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Sviluppo urbanistico e territorio: le conseguenze di una politica dissennata – By Ilia

L’ultima pun­ta­ta di Report ver­te­va sul­la gestio­ne del­lo svi­lup­po urba­ni­sti­co ita­lia­no, in par­ti­co­la­re sul perio­do dagli anni novan­ta in poi.

La leg­ge oggi impo­ne ad ogni comu­ne di dotar­si di un pia­no rego­la­to­re fun­zio­na­le e soprat­tut­to armo­ni­co nei con­fron­ti del pae­sag­gio. Negli ulti­mi ven­t’an­ni però tali cri­te­ri sono sta­ti spes­so igno­ra­ti a favo­re degli inte­res­si di palaz­zi­na­ri e costrut­to­ri. Accade così che que­sti ulti­mi com­pri­no con­ti­nua­men­te ter­re­ni agri­co­li a ridos­so del­le cit­tà per poi far­li diven­ta­re edificabili.

Grazie alla costru­zio­ne di case, stra­de, uffi­ci e cen­tri com­mer­cia­li, i ter­re­ni aumen­ta­no il loro valo­re di alme­no die­ci vol­te e lo stes­so acca­de all’e­sten­sio­ne del­le per­fie­rie cit­ta­di­ne. Le per­so­ne ven­go­no spin­te ad allon­ta­nar­si dai cen­tri sto­ri­ci e dal luo­go di lavo­ro, non essen­do in gra­do di far fron­te ad un mer­ca­to immo­bi­lia­re sem­pre in cre­sci­ta nel qua­le il prez­zo del­le case nei cen­tri urba­ni diven­ta impro­po­ni­bi­le per un nume­ro cre­scen­te di persone.

In sin­te­si, in cam­bio di un po’ di spic­cio­li, i comu­ni rinun­cia­no ad uno svi­lup­po armo­ni­co del­le cit­tà. Tra Milano e Trieste, se si esclu­de la zona del lago di Garda, è ormai qua­si tut­ta una costru­zio­ne, tra cit­tà, pae­si, capan­no­ni, cen­tri com­mer­cia­li, fab­bri­che, ecc.

La qua­li­tà del­la vita peg­gio­ra a cau­sa del­la neces­si­tà di spo­star­si in auto o altri mez­zi gene­ran­do quin­di mag­gior inqui­na­men­to, mag­gior traf­fi­co e mag­gior dispen­dio di ener­gia per sod­di­sfa­re le esi­gen­ze di una cit­tà dove a vol­te, come acca­de a Roma, le per­so­ne impie­ga­no anche più di due ore per anda­re a lavorare.

I pia­ni del traf­fi­co risul­ta­no quin­di spes­so inef­fi­ca­ci e alla fine non c’è nem­me­no una con­ve­nien­za rea­le dal pun­to di vista eco­no­mi­co, per­ché se è vero che ini­zial­men­te si bat­te cas­sa per i sol­di paga­ti dai costrut­to­ri, negli anni suc­ces­si­vi biso­gna poi spen­de­re di più per far fron­te a tut­ti i pro­ble­mi e i disa­gi che si ven­go­no a crea­re. Ma una poli­ti­ca mio­pe, col­lu­sa con gli inte­res­si di pochi, non può e non vuo­le guar­da­re al di là del pro­prio naso.

Questo non avvie­ne in altre par­ti d’Europa dove inve­ce si cer­ca di recu­pe­ra­re le vec­chie aree dimes­se del­le cit­tà, riqua­li­fi­can­do o rico­struen­do l’ob­so­le­to e por­tan­do avan­ti una poli­ti­ca di soste­gno alle fami­glie che per­met­ta loro di pagar­si un affit­to in cit­tà, cal­mie­ran­do così il mer­ca­to.

Berlino in par­ti­co­la­re sta diven­tan­do un model­lo in tal senso.berlino-ottim

Assolutamente poco traf­fi­co per una capi­ta­le euro­pea, tut­to mol­to ordi­na­to e fun­zio­na­le, un lavo­ro di recu­pe­ro e di rin­no­va­men­to del­la cit­tà vera­men­te sapien­te, affi­da­to a gran­di archi­tet­ti come il nostro Renzo Piano. E stia­mo par­lan­do di una cit­tà di 3 milio­ni di abi­tan­ti, dove il costo del­la vita è cir­ca il 20–30 per cen­to in meno rispet­to a cit­tà come Roma e Milano.

