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Stupri, Giornali, immigrazione e Governo: le cose non sono chiare

I media stan­no mar­tel­lan­do sul­l’af­fai­re stu­pri. Dopo la pau­sa dedi­ca­ta al caso Engla­ro, han­no ripre­so la cam­pa­gna media­ti­ca sui casi di vio­len­za sessuale. 

La per­ce­zio­ne del pub­bli­co è che sia­no in enor­me aumen­to i delit­ti a sfon­do ses­sua­le, con par­ti­co­lar rife­ri­men­to a quel­li per­pe­tra­ti da extra­co­mu­ni­ta­ri. La real­tà, alme­no stan­do alle sta­ti­sti­che, un po’ meno emo­ti­ve, e un po’ meno (per ora) inte­res­sa­te, par­reb­be esse­re mol­to diversa. 

I casi di stu­pro e vio­len­za ses­sua­le sono in costan­te calo, e alme­no per quan­to riguar­da l’I­ta­lia, solo per un 20% cir­ca impu­ta­bi­li a cit­ta­di­ni stra­nie­ri; cio­no­no­stan­te, i media por­ta­no alla ribal­ta solo que­sti ulti­mi, e non esi­ta­no a get­ta­re ben­zi­na sul fuo­co del­la xeno­fo­bia, con un occhio di riguar­do ai cit­ta­di­ni dell’est.

Pro­va ne sia il fat­to che su tut­ti i gior­na­li l’e­pi­so­dio di lin­ciag­gio di ieri, ai dan­ni di due uomi­ni rome­ni che sta­va­no sem­pli­ce­men­te man­gian­do davan­ti ad una riven­di­ta di kebab, non vie­ne in nes­sun modo con­dan­na­to, ne dai media ne tan­to meno dal gover­no, che inve­ce si lan­cia sul­la far­ne­ti­can­te ela­bo­ra­zio­ne di decre­ti leg­ge sul­l’ar­go­men­to. Gil argo­men­ti van­no dal­la castra­zio­ne chi­mi­ca al sov­ver­ti­men­to del­la leg­ge con l’im­pe­di­men­to degli arre­sti domiciliari.


Non sia­mo negli Sta­ti Uni­ti o in Inghil­ter­ra, pae­si in cui la stam­pa atten­de con den­ti affi­la­ti la poli­ti­ca per sbra­nar­la al mini­mo pas­so fal­so, sen­za riguar­do per la par­te in cau­sa. Sia­mo in Ita­lia, cioè un pae­se in cui i media sono noto­ria­men­te al ser­vi­zio del­la poli­ti­ca, sem­pre sen­za riguar­do per la par­te in causa. 

Il dub­bio che mi vie­ne, come già in qual­che caso pre­ce­den­te è: dove vuo­le anda­re a para­re il nostro gover­no? Per­chè i media con­ti­nua­no a pic­chia­re duro con­tro gli immi­gra­ti come se fos­se­ro tut­ti un eser­ci­to di vio­len­ta­to­ri e assassini?

Io per­so­nal­men­te non amo il fat­to che que­sto pae­se sia diven­ta­to il ricet­ta­co­lo per chiun­que voglia andar­se­ne dal pro­prio. Soprat­tut­to quan­do vie­ne da noi con la con­sa­pe­vo­lez­za che ver­rà trat­ta­to meglio di qua­lun­que cit­ta­di­no ita­lia­no, e con mol­to più riguardo. 

E sono anche mol­to con­vin­to del­la neces­so­tà di met­te­re un fre­no all’im­mi­gra­zio­ne clan­de­sti­na e al las­si­smo gra­zie al qua­le qua­lun­que extra­co­mu­ni­ta­rio può deci­de­re di impor­re la pro­pria reli­gio­ne o le pro­prie usan­ze sul­la nostra socie­tà con­tan­do sul­la debo­lez­za di una demo­cra­zia ormai allo sfa­scio e sen­za alcu­na forza. 

Ma da qui a cade­re nel­la trap­po­la media­ti­ca di que­sti mesi, ce ne cor­re. Però mi sem­bra logi­co che mol­te per­so­ne pos­sa­no lasciar­si influen­za­re da que­sto cli­ma, e dare ori­gi­ne a feno­me­ni di aggres­sio­ne e lin­ciag­gio come quel­li di ieri. D’al­tro can­to mi sem­bra altret­tan­to ovvio che un epi­so­dio come quel­lo avve­nu­to ai due ragaz­zi­ni a Roma pos­sa far vede­re ros­so chiunque. 

Ma con­ti­nuo a chie­der­mi: cui pro­de­st? Chi ci guadagna?

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9 Comments

  1. veronica ha detto:

    i dispia­ce nn sono dac­cor­do con te, sono una gran­de soste­ni­tri­ce dell ’ immi­gra­zio­ne e del mel­ting pot, ospi­to rego­lar­men­te in casa mia ragaz­zi extra­co­mu­ni­ta­ri che veng­go­no a stu­dia­re la nostra lin­gua e la nostra cul­tu­ra con i vari pro­get­ti Era­smus o Leo­nar­do. Amo i cine­si gran­di lavo­ra­to­ri, con i loro trac­cheg­gi ma sem­pre rispet­to­sis­si­mi del pae­se che li ospi­ta, amo i filip­pi­ni.…. qul­cu­no ha mai sen­ti­to di un filip­pi­no o di un cine­se che abbia ruba­to, stu­pra­to od altro? a me nn risul­ta, risul­ta inve­ce che Rume­ni e Rom ven­go­no nel nostro pae­se pen­san­do che che tut­to quel­lo che vi sta su ci sia cadu­to dal cie­lo, e che sia un loro dirit­to appro­priar­se­ne come se gli ita­lia­ni di tut­ti i ceti nn aves­se­ro spu­ta­to san­gue per ave­re quel­lo che han­no attra­ver­so lavo­ro e sacri­fi­cio, paro­le che all etnia rume­na e rom resta­no com­ple­ta­men­te sconosciute…
    Per quan­to mi riguar­da oltre ai prov­ve­di­men­ti sul­lo stu­pro che sareb­be­ro già dovu­ti esse­re pre­si mol­to tem­po fa indi­pen­den­te­men­te dall etnia degli arte­fi­ci, resta­no da pren­de­re quel­li sui rume­ni e rom più che sull’ immi­gra­zio­ne in gene­ra­le, a loro in par­ti­co­la­re devreb­be­ro esse­re impo­stie leg­gi restrit­ti­ve per­chè sono qua­si esclu­si­va­men­te loro a rovi­na­re l’ immi­gra­zio­ne stra­nie­ra in Ita­lia. per tut­ti gli altri ben­ven­ga chi ha voglia di lavo­ra­re e crescere.
    Io intan­to me ne emi­gro in sviz­ze­ra dove dav­ve­ro 47 etnie diver­se con­vi­vo­no nel­la più tota­le armo­nia, sape­te come? il pri­mo che sgar­ra è Fuori.!!

    • franz ha detto:

      Se leg­gi anche gli altri post sul­l’ar­go­men­to immi­gra­zio­ne, vedi che sia­mo in effet­ti di vedu­te mol­to simi­li. Sul con­cet­to del “pri­mo che sgar­ra fuo­ri” mi tro­vi per­fet­ta­men­te d’ac­cor­do. E cre­do anche sul discor­so etnie del­l’e­st. Una vol­ta par­la­vo con un poli­ziot­to del­la stra­da­le, che mi con­fes­sa­va che duran­te i posti di bloc­co quel­li che gli face­va­no più pau­ra era­no pro­prio le gen­ti del­l’e­st. “Sai Franz, que­sti non sono come tut­ti gli altri. Per loro la vita uma­na ha un valo­re così bas­so che non han­no la mini­ma esi­ta­zio­ne a spa­rar­ti in fac­cia, anche solo per evi­ta­re una mul­ta!”. E se un poli­ziot­to arri­va ad ave­re paura…

