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Savants, disabili geniali

Ieri sera ho visto un docu­men­ta­rio, non so su qua­le cana­le, in cui veni­va descrit­ta la ricer­ca che si è svi­lup­pa­ta in que­sti ulti­mi anni intor­no al feno­me­no dei cosid­det­ti “savan­ts”.

Come in Rain Man, esi­sto­no alcu­ne cen­ti­na­ia di casi al mon­do in cui uomi­ni e don­ne affet­ti da varie disa­bi­li­tà, ma soprat­tut­to da auti­smo, han­no sin­go­la­ri capa­ci­tà mne­mo­ni­che e psi­chi­che, che li ren­do­no uni­ci al mondo.

In una pic­co­lis­si­ma per­cen­tua­le, que­ste per­so­ne non sono nep­pu­re affet­te da disa­bi­li­tà, ma mostra­no ugual­men­te talen­ti straor­di­na­ri. Come nel caso di un gio­va­ne, scu­sa­te­mi ma non ricor­do il nome, in gra­do di ese­gui­re cal­co­li mate­ma­ti­ci com­ples­si a men­te in pochis­si­mi istanti.

Sono rima­sto stu­pi­to quan­do que­st’uo­mo ha effet­tua­to una divi­sio­ne tipo 832 / 0,164, snoc­cio­lan­do il risul­ta­to fino alla cin­quan­te­si­ma cifra decimale!

I casi descrit­ti era­no sva­ria­ti, da Kim Peek, det­to “Kim­pu­ter”, il per­so­nag­gio che ha ispi­ra­to pro­prio il film “Rain Man”, in gra­do di ricor­da­re tut­to ciò che leg­ge a Matt Sava­ge, che ha ini­zia­to a com­por­re musi­ca jazz all’e­tà di sei anni, in gra­do di ripro­dur­re qual­sia­si bra­no musi­ca­le senta.

La tra­smis­sio­ne, per una vol­ta, trat­ta­va l’ar­go­men­to con sere­na ogget­ti­vi­tà, sen­za acca­nir­si nel ten­ta­ti­vo di dimo­stra­re che era­no tut­te balle.

La cosa che mi ha col­pi­to di più è sta­to con­sta­ta­re che nel mon­do scien­ti­fi­co ed acca­de­mi­co esi­sto­no anche dei per­so­nag­gi dal­la men­te aper­ta che real­men­te sono alla ricer­ca del­la veri­tà, sen­za pre­giu­di­zi su qua­le que­sta pos­sa essere.

Dato che qua­si tut­ti que­sti per­so­nag­gi talen­tuo­si han­no in comu­ne una memo­ria pro­di­gio­sa, nel­la tra­smis­sio­ne que­sto aspet­to è sta­to inda­ga­to mol­to a fon­do, comu­ni­can­do i risul­ta­ti emer­si da diver­se inda­gi­ni effet­tua­te tra­mi­te RMN e PET all’avanguardia.

Uno degli scien­zia­ti inter­vi­sta­ti, un acce­de­mi­co del MIT, ad un cer­to pun­to ha par­la­to del­la memo­ria e del fat­to che, stu­dian­do i savan­ts, si era reso con­to di quan­to que­sta fun­zio­ne sia qual­co­sa che si inter­po­ne in qual­che modo tra ciò che l’uo­mo è e qualcos’altro.

In modo par­ti­co­la­re face­va rife­ri­men­to al fat­to che tut­ti i savant, anche quel­li che sono diven­ta­ti tali dopo la nasci­ta a cau­sa di un inci­den­te o un trau­ma, fan­no acces­so a zone del cer­vel­lo che non sono abi­tual­men­te uti­liz­za­te per quel­lo scopo.

L’ac­cen­to era sul fat­to che, nor­mal­men­te, le facol­tà cogni­ti­ve che con­sen­to­no ad un esse­re uma­no di vive­re come tut­ti, la capa­ci­tà di gui­da­re un’au­to, per esem­pio, sem­bra­no in qual­che modo bloc­ca­re le facol­tà che inve­ce con­sen­to­no ai savan­ts di fare ciò che fanno.

