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Tracce di Profumo: Paradiso Perduto by Valeria

Brooke-shields-in-laguna-bluSe solo fos­se pos­si­bi­le, vor­rei pren­de­re per mano un ami­co un po’ nostal­gi­co e por­tar­lo a spas­so fra suoi ricordi…

Egli ritie­ne il suo pas­sa­to remo­to, quel­lo del­la sua infan­zia, il “vero paradiso”.

Vorrei con­dur­lo in quel para­di­so affin­ché pos­sa sve­la­re il lavo­ro fat­to dal tem­po che – per effet­to del­la distan­za – ha rico­strui­to even­ti, rimar­gi­na­to cica­tri­ci, epu­ra­to momen­ti bel­li e pro­fu­ma­ti del dolo­re inte­so e acu­to che un bam­bi­no sa provare.

Forse così ricor­de­reb­be la tri­stez­za che sca­va sol­chi pro­fon­di nel cuo­re di un bam­bi­no quan­do egli vive un’ingiustizia, o quan­do scor­ge fra le pie­ghe di un sor­ri­so for­za­to la tri­stez­za negli occhi di un geni­to­re, o anco­ra quan­do si vede immer­so in que­sto mare e sa di non poter deci­de­re, di non poter dispor­re del­la pro­pria vita come vor­reb­be, di esse­re sog­get­to ai cam­bia­men­ti di umo­re di un adul­to che lo sta sgri­dan­do per nul­la, che non lo ascol­ta vera­men­te, non sa amar­lo per quel­lo che è.

Veramente l’infanzia è quel para­di­so che ricordiamo?

Io pen­so di no.

Il para­di­so che ricor­dia­mo è la men­te puli­ta di un bam­bi­no, la capa­ci­tà di stu­pir­si non anco­ra per­du­ta, la sem­pli­ci­tà con cui egli sci­vo­la nel­la vita sen­za ma e sen­za se, il corag­gio di pren­de­re sal­da­men­te in mano le redi­ni dei suoi sogni e del suo sen­ti­re più profondo.

Quando il tem­po ci resti­tui­sce un ricor­do, que­sto asso­mi­glia alla nostra imma­gi­ne ritrat­ta in una vec­chia foto: ci vedia­mo più gio­va­ni e più bel­li di come real­men­te ci sen­ti­va­mo a quel tem­po e in quel­le vesti, ma non abbia­mo la più pal­li­da idea di qua­le fos­se il nostro sta­to d’animo al tem­po in cui fu scattata.

Quel tem­po remo­to, soprat­tut­to, è un ricor­do non peri­co­lo­so per­ché è già sta­to, al qua­le ci pos­sia­mo abban­do­na­re nel­la più asso­lu­ta cer­tez­za di non com­pro­met­te­re nes­su­na del­le sicu­rez­ze tan­to fati­co­sa­men­te costrui­te duran­te la nostra vita.

Nel nostro viag­gia­re attra­ver­so ricor­di nar­co­tiz­za­ti da nostal­gia, rim­pian­ti, noia, pau­ra, auto­com­mi­se­ra­zio­ne, fru­stra­zio­ni di varia natu­ra e – per­ché no – pau­ra di mori­re, dimen­ti­chia­mo che stia­mo per­den­do qual­co­sa nel qui e ora.

Perdiamo con­ti­nua­men­te quel­la ade­ren­za alla vita che abbia­mo com­ple­ta­men­te abban­do­na­to entran­do nel mon­do adulto.

Ma più pro­ba­bil­men­te, in quel mon­do adul­to ci sia­mo sem­pre rifiu­ta­ti di entrare.

Il desi­de­rio di deci­de­re la pro­pria sor­te che esplo­de­va nei nostri cuo­ri infan­ti­li è nau­fra­ga­to tra­sfor­man­do­si con l’età in un sen­ti­re pavi­do e ari­do, anche se lo masche­ria­mo defi­nen­do­lo sen­so del dove­re, sag­gez­za, moralità.

Quel cuo­re pul­san­te di un tem­po che ren­de­va un pro­fu­mo vero pro­fu­mo ora è diven­ta­to un cuo­re soli­di­fi­ca­to, ina­ri­di­to e spento.

E pur­trop­po in que­sto cuo­re lo spa­zio per il nostro para­di­so per­du­to non c’è più.

La tra­sfor­ma­zio­ne dun­que può avve­ni­re sol­tan­to in quel pun­to, lascian­do­lo nuo­va­men­te espan­de­re, dila­ta­re, come nell’atto di offrir­lo in dono all’intero Universo.