  2. Sting ha detto:

    Mi sem­bra che si toc­chi­no due que­stio­ni fondamentali.
    1) La cer­tez­za del­l’ap­pli­ca­zio­ne del­la pena, indi­pen­den­te­men­te da raz­za, reli­gio­ne, ceto socia­le e (soprat­tut­to) casta poli­ti­ca. Non c’è per gli ita­lia­ni, nè per gli extra­co­mu­ni­ta­ri, se hai culo resti den­tro, sen­nò sei fuo­ri. Un ful­gi­do esem­pio di uguaglianza.
    2) A cer­te etnie l’ap­pel­la­ti­vo di “uma­no” mal si addi­ce, poche sto­rie. Apro una paren­te­si per i cine­si, che di rispet­to ne han­no solo per il gua­da­gno, per la per­so­na no. Solo che, in osse­quio alla loro natu­ra ento­mo­lo­gi­ca (si com­por­ta­no come le ter­mi­ti, o le for­mi­che) fan­no le cose così “all’om­bra” dei loro semin­ter­ra­ti, che dif­fi­cil­men­te ven­go­no alla luce.
    Per il resto meglio pre­da­re che costrui­re o gua­da­gna­re, e anco­ra meglio in ita­lia, da tem­po sen­za remi, timo­ne e vele.
    P.S. Ovvia­men­te gene­ra­liz­za­re offre il fian­co a chiun­que pos­sa dire: Io cono­sco un (rume­no­po­lac­coal­ba­ne­seal­ge­ri­no­ci­ne­se) one­sto e gran lavo­ra­to­re. OK.
    Ricor­do la chiac­chie­ra­ta davan­ti a una bot­ti­glia di ros­so con un (UN) alba­ne­se che schiu­ma­va di rab­bia nel vede­re la qua­si tota­li­tà dei suoi con­na­zio­na­li fare cose che espo­ne­va­no lui e i suoi com­pa­trio­ti ad un giu­di­zio nega­ti­vo. OK. Uno ne ho cono­sciu­to anch’io. E allora?

  3. Umberto Veronesi ha detto:

    Franz, devo fare del­le pic­co­le pre­ci­sa­zio­ni, in quan­to le sta­ti­sti­che un po’ le masti­co. Gli stra­nie­ri in Ita­lia sono cir­ca il 5%. La comu­ni­tà rume­na dopo la pre­ma­tu­ra aper­tu­ra dell’Europa alla Roma­nia è diven­ta­ta oggi la più popo­lo­sa. Cir­ca 800.000 rome­ni cioè l’1,3% del­la popolazione.In Ita­lia il 24% degli stu­pri è com­mes­so da stra­nie­ri. In que­st’ot­ti­ca, signi­fi­ca che gli stra­nie­ri com­met­to­no per­cen­tual­men­te tale cri­mi­ne deci­sa­men­te di più rispet­to agli ita­lia­ni (il 5% del­la popo­la­zio­ne com­met­te il 24% del­le vio­len­ze a sfon­do ses­sua­le). Que­sta for­bi­ce nel­le gran­di cit­tà aumen­ta note­vol­men­te. Non ho dati, ma se ragio­nia­mo su quan­to 5% sia occu­pa­to da cine­si, india­ni, ben­ga­le­si, etc. for­se arri­ve­rem­mo a dire che que­sto 24% di rea­ti è com­piu­to da un 2% del­la popolazione!

    • Franz ha detto:

      E ben­ve­nu­to… io ave­vo poco tem­po per scri­ve­re il post e poche sta­ti­sti­che sot­to­ma­no. Quan­do si dice un blog collaborativo… 😈 😈

