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Il Possesso è un’illusione mentale… un grande bluff – By Giuseppe

Gli ogget­ti non han­no un’esistenza indipendente.

Come ci han­no mira­bil­men­te inse­gna­to Bud­d­ha Sha­kya­mu­ni pri­ma, e Naga­r­ju­na poi, tut­te le for­me visi­bi­li non sono altro che aggre­ga­ti tem­po­ra­nei di ato­mi che, gra­zie ad alcu­ne cau­se e con­di­zio­ni, vivo­no un cer­to tem­po in aggre­ga­zio­ne, per poi disper­der­si seguen­do “altre rotte”.

Un ogget­to, quin­di, non appar­tie­ne a se stesso.

Non vi è nean­che un “se stes­so”, per­ché tut­to cam­bia e si tra­sfor­ma, ad ogni istante.

E se un ogget­to non appar­tie­ne se stes­so come può appar­te­ne­re a qualcuno?

Soprat­tut­to se quel qual­cu­no anch’egli non è che un aggre­ga­to tem­po­ra­neo di ato­mi e…non è padro­ne nean­che di se stesso?

Un ogget­to in casa nostra, ad esem­pio, se ne sta lì per i fat­ti suoi, nel­la sua vacuità.

Sta seguen­do il suo ciclo vita­le che lo por­te­rà inva­ria­bil­men­te a disgregarsi.

Ma noi che lo abbia­mo com­pra­to, pagan­do­lo con sol­di gua­da­gna­ti a fati­ca, non voglia­mo accet­ta­re l’idea che quell’oggetto non ci appartenga.

E’ nostro caz­zo! L’abbiamo paga­to! Sta in casa nostra. Per­ciò pos­sia­mo far­ne quel­lo che voglia­mo, appar­tie­ne a noi.

Ma appar­tie­ne a noi anche quan­do non lo guar­dia­mo? Quan­do sia­mo dimen­ti­chi del­la sua esi­sten­za? For­se un inset­to che vi ha fat­to il nido den­tro se lo gode più di noi.

In veri­tà noi ci “rela­zio­nia­mo” solo tem­po­ra­nea­men­te (e qua­si sem­pre distrat­ta­men­te) con gli ogget­ti e con le per­so­ne. Per­ciò dire che ci appar­ten­go­no è sbagliato.

Di sera tar­di ci sten­dia­mo stan­chi mor­ti sul mate­ras­so, un mate­ras­so che se ne sta­va per i fat­ti suoi a far­si divo­ra­re dagli acari.

Arri­via­mo noi, sul “nostro” mate­ras­so, e dopo due minu­ti ci addor­men­tia­mo dimen­ti­can­do­ci com­ple­ta­men­te del mate­ras­so (che con­ti­nua tran­quil­la­men­te la sua esi­sten­za anche sen­za la nostra consapevolezza).

Noi inte­ra­gia­mo solo con gli ogget­ti e le per­so­ne: sia­mo cam­pi di for­za che entra­no in con­tat­to con altri cam­pi di forza.

Se capis­si­mo a fon­do que­sta cosa ci sen­ti­rem­mo padro­ni di tut­to e di niente.

Met­tia­mo che sia­mo nel Giar­di­no Bota­ni­co di Ver­sail­les. In quel momen­to quel posto è casa nostra. Sì, vab­bé, non è che pos­sia­mo ven­der­ce­lo, ma ne stia­mo goden­do esat­ta­men­te come ne godreb­be il “legit­ti­mo pro­prie­ta­rio”. Né più né meno!

Se poi esten­dia­mo la cosa anche alle per­so­ne, la cosa si fa anco­ra più seria.

Quan­te vol­te abbia­mo sen­ti­to fra­si tipo: “Sono tuo” o “Quel­la don­na appar­tie­ne a me” e roba del genere.

Ma se un esse­re uma­no non appar­tie­ne nean­che a se stes­so (come abbia­mo visto), come può appar­te­ne­re a qualcun’altro?

