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Ricerca della verità: stare in piedi da soli.

E’ dura, mol­to dura. Sta­re in pie­di da soli, inten­do.

Con que­sta espres­sio­ne si può inten­de­re di tut­to ma nel caso in que­stio­ne fac­cio rife­ri­men­to alla capa­ci­tà di muo­ver­si sul­la base di ciò che si ritie­ne di dove­re o voler fare, sen­za dipen­de­re dal­l’ac­cet­ta­zio­ne o appro­va­zio­ne di qual­cun altro, sin­go­lo o grup­po che sia.

Il pro­ble­ma è: sape­re cosa devi fare, o cosa vuoi fare.

Un gior­no un uomo sta­va discu­ten­do con suo figlio, che non ne vole­va sape­re di fare i com­pi­ti, anche per­chè, come sem­pre più spes­so acca­de, ne ave­va da ese­gui­re una quan­ti­tà enor­me.

Il pic­co­lo ave­va voglia di gio­ca­re, cor­re­re, sal­ta­re, e si tro­va­va inve­ce a dover­si sma­ro­na­re con un tema.

- Ma papà – dis­se ad un cer­to pun­to – non è giusto! -

E suo padre gli rispose:

- Non esi­ste “giu­sto” o “non giu­sto”. Esi­ste solo ciò che dev’es­se­re fatto! -

Mi si aprì un uni­ver­so con quel­la fra­se di un padre a suo figlio. Una lezio­ne mera­vi­glio­sa, una di quel­le rare per­le che val­go­no una vita inte­ra. Maga­ri anche due o tre.

Caz­zo! E’ vero! Non esi­ste il giu­sto asso­lu­to, quan­to­me­no non nel­la men­te uma­na. Quel­lo che è una bar­ba­rie per me può esse­re la ragio­ne di vita del mio vici­no di casa, e vice­ver­sa. Non è di cer­to giu­sto quan­do un bam­bi­no muo­re di fame e un altro ha pro­ble­mi di obe­si­tà. Non è giu­sto che in occi­den­te si abbia­no pro­ble­mi di sovra­li­men­ta­zio­ne quan­do tre quar­ti del pia­ne­ta cre­pa­no di fame.

E non è giu­sto quan­do un infar­to ti stron­ca sul­la più bel­la sco­pa­ta del­la tua vita “giu­sto” un atti­mo pri­ma di veni­re, o la don­na cui hai dedi­ca­to tut­to te stes­so pren­de il volo col lattaio.

Però suc­ce­de.

La vita non è giu­sta, sba­glia­ta o altro. La vita è quel­lo che è. Pun­to. La vita è quel­lo che deve esse­re. Sen­za riguar­do per qua­lun­que sia la nostra idea di giu­sto o sba­glia­to. Alla vita non glie­ne fre­ga un benea­ma­to caz­zo del­le nostre opinioni.

E noi esse­ri uma­ni, nel miglio­re dei casi, riu­scia­mo a segui­re un idea­le, di giu­sti­zia, di bel­lez­za, o altro. E’ in quei momen­ti che nasco­no eroi, arti­sti o gran­di scien­zia­ti.

Ma non è in quel momen­to che nasce un uomo.

Un uomo nasce quan­do fa ciò che ritie­ne deb­ba esse­re fat­to sen­za ricer­ca­re l’appro­va­zio­ne di qual­cu­no, solo per­chè ha pau­ra di tro­var­si da solo, ovve­ro media­men­te quel­lo che pri­ma o poi fac­cia­mo tut­ti. Da un lato il lec­ca­cu­lo, dal­l’al­tro il bastian con­tra­rio, con tut­te le 50 sfu­ma­tu­re che ci stan­no in mez­zo.

Se non sai cosa vuoi fare, allo­ra è meglio che non fai nul­la fino a che non ti vie­ne un’i­dea, anche pic­co­la. Se no, è inu­ti­le che ti rac­con­ti che lo sai, solo per­chè così ti sen­ti auto­riz­za­to a muo­ver­ti insie­me alla mas­sa. Potre­sti sco­pri­re di esse­re in un bran­co di Lem­mings che stan­no cor­ren­do ver­so il sui­ci­dio nel­le acque artiche.

Il fat­to che noi si abbia biso­gno degli altri, non è nega­bi­le. Quel­lo che è nega­bi­le è che ci si deb­ba pro­sti­tui­re a que­sto biso­gno, andan­do con­tro al pro­prio sen­ti­re “per­chè così fan tut­ti”, o anco­ra peg­gio “per­chè così è giu­sto”. Sia­mo tal­men­te abi­tua­ti al casi­no che ci assor­da la men­te e il cuo­re, da ave­re biso­gno del­la con­ti­nua appro­va­zio­ne degli altri per fare qual­co­sa, per­chè altri­men­ti abbia­mo pau­ra di esse­re esclu­si dal­la comu­ni­tà, dal bran­co; e la leg­ge ata­vi­ca ci dice che se sei fuo­ri dal bran­co pri­ma o poi mori­rai, maga­ri per mano o zan­na del bran­co stesso.

Ecco cosa ci por­ta a com­por­tar­ci come dei mis­si­li a ricer­ca di calo­re (uma­no), che aggan­cia­no la sor­gen­te di ener­gia più for­te. La pro­gram­ma­zio­ne gene­ti­ca ata­vi­ca del nostro esse­re ani­ma­li.

Ma sia­mo uomi­ni, per­dio! Impa­ria­mo a basta­re a noi stes­si, quan­to­me­no a sen­ti­re noi stes­si, poi potre­mo accet­ta­re o cer­ca­re tut­to l’a­iu­to che voglia­mo. Ma pri­ma dob­bia­mo esser­ci, com­ple­ti e pre­sen­ti, altri­men­ti il nostro muo­ver­ci sarà solo ed uni­ca­men­te pro­sti­tu­zio­ne, mec­ca­ni­ca pro­sti­tu­zio­ne e pau­ra. Nien­t’al­tro.

Ogni tan­to mi capi­ta di incon­tra­re qual­cu­no in un grup­po di ami­ci che maga­ri non vedo e non sen­to da tem­po e di sen­tir­mi dire la fati­di­ca fra­se: “E’ un po’ che non ci vedia­mo. Non ti fai mai vedere!”

Ma vaf­fan­cu­lo! Se non ci vedia­mo, vuol dire che tu non hai visto me tan­to quan­to io non ho visto te. Ma sic­co­me tu sei nel­la par­te più nume­ro­sa del grup­po, allo­ra ritie­ni che sia mio dove­re di mino­ran­za veni­re a lec­car­ti il culo!

Que­sta è vio­len­za pura. La vio­len­za peg­gio­re di tut­te, quel­la di colo­ro che riten­go­no di esse­re nel giu­sto, quel giu­sto nel cui nome ven­go­no com­bat­tu­te cro­cia­te e jihad.

Ma se tut­ti bastas­si­mo a noi stes­si, allo­ra l’in­con­tro tra esse­ri uma­ni sareb­be vera­men­te un incon­tro, un acca­rez­zar­si, un uni­co enor­me abbrac­cio.

Inve­ce così fini­sce per esse­re un mer­ca­to di fal­si­tà paga­te a caro prez­zo.

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20 Comments

  1. federico leopardi ha detto:

    da quì il ‘det­to’: meglio soli che…

  2. Stefano ha detto:

    é faci­le, viven­do nel mon­do, seguir­ne le opi­nio­ni, e segui­re le pro­prie viven­do in soli­tu­di­ne, ma e´grande l´uomo che in mez­zo alla fol­la con­ser­va con per­fet­ta ama­bi­li­tá l´indipendenza del­la solitudine.

    ral­ph wal­do emerson

    • Franz ha detto:

      Gra­zie Ste­fa­no per que­sto tuo con­tri­bu­to. Mi hai sti­mo­la­to e appe­na pos­si­bi­le scri­vo un post pro­prio su que­sto aspet­to. A presto.

