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Il 60 per cento degli italiani non legge libri. Il risultato mi pare evidente.

E’ vero. Gli ita­lia­ni non leg­go­no. Non pote­vo di cer­to sape­re qua­le fos­se la per­cen­tua­le, ma sul­l’i­gno­ran­za cras­sa et affet­ta­ta che afflig­ge la nostra nazio­ne non mi pare potes­se esser­ci dubbio.

Machia­vel­li soste­ne­va che ogni popo­lo ha il gover­no che si meri­ta. Con­si­de­ra­to che ormai l’I­ta­lia è dive­nu­to un Pae­se qua­si ingo­ver­na­bi­le, da qual­che par­te tut­to que­sto dove­va per for­za esse­re iniziato.

Nel­l’arti­co­lo su Repub­bli­ca peral­tro, non si dice il restan­te 40% che cosa leg­ga, il che lascia spa­zio ai dubbi.

Leg­ge­re libri è impor­tan­tis­si­mo. Un libro, che sia di car­ta o elet­tro­ni­co, ti met­te comun­que a con­tat­to con una real­tà diver­sa dal­la tua.

Si incon­tra­no altri sche­mi di pen­sie­ro, si appren­do­no ter­mi­ni, paro­le, con­cet­ti; si pos­so­no pro­va­re emo­zio­ni rare, raf­fi­na­te, in con­trap­po­si­zio­ne a quel­le mas­sa­io­le e den­se cui sia­mo abituati.

Si può impa­ra­re e non solo a scri­ve­re ma a pen­sa­re, a ragio­na­re, ad esse­re cri­ti­ci, a far­si veni­re un dubbio.

Ma che in Ita­lia la let­tu­ra non rap­pre­sen­ti un “must” tra le atti­vi­tà del tem­po libe­ro non pote­va esse­re un miste­ro per nessuno.

Quan­do la tele­vi­sio­ne e quat­tro quo­ti­dia­ni rap­pre­sen­ta­no il mas­si­mo del­l’in­for­ma­zio­ne, per giun­ta di deci­sa­men­te scar­sa o nul­la qua­li­tà, come si può pen­sa­re ad una nazio­ne di gen­te che legge?

Il pro­ble­ma è che quel­li che leg­go­no di meno, sono i gio­va­ni tra i 6 e i 17 anni; l’e­tà in cui si for­ma la ragio­ne, l’at­ti­tu­di­ne al pen­sie­ro più o meno cri­ti­co che ti accom­pa­gne­rà per tut­to il resto del­la vita.

Cre­do che il vero gua­io sia costi­tui­to da chi oggi è geni­to­re. A vol­te mi capi­ta di ave­re a che vede­re con ragaz­zi ed ado­le­scen­ti: non li tro­vo ne vuo­ti ne idio­ti. Li tro­vo stu­fi. Demo­ti­va­ti. Impau­ri­ti e mora­li­sti fino nel­le ossa.

Ma se que­sta gene­ra­zio­ne in media si pre­sen­ta in que­sto modo, non è una que­stio­ne di gene­ti­ca. E’ una que­stio­ne di stimolo.

Se oggi come oggi il mas­si­mo diver­ti­men­to del­l’a­do­le­scen­te medio è quel­lo di impa­stic­car­si fuo­ri dal­la disco­te­ca e sbron­zar­si suc­ces­si­va­men­te all’in­ter­no del­la stes­sa, la cau­sa non può esse­re atr­ti­bui­ta ad un erra­to svi­lup­po genetico.

Io cre­do che det­ta cau­sa vada cer­ca­ta nel­l’a­bis­sa­le man­can­za di pro­fon­di­tà di una gene­ra­zio­ne, la nostra, che non ha sapu­to in alcun modo cer­ca­re, tro­va­re all’in­ter­no e nel­la vita quei valo­ri che poi, tra­smes­si ai pro­pri figli, avreb­be­ro for­ni­to loro lo sti­mo­lo per anda­re avan­ti, in con­sa­pe­vo­lez­za e pro­fon­di­tà, anzi che nel mora­li­smo e qua­lun­qui­smo più abbietti.

Per gli stes­si moti­vi tro­vo aber­ran­ti i com­por­ta­men­ti e le ini­zia­ti­ve di gover­ni come il nostro, castran­ti e puni­ti­vi, che a nul­la ser­vo­no con­tro l’a­pa­tia che mi pare ormai abbia pre­so soli­de radi­ci negli ado­le­scen­ti odierni.