Pro­via­mo ad imma­gi­na­re quan­ta sof­fe­ren­za in meno se solo rea­liz­zas­si­mo che il pos­ses­so è solo un’illusione: nien­te omi­ci­di per gelo­sia, nien­te soli­tu­di­ne per­ché non pos­sia­mo tra­di­re la per­so­na ama­ta, nien­te fai­de per la con­qui­sta del ter­ri­to­rio e cose del genere.

Chi pen­sa di pos­se­de­re in real­tà è pos­se­du­to. E’ pos­se­du­to da un’illusione men­ta­le vora­ce e insa­zia­bi­le che lo tie­ne sot­to il suo con­trol­lo, impe­den­do­gli la stra­da ver­so la libertà.

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22 Comments

  1. Giuseppe ha detto:

    Ho appe­na visto il trai­ler del tuo libro e…quasi qua­si mi vie­ne voglia di ordi­nar­ne un’al­tra copia.
    Com­pli­men­ti, vera­men­te bello.

  2. Luna ha detto:

    E’ mol­to inte­res­san­te quel­lo che scri­vi, anche se ti con­fes­so che ho let­to il tuo arti­co­lo alme­no tre vol­te, e anco­ra non sono sicu­ra di aver com­pre­so bene quel­lo che vole­vi dire.

    Per quan­to riguar­da le per­so­ne, sono d’ac­cor­do con te. Come può una per­so­na appar­te­ne­re ad un’al­tra se non sa nem­me­no chi è? “Chi” appar­tie­ne a “chi”?

    Tut­ta­via cre­do che il con­cet­to di pos­ses­so sia neces­sa­rio in una socie­tà, anche solo per pro­teg­ge­re ogget­ti e ani­ma­li (rite­nu­te cose pur­trop­po) dal­l’in­cu­ria e dal­la super­fi­cia­li­tà di chi si rap­por­ta con loro in modo trop­po distrat­to per­si­no per la media. Loro non pos­so­no far­lo da soli, quin­di dovrem­mo pen­sar­ci noi.

    Per esem­pio, se sul docu­men­to del­la mac­chi­na di mia madre non ci fos­se scrit­to che appar­tie­ne a lei, chiun­que potreb­be pren­der­la e far­ci un crash test, but­tan­do quin­di nel ces­so i sacri­fi­ci che ha fat­to per comprarla.

    Allo stes­so modo se sul libret­to sani­ta­rio del mio caval­lo non ci fos­se scrit­to il mio nome, il cava­lie­re del­la dome­ni­ca si sen­ti­reb­be in dirit­to di pren­der­lo dal box e sfian­car­lo sen­za riguar­do, con il rischio di ferir­lo e trau­ma­tiz­zar­lo, e anche se è “solo una bestia” è una crea­tu­ra viven­te che sof­fre fisi­ca­men­te ed emo­ti­va­men­te esat­ta­men­te come una per­so­na. Se per pro­teg­ger­lo da un cafo­ne che non capi­sce che si sta rap­por­tan­do con un esse­re viven­te e non con un sas­so devo dichia­rar­lo mio pos­ses­so, va benissimo.

    E’ vero che acca­de ordi­na­ria­men­te, pos­ses­so o non pos­ses­so, ma cre­do che potreb­be acca­de­re cen­to vol­te di più se le per­so­ne non spe­ci­fi­cas­se­ro “que­sto è mio”

    Ripe­to, for­se non ho capi­to bene ciò che inten­de­vi dire.

    • Sting ha detto:

      Lun­gi da me l’af­fer­ma­re di ave­re “com­pre­so”, o meglio “rea­liz­za­to” il sen­so pro­fon­do di cosa signi­fi­chi pos­se­de­re, pro­via­mo però a con­si­de­ra­re che pos­ses­so può esse­re inte­so anche al con­tra­rio. Se con­si­de­ro un ogget­to come “non mio”, allo­ra pos­so sen­tir­mi in dirit­to di abu­sar­ne o di distrug­ger­lo. Se inve­ce com­pren­des­si che non pos­sie­do nul­la, ma che pro­prio per que­sto pos­so gode­re di tut­to ciò che è nel­la mia dispo­ni­bi­li­tà, allo­ra, cre­do, avrei gran­de cura e mag­gior rispet­to per tut­to; cose, ani­ma­li, e persone.
      Poi sono d’ac­cor­do che in una socie­tà che fa del sopru­so una rego­la deb­ba­no esi­ste­re leg­gi, nor­me, vin­co­li e puni­zio­ni. Pur­trop­po però sono anche con­vin­to che non sono que­ste che fan­no matu­ra­re gli individui…
      Saluti