  4. Ilia Musco ha detto:

    Caro Franz, appro­fit­to di que­sto tuo arti­co­lo per inse­ri­re per la pri­ma vol­ta un com­men­to sul tuo blog per il qua­le ti fac­cio i com­pli­men­ti per la veste rin­no­va­ta. In quel­lo che dici c’è mol­ta ragio­ne­vo­lez­za ma secon­do me man­ca un’a­spet­to mol­to impor­tan­te del qua­le, fin­chè non si ter­ra con­to, il pro­ble­ma del­l’imm­mi­gra­zio­ne rim­mar­ra sem­pre tale, sen­za l’om­bra di una vera solu­zio­ne. Non voglio cade­re nel “buo­ni­smo” o nel “per­mis­si­vi­smo” a tut­ti o costi ma dob­bia­mo ave­re il corag­gio di guar­da­re, se voglia­mo risol­ve­re i pro­ble­mi, alle cau­se dei feno­me­ni, sen­za fer­mar­ci agli effet­ti. L’im­mi­gra­zio­ne clan­de­sti­na di cui oggi sof­fria­mo in Euro­pa non è cer­to col­pa di que­sti dispe­ra­ti che ven­go­no da noi, ma del­la poli­ti­ca di sfrut­ta­men­to che il mon­do “civi­liz­za­to” fa nei con­fron­ti del resto del mon­do. Il 10% del­la popo­la­zio­ne mon­dia­le uti­liz­za il 90% del­le risor­se del pia­ne­ta, in modo indi­scri­mi­na­to, inqui­nan­do e con­ti­nuan­do a per­pe­tra­re quel­le situa­zio­ni di sof­fe­ren­za che pro­du­co­no poi le varie situa­zio­ni di sof­fe­ren­za in varie par­ti del mon­do (vedi le varie mul­ti­na­zio­na­li occi­den­ta­li che sfrut­ta­no la mano­d’o­pe­ra a bas­so costo nei pae­si sot­to­svi­lup­pa­ti pagan­do que­ste per­so­ne 1 dol­la­ro al gior­no). Tut­to que­sto pro­du­ce sof­fe­ren­za, guer­re civi­li e, tra le altre cose… imm­mi­gra­zio­ne clan­de­sti­na. Per quan­to mi ruguar­da que­sto feno­me­no è il kar­ma del­l’oc­ci­den­te civi­liz­za­to per la poli­ti­ca che ha fat­to e con­ti­nua a fare, a par­ti­re dal colo­nia­li­smo fino ad oggi. Non è que­stio­ne di giu­sto o sba­glia­to, è sem­pli­ce­men­te l’ef­fet­to, la sem­pli­ce pun­ta di un ice­berg di un mare di sof­fe­ren­za che con­ti­nuia­mo ad ali­men­ta­re. Per­so­nal­men­te con­si­de­ro anche l’11 set­tem­bre in que­st’ot­ti­ca come altri atten­ta­ti suc­ces­si più recentemente…
    Ovvia­men­te l’I­ta­lia non può da sola far­si cari­co di un pro­ble­ma che riguar­da l’im­po­sta­zio­ne eco­ni­mi­ca e poli­ti­ca mon­dia­le ed in qual­che modo deve gesti­re la situa­zio­ne del­l’im­mi­gra­zio­ne. Cre­do però che, la con­sa­pe­vo­lez­za di essre noi tut­ti occi­den­ta­li un po’ respon­sa­bi­li del­le situa­zio­ni di sof­fe­ren­za che pro­du­co­no l’im­mi­gra­zio­ne clan­de­sti­na di mas­sa ci met­te­reb­be in con­di­zio­ne di affron­ta­re meglio il pro­ble­ma, anche nel­la sua gestio­ne tem­po­ra­nea del­l’e­mer­gen­za, lavo­ran­do allo stes­so tem­po per un miglio­ra­men­to del­la siua­zio­ne del pro­ble­ma con gli altri pae­si svi­lup­pa­ti. Alti­men­ti a cosa ser­ve la poli­ti­ca estera?