Que­sti ragaz­zi avreb­be­ro tut­ta l’e­ner­gia e la pos­si­bi­li­tà di fare qual­co­sa di mera­vi­glio­so del­la loro vita, come tut­ti i ragaz­zi di tut­ti i tem­pi, solo che nes­su­no glie­ne da il motivo.

Ave­re un figlio e cre­scer­lo, per colo­ro che sono sta­ti padri duran­te la guer­ra, era un com­pi­to di una gra­vo­si­tà incre­di­bi­le. Occor­re­va dar­si mol­to daf­fa­re anche solo per for­ni­re il cibo e i vesti­ti. Non par­lia­mo dell’istruzione.

I loro figli, che poi sono i nostri padri, sono sta­ti edu­ca­ti nel­l’ot­ti­ca di un’I­ta­lia che dove­va ripar­ti­re da zero. E per quan­to que­sto por­tas­se la gran­de fati­ca che ha por­ta­to, in que­ste per­so­ne i valo­ri del­l’im­pe­gno, del­lo sfor­zo, del sen­so del dove­re e del­l’o­no­re, era­no anco­ra forti.

Noi sia­mo cre­sciu­ti nel­la bam­ba­gia, rispet­to a que­sti uomi­ni e don­ne. Pote­va man­ca­re qual­co­sa, maga­ri qual­che gio­cat­to­lo, ma mai il cibo, vesti­ti decen­ti, istru­zio­ne, per quan­to “dro­ga­ta” e un mini­mo di assi­sten­za sanitaria.

Se oggi i gio­va­ni non leg­go­no, è per­chè NOI non sia­mo in gra­do di entu­sia­smar­li in questo.

E non ne sia­mo in gra­do per­chè la gene­ra­zio­ne che oggi è “quel­la vec­chia”, nel­la stra­gran­de mag­gio­ran­za dei casi non leg­ge. I gio­va­ni non leg­go­no per­chè nes­su­no gli fa apprez­za­re que­sto atto. Per­chè pochi di noi leg­go­no, si istrui­sco­no, si infor­ma­no, cer­ca­no qual­co­sa di più che non sia la stron­za­ta det­ta in televisione.

E, anche, per­chè la nostra gene­ra­zio­ne non pas­sa abba­stan­za tem­po con loro. Non cer­ca di entra­re nel loro mon­do; come fai a capi­re un ragaz­zo di 15 anni che ha l’e­let­tro­ni­ca nel san­gue e i cel­lu­la­ri nel DNA se tu per pri­mo non rie­sci man­co a far fun­zio­na­re il for­no a microonde?

Se la tua sete di sape­re, di spe­ri­men­ta­re si è esau­ri­ta ven­ti anni fa, con l’ac­cen­sio­ne del fati­di­co mutuo, come fai a tra­smet­ter­la a tuo figlio?

Se non rie­sci ad ave­re un pen­sie­ro cri­ti­co, ma vera­men­te tale, nei con­fron­ti dei model­li scal­ca­gna­ti pro­po­sti dai media, come fai a spie­ga­re a tuo figlio come si fa a sta­re drit­ti nel­la vita?

Se tu stes­so hai lascia­to spe­gne­re la tua pas­sio­ne nel­la mec­ca­ni­ci­tà mono­to­na del­la tua vita quo­ti­dia­na, come spe­ri che a tuo figlio si pos­sa accen­de­re quel­la luce che gli può con­sen­ti­re di bru­cia­re den­tro per un idea­le, per amore?

La nostra gene­ra­zio­ne è quel­la dei veri bam­boc­cio­ni, non quel­li di chi oggi ha vent’anni.

Sia­mo noi quel­li che si sve­glia­no addor­men­ta­ti ogni mat­ti­na e si addor­men­ta­no anco­ra di più ogni sera, dopo aver tran­quil­la­men­te ingur­gi­ta­to qua­lun­que caz­za­ta sia sta­ta loro pro­pi­na­ta da chiun­que abbia un mini­mo di ener­gia in più.

E con model­li come que­sti pre­ten­dia­mo che i nostri figli addi­rit­tu­ra leggano?