    • Giuseppe ha detto:

      Luna, non so se riu­sci­rò a spie­gar­ti meglio cosa inten­de­vo, comun­que ci provo.
      E’ vero i “cer­ti­fi­ca­ti” di pos­ses­so sono uti­li e neces­sa­ri (altri­men­ti sai che casi­no). Così come è dove­ro­so pren­der­si cura degli ani­ma­li, degli ogget­ti o per­so­ne che la vita ci ha affidato.
      Il pun­to che vole­vo met­te­re in rilie­vo è pro­prio que­sto: la vita ci ha affi­da­to qual­co­sa in un dato momen­to e sem­pre la vita, in un momen­to a sor­pre­sa, ce la può tran­quil­la­men­te togliere.
      Aven­do que­sto tipo di visio­ne si potreb­be sen­ti­re un po’ più di gra­ti­tu­di­ne e di rispet­to per qua­lun­que cosa “tem­po­ra­nea­men­te” sia in nostro possesso.
      Ce comun­que un altro tema affron­ta­to nel post: quel­lo del­la Vacui­tà, ma per que­sto ti con­si­glio la let­tu­ra del­le STan­ze del Cam­mi­no di mez­zo, di Naga­r­ju­na, poi se vuoi ne parliamo.
      Ciao e grazie.

      • Luna ha detto:

        Ecco, il con­cet­to di vacui­tà non l’a­ve­vo pro­prio nota­to; sono deci­sa­men­te inciam­pa­ta su qual­co­sa che non rie­sco a vede­re. Cre­do che val­ga la pena soffermarsi.
        Ho fat­to una ricer­ca su inter­net per il libro che mi hai con­si­glia­to, ma “ovvia­men­te” è fuo­ri cata­lo­go oppu­re non è dispo­ni­bi­le da nes­su­na par­te. Si rico­min­cia a gira­re per i mer­ca­ti­ni del­l’u­sa­to dunque 😀 

        Ciao Giu­sep­pe e gra­zie :bye: :bye:

  3. Pirata ha detto:

    E il dono di sé ad un esse­re supe­rio­re, dove lo mettiamo?

  4. franz ha detto:

    Cre­do che Giu­sep­pe nel suo arti­co­lo abbia sol­le­va­to alcu­ne inte­res­san­ti osservazioni.
    Il pos­ses­so è un con­cet­to che qui, nel­la mate­ria, assu­me sem­pre sfac­cet­ta­tu­re pre­oc­cu­pan­ti o estre­ma­men­te… materiali.
    Ma da un pun­to di vista diver­so, basta cam­bia­re il voca­bo­lo, sosti­tuen­do la paro­la “pos­ses­so” con “appar­te­nen­za”.
    Ecco che allo­ra esse­re pos­ses­so di qual­cu­no può diven­ta­re “appar­te­ne­re a qualcuno”.
    Appar­te­ne­re vie­ne dal lati­no, ed è com­po­sto da “ad” e “per­ti­ne­re”. “Ad” è la par­ti­cel­la che rea­liz­za il moto a luo­go figu­ra­to, “ver­so”, “per­ti­ne­re” signi­fi­ca “riguar­da­re”, “con­cer­ne­re”, ma anche “ten­de­re” o “ave­re come scopo”.
    In sostan­za appar­te­ne­re può anche esse­re let­to come “non esse­re a par­te da”.
    Appar­te­ne­re signi­fi­ca, in buo­na sostan­za, “esse­re uno con”.
    Il pos­se­so, l’es­se­re pos­se­du­ti, vie­ne sem­pre visto come una cosa nega­ti­va, come tut­te le paro­le che han­no a che vede­re con il potere.
    Ma in real­tà esse­re uno con l’a­ma­to è tut­to ciò ver­so cui cre­do ten­da l’in­te­ro uni­ver­so duale.
    Uomi­ni e don­ne, geni­to­ri e figli, mae­stri e disce­po­li… come potreb­be­ro non ten­de­re ver­so la fusio­ne, ver­so l’unità?
    E come potreb­be­ro ten­de­re ver­so l’u­ni­tà sen­za rico­no­sce­re la reci­pro­ca appartenenza?
    A que­sto pun­to però non so se ho cen­tra­to quel­lo che vole­va dire Giuseppe…
    Buo­na notte.