    Con­clu­do que­ste mie con­si­de­ra­zio­ni caro Franz rac­con­tan­do­ti un espe­rien­za per­so­na­le su come il nostro siste­ma ita­lia­no acco­glie le per­so­ne che ven­go­no one­sta­men­te a lavo­ra­re in Ita­lia. Come tu sai, essen­do io un ricer­ca­to­re scien­ti­fi­co, ho diver­si col­le­ghi stra­nie­ri tra cui anche per­so­ne che pro­ven­go­no dal nor­da­fri­ca. Alcu­ni anni fa ti ho mes­so in con­tat­to, per il tuo libro, con un mio col­le­ga di ori­gi­ne maroc­chi­na che si tro­va­va in Ita­lia ormai da 7 anni. Lui è una per­so­na lau­rea­ta nel suo pae­se che ha vin­to una bor­sa di stu­dio in ita­lia per un dot­to­ra­to di ricer­ca inte­na­zio­na­le nel 2000, con­clu­so nel 2004, ed è rima­sto a lavo­ra­re in ita­lia fino al 2007 come ricer­ca­to­re. Duran­te que­sto perio­do ha dovu­to a dicem­bre di ogni anno recar­si in que­stu­ra per il rin­no­vo del per­mes­so di sog­gior­no, rispon­de­re a doman­de, fare file e spen­de mol­to tem­po nel­la buro­cra­zia. La buro­cra­zia ita­lia­na gli con­se­gna­va il per­mes­so di sog­gior­no ver­so set­tem­bre del­l’an­no suc­ces­si­vo, dopo cir­ca 9 mesi men­tre in altri pae­si euro­pei vera­men­te civi­li ci voglio­no 30 minu­ti per com­pi­la­re un modu­lo, fare la fila ed otte­ne­re un tim­bro da un uffi­cio ammi­ni­stra­ti­vo e non dal­la poli­zia. Nei 9 mesi in cui il nuo­vo per­mes­so di sog­gior­no non c’e­ra que­sta per­so­na, come altre, non pote­va anda­re all’e­ste­ro maga­ri per una col­la­bo­ra­zio­ne di lavo­ro, per­chè altri­men­ti non l’a­vreb­be­ro fat­ta rien­tra­re sen­za il nuo­vo per­mes­so. Que­sta dif­fi­col­tà pote­va esse­re supe­ra­ta otte­nen­do un per­mes­so spe­cia­le tem­po­ra­neo dal que­sto­re ma anche qui, altre car­te, altre doman­de, altro tem­po, altro stess… Nel 2007 in par­ti­co­la­re que­sto col­le­ga maroc­chi­no ave­va la moglie in bel­gio che sta­va per par­to­ri­re e lui sta­va anco­ra aspet­tan­do il per­mes­so di sog­gior­no e si è tro­va­to nel­la con­di­zio­ne di non poter anda­re a sta­re con sua moglie men­tre par­to­ri­va altri­men­ti non pote­va rien­tra­re in ita­lia. Infi­ne, nei 7 anni in cui è sta­to nel nostro “civi­le” pae­se i suoi geni­to­ri non han­no mai otte­nu­to il visto per veni­re a fsar­ci visi­ta, par­lo di un sem­pli­ce visto turi­sti­co. La nostra amba­scia­ta in quel pae­se, alme­no che non cono­sci qual­cu­no all’in­ter­no del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne a cui dare un amz­zet­ta, è mol­ta restia a dare anche sem­pli­ci visti turi­sti­ci, per pau­ra che le per­so­ne non tornino.
    Con que­sto espe­rien­za per­so­na­le ho volu­to solo dare un esem­pio di come trat­tia­mo noi colo­ro che ven­go­no a lavo­ra­re in Ita­lia, ed ho par­la­to di una per­so­na lau­rea­ta con una bor­sa di stu­dio, figu­ria­mo­ci le per­so­ne più umi­li… i clan­de­sti­ni poi sono sen­za speranza…

