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Studio Martelli: a Tokyo un terremoto come quello di ieri non sarebbe neppure stato notato.

A quan­to pare Giappone e Onu ci han­no pure mena­to

Secondo uno stu­dio di Alessandro Martelli, cita­to da que­sto arti­co­lo su La Repubblica, con i giu­sti cri­te­ri anti­si­smi­ci, un ter­re­mo­to come quel­lo in Abruzzo non sareb­be nep­pu­re fini­to sui giornali. 

Quantomeno non in Giappone, dove la leg­ge impo­ne l’u­ti­liz­zo di tut­to quel­lo che la moder­na inge­gne­ria anti­si­smi­ca met­te a dispo­si­zio­ne, dai cusci­net­ti agli acciai ad alta ela­sti­ci­tà, ai dis­si­pa­to­ri di oscillazione. 

Da noi inve­ce que­sta leg­ge vie­ne con­ti­nua­men­te riman­da­ta, dice Martelli. 

I risul­ta­ti sono, sem­pre secon­do lo stu­dio pre­sen­ta­to in que­sti gior­ni, par­ti­co­lar­men­te ecla­tan­ti

Un ter­re­mo­to del 7° gra­do Richter (quel­lo che ha appe­na rea­so al suo­lo L’Aquila era di “appe­na” 5,5) in Italia o in Giappone pro­vo­che­reb­be tra 15.000 e le 32.000 vit­ti­me in Calabria, meno di 400 a Tokyo (ave­te pre­sen­te la den­si­tà di popo­la­zio­ne di Tokyo? Al con­fron­to la Calabria sem­bra il deser­to del Sahara).

Certo, i cri­te­ri val­go­no par­ti­co­lar­men­te per i nuo­vi edi­fi­ci. E per i vec­chi

La pri­ma cosa che mi vie­ne in men­te, visto che sia­mo un pae­se ad alta sismi­ci­tà; se inve­ce di but­ta­re nel ces­so i sol­di in stron­za­te come il pon­te sul­lo stret­to che non ser­ve a un caz­zo di nien­te, desti­nas­si­mo gli stes­si dena­ri alla mes­sa in sicu­rez­za del­le zone più a rischio, non sareb­be meglio?

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9 Comments

  1. Valeria ha detto:

    Mooooolto meglio! Decisamente meglio. Sta infu­rian­do la pole­mi­ca su que­sto pove­ret­to (e, vor­rei dire, corag­gio­so) Giuliani. Ora, pre­mes­so che con tut­ta pro­ba­bi­li­tà la sua ricer­ca ha soli­di fon­da­men­ti scien­ti­fi­ci (ma io non cre­do di ave­re suf­fi­cien­ti ele­men­ti per far­me­ne un’i­dea pre­ci­sa), rima­ne comun­que da veri­fi­ca­re qua­le è il mar­gi­ne di erro­re di que­sto tipo di pre­vi­sio­ne. In altre paro­le non cre­do sia bana­le deci­de­re se – e quan­do – è il caso di aller­ta­re la popo­la­zio­ne sul­la base del “meto­do Guliani” o di qual­sia­si altro meto­do, per­chè il mar­gi­ne di erro­re è comun­que note­vo­le. Poichè un ter­re­mo­to non è peri­co­lo­so in sè (a meno che non si apra la ter­ra in due) e il peri­co­lo è costi­tui­to pre­va­len­te­men­te dal pos­si­bi­le crol­lo degli edi­fi­ci nei qua­li abi­tia­mo, l’u­ni­ca azio­ne che mi sem­bra effi­ca­ce e anche segno di civil­tà sareb­be pro­prio quel­la di costruir­li con cri­te­ri anti­si­smi­ci. Parole al ven­to, mi sa!!!

    • franz ha detto:

      Io non cre­do sia­no paro­le al ven­to. Penso che pos­sa­no inve­ce far pen­sa­re le per­so­ne che pos­so­no fare qual­co­sa in que­sto sen­so. Almeno… lo spero!