    • Inenascio Padidio ha detto:

      La «Ricer­ca del­la Veri­tà» (con la maiu­sco­la) è come una com­pe­ti­zio­ne tra gli uomi­ni. Un tra­guar­do che sol­tan­to 1 sola per­so­na può rag­giun­ge­re, così che l’in­te­ra uma­ni­tà si pos­sa rige­ne­ra­re, risor­ge­re e por­re fine a tut­te le atro­ci­tà, scia­gu­re (dif­fu­sis­si­me) e noie uma­ne (nel­le miglio­ri con­di­zio­ni di vita). Ho rag­giun­to il tra­guar­do, vin­ci­to­re IO SONO, ormai da oltre 5 anni.
      1) Come ci sono riuscito?
      2) Qua­li saran­no i pri­mi rapi­di cam­bia­men­ti in tem­pi brevi?

      1) Cir­ca 2 mil­len­ni or sono un cer­to «Figlio del­l’Uo­mo» affer­mò di esse­re anche «Figlio di Dio» (natu­ra umana/divina). Per tale affer­ma­zio­ne, *demo­cra­ti­ca­men­te*, fu con­dan­na­to alla *mor­te di cro­ce*, a cui Egli non si sot­tras­se, essen­do il moti­vo per cui Dio era inter­ve­nu­to sul­la Ter­ra, per la reden­zio­ne di *TUTTI* gli uomini/donne. Pur­trop­po, super­fi­cial­men­te e con la mas­si­ma stol­tez­za, affer­ma Ema­nue­le Seve­ri­no: «Que­sto Dio non è trop­po, è trop­po poco!». Il nostro 80enne mas­si­mo pen­sa­to­re del caz­zo mio (peral­tro da me elet­to «Ami­co par­ti­co­la­re», per aver­lo let­to dal gen­na­io 1997 fino ad oggi) non con­si­de­ra che a tale immen­so sacri­fi­cio divino/umano, han­no poi par­te­ci­pa­to miliar­di e miliar­di di altri uomini/donne nei suc­ces­si­vi 2 mil­len­ni (che per Dio equi­val­go­no a 2 gior­ni). Alla soglia del 3° mil­len­nio, io cosa ho fat­to, in vir­tù di «Sapien­za infu­sa» (del­la qua­le non mi attri­bui­sco alcun meri­to)? Ho sem­pli­ce­men­te imi­ta­to Cri­sto e, sem­pre *demo­cra­ti­ca­men­te* ma «in sor­di­na» di vita pri­va­ta, sono sta­to con­dan­na­to a ver­go­gno­sa *mor­te civi­le*, dal­la fami­glia e dal­lo Sta­to. Una fine altret­tan­to abo­mi­ne­vo­le come fu per Cri­sto. Per­tan­to, tut­ti i miei ama­ti con­na­zio­na­li devo­no pren­de­re atto di que­sta real­tà sola­re, appli­can­do alla mia per­so­na le leg­gi del nostro “dirit­to posi­ti­vo”. Per tale mia inter­pre­ta­zio­ne, a dimo­stra­zio­ne tan­gi­bi­le del­la Veri­tà, io riscuo­te­rò gli «ono­ra­ri dovu­to­mi» per le «Lezio­ni di sapien­za» sem­pli­ci e spe­cia­li impar­ti­te; ono­ra­ri da me sta­bi­li­ti, sin dal 1994, noti­fi­ca­ti e pro­to­col­la­ti al Mini­ste­ro di Gra­zia e Giu­sti­zia del 1° Gover­no Ber­lu­sco­ni. Tut­to veri­fi­ca­bi­lis­si­mo attra­ver­so l’O­pe­ra omnia LA DIVINA COMMEDIA BIS, depo­si­ta­ta pres­so Sgar­bi e Ber­lu­sco­ni (cri­ti­co d’ar­te ed edi­to­re, mas­si­mi) a par­ti­re dal 14 gen­na­io 1994, al tem­po del­la «disce­sa in cam­po» del­l’at­tua­le ridi­co­lo e pue­ri­le Pre­si­den­te del Con­si­glio dei Mini­stri. Per­dip­più, alla fine dell’Anno San­to 2000, tut­to il Popo­lo Ita­lia­no, rap­pre­sen­ta­to da oltre 333 mas­si­me Per­so­na­li­tà in tut­ti i set­to­ri, è sta­to infor­ma­to del­la mia impen­sa­bi­le ma vera vicen­da, che anco­ra vivo, rice­ven­do per Rac­co­man­da­ta A.R. pode­ro­so mate­ria­le car­ta­ceo, costi­tuen­te la 13° Epi­sto­la del­la su cita­ta Ope­ra, con alle­ga­to un docu­men­to per­so­na­liz­za­to, inti­to­la­to DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITÀ.

      2) Risul­te­rò l’Uo­mo più ric­co del pas­sa­to, pre­sen­te e futu­ro, sen­za che mi neces­si­ta 1 solo euro, da per­so­na in feli­ci­tà per­fet­ta, in ter­mi­ni di «Pie­nez­za del­l’Es­se­re» dal 1/11/2003. Chie­de­rò sol­tan­to che la mia sorel­la e una cogna­ta (per aver­mi mal­va­gia­men­te costi­tui­to paz­zo da chiu­de­re in mani­co­mio) sia­no ospi­ta­te per 1 anno nel­le patrie gale­re; sva­ria­ti anni di car­ce­re a 3 medi­ci e 3 magi­stra­ti del­la Pro­cu­ra napo­le­ta­na e roma­na. Spe­ro poi che Sabri­na Feril­li pos­sa sosti­tui­re mia moglie, uni­ca don­na cono­sciu­ta nel­la mia vita e con la qua­le sono sta­to a let­to nel­la not­te di dome­ni­ca e lune­di 23/01/1991. Mam­ma mia, quan­to sono arra­pa­to! Que­sto è sta­to il mio sacri­fi­cio, uni­ta­men­te a sop­por­ta­re il disco­no­sci­men­to di pater­ni­tà del­le 3 figlie, a moti­vo di ver­go­gna per la mia paz­zia [fin­ta].
      L’im­men­sa ric­chez­za sarà da me devo­lu­ta all’in­te­ra col­let­ti­vi­tà ita­lia­na. Ai 3 pote­ri del nostro Sta­to di dirit­to, si aggiun­ge­rà un 4° pote­re, come teo­riz­za­to magi­stral­men­te dal com­pian­to Chiar.mo Prof. Gia­cin­to AURITI, dopo oltre 35 anni di note­vo­li stu­di scien­ti­fi­ci all’Università di Tera­mo. Galan­tuo­mo da me appe­na cono­sciu­to, appro­fon­di­ta­men­te let­to e ascol­ta­to, nel­lo scor­so mese di feb­bra­io. Vale a dire che ci sarà il POTERE MONETARIO ASSOLUTO del­lo Sta­to, così che il fami­ge­ra­to «debi­to pub­bli­co», si tra­sfor­me­rà in «cre­di­to pub­bli­co» in ter­mi­ni di REDDITO DI CITTADINANZA, che da solo por­rà fine alle scia­gu­re uma­ne ita­lia­ne più mise­ran­de. Solo così si potran­no assol­ve­re i dirit­ti del­la «Dichia­ra­zio­ne Uni­ver­sa­le dei Dirit­ti Uma­ni» dell’O.N.U. e, soprat­tut­to, il «Bene comu­ne» con «La leg­ge è ugua­le per tut­ti» san­ci­ti nel­la nostra stu­pen­da 60enne Car­ta costi­tu­zio­na­le, frut­to del san­gue ver­sa­to dai nostri avi. Con buo­na ras­se­gna­ta pace degli ano­ni­mi gras­si ban­chie­ri del­le ban­che sovra­na­zio­na­li. Con­se­guen­te­men­te, nes­su­no dovrà più impor­re nien­te a nes­su­no, chiun­que sarà a vive­re, sem­pre per fede, nel bene e nel male con­ge­ni­to alla natu­ra uma­na, sog­get­to uni­ca­men­te a se stes­so. Pun­to. Per ora ter­mi­no con 4.903 battute.
      Mi è sem­pre caro salu­ta­re que­sto magni­fi­co Fran­z’s Blog e tut­ti i coau­to­ri e uten­ti che lo fre­quen­ta­no vivacemente. 