  5. Roberto Rini ha detto:

    con­cor­do mol­to con ciò che dice franz sull’ ”appar­te­nen­za”…
    d’al­tron­de un san­nya­sin, o un disce­po­lo, si fon­de ad esem­pio con il suo guru, sen­te di “appar­te­ner­gli” e per lui pro­va “fedeltà”..in modo esclusivo..
    il lega­me di appar­te­nen­za è tota­li­ta­rio ed esi­gen­te, ed è un imbu­to stret­to da cui pas­sa­re per tro­var­si poi in una dimen­sio­ne più vasta.
    Quel­lo del­la vacui­tà è sicu­ra­men­te uno dei temi da affron­ta­re se si cer­ca il signi­fi­ca­to ulti­mo del­la realtà…ma se nel­la real­tà rela­ti­va, dicia­mo nel sam­sa­ra, mi trom­bi la moglie, mi graf­fi la mac­chi­na, mi rubi un qua­dro e mi demo­li­sci la casa..beh…ti schia­var­do al muro!..e c’è una logi­ca ben pre­ci­sa ‚che ha la sua fun­zio­na­li­tà… per­chè hai inter­rot­to un momen­to di fusio­ne con l’og­get­to che mi ser­ve come tram­po­li­no di com­pren­sio­ne del mio rap­por­to con il rea­le.. e per­chè ognu­no cer­ca del­le leg­gi nel rap­por­to con le cose, incon­scia­men­te o meno..
    La com­pren­sio­ne del­la vacui­tà si arric­chi­sce con la com­pren­sio­ne del mon­do feno­me­ni­co, che non va affat­to negato…la tota­li­tà è nir­va­na-e-sam­sa­ra insie­me, non solo nirvana…perlomeno se si vuo­le gode­re dei frut­ti del­la Creazione…
    una Fer­ra­ri ad esem­pio potreb­be esse­re il mas­si­mo del mate­ria­li­smo, ma è anche il frut­to di un lavo­ro crea­ti­vo ed este­ti­co ammi­re­vo­le che dà emo­zio­ni e vibra­zio­ni e, come ogni cosa che rien­tra nel­la cate­go­ria del “bel­lo”, può esse­re un tram­po­li­no per capi­re il con­cet­to di “qualità”…qualcosa che por­ta in alto…in que­sto sen­so tut­ta la com­ples­si­tà che por­ta alla crea­zio­ne, pro­du­zio­ne e frui­zio­ne di una Ferrari..beh..va sal­va­guar­da­ta (tra cui il fat­to che costa un fot­tio e la devi met­te­re in un gara­ge con l’an­ti­fur­to) … è un esem­pio un pò pro­vo­ca­to­rio, ma le vie del Signo­re sono infi­ni­te.. lol3:
    Allora..è ovvio che quan­do lasce­re­mo il cor­po tut­to que­sto ci farà ride­re, lasce­re­mo cade­re ogni cosa.“Questa casa non ci appar­tie­ne” è scrit­to in un van­ge­lo gno­sti­co, e sia­mo solo “di pas­sag­gio” …ma fino a quan­do sia­mo pro­ta­go­ni­sti di que­sta com­me­dia cosmi­ca, in que­sto spa­zio-tem­po, la mia don­na è “mia” e io sono “suo”, per­lo­me­no fin­chè ci rico­no­scia­mo ad un livel­lo pro­fon­do che crea la dif­fe­ren­za con gli altri rapporti,..e il mio por­ta­fo­gli non me lo fac­cio fot­te­re nel tram per­chè cmq è un aggre­ga­to tem­po­ra­neo di ato­mi che ruo­ta­no attor­no al vuoto..

    not­te

    :ronf: (don­na mia) :smo­king:

  6. Giuseppe ha detto:

    Rober­to, sono dac­cor­do col por­ta­fo­gli: è tuo e mai te lo rube­rei, ma la moglie…se lei deci­des­se spon­ta­nea­men­te di veni­re con me non hai nes­sun dirit­to di “schia­var­dar­mi” al muro. Per­ché ogni esse­re uma­no dovreb­be esse­re libe­ro di fare le sue scel­te, anche se sposato.
    Tua moglie non ti appar­tie­ne! Non è un oggetto!