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13 Comments

  1. franz ha detto:

    Paradiso per­du­to? Significa che alme­no una vol­ta il para­di­so l’hai avu­to. Ma se per para­di­so inten­di un con­fron­to con l’in­fer­no… la valu­ta­zio­ne non è mol­to ogget­ti­va, ti pare?

    :bye:

  2. Valeria ha detto:

    Secondo me quan­do stia­mo viven­do un momen­to subli­me non abbia­mo biso­gno di ricor­dar­ne uno brut­to per apprez­zar­lo. Quel momen­to è bel­lo in se stes­so e non ha uguali.
    Tutti i momen­ti straor­di­na­ri saran­no in ogni caso irri­pe­ti­bi­li e dif­fi­cil­men­te con­fron­ta­bi­li fra loro. Tuttavia il fat­to­re sog­get­ti­vi­tà gio­ca cer­ta­men­te un fat­to­re deter­mi­nan­te, anche se non neces­sa­ria­men­te subor­di­na­to al con­fron­to. Infatti rara­men­te le stes­se con­di­zio­ni al con­tor­no (e nep­pu­re que­ste comun­que mai del tut­to ripro­du­ci­bi­li…) pro­du­co­no il mede­si­mo sta­to di pia­ce­re e dun­que c’è da chie­der­si CHE COSA ha reso subli­me quell’attimo fug­gen­te, QUALE straor­di­na­ria com­bi­na­zio­ne di con­di­zio­ni ogget­ti­ve e sog­get­ti­ve han­no sapu­to ren­der­lo unico…
    :bye:

  3. Guillermo ha detto:

    Ciao Valeria!! Io, se pos­so dire, con­cor­do sull fat­to che l’i­dea di para­di­so per­du­to pos­sa esse­re uno sta­to di ‘purez­za ori­gi­na­ria’ che in qual­che modo si mani­fe­sta o si vive gene­ral­men­te nel­l’in­fan­zia e che poi con il pas­sa­re degli anni, dicia­mo così, si ‘per­de’, si ‘dimen­ti­ca’, pre­si tut­ti come sia­mo da tut­ta una serie di obli­ghi e dipen­den­ze (ma non solo) che carat­te­riz­za­no il mon­do degli adul­ti. Questo discor­so sareb­be mol­to più com­ples­so di così ma ades­so non saprei come apro­fon­dir­lo. Comunque, quel­lo che vor­rei dire è che si può recu­pe­ra­re que­sta con­di­zio­ne di purez­za atra­ver­so pro­pio la ricer­ca de Se stes­si. Con que­sto voglio dire che atra­ver­so il recu­pe­ro del­la nostra natu­ra più pro­fon­da ci ri-armo­ni­zia­mo con il “tut­to”, con la vita, con le Leggi natu­ra­li. E’ così che, secon­do la mia espe­rien­za, pos­sia­mo vive­re quei momen­ti bel­lis­si­mi che poi saran­no i nostri più bei ricor­di. Non sò se mi spie­go ma, secon­do me è pro­pio essen­do in armo­nia con se stes­si che si pro­du­co­no quel­le com­bi­na­zio­ni di fat­to­ri ester­ni ed inter­ni (che infat­ti non sono ripro­du­ci­bi­li o che se ripro­dot­ti non pro­dur­ran­no sicu­ram­ten­te lo stes­so efet­to) che in dato momen­to con­ver­go­no aldi­là del­la nostra com­pren­sio­ne e che si tra­sfor­ma­no in quel­l’e­spe­rien­za straor­di­na­ria. Dunque, una spie­ga­zio­ne del per­che abbia­mo vis­su­to quei momen­ti mera­vi­glio­si potreb­be esse­re per­che da bam­bi­ni o da ragaz­zi sem­pli­ce­men­te era­va­mo più ‘vici­ni’ a quel­la pure­za ori­gi­na­ria, la nostra men­te era più sgom­bra, era­va­mo più ade­ren­ti a “noi stes­si” e quin­di più in “armo­nia”. Poi da adul­ti suc­ce­de quel­lo che suc­ce­de e dob­bia­mo nuo­va­men­te ria­pro­piar­ci di una con­di­zio­ne di mag­gior equi­li­brio e armonia…
    Spero di esse­re sta­to com­pren­sib­bi­le, il discor­so è mol­to interessante…
    Un salu­to, Guillermo

    • Valeria ha detto:

