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Un colpo nostalgico: UZEB. 4 P.M. Gate 26

Avevo già dedi­ca­to un post a que­sti musi­ci­sti di qual­che anno fa. Alain Caron al bas­so, Paul Brochu (ma solo dal 1980) e l’in­cu­bo a sei cor­de, Michel Cusson, che in que­sto bra­no spie­ga a un po’ di gen­te ben più famo­sa di lui come si suo­na con una chi­tar­ra elet­tri­ca, facen­do sen­ti­re qual­co­sa che lui deve aver sen­ti­to un lon­ta­no gior­no, alle 4 del pome­rig­gio, davan­ti all’u­sci­ta 26 del­l’ae­ro­por­to di Montreal.

Qualcuno che si allon­ta­na­va, sicu­ra­men­te. Qualcuno con cui dove­va aver vis­su­to qual­co­sa di for­te, di mera­vi­glio­so for­se. Un ricor­do che ini­zia dol­ce, poi pren­de il soprav­ven­to del­la com­mo­zio­ne da metà bra­no in poi, per scio­glier­si in un salu­to fina­le e nel silen­zio di chi vol­ta le spal­le al passato.

Tutto rac­con­ta­to in 8 minu­ti e 6 secon­di di pura poe­sia melo­di­ca. Enjoy!




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1 Comment

  1. Valeria ha detto:

    Mi asso­cio all’applauso fina­le :bye:

    P.S.: que­sta fac­ci­na che salu­ta è di una sim­pa­tia unica!