  7. Roberto Rini ha detto:

    …sì..era una bat­tu­ta, per dire che “non mi fareb­be piacere”…nel sen­so del­la fedel­tà tradita…altrimenti non sareb­be la “moglie”, ma solo una com­pa­gna, un’a­mi­ca, una per­so­na di passaggio…invece la “moglie”, se è tale, ha testi­mo­nia­to un sen­so di Rico­no­sci­men­to con me, che non dovreb­be esse­re solo un “con­trat­to socia­le” , ma mol­to di più..
    Pone­vo l’ac­cen­to su que­sto “apper­te­ner­si”, non sul­la pro­prie­tà, come un disce­po­lo “appar­tie­ne” al guru in un pro­get­to più alto…Se poi lei trom­ba con te, vuol dire o che le cose cam­bia­no, o che for­se è un pò zoc­co­la :ronf: (e c’è a chi pia­ce così, eh..de gustibus..),
    Oppu­re, met­tia­mo un caso estre­mo (tan­to per ragio­na­re eh..), se tu la trom­bas­si SENZA il suo consenso..beh..non dovreb­be lei dire “il mio cor­po è il mio ter­ri­to­rio inva­li­ca­bi­le, mi appar­tie­ne, e tu non puoi avvicinarti”?..per dire, che anche il nostro cor­po è “Io” e “mio”. Il cor­po è il pri­mo pos­ses­so, da cui deri­va­no gli altri per esten­sio­ne del con­cet­to. Anche il nostro cor­po in fon­do non ci appar­tie­ne e lo lasce­re­mo al momen­to del­l’ad­dio, ma lo custo­dia­mo come un tem­pio, lo difen­dia­mo e met­tia­mo dei palet­ti e limi­ti per evi­ta­re che il mon­do inva­da que­sto “ter­ri­to­rio”. Allo stes­so modo c’è una rela­zio­ne logi­ca con gli ogget­ti che ci “appar­ten­go­no”, che ci sia­mo gua­da­gna­ti o che abbia­mo costrui­to noi di per­so­na. Capi­sco bene che il pas­so suc­ces­si­vo è il NON-ATTACCAMENTO, allo stes­so modo in cui un i Tibe­ta­ni dopo aver minu­zio­sam­ne­te crea­to un man­da­la mera­vi­glio­so con le sab­bie colorate…poi ci sof­fia­no sopra, ad indi­ca­re l’im­per­ma­nen­za dei feno­me­ni. Ma se andas­si io a scom­por­re il man­da­la men­tre loro lo stan­no facen­do, per­chè tan­to è solo vacui­tà, i paci­fi­ci mona­ci s’in­caz­ze­reb­be­ro giu­sta­men­te come bufa­li! non tro­vi? :swim:

    Quin­di, io sono per una dop­pia per­ce­zio­ne, che è rela­ti­va peral­tro ad una con­ce­zio­ne anti­ca (“due uccel­li sono su un ramo, una bec­ca l’al­be­ro e uno guar­da impas­si­bi­le”, ad indi­ca­re l’es­se­re nel tem­po e fuo­ri dal tem­po)… si trat­ta di sco­pri­re da un lato la vacui­tà – come dice­vi tu – e l’im­per­ma­nen­za dei feno­me­ni, e dal­l’al­tro il “gio­co” dei feno­me­ni, la dan­za feno­me­ni­ca per cui ti godi il Colos­seo (e ti incaz­ze­re­sti se qual­cu­no lo but­tas­se giù), l’e­si­sten­za di Megan Fox, e il tac­chi­no a forno.
    ciao