    Ti salu­to e ti abbraccio.

    Ilia

    • franz ha detto:

      Non appe­na pos­si­bi­le ti do una rispo­sta sen­sa­ta… ora ho il cer­vel­lo all’am­mas­so, per­ciò mi limi­to a ricam­bia­re salu­ti e abbrac­ci e a dar­ti il benvenuto.

  5. Umberto Veronesi ha detto:

    Caro Ilia, mi per­met­to di dire la mia sul tuo com­men­to, che apprez­zo e spe­ro non resti l’u­ni­co. Lascio da par­te la tua espe­rien­za per­so­na­le, per­ché in quan­to tale non aiu­ta ad arri­va­re da nes­su­na par­te: altri pos­so­no aver­ne avu­te di mol­to dif­fe­ren­ti e comun­que cre­do si par­li di un macro tema. Dis­sen­to deci­sa­men­te dal­l’in­ter­pre­ta­zio­ne secon­da la qua­le l’im­mi­gra­zio­ne ver­so l’Eu­ro­pa sia cau­sa­ta anco­ra una vol­ta dal­le “col­pe” di que­sta socie­tà occi­den­ta­le che ha inqui­na­to le aree di pro­ve­nien­za (fos­se solo per­ché ho la pre­sun­zio­ne di poter affer­ma­re che l’Eu­ro­pa è abba­stan­za più inqui­na­ta del­l’A­fri­ca cen­tra­le, per esem­pio). Non ci sto a que­st’in­ter­pre­ta­zio­ne. I popo­li si spo­sta­no per un moti­vo mol­to più sem­pli­ce: con­qui­sta del­le risor­se. L’Eu­ro­pa è per­ce­pi­ta come una ric­ca ed indi­fe­sa, ter­ra di con­qui­sta. E la con­qui­sta sta avve­nen­do. Indi­fe­sa cul­tu­ral­men­te e ric­ca di ciò che man­ca dai Pae­si di ori­gi­ne: cibo sicu­ro, cure sani­ta­rie, pos­si­bi­li­tà di lavo­ra­re, pos­si­bi­li­tà di com­pie­re rea­ti sen­za rischia­re la vita, etc. Se par­lia­mo di trat­ta­men­to del­l’im­mi­gra­to io ti con­si­glio di valu­ta­re in que­sto ambi­to come in altri, il con­cet­to di reci­pro­ci­tà, che sta alla base del dirit­to inter­na­zio­na­le. Se un cit­ta­di­no occi­den­ta­le, ita­lia­no a tito­lo esem­pli­fi­ca­ti­vo, si doves­se tra­sfe­ri­re in un Pae­se isla­mi­co sen­za un lavo­ro, secon­do te come ver­reb­be trat­ta­to? Tu fai bene a far nota­re le pec­che, i difet­ti del nostro siste­ma, ma se lo para­go­nia­mo con gli altri cosa suc­ce­de? E poi, per­do­na­mi, ma se esi­ste una socie­tà che cul­tu­ral­men­te non repu­ta lo stu­pro ripro­ve­vo­le come inve­ce lo si repu­ta qui da noi, non dia­mo la col­pa alla nostra cul­tu­ra anche per que­sto. Il nostro siste­ma è pie­no di difet­ti e con­trad­di­zio­ni, non ha nul­la a che vede­re con ciò che vor­rem­mo esse­re. Non esi­sto­no i valo­ri su cui si fon­da­no le nostre costi­tu­zio­ni, nel­la pra­ti­ca quo­ti­dia­na. Ed hai ragio­ne e dob­bia­mo cer­ca­re di fare qual­co­sa, dob­bia­mo atti­var­ci, quan­to meno esser­ne con­sa­pe­vo­li, saper­lo. Ma da qui a dire (scu­sa­mi se bana­liz­zo) che ven­go­no qui per col­pa nostra e che com­pio­no i rea­ti più aber­ran­ti per­ché non abbia­mo un siste­ma di acco­glien­za digni­to­so (cosa che con­di­vi­do in pie­no) cre­do che il pas­sag­gio logi­co sia erra­to. Gra­zie comun­que per la par­te­ci­pa­zio­ne. Spe­ro di leg­ge­re il tuo appor­to qui e su altri post, per­ché si neces­si­ta sem­pre di posi­zio­ni dif­fe­ren­ti, pur che sia­no ben ragio­na­te. Buo­na serata.