      I.P. 🙂

      • franz ha detto:

        Devo rico­no­sce­re a Umber­to Vero­ne­si che ti ha spes­so com­men­ta­to una lun­gi­mi­ran­za inso­li­ta. Nono­stan­te le 4.903 bat­tu­te, e para­fra­san­do il Bar­do… c’è del buo­no in Danimarca

        • Inenascio Padidio ha detto:

          Piut­to­sto, si può affer­ma­re, para­fra­san­do il Libro dei libri… «C’è qual­co­sa di nuo­vo sot­to il sole».
          Un caro salu­to all’e­ru­di­tis­si­mo Umber­to Vero­ne­si, da me non men­zio­na­to nel post pre­ce­den­te. I Vs. 2 e‑mail sono inse­ri­ti nei miei con­tat­ti. Le pros­si­me Gmail saran­no APERTE e diret­te a 333 più qua­li­fi­ca­ti desti­na­ta­ri, 333 per c.c. e 333 per c.c.n., per signi­fi­ca­re che io, da ulti­mo cit­ta­di­no ita­lia­no, mi rivol­go alla tota­li­tà degl’I­ta­lia­ni, per diri­me­re feli­ce­men­te la CONTROVERSIA in atto dal 2001, tra me e i con­na­zio­na­li. Tut­ti abbia­mo la stes­sa incom­men­su­ra­bi­le digni­tà di uomi­ni. Io non potrò mai rima­ne­re escluso.
          Su You­Tu­be ho pub­bli­ca­to 3 videoI­ne­na­scio, entro giu­gno ne dovrò tota­liz­za­re 33, in ono­re del­l’A­po­sto­lo S. Pao­lo, mio Auto­re pre­di­let­to, quan­do ter­mi­ne­rà l’An­no Pao­li­no, a Lui dedi­ca­to dal­la Chie­sa cattolica.
          In autun­no ci sarà una defi­ni­ti­va INTIMAZIONE (Posta prio­ri­ta­ria e Gmail) alle pri­me 4 Cari­che del­la Repub­bliv­ca Ita­lia­na. Io, spe­ria­mo che me la cavo. Di cer­to sarò impe­gna­tis­si­mo ma ben vac­ci­na­to a tal uopo.

  3. Sting ha detto:

    Nor­mal­men­te c’è una gran­de con­fu­sio­ne; si pen­sa che “basta­re a sé stes­si” sia l’af­fer­ma­zio­ne di un gran­de egoi­smo, di un sen­so di supe­rio­ri­tà rispet­to agli altri. Di fat­to que­sto atteg­gia­men­to è abba­stan­za dif­fu­so, ma guar­dia­mo que­sto esem­pio: il rap­por­to tra geni­to­re e figlio. Se il geni­to­re dipen­des­se affet­ti­va­men­te dal figlio, come potreb­be libe­ra­men­te abbrac­ciar­lo e sor­reg­ger­lo, scal­dar­lo e con­si­gliar­lo, star­gli accan­to dopo le “cadu­te” che ine­vi­ta­bil­men­te subi­rà. E’ un rap­por­to in cui si dà, si dona.
    Nei rap­por­ti tra “adul­ti”, e non solo sen­ti­men­ta­li, qua­si sem­pre inve­ce, entram­bi chie­do­no, e lo fan­no ad alta voce!
    In una espres­sio­ne di egoi­smo (que­sta sì) superlativa.
    IO CHIEDO amo­re, ho dirit­to alla con­si­de­ra­zio­ne, mi spet­ta il rico­no­sci­men­to; TU DEVI dar­mi le cose di cui ho BISOGNO, e se poi io non sono in gra­do di ricam­bia­re… beh, comun­que ne ho il DIRITTO!
    Appa­re chia­ro che quan­do entram­be le par­ti la pen­sa­no così, delu­sio­ni, ran­co­ri, per­si­no guer­re, sono la logi­ca conseguenza.
    La cosa comi­ca è che pro­prio NON CI ACCORGIAMO dei nostri biso­gni, che scam­bia­mo per “dirit­ti”, né quel­li degli altri che eti­chet­tia­mo come “capric­ci”.
    Trat­ta­re il pros­si­mo come noi stes­si, è anche rico­no­scer­gli le nostre stes­se debo­lez­ze, acco­glier­le e al limi­te giu­sti­fi­car­le come giu­sti­fi­chia­mo le nostre.
    Non giu­di­car­le e con­dan­nar­le. Quel­le degli “altri”.
    E poi, come dici, chie­de­re ed accet­ta­re tut­to l’a­iu­to di cui abbia­mo biso­gno… cosa non faci­le, a pen­sar­ci bene…

