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Sanremo: una cacata, ma con le playmate lo share vola al 40 per cento

Il festi­val di Sanremo è una del­le peg­gio­ri caga­te che si pos­sa­no vede­re in tele­vi­sio­ne. Anche se que­st’an­no, for­se, qual­co­sa di meglio si è visto sul pal­co, è e rima­ne il festi­val del­la can­zo­net­ta e del­le pole­mi­che.

Anche Bonolis, nono­stan­te l’in­ne­ga­bi­le clas­se e vir­tù di soli­lo­quio, se ne deve sse­re reso con­to. Perciò ha pun­ta­to sul­l’uni­co arti­co­lo ormai capa­ci di cata­liz­za­re l’i­ta­lia­no medio: la figa.

Ha chia­ma­to il via­gra­vo­ro Heffner sul pal­co, e con lui l’e­ser­ci­to del­le dodi­ci gnoc­che. Risultato: gran­de suc­ces­so del festi­val: 40% di share. Mica male per una tra­smis­sio­ne che l’an­no scor­so face­va pen­sa­re alla chiu­su­ra.

E tra un levi­tra e l’al­tro, pure l’in­di­ce di gra­vi­men­to è “levi­tra­to”.

Diceva bene Russel Crowe a Brad pitt in “Nessuna verità”:

se non pen­si alla figa, allo­ra vuol dire che non sei concentrato!

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