    • Ilia Musco ha detto:

      Caro Umber­to, innan­zi tut­to gra­zie del­la rispo­sta e… giu­sto per pre­ci­sa­re sono un maschio… ma non ti ptroc­cu­pa­re, ci ho fat­to il cal­lo da quan­do ero bam­bi­no al fat­to che il mio nome, asso­lu­ta­men­te maschi­le, (la ver­sio­ne rus­sa di Elia) sia con­fu­so in Ita­lia per quel­lo di una femmina.

      Da quel­lo che mi scri­vi riten­go di dover pre­ci­sa­re alcu­ni pun­ti. Innan­zi tut­to riguar­do all’e­spe­rien­za per­so­na­le che ho ripor­ta­to, non si trat­ta di un sem­pli­ce caso iso­la­to ma del­la con­sue­tu­di­ne. Ti do del­le sta­ti­sti­che che for­se sono meno emo­ti­ve e più imper­so­na­li. La leg­ge ita­lia­na pre­ve­de che il per­mes­so di sog­gior­no, se vi sono i requi­si­ti, ven­ga emes­so entro 20 gior­ni (che comun­que sono un enor­mi­tà rispet­to ad un pro­ce­di­men­to che nel resto d’eu­ro­pa si fa entro qual­che ora in un sem­pli­ce uffi­cio comu­na­le). Da noi in Ita­lia la media per rice­ve­re il per­mes­so di sog­gior­no richie­sto sono 7 mesi! Lo sta­to ita­lia­no vio­la le sue stes­se leg­gi nel modo in cui trat­ta gli stra­nie­ri che ven­go­no o già si tro­va­no nel nostro pae­se aumen­tan­do lo sta­to di ten­sio­ne e di insi­cu­rez­za socia­le. E que­sto è solo un esem­pio di come sia a mio pare­re ipo­cri­ta par­la­re e legi­fe­ra­re sul­la sicu­rez­za e sul­l’imm­mi­gra­zio­ne quan­do è lo sta­to in pri­mis che vio­la le sue stes­se leggi. 