Sve­glia signo­ri. La clas­se poli­ti­ca attual­men­te al pote­re l’ab­bia­mo mes­sa noi lì dove si tro­va. Abbia­mo per­mes­so noi a pre­giu­di­ca­ti in diver­si gra­di di giu­di­zio di seder­si sul­le pol­tro­ne di coman­do. Abbia­mo per­mes­so noi a per­so­nag­gi del tut­to vuo­ti, di nes­su­no spes­so­re poli­ti­co o anche solo uma­no, di anda­re a fare il bel­lo ed il cat­ti­vo tem­po per l’I­ta­lia o quel­lo che ne rimane.

La nostra gene­ra­zio­ne è quel­la da cui ven­go­no estrat­ti gli attua­li uomi­ni poli­ti­ci. Ma atten­zio­ne, per­chè quel­la dei nostri figli è la gene­ra­zio­ne da cui ver­ran­no estrat­ti i prossimi.

Se per noi è tar­di per pen­sa­re ad una svol­ta, così non è per i nostri figli.

Occor­re impe­gnar­si per­so­nal­men­te, ripren­de­re in mano le redi­ni del­la pro­pria vita, riac­qiu­si­re una pro­fon­di­tà uma­na, cri­ti­ca e di pen­sie­ro, oltre che emo­ti­va, inte­rio­re e spi­ri­tua­le, fino a che sia­mo anco­ra in tem­po a dar­la a chi ver­rà dopo di noi.

Per­chè se una vol­ta in più lasce­re­mo anda­re le cose come van­no, al gover­no tra die­ci anni ci sarà la più gran­de col­le­zio­ne di idio­ti qua­lun­qui­sti, bac­chet­to­ni ed igno­ran­ti che si sia mai vista nel­la sto­ria italiana!

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16 Comments

  1. Sciuscia ha detto:

    Sono d’ac­cor­do con la tua disamina.

  2. Fede ha detto:

    Non fa una grinza.

  3. GUIDO ha detto:

    Che oggi si leg­ga poco è sicu­ra­men­te un dato di fatto.
    Che però i gio­va­ni leg­go­no meno dei gio­va­ni di una volta,
    devo dire che non mi risulta:
    anche se sia­mo su per­cen­tua­li mol­to basse,
    soprat­tut­to in rap­por­to ad altri pae­si occi­den­ta­li e del nord Europa,
    mi risul­ta il contrario.
    D’al­tron­de c’è a dispo­si­zio­ne una let­te­ra­tu­ra mol­to più ampia e più inte­res­san­te di un tempo.
    (Stia­mo par­lan­do di let­te­ra­tu­ra giovanile)
    Per quan­to riguar­da la ‘car­ta stam­pa­ta’ (quo­ti­dia­ni e set­ti­ma­na­li d’informazione),
    c’è da dire che risul­ta poco appe­ti­bi­le per chi non è abituato
    e per chi non segue que­sta spe­cie di poli­ti­ca italiana.
    D’al­tron­de di cosa si par­la e si con­ti­nua a par­la­re in que­sta pove­ra Italia?
    Di Ber­lu­sco­ni e Morgan!
    Ahinoi!

    • franz ha detto:

      Del­la serie… come vole­va­si dimostrare.
      Non ho fat­to alcun para­go­ne tra gio­va­ni oggi e ieri, ne tan­to­me­no con quel­li di altri pae­si. Ho cer­ca­to di ana­liz­za­re per­chè “il 60% degli ita­lia­ni non leg­ge libri” oggi, in modo par­ti­co­la­re la fascia tra i 6 e i 17 anni.
      E l’ho fat­to disqui­sen­do in modo appe­na accen­na­to sul­le con­di­zio­ni socia­li in cui sono cre­sciu­te tre generazioni.
      I quo­ti­dia­ni li ho giu­sto sfio­ra­ti par­lan­do­ne come del­l’u­ni­ca cosa che le per­so­ne, in media, a mala­pe­na leggono.
      For­se che il post era trop­po lun­go tan­to da risul­ta­re poco comprensibile?

  4. GUIDO ha detto:

    Effet­ti­va­men­te devo ammet­te­re che non ho let­to l’ar­ti­co­lo con mol­ta attenzione.
    Me ne scuso.

