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Evoluzione e Etica

Ho qui di fron­te a me una bel­la foto in bian­co e nero
Mi doman­do che cosa sia l’evoluzione. Cer­to una scim­mia pen­se­reb­be ad una sua simi­le evo­lu­ta come a quel­la che si spo­sta più rapi­da­men­te da un ramo dell’albero ad un altro rac­co­glien­do più banane.
Un uomo pro­ba­bil­men­te pen­se­reb­be a qual­cu­no che sa svi­lup­pa­re foto tri­di­men­sio­na­li.

Evi­den­te­men­te è impos­si­bi­le anche solo imma­gi­na­re le rea­li poten­zia­li­tà di chi è mag­gior­men­te evo­lu­to.

Ma mi doman­do anche se un Esse­re più “com­ple­to sia neces­sa­ria­men­te anche un Esse­re che ha una visio­ne eti­ca più “com­ple­ta.
Per­ché, se così non fos­se, il male che sareb­be in gra­do di pro­dur­re potreb­be esse­re di gran lun­ga supe­rio­re alla capa­ci­tà di infie­ri­re di un esse­re meno svi­lup­pa­to. Per ana­lo­gia basti pen­sa­re che le scim­mie non costrui­sco­no bom­be ato­mi­che

E dun­que, la sua evo­lu­zio­ne, a cosa gli sarà ser­vi­ta?
Ma soprat­tut­to quel­la è evo­lu­zio­ne?
Io sono del pare­re che tut­to ciò che è ele­va­to segua un prin­ci­pio di liber­tà: liber­tà di pen­sie­ro, liber­tà crea­ti­va ed espres­si­va, liber­tà di rela­zio­nar­si agli altri. Non liber­tà di sot­to­met­te­re altre per­so­ne e di non pie­gar­si al vole­re del­le per­so­ne che ci circondano.

Un dif­fi­ci­le equi­li­brio, cer­to.
Ma secon­do me, quan­do non si è in gra­do di difen­de­re la pro­pria liber­tà, ancor meno ci si saprà pro­di­ga­re per difen­de­re quel­la altrui
Anzi, le fru­stra­zio­ni accu­mu­la­te suben­do le pre­va­ri­ca­zio­ni del pros­si­mo c’è il rischio di far­le subi­re, pri­ma o poi, a chi è più fra­gi­le, meno strutturato.

Sareb­be come se un guer­rie­ro inve­ce di “impu­gna­re la spa­da al ser­vi­zio del bene”, la impu­gnas­se per pura gra­ti­fi­ca­zio­ne per­so­na­le, per mostra­re a sé stes­so e agli altri le pro­prie abi­li­tà. Per puro pia­ce­re di esibirsi.

Ma se non la saprà impu­gna­re quan­do vera­men­te neces­sa­rio, ovve­ro quan­do si tro­ve­rà a dover difen­de­re un prin­ci­pio eti­co anche a costo di met­te­re in discus­sio­ne i fra­gi­li equi­li­bri del­la sua vita, allo­ra tan­ta abi­li­tà, tan­ti sfor­zi e tan­to alle­na­men­to cosa avran­no pro­dot­to se non un ecce­zio­na­le scher­mi­do­re che ha gli stes­si sche­mi men­ta­li di un uomo ordi­na­rio?

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4 Comments

  1. Sting ha detto:

    Ehi, Vale­ria, qui sol­le­vi una discus­sio­ne che potreb­be satu­ra­re inte­ra­men­te il Blog!
    Par­to anch’io dal­la foto­gra­fia. Foto­gra­fa­re è, eti­mo­lo­gi­ca­men­te, “scri­ve­re con la luce”, una descri­zio­ne non ver­ba­le di un’og­get­to, un pano­ra­ma, o di una persona.
    Per­chè dovrem­mo far­lo? Quan­do, appas­sio­na­to di foto­gra­fia da decen­ni, mi posi la doman­da, mi rispo­si che il sen­so (mio, per cari­tà) di “far foto­gra­fia”, è tra­smet­te­re un’emozione.
    Che sia una stam­pa in bian­co­ne­ro o un’o­lo­gram­ma iper­de­fi­ni­to poco importa.
    Estra­po­lan­do il sen­so di que­sta digres­sio­ne pen­so che ciò che con­ta, anche nel­l’e­vo­lu­zio­ne, non è il mez­zo, ma il fine.
    E cioè, non con­ta quan­to sei bra­vo a maneg­gia­re la spa­da, ma che uso ne fai.
    Mol­ti, in que­sto mon­do, han­no sco­pi egoi­sti­ci, accu­mu­lo di pote­re di ogget­ti, di dena­ro. E se diven­go­no padro­ni di stru­men­ti più effi­ca­ci e inci­si­vi, con­ti­nue­ran­no ad usar­li per gli stes­si fini, in man­can­za di una diver­sa visio­ne del­la vita.
    E qui cre­do che si sci­vo­li nel­la spi­no­sa dia­tri­ba di bene e male.
    Liber­tà = bene? Bene di chi?
    Se l’u­ma­ni­tà non fos­se libe­ra, ma gui­da­ta da per­so­ne intel­li­gen­ti (e non dico illu­mi­na­te), pro­ba­bil­men­te sta­reb­be meglio..
    Sot­to­met­te­re il mio vici­no di casa buz­zur­ro e cafo­ne mi fareb­be indub­bia­men­te sta­re meglio…
    Lascia­re un pedo­fi­lo libe­ro di rela­zio­nar­si agli altri mi fa rabbrividire…
    Tem­po addie­tro sen­tii una inte­res­san­te defi­ni­zio­ne “amo­ra­le” di bene/male: “E’ bene quel che con­sen­te di otte­ne­re lo sco­po che ci pre­fig­gia­mo, di rag­giun­ge­re l’ob­biet­ti­vo; è male ciò che ci allon­ta­na dall’obbiettivo.
    E qui ven­go al pun­to (oggi ho voglia di scri­ve­re :-))…) Esi­ste un’ar­mo­nia “ogget­ti­va”, alla qua­le è pos­si­bi­le sin­to­niz­zar­si, un’ar­mo­nia direi, universale.
    Qual­cu­no direb­be che il non ave­re altra scel­ta che dover segui­re le “leg­gi divi­ne” è man­can­za di liber­tà, e io sono d’accordo.
    Ma il libe­ro arbi­trio, mera­vi­glio­sa e ter­ri­bi­le pos­si­bi­li­tà con­ces­sa­ci, ci può (pos­si­bi­li­tà, non garan­zia) por­ta­re a que­sta sin­to­nia sen­za for­za­tu­re, con pro­fon­da com­pren­sio­ne di ciò che è bene e ciò che è male. In un per­cor­so, però, lastri­ca­to da sopru­si, vio­len­ze, egoi­smi, di pove­re ani­me che non capi­sco­no gli erro­ri. Cre­do sia que­sta la vera Evoluzione.

  2. Franz ha detto:

    Liber­tà = bene? E chi dice cos’è “bene”?

  3. Fede ha detto:

    Tut­to è Bene, la Tota­li­tà stessa
    H.H. O.O.

  4. Valeria ha detto:

    Buon gior­no a tut­ti voi.
    Si mi aspet­ta­vo i vostri com­men­ti (tali e qua­li). Mi è evi­den­te il loro signi­fi­ca­to e, anzi, li con­di­vi­do inte­gral­men­te!: chi sta­bi­li­sce cos’è bene e cos’è male e sul­la base di qua­li criteri?

    Natu­ral­men­te il con­cet­to di mora­li­tà è rela­ti­vo, sog­get­ti­vo. Non c’è dub­bio alcu­no. Dipen­de dall’educazione rice­vu­ta, dall’angolo del mon­do nel qua­le sia­mo nati, dal livel­lo cul­tu­ra­le e così via. Ma ciò che può esse­re con­si­de­ra­to discu­ti­bi­le è se man­gia­re car­ne di maia­le, usa­re il pre­ser­va­ti­vo, anda­re in giro nudi o sem­pli­ce­men­te col vol­to sco­per­to è moral­men­te accet­ta­bi­le oppu­re no.

    Ma io cre­do che sin­ce­ra­men­te e in cuor suo ogni per­so­na sa quan­do un’azione è ingiu­sta sen­za ombra di dub­bio. Inten­do ingiu­sta vera­men­te, come rapi­re bam­bi­ni dal­le fave­las e ucci­der­li per tra­pian­ta­re i loro orga­ni a qual­che vec­chio pie­no di gra­na o, per dir­la alla Sting, lascia­re che un pedo­fi­lo si rela­zio­ni agli altri.

    Il libe­ro arbi­trio cer­ta­men­te è uno stru­men­to di evo­lu­zio­ne: impa­ra­re dai pro­pri erro­ri. For­se è l’unico modo per com­pren­de­re ciò che è bene e ciò che è male, anche se il prez­zo da paga­re è piut­to­sto alto.
    E dun­que più l’arbitrio è libe­ro (svin­co­la­to da dog­mi, con­vin­zio­ni, pre­con­cet­ti, iden­ti­fi­ca­zio­ni, con­di­zio­na­men­ti, impo­si­zio­ni) e più un indi­vi­duo può infierire.

    Ma se con­cor­dia­mo sul fat­to che il fine è sin­to­niz­zar­si ad un’armonia “ogget­ti­va” (scu­sa Sting se con­ti­nuo a citar­ti ma non pote­vi scri­ve­re tut­to que­sto meglio di così), allo­ra stia­mo dicen­do la stes­sa cosa e cioè che un indi­vi­duo più com­ple­to, ele­va­to, evo­lu­to (dite­la come vole­te) non può pre­scin­de­re dal “bene”, comun­que lo voglia­te chiamare.

    Dun­que non sono d’accordo con chi sostie­ne che “tut­to è bene”. Il libe­ro arbi­trio pro­ba­bil­men­te È UN BENE se pen­sa­to come mez­zo per com­pren­de­re. Ma non è che per que­sto ogni azio­ne com­piu­ta sot­to il sole È BENE.
    Affer­ma­re il con­tra­rio mi sem­bra un modo per giu­sti­fi­ca­re tut­to …Mi sem­bra trop­po como­do, ecco tutto.