      Comprensibile e chia­ris­si­mo Gulliermo, e con­di­vi­do quel­lo che scrivi.
      La ricer­ca di Se stes­si, certamente.
      Ma a vol­te a me sem­bra illo­gi­co (e anche un po’ fru­stran­te) che da adul­ti sia così dif­fi­ci­le toc­ca­re quel­la vita­li­tà, quel­la per­ce­zio­ne vibran­te del­la vita (non saprei come defi­nir­la) tan­to scon­ta­ta per i bam­bi­ni. Mah…

  4. Fede ha detto:

    Carissima Vale, se c’è una cosa che ho impa­ra­to dal­la mia psi­ca­na­li­si e dal mio Maestro è che ogni per­so­na nel­la pro­pria vita trac­cia , die­tro sé, un per­cor­so asso­lu­ta­men­te uni­co ed irripetibile…e quel­lo che sia­mo è la som­ma­to­ria del vis­su­to men­ta­le-emo­ti­vo dei feed-back di que­sto tra­git­to. Per come la vedo io non ha sen­so ‘asso­lu­tiz­za­re’ in rego­le e leg­gi o in sem­pli­ci razi­na­liz­za­zio­ni, modi di sen­ti­re che ognu­no di noi ha e che sono asso­lu­ta­men­te ine­sten­di­bi­li a chicchessia…
    Un bacio
    :idiot:

    • Valeria ha detto:

      Bella que­sta imma­gi­ne del­la trac­cia (per­cor­so, tra­git­to) lascia­ta die­tro di se.
      Ci pen­so su, mi pia­ce mol­to. Grazie Fede!

  5. Guillermo ha detto:

    Grazie!! Capisco che sia fru­stran­te, e mol­to tri­ste direi, ma pur­trop­po una logi­ca c’è secon­do me, infat­ti quan­do per­dia­mo il cen­tro di noi stes­si atra­ver­so il pro­ces­so d’i­den­ti­fi­ca­zio­ne per­dia­mo ine­vi­ta­bil­men­te anche la capa­ci­tà di vive­re in equi­li­brio anche se a noi sem­bra che non sia così…
    Come ho det­to que­sto discor­so sol­le­va tema­ti­che com­ples­se che però altre per­so­ne han­no affron­ta­to meglio di me (vedi i libri di Andrea di Terlizzi e Walter Ferrero).
    Un salu­to, Guillermo.

    • Fede ha detto:

      Bendetto Guillermo…sottoscrivo in pie­no: Attentissimi a Quei Due…alle loro Parole…
      :idiot:

  6. Guillermo ha detto:

    Grazie Fede!! Infatti non mi per­do un solo col­po di Loro… Buon diver­ti­men­to a tut­ti e a pre­sto… :war­rior: :hat:

  7. Sting ha detto:

    Bellissimo argo­men­to, l’in­fan­zia, i ricordi.
    Mi pare che la ten­den­za del­l’es­se­re uma­no (io per pri­mo, ovvia­men­te..) sia di vive­re ovun­que tran­ne che nel pre­sen­te. Per “con­di­re” il tut­to ten­dia­mo a idea­liz­za­re i ricor­di (e a pro­iet­ta­re nel­le spe­ran­ze, ma.. è un’al­tra sto­ria!), e il fat­to che duran­te l’in­fan­zia le impres­sio­ni sia­no più inten­se, pro­prio per­chè meno “cono­sciu­te”, fa si che sia più faci­le crea­re un’a­lo­ne di “magia”… Paradisiaca!
    Oltretutto è inte­res­san­te veri­fi­ca­re come e quan­to, si rie­sca a tra­sfor­ma­re i ricor­di in meglio o in peg­gio, in fun­zio­ne di mil­le “rivo­li emo­ti­vi” che inter­ven­go­no successivamente.
    Sono d’ac­cor­do con te, Valeria, che l’in­fan­zia non sia in sé un para­di­so, ma che già solo la con­di­zio­ne di aper­tu­ra e di sco­per­ta del mon­do, vista con gli occhi “opa­chi” del­l’a­dul­to, pos­sa esse­re un paradiso.
    Se solo l’a­dul­to potes­se rea­liz­za­re che quel­la pos­si­bi­li­tà è pos­si­bi­le “qui e ora”, for­se la smet­te­reb­be di mastur­bar­si men­tal­men­te con i ricor­di e si muo­ve­reb­be come un cater­pil­lar per viverla.
    Qui e ora!
    Ciao Vale :embra­ce:

  8. Fede ha detto:

    …e que­sta ‘trac­cia’ la pos­sia­mo tro­va­re solo den­tro noi e nel­le per­so­ne che abbia­mo e che ci han­no amato…

    :idiot: :idiot: :idiot:

    Ps.
    Questo idio­ta bal­le­ri­no mi fa dav­ve­ro morire