    • franz ha detto:

      Pur­trop­po dei nostri biso­gni ci accor­gia­mo benis­si­mo. Quel­lo di cui non ci accor­gia­mo è che spes­so non sono tali! Bentornato! 🙂

      • Sting ha detto:

        T’en­chiù! ;))
        non com­pren­do.. Io vole­vo dire che non rico­no­scia­mo la biso­gno­si­tà come tale, con le impli­ca­zio­ni com­pen­sa­ti­ve del­la nostra fra­gi­li­tà intrin­se­ca. Però, cer­to, i biso­gni li ascol­tia­mo e recla­mia­mo la loro soddisfazione.
        E’ la stes­sa cosa che dici tu?
        Pi eSse:
        Bel­lo il SITO, sono cer­to che cre­sce­rà e si arric­chi­rà come il blog, vista anche tut­ta l’e­ner­gia che gli dedichi.

    • Valeria ha detto:

      Sta­vo riflet­ten­do su que­sto: Franz dice che ci pro­sti­tuia­mo in cer­ca di pro­te­zio­ne e calo­re uma­no, aggan­cian­do­ci alla sor­gen­te di ener­gia più forte.
      Sting dice che nei rap­por­ti “adul­ti” cia­scu­no chie­de amo­re (qual­che vol­ta lo pre­ten­de sen­za affat­to chie­der­lo) affer­man­do ciò che è suo “dirit­to” e ciò che inve­ce è “dove­re” dell’altro.
      Sono pro­fon­da­men­te d’accordo con entram­be le asser­zio­ni. Ma met­tia­mo tut­to assieme;
      ne vie­ne fuo­ri un qua­dro deso­lan­tis­si­mo: per­ché spes­so acca­de che anche quan­do si ha l’impressione di incon­tra­re un’anima amo­re­vo­le e gene­ro­sa, pur­trop­po abbia­mo solo incon­tra­to qual­cu­no che non ha abba­stan­za “pol­mo­ni” da urla­re, come fan gli altri, ciò che “gli spet­ta di dirit­to” (o meglio, ciò che è con­vi­to che gli spetti).
      Allo­ra, se non rie­sce ad autoaf­fer­mar­si nel bran­co “con le cat­ti­ve” (con la sopraf­fa­zio­ne) cam­bie­rà stra­te­gia, ci pro­ve­rà “con le buo­ne” mostran­do di sè un lato fin­ta­men­te buo­ni­sta, cari­ta­te­vo­le, gene­ro­so col prossimo.
      Insom­ma non per gran­dez­za ma per fragilità.
      Dio che tri­stez­za que­sto pianeta!!!

      • franz ha detto:

        La sai la fia­ba del­l’uc­cel­let­to? Te la riassumo.
        Un gior­no un con­ta­di­nel­lo incon­tra un pic­co­lo uccel­li­no cadu­to dal nido. Sic­co­me fa mol­to fred­do e non se lo può por­ta­re a scuo­la, lo met­te nel posto più cal­do che può tro­va­re: una mer­da di vac­ca appe­na fat­ta, e per­tan­to anco­ra tie­pi­da, e poi se ne va.
        Dopo pochi minu­ti l’uc­cel­li­no, sen­ten­do­si rin­gal­luz­zi­to, si met­te a cin­guet­ta­re. Una vol­pe pas­sa lì vici­no, sen­te il cin­guet­tio, si avvi­ci­na e se lo mangia.
        Morale:
        non è det­to che chi ti met­te nel­la mer­da lo fac­cia a fin di male.
        non è nem­me­no det­to che chi ti toglie dal­la mer­da lo fac­cia a fin di bene.
        Comun­que, quan­do sei nel­la mer­da, non met­ter­ti a fare casi­no: potreb­be andar­ti peggio!