Noi ita­lia­ni con­ti­nuia­mo a fare scem­pio del nostro bel pae­se. Abbiamo avu­to in ere­di­tà dal pas­sa­to un gio­iel­lo, ric­co di sto­ria, arte, pae­sag­gi, con del­le cit­tà e un cli­ma che ci invi­dia­no tut­ti e con una tra­di­zio­ne che ren­de il “made in ita­ly” famo­so in tut­to il mon­do. Ma inve­ce di sal­va­guar­da­re e valo­riz­za­re il tut­to, impa­ran­do maga­ri dai nostri vici­ni euro­pei una gestio­ne ammi­ni­stra­ti­va e buro­cra­ti­ca più effi­cien­te, con­ti­nuia­mo a fare disa­stri.

Colgo quin­di l’occasione di dare a mia vol­ta una rispo­sta a Franz riguar­do il suo arti­co­lo di qual­che gior­no fa. E’ sicu­ra­men­te vero che all’estero non è tut­to un para­di­so, anzi, spes­so gli altri pae­si sono più noio­si dei nostri, e nes­su­no potrà pro­ba­bil­men­te mai egua­glia­re la qua­li­tà tut­ta ita­lia­na del bel­lo e dell’estetica.

Ma è altret­tan­to vero che nel nord Europa san­no sicu­ra­men­te gesti­re e ammi­ni­stra­re meglio le risor­se e la vita pub­bli­ca, e lo si vede dal­la qua­li­tà del­la vita di quei pae­si. E non c’è biso­gno di anda­re in Norvegia, dove effet­ti­va­men­te sono quat­tro gat­ti con un ter­ri­to­rio immen­so, e tan­te risor­se naturali.

Basta fare il para­go­ne con un pae­se altret­tan­to com­ples­so e popo­la­to come la Germania. Quando vivi in un pae­se dove le cose fun­zio­na­no e dove i dirit­ti civi­li sono una real­tà e non un optio­nal, non puoi non pro­va­re un po’ di ama­rez­za per la real­tà ita­lia­na, vit­ti­ma del pro­vin­cia­li­smo e del corporativismo.

Io sono fie­ro di esse­re Italiano, e viven­do all’estero pos­so dire che la dif­fe­ren­za in sti­le si vede, e ce la invi­dia­no tut­ti, anche quan­do ci cri­ti­ca­no.

È un vero pec­ca­to dover con­sta­ta­re che tan­te cose, che potreb­be­ro fun­zio­na­re mol­to meglio con un po’ più di con­sa­pe­vo­lez­za e lun­gi­mi­ran­za, ven­go­no inve­ce lascia­te anda­re alla deri­va.

Vorrei chiu­de­re con un po’ di iro­nia, con que­sto video di Bozzetto.




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1 Comment

  1. primularossa ha detto:

    Caro Ilia,
    invi­dio un po’ la tua fie­rez­za di esse­re ita­lia­no, che non rie­sco asso­lu­ta­men­te a con­di­vi­de­re, dato il mio scar­so spi­ri­to nazio­na­li­sta, che non ho mai avu­to. Ti sot­to­li­neo solo che alle por­te di Pregnana, zona Rho, Milano esi­sto­no vici­nis­si­mi una fab­bri­ca di fuo­chi d’ar­ti­fi­cio ed una raf­fi­ne­ria!!!! Io non rie­sco ad esse­re fie­ra del mio pae­se, quan­to meno dei coglio­ni che ci gover­na­no!! Certo, ma quan­do nel­l’e­di­li­zia entra­no gio­chi mafio­si, c’è da aspet­tar­si di tut­to. Ma mi chie­do sono poi così for­ti qui in Lombardia, o pro­prio è pura disat­ten­zio­ne da par­te di chi dovreb­be sovrin­te­de­re ai pia­ni rego­la­to­ri? E per­chè si lascia che acca­da tut­to que­sto? Mah…