  5. Andrea G ha detto:

    E io che mi fac­cio le para­no­ie per­chè pen­so di leg­ge­re troppo!! 🙄

  6. Giuseppe ha detto:

    Crdeo che un altro fat­to­re che por­ta i gio­va­ni tra i 6 e i 17 anni a non leg­ge­re è la “for­za­ta” edu­ca­zio­ne. La sco­la­riz­za­zio­ne, secon­do me, esau­ri­sce le for­ze men­ta­li degli ado­le­scen­ti e fra l’al­tro (oltre a rie­pi­re la loro testa di mol­te nozio­ni discu­ti­bi­li) li por­ta a cre­de­re che tut­ti i libri sia­no noio­si come quel­li scolastici.
    In pra­ti­ca gli fan­no veni­re la “nau­sea” del­la car­ta stampata.

  7. Il Veronesi ha detto:

    Mmm… Scu­sa Franz, ma… e quin­di? Mi spie­go meglio: sono d’ac­cor­do con qua­si tut­to quel­lo che scri­vi (tran­ne for­se l’ec­ces­si­va gene­ra­liz­za­zio­ne su cosa sia­no gli ado­le­scen­ti di oggi), ma mi pare non si aggiun­ga nul­la a quan­to già risa­pu­to da chiun­que si guar­di attor­no. Il con­cet­to è che se un bam­bi­no non leg­ge e non si appas­sio­na è col­pa degli adul­ti che gli stan­no intor­no? Cer­to, veris­si­mo. Che que­sti bam­bi­ni saran­no la clas­se domi­nan­te di doma­ni? Alret­tan­to vero. Ma io mi chie­do anche che sen­so abbia­no le cifre da cui si pren­de spun­to in que­sto post. Andreb­be­ro cir­co­stan­zia­te. Io leg­go qui (http://www.diariodelweb.it/Articolo/Fiere/?d=20091205&id=116238) che “supe­ra­no la soglia dei 25 milio­ni gli ita­lia­ni con più di 6 anni che han­no dichia­ra­to di leg­ge­re nel tem­po libe­ro e cor­ri­spon­do­no al 45,1% del­la popo­la­zio­ne, in cre­sci­ta sul 2008 dell’1,1%”. E leg­go anche che il nord leg­ge ed il sud no (novi­tà?). Qua­li sono più “vere”? For­se nes­su­na. La real­tà è che il libro 80 anni fa non ave­va com­pe­ti­tors. 60 anni fa è arri­va­ta la radio. Poi la tv e poi il pc. Oggi si sono aggiun­te nuo­ve tec­no­lo­gie, in fat­to di intrat­te­ni­men­to. Però il set­to­re libri, con­si­de­ran­do l’e-com­mer­ce, è in cre­sci­ta nono­stan­te la cri­si. E a Mila­no se com­pri un libro alla Fel­tri­nel­li devi far­ti 10 minu­ti di coda alla cas­sa, se ti va bene. Ma vedo anche che se mio figlio si leg­ge cir­ca 30 libri all’an­no, oltre quel­li dati dal­la scuo­la (per la vei­tà pochi e brut­ti) a nove anni, nel­la sua clas­se di 24 bam­bi­ni, è l’u­ni­co che leg­ge per pas­sio­ne. Per cui io non so dov’è la real­tà, fran­ca­men­te. Io so che mio figlio è cre­sciu­to con due geni­to­ri che leg­go­no mol­to, che l’han­no tira­to su leg­gen­do­gli libri di ogni gene­re da quan­do ave­va un gior­no, e che se li leg­go­no anche tra loro e che per i suoi pri­mi 6 anni di vita non han­no volu­to ave­re la tele­vi­sio­ne in casa. Ma so che non sia­mo gli uni­ci, anzi. E poi non com­pren­do nem­me­no Giu­sep­pe, quan­do sostie­ne, se ho ben com­pre­so, che la sco­la­riz­za­zio­ne pos­sa esse­re nemi­ca del­la let­tu­ra, que­sto mi pare assur­do. Però scri­vi anco­ra sul tema, per­ché nono­stan­te la lun­ghez­za del post mi pare ti sia tenu­to trop­pe cose anco­ra da dire. E’ un tema che mi toc­ca mol­to da vici­no, se appro­fon­di­sci ti leg­ge­rò mol­to volen­tie­ri. Se no anche, ma su altri temi!!! :mrgreen:

    • franz ha detto:

