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Tracce di Profumo. Naufraghi – By Valeria

Sia­mo come nau­fra­ghi tra­spor­ta­ti dal­la cor­ren­te e abban­do­na­ti sul­la bat­ti­gia anco­ra lam­bi­ta dal­le acque impetuose.

Nau­fra­ghi… sen­za sape­re per­ché, igna­ri di tut­to, eppu­re il cam­mi­no ha già avu­to inizio.

Pas­so dopo pas­so, sen­za bus­so­la e sen­za indi­ca­zio­ni, com­pia­mo il gran­de viaggio.

Sen­za una meta ci adden­tria­mo nel­le ter­re palu­do­se e den­se del­le nostre emo­zio­ni, alla ricer­ca di un istan­te di gio­ia, di goc­ce di pia­ce­re, di un sor­ri­so regalato.

Ci adden­tria­mo nel sot­to­bo­sco intri­ca­to e fit­to dei nostri recin­ti men­ta­li, alla ricer­ca di com­pren­de­re qual­co­sa, alla ricer­ca di un pen­sie­ro illuminato.

E inve­ce, dopo pochi pas­si, ci sia­mo già perduti.

Nau­fra­ghi sen­za dimo­ra alla ricer­ca di un ripa­ro per la not­te, di un rifu­gio sicu­ro, acco­glien­te e cal­do come quel­lo con­te­nu­to nel nostro ata­vi­co ricordo.

Nau­fra­ghi che cer­ca­no la luce ed incon­tra­no il buio di altri nau­fra­ghi arri­va­ti pri­ma di loro; e seguen­do­ne le trac­ce, finia­mo col cre­de­re che quel­la sia la sola, uni­ca stra­da percorribile.

Nau­fra­ghi sof­fe­ren­ti, pri­gio­nie­ri nel­la stret­ta gab­bia sof­fo­can­te del­le pro­prie con­vin­zio­ni. E quan­do pas­sa noi accan­to una pos­si­bi­li­tà, i nostri occhi non la san­no coglie­re, non san­no discernere.

Non col­go­no lo splen­do­re, il pro­fu­mo subli­me, la bel­lez­za, il baglio­re lucente…

E tut­ta­via, a vol­te, qual­cu­no ha il corag­gio, o l’ingenuità o for­se la fol­lia di cer­ca­re un prin­ci­pio lumi­no­so, e allo­ra cer­ca con tut­te le sue for­ze di vin­ce­re la gra­vi­tà, di rad­driz­za­re la schie­na, di ele­var­si, di assag­gia­re la gioia.

Quel­la gio­ia inti­ma, luce che si dif­fon­de in se stessi…

Quan­do qual­cu­no ten­ta di pri­var­ce­ne sta solo cer­can­do la nostra sottomissione…

Eppu­re sul­la riva sia­mo appro­da­ti tut­ti insie­me, come goc­ce del­lo stes­so mare, come fram­men­ti del­la stes­sa Ani­ma. Se potes­si­mo ricor­dar­lo for­se riu­sci­rem­mo a veder­ci, ascol­tar­ci, a toc­ca­re i nostri cuori.

Allo­ra sareb­be più faci­le infran­ge­re quel­la pri­gio­nia che ci fa sen­ti­re così soli, sepa­ra­ti, e ci fa cre­de­re le nostre vite sen­za scopo.

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3 Comments

  1. vito ha detto:

    una sola paro­la.… magari!!

  2. Guillermo ha detto:

    Non sò se mi sono mai per­mes­so di fare qual­che com­men­to ai tuoi post, dirò sol­tan­to che sono deli­ca­ti come i peta­li di un fio­re… Ciao, Guil­ler­mo. :bye:

  3. Valeria ha detto:

    Io non so che dire… Un sem­pli­ce gra­zie può basta­re? Ma con­tie­ne mol­to di più… Gra­zie comun­que :bye: