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Lettera ad un figlio – By Giuseppe

Ani­ma mia,

tu sai che ti ho ama­to da sem­pre, da pri­ma anco­ra che nascessi.

Ti ho for­te­men­te volu­to e desi­de­ra­to e mi stu­pi­sco ogni vol­ta nel vede­re che sei esat­ta­men­te come avrei volu­to che fossi.

Eppu­re ho fat­to il meno pos­si­bi­le per model­lar­ti. Sai bene, infat­ti, che non amo dar­ti con­si­gli, per­ché la vita la devi sco­pri­re da solo.

Non inter­fe­ri­sco con le tue scel­te e nean­che tan­to con l’errata edu­ca­zio­ne che, a mio avvi­so, rice­vi a scuo­la o dal­la socie­tà. Al mas­si­mo ti dico solo, scher­zan­do: “Apri gli occhi”.

Più che nozio­ni mi pre­me inse­gnar­ti cose pratiche.

Con me, infat­ti, hai tira­to i pri­mi cal­ci al pallone.

Con me hai impa­ra­to ad anda­re in bici e ad usa­re il bastone.

E seb­be­ne ti abbia inse­gna­to a non sali­re con la bici i mar­cia­pie­di di sbie­co, per non cor­re­re il rischio di cade­re (cosa che io ho impa­ra­to a mie spe­se), so bene che comun­que cadrai nel­la vita.

Ed ogni vol­ta il mio cuo­re ne soffrirà.

Ma subi­to dopo gioi­rò nel vede­re che ti sei rial­za­to e che sei diven­ta­to un po’ più saggio.

Per quan­to mi riguar­da cer­che­rò di inse­gnar­ti tut­to ciò che so (quan­do lo vor­rai e se riter­rò che sei pron­to), ma sap­pi che vi sono cose che nes­su­no può donar­ti, nem­me­no io pur­trop­po: il desi­de­rio, l’amore, la com­pren­sio­ne, la digni­tà, la leal­tà e il coraggio.

Que­ste sono cose che devi con­qui­sta­re da solo.

Ma sono cer­to che tu tro­ve­rai la stra­da giu­sta pri­ma o poi, non è vero?

Buon viag­gio ani­ma mia.

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