      Andan­do poi sul­la que­stio­ne del moti­vo del­l’im­mi­gra­zio­ne, di cui cer­ca­vo di ana­liz­za­re solo un aspet­to, non capi­sco l’o­bie­zio­ne, anche per­chè quel­lo che dici con­fer­ma quel­lo che dice­vo. Non affer­ma­vo che il pro­ble­ma prin­ci­pa­le fos­se che l’oc­ci­den­te inqui­na le aree di pro­ve­nien­za ma che, ne sfrut­ta indi­scri­mi­na­ta­men­te la risor­se, uma­ne e non, man­te­nen­do una situa­zio­ne socia­le e cul­tu­ra­le di mise­ria in quei pae­si che non per­met­te a que­ste socie­tà di cre­sce­re. E fa que­sto a vol­te anche legit­ti­man­do e sup­por­tan­do gover­ni anti­de­mo­cra­ti­ci ed inte­gra­li­sti all’in­ter­no di que­sti stes­si pae­si. Come giu­sta­men­te dici tu i popo­li si spo­sta­no per con­qui­sta­re le risor­se. Come dice­vo nel mio pri­mo inter­ven­to noi occi­den­ta­li ci arro­ghia­mo il 90% del­le risor­se mon­dia­li con cui man­te­nua­mo il nostro sti­le di vita (al qua­le non ci sareb­be comun­que biso­gno di rinun­cia­re se usas­si­mo le stes­se risor­se in manie­ra diver­sa), e quin­di i popo­li si muo­vo­no ver­so le nostre ter­re. Fac­cia­mo un esem­pio. Se noi occi­den­ta­li non legit­ti­mas­si­mo il siste­ma dei pae­si ara­bi in cui i sol­di del petro­lio sono con­cen­tra­ti in pochis­si­me mani di pochi sceic­chi ric­chis­si­mi, leg­gi­tim­nan­do quin­di il loro regi­me inte­gra­li­sta, for­se nel tem­po que­sti sta­ti ini­zie­reb­be­ro a cam­bia­re dal­l’in­ter­no diven­tan­do più demo­cra­ti­ci e i flus­si di mas­sa ver­so i nostri pae­si len­ta­men­te dimi­nui­reb­be­ro ver­so un flus­so più nor­ma­le. Ovvia­men­te è un pro­ble­ma dif­fi­ci­le la cui vera solu­zio­ne richie­de tem­po, ma sareb­be bel­lo ini­zia­re pri­ma o poi ad incam­mi­nar­si ver­so que­sta stra­da. Per anda­re al prin­ci­pio di reci­pro­ci­tà di cui par­li, scu­sa­mi ma in que­sto con­te­sto non cen­tra. Nes­sun cit­ta­di­no occi­den­ta­le, a meno di un’of­fer­ta di un trat­ta­men­to eco­no­mi­co mol­to van­tag­gio­so come avvie­ne per alcu­ni (mol­to pochi) diri­gen­ti, tec­ni­ci o pro­fes­so­ri, si tra­sfe­ri­rà mai in un pae­se cul­tu­ral­men­te e social­men­te più arre­tra­to del pro­prio, al limi­te come ho fat­to io per lavo­ro, viven­do 2 anni in Inghil­ter­ra e ades­so da un mese in Nor­ve­gia, si muo­ve all’in­ter­no dei pae­si già svi­lup­pa­ti. E’ ovvio che un pae­se non svi­lup­pa­to come le demo­cra­zie occi­den­ta­li sia peg­gio­re di noi. E allo­ra? Come mi aiu­ta guar­da­re i limi­ti di chi sta peg­gio di me a risol­ve­re il pro­ble­ma? Pero­nal­men­te pen­so che in ogni ambi­to, dai rap­por­ti inte­per­so­na­li tra per­so­ne, a quel­li inter­na­zio­na­li rtra gli sta­ti, chi ha la for­tu­na di tro­var­si nel­le con­di­zio­ni miglio­ri deb­ba per pri­mo dare ini­zio al cam­bia­men­to assu­men­do­si in pri­mis le pro­prie respon­sa­bi­li­tà. Non pos­sia­mo aspet­ta­re che sia­no i pae­si arre­tra­ti o quel­li inte­gh­ra­li­sti a cam­bia­re per pri­mi se noi con­ti­nuia­mo ad esse­re cor­re­spon­sa­bi­li del loro sta­to. Non sare­mo con­si­de­ra­ti cre­di­bi­li dai pae­si ara­bi fin­chè la nostra poli­ti­ca inter­na­zio­na­le in quel­le zone del mon­do sarà come quel­la fat­ta negli ulti­mi 30 anni (ed infat­ti Oba­ma sem­bra sta cer­can­do di cam­bia­re in tal sen­so e qual­che timi­da rea­zio­ne for­se comin­cia ad arri­va­re). Se inve­ce comin­ce­re­mo a trat­tar­li ver­ra­men­te con rispet­to, al di la del­le paro­le e del­le fran­che stret­te di mano ipo­cri­te dei poli­ti­ci, allo­ra si che comin­ce­re­mo ad aqui­sta­re agli occhi del­l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca di que­sti pae­si l’au­to­ri­tà per poter par­la­re, aiu­tar­li e anche cri­ti­car­li. Ed infi­ne non par­le­rei di col­pa. Io, da ricer­ca­to­re scien­ti­fi­co, cer­co di fare un’a­na­li­si del­le cau­se che pro­duc­no cer­ti effet­ti, e nel­la mia ana­li­si cer­co di evi­den­ziar­ne solo una, cer­ta­men­te non tut­te, che spes­so per una cer­ta for­ma di arro­gan­za del­la nostra cul­tu­ra, mi sem­bra non ven­ga suf­fi­cien­te­men­te tenu­ta in considerazione.
      Ti rin­gra­zio del­l’oc­ca­sio­ne di discus­sio­ne e pre­ci­sa­zio­ne che mi hai for­ni­to con il tuo inter­ven­to. Un saluto.