    • Valeria ha detto:

      Scu­sa Rober­to ma “zoc­co­la” non signi­fi­ca “put­ta­na”?
      Quin­di secon­do te, se tua moglie faces­se l’amore con Giu­sep­pe (tan­to per rima­ne­re ade­ren­ti all’esempio) sareb­be una put­ta­na? Uhmmm!
      Ades­so mi è improv­vi­sa­men­te più chia­ra la sot­ti­le e pro­fon­da dif­fe­ren­za fra appar­te­nen­za e pos­ses­so… :smo­ke­red:

      • Roberto Rini ha detto:

        beh…valeriacara, se mia “moglie” (con­cet­to che impli­ca fedel­tà reci­pro­ca et sin­ce­ri­tà) andas­se col sim­pa­ti­co Giu­sep­pe a mia insa­pu­ta, …beh…secondo la più pura tra­di­zio­ne filo­so­fi­ca ita­li­ca che va da Sene­ca a Ren­zo Mon­ta­gna­ni :kissmyass2: la si potreb­be defi­ni­re sen­za ombra di dub­bio un pò “zoc­co­la”. così è det­to. augh

        ps: e sem­pre nel­la più Alta Tra­di­zio­ne, io sarei defi­ni­to un “cor­nu­to” lol3: 

        :ronf:

        • Valeria ha detto:

          Otti­mo, evvi­va l’alta tra­di­zio­ne Rober­to! Fare­sti la gio­ia di un inte­gra­li­sta islamico!
          E poi dim­mi, sem­pre secon­do l’alta tra­di­zio­ne cosa si dice di tut­ti que­gli uomi­ni che van­no a put­ta­ne all’insaputa del­la moglie? Quel­li che si van­ta­no al bar, con gli ami­ci, del­le loro (vere o pre­sun­te) arti amatorie?
          In ogni caso il matri­mo­nio impli­ca fedel­tà fin­ché c’è amo­re reci­pro­co altri­men­ti quel­la fedel­tà diven­ta solo costri­zio­ne, ipo­cri­sia, sal­va­re le apparenze.
          Se tua moglie va con un altro potreb­be esse­re suc­ces­so che non ti ama più.
          E sin­ce­ra­men­te mi doman­do se a te scon­vol­ge­reb­be di più la cosa in se o il peso del­le cor­na da por­ta­re, ovve­ro dell’ego ferito…
          E guar­da che ne pas­sa fra amo­re ed ego ferito…

          • Roberto Rini ha detto:

            vale­ria­ca­ra, mai sen­ti­to par­la­re di ironia?..battute…e cose simili…
            for­se ti è sfug­gi­to il tono scher­zo­so del tut­to e ti stai pren­den­do trop­po sul serio…ma se ci riflet­ti, non ho det­to affat­to una cosa inte­gra­li­sta. Il fat­to che una moglie pos­sa esse­re “zoc­co­la” è banal­men­te una “pos­si­bi­li­tà rea­le”, mica era un giu­di­zio “asso­lu­to”. Può tra­dir­mi per­chè ama un altro ed è con­fu­sa (o ha tut­to chia­ro!.. MA in ogni caso mi mente!…e su quel­lo TU dovre­sti riflettere…la men­zo­gna non è con­tem­pla­ta in un rap­por­to matu­ro..) , come può tra­dir­mi per­chè “c’è pia­ce O pre­se­pe” e quin­di nu poco mignot­ta potreb­be pure esser­lo (sai quan­te don­ne sono così…esattamente come tan­ti uomi­ni van­no a mignot­te, e non li “difen­do” affat­to). In defi­ni­ti­va , era solo una bat­tu­ta con un suo per­chè, e il tuo tono mi pare a dir poco fuo­ri luo­go. Ho ami­che a cui pia­ce esse­re defi­ni­te “zoc­co­le” e tra­di­sco­no il mari­to, eviceversa..a vol­te se lo dico­no pure! pensanpò.…in quel caso il matri­mo­nio è un’i­po­cri­sia di fac­cia­ta, o uin gio­co surreale…e io pren­do tut­to ciò come un gran­de cir­co del­la vita. Altro che giu­di­zio integralista!
            ma se par­lia­mo di rap­por­ti adul­ti e matu­ri, l’i­po­cri­sia sareb­be “spo­sar­si” (con­cet­to che pre­ve­de una serie di cose..appunto un’i­dea­le nobi­le di “appartenenza”)senza ave­re la matu­ri­tà di man­te­ne­re una promessa…e se anche si accet­ta la rela­ti­vi­tà e la com­ples­si­tà del­la vita, si dovreb­be pas­sa­re dal­la sin­ce­ri­tà, non giu­sti­fi­ca­re la pro­pria con­fu­sio­ne machia­vel­li­ca­men­te. Se non ti amo , ti lascio…non ti tra­di­sco. E vale per uomi­ni e don­ne. Pro­prio per­chè non sei un mio pos­ses­so, NON ti tradisco..ti dico la verità.
            stam­mi bene lol3:

