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Il governo rifiuta di fare chiarezza sulla nave dei veleni.

Lo leg­go sul­l’ANSA, che a sua vol­ta rilan­cia un’ar­ti­co­lo di Matteo Cosenza, diret­to­re del “Quotidiano del­la Calabria”.

Sono sta­te rac­col­te 28.000 fir­me, di per­so­ne che voglio­no sape­re la veri­tà su que­sta sto­ria. 28.000 per­so­ne che evi­den­te­men­te sono inu­ti­li, ine­si­sten­ti per que­sto gover­no, che respin­ge la peti­zio­ne e rifiu­ta di dare ulte­rio­ri chia­ri­men­ti per­chè “con­si­de­ra chiu­so il caso”.

Peccato che i dub­bi espres­si nel­la peti­zio­ne sia­no ben lon­ta­ni dal­l’a­ver tro­va­to rispo­sta, come per esem­pio quel­li sul con­te­nu­to del­la sti­va del relit­to di Cetraro e sul­la pre­sen­za di radio­nu­cli­di arti­fi­cia­li nel ter­ri­to­rio di Serra d’Aiello e Aiello Calabro.

Io non so mol­to di legi­sla­zio­ne e gover­no ma non cre­do che in que­sto caso un gover­no abbia il dirit­to di rifiu­ta­re una rispo­sta quan­do a fare doman­de sono 28.000 per­so­ne per giun­ta diret­ta­men­te coin­vol­te nel­la que­stio­ne.

Credo per­so­nal­men­te che un gover­no deb­ba asso­lu­ta­men­te sem­pre rispon­de­re ai suoi elet­to­ri, soprat­tut­to quan­do le doman­de sono come queste.



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