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Sole. Solo una volta in più.

Tante vol­te, imma­gi­no un po’ a tut­ti, sarà capi­ta­to di fer­mar­si davan­ti a un tra­mon­to. Fermarsi lì e rima­ne­re incan­ta­ti. Anche a me indub­bia­men­te molte.

Però que­sta vol­ta è suc­ces­so qual­co­sa di diver­so. Non così tan­to da con­si­de­rar­lo spe­cia­le, ma diver­so… si.

Stavo tor­nan­do a casa in moto, sul­la sta­ta­le, pas­san­do in mez­zo alle cam­pa­gne, quan­do quel sole, il soli­to sole direi, ha una vol­ta in più attrat­to il mio sguar­do. Mi sono fer­ma­to acco­stan­do ad un viot­to­lo di quel­li che sepa­ra­no i cam­pi, ho spen­to la moto, mi sono acce­so una siga­ret­ta, e sono rima­sto lì. A guardare. 

Forse la dif­fe­ren­za è sta­ta den­tro di me, o for­se no. Fatto sta che. improv­vi­sa­men­te, il rumo­re del traf­fi­co alle mie spal­le ha agi­to da spec­chio, facen­do­mi sen­ti­re il silen­zio di quel­lo che ave­vo davan­ti. Mi sono tro­va­to ad ascol­ta­re l’ar­mo­nia di quel­la natu­ra che l’uo­mo pen­sa di aver addo­me­sti­ca­to e che in quel momen­to mi è sem­bra­ta più per­fet­ta che mai. 

Osservando il sole che scen­de­va die­tro le nuvo­le all’o­riz­zon­te, lascian­do­mi dischi lumi­no­si impres­si sul­la reti­na, di col­po il silen­zio di quel­lo che sta­vo guar­dan­do mi è entra­to dentro. 

E in un atti­mo mi sono tro­va­to gran­de quan­to l’o­riz­zon­te, men­tre quel sole dol­cis­si­mo cala­va non così len­to, dise­gnan­do sui cam­pi le ombre del­le zol­le, ren­den­do­le simi­li a dune nel deser­to. Il silen­zio è sce­so insie­me a lui, seguen­do­ne qua­si il cam­bio di colo­re; e men­tre sul­la ter­ra davan­ti a me già era cala­ta la not­te, quel sole ha con­ti­nua­to a bril­la­re al mio inter­no, scal­dan­do­mi da den­tro, nono­stan­te le ombre del­la sera fos­se­ro già arri­va­te fino ai miei occhi. 

Non un solo secon­do mi è mai sem­bra­to tan­to lun­go quan­to quel­lo. Non un solo respi­ro mi ha mai fat­to sen­ti­re così tan­to pieno.

Sole. Solo una vol­ta in più.

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10 Comments

  1. federico leopardi ha detto:

    Great!

  2. Inenascio Padidio ha detto:

    L’esperienza del tra­mon­to descrit­ta mi ricor­da­no una fra­se dell’Autore pre­di­let­to nei lon­ta­ni anni di scuo­la: «feli­ce cor­ri­spon­den­za d’a­mo­ro­si sen­si». È l’ef­fet­to che, in cir­co­stan­ze simi­li, ho pro­va­to anch’io.

  3. Sting ha detto:

    Hey, Fratello, for­se che nel­la “dif­fe­ren­za” hai col­to una “pos­si­bi­li­tà”?

  4. Chiara ha detto:

    Salve a tut­ti. Sono incap­pa­ta per caso in que­sto blog, e sono rima­sta vera­me­te col­pi­ta. non cre­de­vo che ci fos­se­ro spa­zi come que­sto com­pli­men­ti a Franz, hai gua­da­gna­to una let­tri­ce in piu’!

  5. Franz ha detto:

    Grazie Chiara, pia­ce­re di aver­ti tra noi. Spero di veder­ti spesso!

  6. Umberto Veronesi ha detto:

    Altro poe­ta poco dopo diceva:
    Era ardien­te por­que daba
    calo­res de rojo hogar,
    y era sol por­que alumbraba
    y por­que hacía llorar.