            • Valeria ha detto:

              Rober­to­ca­ro, a dire il vero se rileg­gi il testo dei miei com­men­ti vedrai che paro­le come “tra­di­men­to” e “men­zo­gna” le hai usa­te tu, non io. Sono per­fet­ta­men­te d’accordo con te a pro­po­si­to del­la sin­ce­ri­tà dovu­ta al pro­prio ama­to (o ama­ta), assolutamente!
              E tut­ta­via con­ce­di­mi che non sem­pre è faci­le esse­re inte­gri in que­ste cir­co­stan­ze per­ché spes­so suben­tra­no tan­te pau­re, com­pre­sa quel­la di feri­re e di coin­vol­ge­re altri affet­ti nel­la sof­fe­ren­za, come per esem­pio i figli, se ci sono.
              Non tut­to è così scontato.
              Quel­lo che non vedo one­sta­men­te pos­si­bi­le (matri­mo­nio o no, con­vi­ven­za o amo­re a distan­za) è dichia­rar­si “amo­re eter­no”. E non si trat­ta di matu­ri­tà o meno di man­te­ne­re una promessa.
              A vol­te le per­so­ne cam­bia­no nel tem­po, le loro stra­de si divi­do­no, anche se non lo si vor­reb­be. Altre vol­te pos­sia­mo sco­pri­re dei risvol­ti del carat­te­re dell’altro/altra con i qua­li non riu­scia­mo a far­ci i con­ti… Può anche suc­ce­de­re di inna­mo­ra­si di un’altra per­so­na anche se cre­de­va­mo il nostro lega­me di cop­pia inte­gro e indistruttibile.
              Non ci sono solo zoc­co­le e put­ta­nie­ri a que­sto mondo.
              Non so, mi sem­bra che tu abbia mol­te cer­tez­ze. For­se è la tua fortuna!
              Stam­mi bene anche tu :bye:

              • Roberto Rini ha detto:

                valeria-sempre-a-me-più-cara…ehm..che fai sta­se­ra? :smo­king:

                ok..scherzetto! :par­ty:
                dicevo…valeriacara, a dire il vero se rileg­gi il testo dei miei com­men­ti vedrai che paro­le come “tra­di­men­to” e “men­zo­gna” le ho usa­te io..con logica!
                auto­ci­to­mi : “…Se poi lei trom­ba con te, vuol dire o che le cose cam­bia­no, o che for­se è un pò zoc­co­la (e c’è a chi pia­ce così, eh..de gustibus..)..”..