        Ciao Vale! buo­na serata!

  4. Valeria ha detto:

    Ha ha ha 🙂
    Si, meglio rider­ci sopra Franz. Buo­na sera­ta anche a te!

  5. Inenascio Padidio ha detto:

    Egre­gi auto­ri e uten­ti di que­sto magni­fi­co Fran­z’s Blog, V’in­vi­to a 2 sem­pli­ci considerazioni.

    1) Dove­te con­si­de­ra­re che come in natu­ra vi sono miliar­di di miliar­di di foglie e nes­su­na è per­fet­ta­men­te ugua­le ad altra, pari­men­ti le men­ti uma­ne. È la bel­lez­za del­la diver­si­tà! Pro­du­ce arric­chi­men­to e gioia!

    2) Voi rap­pre­sen­ta­te, in scrip­ta manent, «pen­sie­ri astrat­ti», opi­na­bi­li e, quan­d’an­che bel­li da con­di­vi­de­re, ste­ri­li. Men­tre Ine­na­scio Padi­dio, nel­la mas­si­ma fol­lia, stol­tez­za e debo­lez­za (come da teo­re­si pao­li­na), rap­pre­sen­ta «FATTI con­cre­ti di vita vis­su­ta e viven­te anco­ra» asso­lu­ta­men­te incon­di­vi­si­bi­li (a moti­vo del­la sopran­na­tu­ra­li­tà evi­den­te) ma ino­pi­na­bi­li e, per­tan­to, fecondi.

    Medi­ta­te, medi­ta­te, medi­ta­te, gen­te! Che non abbia­te mal di testa!… Sere­na not­te, a gnoc­che e gnocchi!

  6. Umberto Veronesi ha detto:

    Per­ples­si­tà a grappoli…

  7. Valeria ha detto:

    Ine­na­scio scu­sa­mi, io sono meno intel­li­gen­te di Umber­to Vero­ne­si, mi spie­ghe­re­sti un po’ meglio che cosa vuoi dire?
    A pro­po­si­to del­la diver­si­tà che arric­chi­sce, cer­ta­men­te si! Fin qui ci arrivo.
    Gra­zie e buo­na not­te a te

  8. Inenascio Padidio ha detto:

    Vale­ria, che bel nome per me! Sei la secon­da Vale­ria con la qua­le inter­lo­qui­sco su Inter­net. Cer­to che ti spie­go meglio e non ti scu­so ma ti rin­gra­zio per aver­me­lo chie­sto, cosa che non fa né Franz né Sting, né altri. Sono total­men­te dispo­ni­bi­le a rice­ve­re anche 100 doman­de, in liber­tà, sen­za por­re limi­ti, alla sola con­di­zio­ne che sia­no pub­bli­ca­te, per­ché in pri­va­to l’ho fat­to per 12 anni di segui­to (1993−2005), scri­ven­do con Rac­co­man­da­te A.R. (con la spe­sa di sva­ria­te deci­ne di milio­ni di lire sva­lu­ta­te), è sta­to come scri­ve­re ai mor­ti: non rispon­do­no! Gar­da caso,… a me va bene ugual­men­te, anzi, va meglio!
    Tu (e tut­te le don­ne) non sei più o meno intel­li­gen­te degli uomi­ni ma sei, natu­ral­men­te, di bel­lez­za com­ple­men­ta­re ad essi, così che il gene­re uma­no agi­sca con la testa e con il cuore.
    Ti con­si­glio di rileg­ge­re tut­ti i miei com­men­ti pre­sen­ti in Fra­n’z Blog. Poi, visto che ti chia­mi Vale­ria, leg­gi cosa ho rispo­sto all’u­ten­te fir­ma­ta Vale­ria (nick: NONSOLOPANE) su OKNO­ti­zie, dove com­men­to rara­men­te. Su det­to por­ta­le vi sono 3 pagi­ne di miei com­men­ti, ini­zia­ti da mag­gio 2008. La rispo­sta a Vale­ria si tro­va alla fine com­men­ti di que­sta pri­ma pagi­na: http://oknotizie.virgilio.it/Inenascio/commenti?start=0