  2. Sting ha detto:

    Vorrei invi­ta­re tut­ti i let­to­ri ad una riflessione:
    esi­ste la tec­no­lo­gia, da decenni
    esi­ste l’op­por­tu­ni­tà, un pae­se a rischio sismi­co elevato
    esi­sto­no le risor­se eco­no­mi­che, per­chè i sol­di del pon­te sul­lo stret­to esi­sto­no, no?
    esi­ste la capa­ci­tà impren­di­to­ria­le e lo spi­ri­to di iniziativa.
    MA NON SI FA NULLA.
    La clas­se poli­ti­ca (e non) che non muo­ve un gris­si­no se non può riem­pi­re la pro­pria bor­sa, for­se è lo spec­chio di una men­ta­li­tà dif­fu­sa, ma se così non fos­se, com’è che la popo­la­zio­ne elet­tri­ce, a par­ti­re dal bas­so, dal con­si­glio comu­na­le fino al sena­to, non li man­da tut­ti a fare in culo?
    Rassegnazione? Collusione? Disinteresse? Passività?
    Poi però quan­do ci crol­la la ter­ra sot­to i pie­di, quan­do ci vio­len­ta­no, e non solo fisi­ca­men­te, quan­do sper­pe­ra­no milio­ni e non garan­ti­sco­no i dirit­ti di base, allo­ra che fac­cia­mo, ci scan­da­liz­zia­mo, ci indi­gna­mo, e poi?
    Pensiamo dav­ve­ro che sia un dirit­to fon­da­men­ta­le che i nostri rap­pre­sen­tan­ti fac­cia­no gli inte­res­si del­la col­let­ti­vi­tà, o è un optional?
    E cosa sia­mo dispo­sti a fare, nel­la cor­ret­tez­za e nel­la lega­li­tà, per riven­di­ca­re il dirit­to alla sal­va­guar­dia del­le noste persone?
    Il dibat­ti­to è aperto…

    • Valeria ha detto:

      Sting, con­di­vi­do pie­na­men­te la tua rifles­sio­ne e poi… leg­gen­do que­ste paro­le è sta­to come ria­scol­ta­re mio papà che tan­to spes­so affer­ma­va gli stes­si con­cet­ti alla gen­te che lo guar­da­va sbi­got­ti­ta e incredula.
      Mi vie­ne il dub­bio che tu abbia fat­to atti­vi­tà poli­ti­ca nel­la tua vita per­chè pro­prio in quel ruo­lo emer­ge più chia­ra­men­te la cor­re­spon­sa­bi­li­tà degli elet­to­ri. Ciao. Vale

      • Sting ha detto:

        Fondamentalmente cre­do che tut­to abbia­no il dirit­to di lamen­tar­si, ma poi se non si è dispo­sti a fare per­so­nal­men­te qual­co­sa, a paga­re un prez­zo, anche pic­co­lo per otte­ne­re que­sto qual­co­sa… be’, allo­ra non ha più sen­so nean­che lamentarsi!
        Complimenti per l’ar­gu­zia, ho fat­to atti­vi­tà “cir­cum­po­li­ti­ca”, e pro­prio li ho spe­ri­men­ta­to quan­to le per­so­ne chie­da­no, o eroi da man­da­re in pri­ma linea, o capri da sacri­fi­ca­re. Quanto a muoversi.…
        Buona Pasqua, se ci cre­di. E comun­que Auguri di Buona Vita!

    • franz ha detto:

      Per esem­pio met­te­re in pie­di un blog come questo 🙂

  3. the_highlander ha detto:

    Ma se non si fa il pon­te sul­lo stret­to i pove­ret­ti dell’Impregilo come cam­pa­no?? Dovrebbero anda­re a dor­mi­re sot­to le ten­de del­la pro­te­zio­ne civile!