                come dire, è con­tem­pla­to il muta­men­to, l’a­mo­re per gli altri, la rela­ti­vi­tà del­la vita, lo sba­glia­re strada..e anche…il lato oscuro!..una moglie PUO’ benis­si­mo esse­re “zoc­co­la” e fare male ad un uomo, tan­to quan­to un uomo PUO’ esse­re uno “stron­zo” e un “mignot­ta­ro” e feri­re a mor­te i sen­ti­men­ti di lei…accade spes­so. Acca­de ogni gior­no. Poi pos­sia­mo inter­ro­gar­ci sul per­chè una/o fini­sca per ama­re uno “stron­zo” o una “zoc­co­la” (gusti stra­ni, maso­chi­smo, fasci­no del bri­vi­do o sem­pli­ce abbaglio..sembrava amo­re invece..)..e di cer­to nes­su­no ha la sfe­ra magi­ca per pre­ve­de­re il futu­ro. Poi acca­de che per­so­ne che han­no con­di­vi­so un pez­zo di stra­da insie­me, si tro­vi­no a pro­ce­de­re per stra­de separate…accade anche que­sto. Spesso…e non c’è nul­la di male, nes­sun giu­di­zio , figu­ra­ti. Ma…a mon­te, con­sa­pe­vo­li del muta­men­to non ci si dovreb­be impe­la­ga­re in cose che per loro natu­ra nasco­no come un vin­co­lo eter­no, sen­za capi­re cosa significhi…il “matri­mo­nio” è una cosa precisa..ed è dichia­ra­to cosa richiede…se non si è con­sci e matu­ri di accet­ta­re que­sto vin­co­lo, per­chè impelagarsi?..quanto amo­ri fin­ti ci sono?..e quan­ti crol­la­no al pri­mo sof­fio di verità?..allora, que­sto “appar­te­ner­si” cosa comporta?..un Rico­no­sci­men­to for­te, speciale…come for­te e spe­cia­le, asso­lu­to , è l’im­pe­gno e la dedi­zio­ne che lega un mae­stro e un disce­po­lo. Io non ho affat­to cer­tez­ze, io sto dicen­do che occor­re una chia­rez­za continua.…e la volon­tà (assie­me al sen­ti­men­to) di muo­ver­si in pro­fon­di­tà insieme..Questo NON acca­de con chiun­que, acca­de solo negli incon­tri spe­cia­li. Se ti sei mai innamorata(fase ini­zia­le, mol­to ingan­ne­vo­le) e poi hai ama­to que­sto qual­cu­no vera­men­te (fase pro­fon­da che, se va bene, vie­ne dopo), sai cosa intendo…Non acca­de con tut­ti di pote­re scen­de­re in pro­fon­di­tà, nel­l’a­mo­re, nei sen­ti­men­ti, nel­la ricer­ca di sè…nella ele­va­zio­ne ver­so qual­co­sa di supe­rio­re, e non sono solo parole…L’intensità è mer­ce rara, e quan­do acca­de con qual­cu­no c’è un un “rico­no­scer­si”, che non pre­ve­de il “pos­ses­so”, ma il “progetto”…e allo­ra acca­de di diven­ta­re una cosa sola, fusi con l’og­get­to d’amore!
                quin­di, met­ten­do da par­te bat­tu­te sul­le zoc­co­le e mignot­ta­ri (cre­do che ormai ci sia­mo capiti..nessun maschi­li­smo e di con­se­guen­za nes­su­na riven­di­ca­zio­ne fem­mi­ni­sta.. 🙂 ) e ritor­nan­do al con­cet­to di “vacui­tà” e “non-attaccamento”..penso che una rela­zio­ne così stret­ta con qual­cu­no (ma potrei anche dire con un “luogo”…un “oggetto”..un ani­ma­le..) sia l’im­bu­to stret­to da cui pas­sa­re per capi­re la fusio­ne con l’og­get­to e supe­ra­re il dualismo..aldilà di que­sta rela­zio­ne stretta(che non dovreb­be esse­re una gab­bia) c’è la vasti­tà e un “amo­re” più gran­de per la vita.

                ari-stam­mi bene :ham­mer:

                • Valeria ha detto:

                  Ciò che scri­vi a pro­po­si­to di “Rico­no­sci­men­to spe­cia­le” e del “muo­ver­si in pro­fon­di­tà” è mol­to bello.
                  Ma come tu stes­so dici, “l’in­ten­si­tà è mer­ce rara”, “non è per tut­ti”. Eppu­re tut­ti si spo­sa­no. Il resto, caro Rober­to, va da se…
                  :drunk:

  8. Giuseppe ha detto:

    Ciao, sei sim­pa­ti­co Roberto. 😉

  9. Roberto Rini ha detto:

    “Uèèè..sei for­te anche tu”…come direb­be Celentano 😉