    Franz e Sting mi han­no comu­ni­ca­to il loro e‑mail, fal­lo anche tu al più pre­sto. Mi tro­vo a 714 con­tat­ti e arri­ve­rò a 999 (333 x 3). A gior­ni potrò spe­di­re Gmail APERTA, pro­mes­sa al Popo­lo Ita­lia­no alla fine del­lo scor­so anno, per indi­ca­re come io risol­ve­rò, spe­ro entro il cor­ren­te anno, la gra­vis­si­ma cri­si eco­no­mi­ca mon­dia­liz­za­ta, attua­le tor­men­to­ne universale.
    Fai una visi­ti­na anche sul mio blog http://inenascio.splinder.com.
    Ne saprai mol­to più di quan­to pos­sa comu­ni­ca­re qui.
    Det­to in estre­ma sin­te­si: io chi caz­zo sono? Sono un “dio di mer­da”, stes­so, iden­ti­co, tale e qua­le a Franz, Sting e tan­ti altri uomi­ni (in pri­mis: gli uomi­ni più poten­ti eco­no­mi­ca­men­te, irre­spon­sa­bi­li, che deter­mi­na­no un mon­do di lacri­me, san­gue e dolo­ri atro­ci per tan­te popo­la­zio­ni), i qua­li, così poten­ti si riten­go­no in coscien­za, dubi­tan­do mol­to o non cre­den­do a DIO, real­tà del nostro mera­vi­glio­so Padre Cele­ste, il qua­le, come è *infi­ni­ta­men­te poten­te*, pari­men­ti, è anche *infi­ni­ta­men­te umi­le* nel sot­to­met­ter­si al Suo capo­la­vo­ro: Uomo/Donna, ben distin­ti da maschio/femmina del regno ani­ma­le, da Dio pro­gram­ma­to, e non dota­to di spi­ri­to razio­na­le come l’a­ni­ma­le supe­rio­re Uomo. Buo­na let­tu­ra e sere­na Dome­ni­ca,… è come se scri­ves­si alla mia caris­si­ma figlia Valeria 🙂

    • Valeria ha detto:

      Caro Ine­na­scio,
      pri­ma di tut­to ti rin­gra­zio per la tua gen­ti­le rispo­sta. In que­sti gior­ni sto cer­can­do di orien­tar­mi nel tuo blog che è… piut­to­sto impe­gna­ti­vo! Non sono sicu­ra che tu voglia chia­ri­re tut­to a tut­ti ma più che altro rivol­ger­ti a “chi ha orec­chie da intendere…”.
      Ma vi ho tro­va­to comun­que mol­ti spun­ti e rife­ri­men­ti inte­res­san­ti che un po’ alla vol­ta voglio appro­fon­di­re, anche se il tem­po a dispo­si­zio­ne è sem­pre poco.
      Arri­ve­ran­no altre doman­de, alme­no fino a quan­do le tue rispo­ste mi saran­no di qual­che chiarimento.
      Ma ho l’impressione che non sem­pre que­sto ti sarà pos­si­bi­le, e non per tua volon­tà: chi sa non dice…
      Spe­ro tu voglia scu­sar­mi (ecco che mi scu­so un’altra vol­ta) ma non ti darò il mio indi­riz­zo di posta elet­tro­ni­ca: sono anco­ra una del­le poche per­so­ne di que­sto pae­se che ama­no la discre­zio­ne e la riser­va­tez­za. Ma poi­ché tu stes­so chia­ri­sci di pre­di­li­ge­re doman­de pub­bli­che, usia­mo anco­ra que­sto blog per comu­ni­ca­re. Un caro salu­to a te.
      Valeria

  9. primularossa ha detto:

    Spet­ta che vado un atti­mo a pren­de­re le stam­pel­le…!!! Meglio rider­ci su!!