      Ti sei lascia­to die­tro un pezzo…
      “E quin­di…” cos’è, sei sta­to con­ta­gia­to da Isa?
      “E quin­di dat­ti da fare” cre­sci un esse­re uma­no e non un pic­cio­ne, se hai del­le pau­re non pas­sar­glie­le, se non rie­sci a supe­rar­le nono­stan­te tu sap­pia esat­ta­men­te come fare pas­sa a lui que­sta cono­scen­za. Fai che cre­sca con una men­te sve­glia e un cuo­re pron­to, così che non si beva qua­lun­que stron­za­ta ma, nono­stan­te que­sto, sia sem­pre in gra­do di amare.
      Ama­re la vita per come è, non per come vor­reb­be che fosse.
      Noi for­se non sia­mo in gra­do di far­lo, ma sia­mo in gra­do di rega­la­re que­sto ai nostri figli. Quan­to­me­no tu che ne hai. Io non ne ho, ma se ne aves­si cre­do pro­prio che mi diver­ti­rei una cifra.
      Come, sono sicu­ro, non man­chi di fare tu.
      Buo­na domenica.

      • Il Veronesi ha detto:

        Quel­lo che voglio dire è che, da un lato i geni­to­ri non han­no pote­ri illi­mi­ta­ti: pos­so­no influi­re mol­tis­si­mo per pochi anni e un po’ per una man­cia­ta di anni anco­ra. Ma sai bene che que­sto non signi­fi­ca nul­la. Ci sono trop­pi input ester­ni (come una scuo­la fat­ta di inse­gnan­ti che spin­go­no a non leg­ge­re i bam­bi­ni che lo fan­no!) e gli ami­ci che poco tol­le­ran­no tali pas­sa­tem­pi, in quan­to a loro alie­ni. E poi il come inter­ve­ni­re sul­la socie­tà, io pos­so fare del mio meglio su mio figlio, lo fac­cio quo­ti­dia­na­men­te e fun­zio­na, per ora. Ma il pro­ble­ma è come la socie­tà dovreb­be fare per evi­ta­re la distru­zio­ne cere­bra­le alla qua­le pare si stia andan­do in con­tro. Per cui io spo­so total­men­te quel­lo che dici, ma al lato pra­ti­co, cosa si fa, ora? Il gover­no idea­le cosa dovreb­be fare, per aumen­ta­re la pas­sio­ne alla let­tu­ra? Non può ave­re anche a che fare con il fat­to che la qua­li­tà dei libri che si tro­va­no in giro è sca­du­ta ver­ti­co­sa­men­te? Col fat­to che Bru­no Vespa pos­sa pub­bli­ca­re tut­ti i libri che vuo­le men­tre uno in gam­ba, ma non illu­stre che voles­se non potreb­be? Per­ché poi quan­do la Row­ling ha scrit­to HP, cre­di­mi, non c’e­ra una sola per­so­na che io incon­tras­si dai 10 anni in su che non lo aves­se let­to… Vedi, si stan­no apren­do una marea di argo­men­ti che mi pia­ce­reb­be svi­sce­ra­re. Per que­sto dico: for­za Franz, scrivi!!
        lol3:

  8. Valeria ha detto:

    Le paro­le di Vero­ne­si mi han­no fat­ta tor­na­re col pen­sie­ro all’epoca in cui mia figlia era pic­co­li­na e io le leg­ge­vo tan­tis­si­mi libri.
    Ci abbrac­cia­va­mo e, così stret­te l’una all’altra, io leg­ge­vo e lei atten­tis­si­ma ascoltava.
    Quel­lo era il nostro ango­lo, la nostra nic­chia segre­ta, dove tut­to acca­de­va non solo nel­le pagi­ne del libro ma anche nei nostri cuo­ri, e noi era­va­mo com­pa­gne di avven­tu­ra e com­pli­ci, in que­sta con­di­vi­sio­ne di mon­di anco­ra inesplorati.
    Ho con­ti­nua­to a leg­ger­le libri anche dopo che impa­rò a leg­ge­re a sua vol­ta, e per mol­ti anni a segui­re (qual­che vol­ta suc­ce­de ancora …).
    Lei ini­ziò rapi­da­men­te a dedi­car­si alla let­tu­ra di libri adat­ti alla sua età e, nel con­tem­po, pro­se­gui­va a seguir­mi nel­la let­tu­ra di libri un po’ più impe­gna­ti­vi che dif­fi­cil­men­te avreb­be potu­to affron­ta­re da sola.
    Ora a vol­te la osser­vo quan­do, mal­gra­do inter­net, la tv, l’iPod (e tut­to que­sto è comun­que a sua dispo­si­zio­ne) lei pren­de l’immancabile libro e lo assa­po­ra, al suo rit­mo, nel silen­zio del­la sua cameretta.
    Cre­do che quel gesto assu­ma un po’ le carat­te­ri­sti­che del ritua­le, l’aiuti a ritro­va­re – alme­no nel suo cuo­re – quel calo­re che ci avvol­ge­va duran­te le nostre let­tu­re condivise.
    Insom­ma let­tu­ra come gio­co e pia­ce­re, let­tu­ra che sa crea­re un’atmosfera di magi­ca inte­sa e non let­tu­ra come impo­si­zio­ne e alter­na­ti­va alle “ame­ne” modernità …
    E ha funzionato …

