne faces­si par­te non me ne importava..

  6. Franz ha detto:

    Beh… insom­ma, mi aspet­ta­vo di peggio! :)))
    Facciamo così: doma­ni scri­ve­rò un post in cui rispon­do a tutti.
    Grazie dav­ve­ro del­la par­te­ci­pa­zio­ne e dei vostri commenti.