Tra­mi­te stru­men­ta­zio­ni estre­ma­men­te avan­za­te, l’e­qui­pe pro­ta­go­ni­sta del docu­men­ta­rio, è arri­va­ta a sta­bi­li­re che tut­te le azio­ni del­l’uo­mo sono “mec­ca­ni­che”. Le paro­le usa­te dal capo del­l’e­qui­pe sono state:

E’ come se tut­to quel­lo che fac­cia­mo venis­se gesti­to da qual­co­s’al­tro, un altro io che si tro­va in zone incon­scie. Osser­van­do e stu­dian­do i risul­ta­ti del­la nostra ricer­ca mi sono dav­ve­ro chie­sto per la pri­ma vol­ta: chi sono io?

Que­st’uo­mo è arri­va­to a far­si una doman­da fon­da­men­ta­le e anche a ipo­tiz­za­re sia la mec­ca­ni­ci­tà del com­por­ta­men­to uma­no, sia l’e­si­sten­za di altri “io” di cui media­men­te non si sospet­ta l’esistenza.

Una par­te di quan­to la mag­gior par­te del­le disci­pli­ne cosid­det­te eso­te­ri­che va affer­man­do da millenni.

Beh, per una vol­ta non mi è venu­to da dire: “Ma va?”, ben­sì: “Che bello!”

Si, ero mol­to con­ten­to di quel­lo che que­st’uo­mo ave­va det­to, per­chè per una vol­ta ho visto che la pos­si­bi­li­tà che pre­sto, maga­ri anche pri­ma di quan­to spe­ras­si, la scien­za pos­sa arri­va­re ad affian­ca­re la ricer­ca inte­rio­re in modo serio e costruttivo.

Que­sto sareb­be un even­to mera­vi­glio­so, che pro­dur­reb­be un enor­me sal­to evo­lu­ti­vo per tut­ta l’umanità.

E che dareb­be final­men­te acces­so a tut­ti ad una cono­scen­za ed un sape­re per trop­po tem­po rele­ga­ti nel­l’am­bi­to del­le cial­tro­ne­rie, quan­do potreb­be­ro real­men­te fare la dif­fe­ren­za per tut­ti noi.

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4 Comments

  1. Giuseppe ha detto:

    Ci augu­ria­mo che que­sto tem­po sia vicino.

  2. Silvio ha detto:

    Pro­ba­bil­men­te lo hai visto su ‘Cur­rent’ (130 cana­le di Sky)
    il tito­lo del docu­men­ta­tio è ‘Beau­ti­ful minds’

    Mol­to inte­res­san­te Cur­rent come cana­le vi con­si­glio di seguir­lo ogni tanto

  3. Clelia Diaferia ha detto:

    Ho l’occhio destro che è anda­to in “amblo­pia” (cioè non vede qua­si nien­te per pigri­zia, dato che l’altro occhio ha 11 deci­mi e lo fa anche per lui). Nono­stan­te que­sto, non ho per­so il sen­so del­la pro­fon­di­tà ed affer­ro gli ogget­ti con sicu­rez­za. Il mio ocu­li­sta mi ha det­to: ” Lei ha com­pen­sa­to la man­can­za attra­ver­so qual­che altro per­cor­so mentale”
    Ein­stein dis­se nel­la sua ulti­ma inter­vi­sta: ” Le due disci­pli­ne che riser­va­no mag­gio­ri pos­si­bi­li­tà di sor­pre­se ad un appro­fon­di­men­to scien­ti­fi­co, sono la psi­co­lo­gia e la reli­gio­ne”, ed io aggiun­ge­rei lo stu­dio del cer­vel­lo e del­la men­te, sen­za pre­clu­sio­ni men­ta­li e sen­za pregiudizi.