  9. Luna ha detto:

    “Se tu stes­so hai lascia­to spe­gne­re la tua pas­sio­ne nel­la mec­ca­ni­ci­tà mono­to­na del­la tua vita quo­ti­dia­na, come spe­ri che a tuo figlio si pos­sa accen­de­re quel­la luce che gli può con­sen­ti­re di bru­cia­re den­tro per un idea­le, per amore?”

    Paro­le san­te e mera­vi­glio­se, Franz.

    :bye:

  10. Darion ha detto:

    Ciao.
    Sono per­fet­ta­men­te d’ac­cor­do con quel­lo che scr­vi in que­sto articolo.
    Ho 23 anni è leg­go da quan­do ero pic­co­lo, ma sono un’ec­ce­zio­ne che con­fer­ma la rego­la, visto che tut­te le per­so­ne più gran­di intor­no a me ( geni­to­ri, inse­gna­ti, ami­ci) non leg­go­no nean­che un libro!
    Non so dir­vi qua­le sta­ta la situa­zio­ne che ha fat­to nasce­re den­tro di me in tene­re età la pas­sio­ne per la lettura.
    Però pos­so dir­vi che un’al­tra pro­ble­ma­ti­ca for­te che non fa nasce­re que­sta pas­sio­ne è il raz­zi­smo nei con­fron­ti di un ragazzo/a che legge.
    Par­lan­do­vi per espe­rien­za per­so­na­le io sono sta­to spes­so discri­mi­na­to alle medie e supe­rio­ri, è iso­la­to dal grup­po sco­la­sti­co per que­sto moti­vo, chi leg­ge vie­ne con­si­de­ra­to dal grup­po come una per­so­na stra­na e non omo­lo­ga­ta rispet­to alla classe.
    Rin­gra­zio anco­ra me stes­so e le situa­zio­ni che non mi han­no fat­to abban­do­na­re que­sta passione.
    La let­tu­ra di mol­ti libri clas­si­ci, di let­te­ra­tu­ra con­tem­po­ra­nea ita­lia­na e stra­nie­ra rie­sco­no a met­ter­mi in con­tat­to con deter­mi­na­te situa­zio­ni socia­li, davan­ti a emo­zio­ni rare, che non avrei mai cono­sciu­to sen­za i libri.

    • franz ha detto:

      Ecco… que­sta non l’a­ve­vo anco­ra pen­sa­ta. Ma a ben pen­sar­ci… hai ragio­ne. Una vol­ta chi pas­sa­va il pro­prio tem­po sui libri era “il sec­chio­ne”. Oggi non cam­bia­no i tem­pi ma for­se le moda­li­tà di esclu­sio­ne. E’ la for­za per­ver­sa del grup­po che fa di tut­to per­chè nes­su­no al suo inter­no sia supe­rio­re agli altri, un ricat­to psi­co­lo­gi­co dei più osce­ni ma, pur­trop­po, anche dei più comu­ni, tan­to da esse­re diven­ta­to un clas­si­co esem­pio nel­la formazione.
      Resi­sti, non far­ti fre­ga­re: ricor­da sem­pre che, alla fine, anche i lem­mings fan­no grup­po… pre­ci­pi­tan­do­si in mare tut­ti assie­me in un sui­ci­dio collettivo!
      Ciao e gra­zie del pas­sag­gio e del com­men­to (e la pros­si­ma vol­ta… occhio alle accen­ta­te!) :bye: