>

Mi è venuto un dubbio: qual’è la cosa che odiate di più?

Vie­ta­to rispon­de­re: “Il tuo blog”!!!

Scher­zi a par­te, mi è capi­ta­to pro­prio oggi di pen­sa­re: qua­li sono le cose che stan­no più sul­l’a­ni­ma del­le persone?

Saran­no le stes­se che odio anch’io… o altre?

Per­so­nal­men­te non ho qual­co­sa che odio vera­men­te, ma mol­te fac­cio fati­ca a dige­rir­le, que­sto si.

Non le met­to in ordi­ne, le elen­co come mi ven­go­no in mente.

La vio­len­za su una don­na: non solo ses­sua­le o fisi­ca: par­lo di quel­la vio­len­za che por­ta una don­na a mori­re un po’ den­tro ogni vol­ta che le acca­de, anche quan­do fa fin­ta di far­se­la pia­ce­re. Vedi il cha­dor per intenderci.
I bigot­ti, inten­den­do con que­sto le per­so­ne rigi­de ed intran­si­gen­ti sul­la pro­pria mora­le, qua­lun­que ori­gi­ne abbia.
I mora­li­sti: quel­li che vor­reb­be­ro che tut­to il mon­do si com­por­tas­se secon­do le loro idee “Per­chè così e giusto!”
Le cam­pa­ne del­la chie­sa che ti sve­glia­no al mattino.
Quel­li che ti si incol­la­no al culo in autostrada…

E a voi? Cos’è che vi sta più sul­le balle?

Tag Tech­no­ra­ti: , ,

Con­di­vi­di

22 Comments

  1. Giuliano ha detto:

    Buon­gior­no Franz 🙂 è da un pò che non mi fac­cio sen­ti­re… ma leg­go sem­pre mol­to atten­ta­men­te le noti­zie pro­ve­nien­ti dal tuo blog…

    Bel­lis­si­ma la doman­da oggi… alla qua­le pro­ve­rò a rispondere…

    Per quan­to mi riguar­da.… dipen­de un pò dal­la gior­na­ta… ma se si par­la di odio “gene­ra­liz­za­to”… beh… allo­ra odio i poli­ti­ci… i con­dut­to­ri tv… i gior­na­li­sti… etc etc… e cioè tut­te quel­le per­so­ne che han­no in mano uno stru­men­to d’im­pat­to come la tv… e lo uti­liz­za­no solo ed esclu­si­va­men­te per fini propri…

    Ho let­to più noti­zie inte­res­san­ti nel tuo blog in qual­che mese che in miglia­ia di tg.… 

    Buo­na giornata!! 🙂

  2. monica ha detto:

    La vio­len­za, sem­pre in tut­te le sue for­me e con le sue mil­le maschere
    Monica

    • franz ha detto:

      Imma­gi­no che la vio­len­za stia al pri­mo posto, ma… mi pia­ce­reb­be sape­re cosa nel­la vio­len­za ti pro­du­ce un pro­ble­ma… di fat­to la vio­len­za e la mor­te sono costan­ti del­la vita su que­sto pia­ne­ta, le tro­via­mo ovun­que in natu­ra, nel nostro stes­so cor­po… cosa dun­que del­la vio­len­za ti pro­du­ce que­sto sentimento?

      • monica ha detto:

        Sei in vena di doman­de oggi, eh? 🙂
        ecco­mi. La mor­te è una mani­fe­sta­zio­ne del­la real­tà come il dolo­re, la pau­ra, la sepa­ra­zio­ne, da cui si può trar­re anche la for­za posi­ti­va, l’energia.
        Dal­la vio­len­za, che crea sem­pre una rela­zio­ne squi­li­bra­ta tra due posi­zio­ni, ren­den­do­ne una mag­gio­re e una mino­re, vie­ne fuo­ri l’in­giu­sti­zia, l’a­bu­so, la men­zo­gna, l’ob­be­dien­za cie­ca e il vit­ti­mi­smo. Quan­do c’è un con­flit­to tra due posi­zio­ni la non­vio­len­za è l’u­ni­ca solu­zio­ne crea­ti­va in cui ci vuo­le for­za e corag­gio, che ti por­ta le due par­ti all’e­qui­va­len­za sen­za azze­rar­ne le disparità.
        Monica

        • franz ha detto:

          Urka! Que­sta mi è piaciuta!
          Si, oggi ero in vena di doman­de, hai ragio­ne… ma per­chè mi sono reso con­to che mi pia­ce­reb­be mol­to che que­sto blog dive­nis­se un pun­to in cui le per­so­ne pos­so­no tro­var­si a par­la­re di qual­co­sa che non sia­no le tet­te del­la tipa del gran­de fra­tel­lo, e maga­ri con­fron­tar­si, come nel caso del­l’ar­ti­co­lo di Sting sul lavo­ro, sen­za teme­re qual­che giu­di­zio idio­ta. E devo dire che la pos­si­bi­li­tà sem­bra esserci. 

          La vio­len­za, dici tu, crea una rela­zio­ne squi­li­bra­ta. Pre­mes­so che non mi repu­to una per­so­na vio­len­ta, cre­do di aver com­pre­so che la vio­len­za è tale solo fino a quan­do la si guar­da in un dato modo. Alla fine anche la mor­te, che tu stes­sa ammet­ti come mani­fe­sta­zio­ne del­la real­tà, è una cosa di una vio­len­za inau­di­ta, terminale.
          ma l’a­spet­to che più mi inte­res­sa nel­la tua rispo­sta è quel­lo che por­ta all’in­giu­sti­zia. Al con­cet­to di giu­sto e ingiu­sto. E allo­ra (scu­sa, ma sono in vena di doman­de anco­ra, ma non per una pro­vo­ca­zio­ne, è che pro­prio sono alla ricer­ca di una com­pren­sio­ne), mi puoi defi­ni­re que­sta dif­fe­ren­za, tra ciò che è giu­sto e ciò che non lo è?
          Giu­ro che non è una doman­da retorica!

          • monica ha detto:

            “Pre­mes­so che non mi repu­to una per­so­na vio­len­ta, cre­do di aver com­pre­so che la vio­len­za è tale solo fino a quan­do la si guar­da in un dato modo.”
            Pre­mes­so che mi sen­to anco­ra lon­ta­na dal poter affer­ma­re di non esse­re una per­so­na vio­len­ta, cre­do che la vio­len­za sia tale quan­do la sen­to, la per­ce­pi­sco, la annu­so, la ascol­to come tale, quin­di per par­la­re di me quan­do mi sen­to in una posi­zio­ne mino­re (es.talvolta col capouf­fi­cio che urla di aver sem­pre ragio­ne) o mag­gio­re (se rim­pro­ve­ro il mio bam­bi­no per non aver fat­to cosa gli ave­vo chie­sto). mi pia­ce que­sta cosa del Mag­gio­re e del Mino­re, ma non è mia ma di Pat Patfoort.
            Dopo Pla­to­ne, Ari­sto­te­le, i giu­na­tu­ra­li­sti, e la filo­so­fia socia­li­sta, arri­vo io e ti risol­vo il dub­bio sul­la giu­sti­zia? ci sto anco­ra lavorando…
            Un abbraccio
            Monica
            ps con­cor­do che que­sta linea del tuo blog è mol­to interessante

            • franz ha detto:

              Ma non è che pre­ten­des­si rispo­ste riso­lu­ti­ve… solo sono curio­so di cono­sce­re la tua defi­ni­zio­ne… tut­to qui. ma non per altro, per­chè pro­prio mi inte­res­sa cosa pen­si in merito!

              • monica ha detto:

                Dai, così mi sen­to più a mio agio.
                Lascian­do da par­te giu­sti­zia socia­le, uni­ver­sa­le, etc, non ho defi­ni­zio­ni stan­dard, ma pro­prio per­chè non le ho nel­la mia testa. Ciò che mi si pre­sen­ta quan­do valu­to giu­sto o ingiu­sto, così come bel­lo o brut­to è il più del­le vol­te un ” giu­di­zio” sot­to­po­sto soprat­tut­to a varia­bi­li di tem­po e di spazio.
                Quel­lo che era giu­sto per me a 20 anni ora non lo è più, o alcu­ne vol­te solo in alcu­ni con­te­sti o situa­zio­ni. Insom­ma è un casino…
                Monica

                • Franz ha detto:

                  Sai, sostan­zial­men­te mi tro­vi mol­to d’ac­cor­do… per­so­nal­men­te pen­so che la vio­len­za ven­ga vista nel modo sba­glia­to. Chia­ro che a nes­su­no fa pia­ce­re subi­re vio­len­za, e sup­pon­go altret­tan­to a pochi inflig­ger­la, ma… il pun­to sta pro­prio nel fat­to che la defi­ni­zio­ne di vio­len­za nel­l’ac­ce­zio­ne emo­ti­va che gli si da oggi è diret­ta­men­te deri­van­te dal­la con­ce­zio­ne di giu­sto o ingiu­sto, e quin­di in defi­ni­ti­va dal­la mora­le, che ha la pes­si­ma abi­tu­di­ne come dici giu­sta­men­te tu, di varia­re anche in modo for­te, a secon­da del pae­se, del momen­to, del­la socie­tà, del­l’e­du­ca­zio­ne, del­la reli­gio­ne… e chi più ne ha, ne metta.

  3. Valeria ha detto:

    La pau­ra…

  4. Sting ha detto:

    Oh bel­la, la vio­len­za… La vio­len­za gra­tui­ta, umi­lian­te, por­ta­ta a per­so­ne debo­li, quel­la sì che mi fa diven­ta­re violento!!
    E poi la sup­po­nen­za di quel­li nati con la “veri­tà in tasca”; l’ar­ro­gan­za di chi è sem­pre due span­ne sopra il mon­do, quel­li che sosta­no davan­ti alle por­te, e quel­li che in vir­tù di un’al­to idea­le (per loro) si per­met­to­no di fran­tu­ma­re i coglio­ni di tut­ti quel­li che non la pen­sa­no come loro (cle­ri­cal-ora­to­ri, cam­pa­na­ri, pro­ces­sio­na­ri, Geo­vi, etc etc).

  5. Valeria ha detto:

    …Secon­do voi quan­ta pare ha la pau­ra in tut­ta que­sta vio­len­za gra­tui­ta? e nel bigot­ti­smo, nel mora­li­smo, nel­l’ar­ro­gan­za e in tut­te que­ste mani­fe­sta­zio­ni di insen­sa­tez­za umana?

    • franz ha detto:

      Pron­ti… a doman­da rispondo!
      La pau­ra nel­la vio­len­za ha a parer mio una par­te pre­do­mi­nan­te, ma non come cau­sa prima.La pau­ra nasce dal­la sepa­ra­zio­ne, quel­la illu­so­ria sen­sa­zio­ne che io e te non sia­mo la stes­sa cosa. Nes­su­no si met­te­reb­be a pic­chia­re il pro­prio brac­cio per aver toc­ca­to il culo del­la bion­da sul metrò, ma la bion­da in que­stio­ne ti fic­ca un cedro da espo­si­zio­ne! Qua­l’è la dif­fe­ren­za? Io per­ce­pi­sco il brac­cio come me stes­so, par­te di me, e quin­di non ne ho pau­ra. La bion­da non la pen­sa nel­lo stes­so modo, e per­ce­pi­sce la mano a cuc­chia­iet­to come col­le­ga­ta a un cin­ghia­le che non si ren­de con­to di dove si tro­va, e ne ha paura.
      Pau­ra… il solo voca­bo­lo ha un suo­no minac­cio­so, pau­ro­so, appunto.
      La pau­ra è la madre del­la vio­len­za volon­ta­ria, ma non ha nul­la a che vede­re con il prin­ci­pio del­la vio­len­za. O for­se si?
      A te la palla!

      • Valeria ha detto:

        Mah… Mi sono mes­sa in un bel guaio!!! 🙂
        Pro­vo a rispon­de­re con ordi­ne. La vio­len­za c’è dovun­que in natu­ra; vio­len­to può esse­re un tem­po­ra­le, un fiu­me che rom­pe gli argi­ni, un leo­ne che si pap­pa una gaz­zel­la. Ma tut­to que­sto ci sem­bra ine­vi­ta­bi­le; rite­nia­mo che fac­cia par­te dell’ordine natu­ra­le del­le cose. Ma se la vio­len­za è com­piu­ta dall’essere uma­no, poi­ché ci con­si­de­ria­mo esse­ri sen­zien­ti, evo­lu­ti, que­sto fat­to ci scon­vol­ge la vita e lo defi­nia­mo “ingiu­sto”.
        Ma tor­nia­mo un atti­mo agli ani­ma­li e al fat­to che tut­to è cibo e ses­so. Loro aggre­di­sco­no per il ter­ri­to­rio, cioè per assi­cu­rar­si il cibo e il sesso.
        Quan­do ero bam­bi­na mio Papà soste­ne­va che l’uomo è in asso­lu­to “l’animale più fero­ce” per­ché è l’unico che può ammaz­za­re per nien­te, per nes­su­na ragio­ne diret­ta­men­te lega­ta alla sopravvivenza.
        E dun­que che cosa ci dif­fe­ren­zia dagli ani­ma­li? Sicu­ra­men­te la con­sa­pe­vo­lez­za di esser­ci e dun­que anche di dover mori­re, di poter per­de­re tut­to in un momen­to, di poter non esse­re amati/apprezzati/stimati quan­to ci aspetteremmo…
        Insom­ma abbia­mo una gran pau­ra. E così cer­chia­mo di “accu­mu­la­re”, di diven­ta­re pro­prie­ta­ri di beni, di affet­ti, di ter­ri­to­rio, di pote­re, di altri uomi­ni. Men­tre un ani­ma­le si pro­cu­ra gior­nal­men­te ciò di cui ha biso­gno, noi cer­chia­mo con­for­to e sicu­rez­za nell’arraffare quan­to più pos­si­bi­le, nel cer­ca­re com­pen­sa­zio­ni di ogni gene­re. E tut­to que­sto gene­ra quel gran casi­no che è il mon­do. E non è del tut­to vero che nes­su­no si met­te­reb­be a pic­chia­re il pro­prio brac­cio: c’è gen­te che è di un auto­le­sio­ni­smo incredibile.
        Insom­ma, mi sono mes­sa in un vero gua­io, lo so!!!
        Buo­na not­te a tut­ti e gra­zie per que­sto bel­lis­si­mo spa­zio di conversazione 🙂

        • franz ha detto:

          Eh eh! Nes­sun gua­io, suvvia!
          Direi che la tua ana­li­si mi pia­ce mol­to, mi da mol­ti spun­ti di lavo­ro. Solo su una cosa mi per­met­to di opta­re: se vera­men­te l’es­se­re uma­no aves­se la con­sa­pe­vo­lez­za di poter ces­sa­re la sua esi­sten­za in un atti­mo… cre­do che la nostra vita sareb­be mol­to, ma mol­to diversa!
          Buo­na not­te anche a te! E sogni d’oro!

        • Sting ha detto:

          C’è qual­co­sa che mi sfugge.
          Chis­sà che que­sto spa­zio di “chiac­chie­ra” non mi aiu­ti a met­ter­lo a fuoco…
          Potrem­mo dire che l’u­ni­ver­so inte­ro è vio­len­to, ogni cosa che muo­re per­met­te la vita di altri, ma in que­sto non c’è nul­la di vio­len­to. Il leo­ne che azzan­na la gaz­zel­la alla gola è… defi­ni­ti­vo, effi­ca­ce, dra­sti­co, ma non lo tro­vo violento.
          Men­tre tro­vo mool­to vio­len­to l’a­bu­so, l’in­fie­ri­re gra­tui­to, il com­pia­cer­si del­la pro­pria for­za men­tre si tie­ne il pie­de cal­ca­to sul col­lo del­la vit­ti­ma inerme.
          Cre­do che la dif­fe­ren­za la fac­cia il “come”, e il “per­ché”.
          Se l’es­se­re uma­no riu­scis­se ad esse­re “puli­to” nel­l’a­zio­ne, e a libe­rar­si dal “pro­fit­to” dei risul­ta­ti, ci sareb­be for­se meno violenza.
          For­se la vio­len­za è inflig­ge­re gra­tui­ta­men­te dolo­re e mor­te, com­pia­cen­do­si dei risultati.
          Ricor­do che, nel­la Baga­vad Gita, Kri­sh­na indu­ce Arju­na a com­bat­te­re, per­ché quel­lo è il suo com­pi­to. Com­met­te­reb­be un erro­re nel sot­trar­si al suo destino.
          E quin­di va ad ammaz­za­re i suoi parenti!
          Gesù affer­ma che il regno dei cie­li sarà rapi­to dai violenti.……
          Ogni secon­do miglia­ia di cel­lu­le del mio cor­po muo­io­no, mi nutro e uccido.
          Un bel rebus, un bel tema di riflessione.

          • franz ha detto:

            Ci pro­vo…
            La vio­len­za non è nega­bi­le, a quan­to vedo dai vari com­men­ti, come “gran­dez­za” ogget­ti­va, come cosa che esi­ste, nono­stan­te quel­lo che si pos­sa pen­sa­re. Sem­pre dedu­cen­do dai com­men­ti, a quan­to pare il prble­ma si pre­sen­ta quan­do a fare le spe­se di una vio­len­za è un iner­me (com­pre­si noi) o comun­que qual­cu­no che soccombe.
            Ma allo­ra, il pro­ble­ma del­la vio­len­za.… sta nel­la vio­len­za, o in quei moti­vi che la gene­ra­no e che noi pos­sia­mo rite­ne­re giu­sti o sba­glia­ti a secon­da del­la nostra for­ma­zio­ne mora­le, socia­le e via dicendo?

  6. Valeria ha detto:

    Un bel rebus, davvero!!!
    A pro­po­si­to di con­sa­pe­vo­lez­za di mori­re: c’è gen­te che, pro­prio per­ché com­pren­de che la vita ha una data di sca­den­za, deci­de deli­be­ra­ta­men­te di non rinun­cia­re a nul­la e que­sto la tra­sfor­ma in spe­cie di mostri dispo­ni­bi­li a qual­sia­si meschi­ni­tà e atro­ci­tà, pur di otte­ne­re tut­to e subi­to. Mira al pro­fit­to dei risul­ta­ti dunque!
    Ma un leo­ne non mira al pro­fit­to? Se gli scap­pa di sot­to il naso il cibo del­la gior­na­ta si incaz­ze­rà anche lui, un pochi­no. Ma si limi­te­rà a star­se­ne sdra­ia­to all’ombra di un albe­ro aspet­tan­do il gior­no successivo.
    Tut­ta­via… sup­po­nia­mo che un gior­no quel leo­ne capi­sca che potreb­be mori­re per man­can­za di cibo; che potreb­be amma­lar­si, invec­chia­re per­den­do il suo ruo­lo di maschio domi­nan­te (e che ver­rà sosti­tui­to da un maschio più gio­va­ne, più for­te e più bel­lo di lui!); capi­sce che un’alluvione o la sic­ci­tà potreb­be costrin­ger­lo a tro­va­re altri luo­ghi dove vive­re, meno osti­li, capi­sce insom­ma che la vita è imper­ma­nen­te. Io cre­do che improv­vi­sa­men­te gli ver­reb­be una gran pau­ra! Allo­ra cer­che­rà di com­pen­sa­re que­sta pau­ra, con ogni mez­zo. Cer­che­rà ripa­ro dal­le intem­pe­rie, tro­ve­rà dei mec­ca­ni­smi di pote­re che gli per­met­ta­no di gover­na­re il più a lun­go pos­si­bi­le, di tener­si per sè la sua com­pa­gna a costo di costrin­ger­la a sta­re con lui; impa­re­rà ad ucci­de­re non una gaz­zel­la ma cen­to; dovrà usa­re l’ingegno per capi­re come con­ser­var­ne la car­ne. Cer­che­rà di accu­mu­la­re, come una spe­cie di Pape­ron de Pape­ro­ni che riem­pie il suo depo­si­to di dena­ro (che si è pro­cu­ra­to con ogni mez­zo leci­to e meno leci­to) pur di per­ce­pi­re una sor­ta di sicu­rez­za. Fit­ti­zia fin che vole­te ma è inne­ga­bi­le che Bill Gates pos­sa con­ce­der­si una vita miglio­re del pove­rac­cio che vive nel­le favelas.
    Quel leo­ne com­pi­rà degli abu­si; infie­ri­rà gra­tui­ta­men­te, si com­pia­ce­rà del­la pro­pria for­za men­tre tie­ne la zam­pa cal­ca­ta sul col­lo del­la vit­ti­ma inerme.
    Altri leo­ni faran­no come lui, scop­pie­ran­no guer­re, ci sarà un esca­la­tion di vio­len­za che rag­giun­ge­rà livel­li inauditi.
    Non so, for­se tut­ta que­sta fol­lia col­let­ti­va, que­sta vio­len­za che noi in que­ste nostre con­ver­sa­zio­ni stia­mo defi­nen­do gra­tui­ta e ingiu­sta, è uno scot­to evo­lu­ti­vo da paga­re. Più con­sa­pe­vo­lez­za – più pau­ra – più violenza…
    Que­sto fino a quan­do que­sta con­sa­pe­vo­lez­za ter­ro­riz­zan­te dovu­ta al fat­to che tut­to si tra­sfor­ma e che qual­co­sa in ogni momen­to potreb­be scon­vol­ge­re l’esistenza del pove­ro leo­ne non farà un altro sal­to evolutivo.
    Può d’arsi che un leo­ne più sag­gio degli altri comin­ci a capi­re che tut­to quel biso­gno irra­zio­na­le, con­vul­so, paros­si­sti­co di accu­mu­la­re, com­piu­to nel ten­ta­ti­vo di atte­nua­re la pau­ra del­la per­di­ta, è solo uno sfor­zo inu­ti­le che pro­du­ce solo ulte­rio­re sofferenza. 

    Che fare­ste voi se foste quel leone?
    Nascon­de­re­ste la testa sot­to la sab­bia per non vede­re? (que­sto per altro è il rischio di una cer­ta idea bigot­ta di paci­fi­smo). Vi rin­chiu­de­re­ste in un ere­mo lon­ta­ni dal mon­do e dal­le sue fol­li dina­mi­che cer­can­do il signi­fi­ca­to ulti­mo del­la vita? Sare­ste pre­si da una noia irre­fre­na­bi­le per­ché vive­te in un mon­do che per­de tem­po a urla­re, sbrai­ta­re, sbra­nar­si, ucci­der­si, tor­tu­ra­re, stu­pra­re, guer­reg­gia­re, but­ta­re bom­be e via dicen­do con­sa­pe­vo­li che tut­to que­sto è solo una gran per­di­ta di tem­po? Cer­che­re­ste di rica­var­vi spa­zi di pia­ce­re pren­den­do­vi dal­la vita il meglio che pote­te – pos­si­bil­men­te sen­za abu­si – lascian­do che il mon­do si impicchi?
    Oppu­re com­bat­te­te la vostra bat­ta­glia, for­se non neces­sa­ria­men­te eroi­ca come quel­la di Arju­na, ma gior­na­lie­ra e costa­ne per cer­ca­re di spo­sta­re qual­co­sa nel­la men­te di chi vi cir­con­da, di fare un bri­cio­lo di luce…
    Insom­ma voi cosa fare­ste? Ve lo doman­do per­ché, facen­do qual­co­sa, si rischia anche di gira­re a vuo­to, di non ave­re strumenti/mezzi/armi ade­gua­ti per agi­re in modo costrut­ti­vo, per spo­sta­re qual­co­sa dav­ve­ro. Si rischia di fini­re nel­la mischia intrap­po­la­ti nel­le stes­se dina­mi­che distrut­ti­ve, e maga­ri, nel­la sen­sa­zio­ne di impo­ten­za, si può esse­re pre­si da rab­bia e scon­for­to tro­van­do­si così su una chi­na discendente…
    Quin­di, anco­ra una vol­ta, mol­to impor­tan­te è il “come” e non solo il “che cosa”.
    Non fate­mi più doman­de ve ne pre­go altri­men­ti poi vi toc­ca sci­rop­par­vi que­sti vaneggiamenti!!!
    Oppu­re potre­ste doman­dar­ci che cosa amia­mo di più del­la vita… Non rie­sco a imma­gi­na­re come rispon­de­reb­be Umber­to Veronesi 🙂

    • Sting ha detto:

      Mah, guar­da Vale­ria, per pro­fit­to non inten­do la sod­di­sfa­zio­ne dei biso­gni pri­ma­ri, quin­di il leo­ne sareb­be vio­len­to solo se ucci­des­se cen­to gaz­zel­le ( non una, per sod­di­sfa­re la fame) e ne accu­mu­las­se la car­ne, se costrin­ges­se con la for­za la leo­nes­sa a sta­re con lui, se faces­se la guer­ra agli altri leo­ni per il pre­do­mi­nio di un ter­ri­to­rio più gran­de di quel che gli ser­ve e può gesti­re. Come l’es­se­re umano.
      Cre­do che l’e­qua­zio­ne (+ pau­ra = + vio­len­za) sia esat­ta, la con­sa­pe­vo­lez­za non c’en­tra con la vio­len­za. Del resto se REALIZZI che la tua vita può fini­re… ADESSO, ti assi­cu­ro che guar­de­rai la vita di tut­ti con più com­pas­sio­ne e rispetto.
      Bill Gates ha sicu­ra­men­te moool­te più pos­si­bi­li­tà, di me (cre­do anche di te…) ma sei cer­ta che sap­pia come tra­sfor­mar­le in una vita migliore?
      E poi cos’è “miglio­re”? (mi spia­ce, una doman­da per te!)
      Il 90% a cui si chie­de cosa fareb­be se vin­ces­se alla lot­te­ria, rispon­de che cam­bie­reb­be la mac­chi­na e la casa… sai che miglio­ra­men­to di vita!!
      Inten­do dire che dopo 15 gior­ni (o 40, o 200 non impor­ta) si tor­ne­reb­be ad esse­re vuo­ti come pri­ma, ma con più roba intor­no, se non si è in gra­do di coglie­re una “pos­si­bi­li­tà” di uti­liz­za­re il denaro.
      Cer­to una pos­si­bi­li­tà è met­ter­si in un ango­lo e lascia­re che il mon­do iste­ri­co ti pas­si a lato, pos­si­bil­men­te sen­za schiac­ciar­ti i pie­di, ma io cre­do in una cura, non una bat­ta­glia, “omeo­pa­ti­ca” per que­sto pia­ne­ta. Dove il sin­go­lo è una mole­co­la di CH1000, che tra­sfor­ma, comin­cian­do da sé stes­so, il nero in gri­gio e poi in bian­co, dan­do il via ad una ricon­ver­sio­ne del­le cau­se. Cer­to non vedrà il risul­ta­to, con­ti­nue­rà ad esse­re cir­con­da­to da vio­len­za, arro­gan­za, pau­ra. Biso­gna cre­der­ci e pen­sa­re che pos­sia­mo fare la nostra par­te anche in un pro­ces­so che dura un tem­po che non è quel­lo del­la nostra limi­ta­ta vita.
      Ti augu­ro una dol­ce notte.

      • Valeria ha detto:

        Cavo­li! Devo deci­sa­men­te impa­ra­re a espri­mer­mi un po’ meglio, del resto non è faci­le far­si capi­re in poche righe quan­do si affron­ta­no temi come questi.
        Inten­de­vo anch’io che il “pro­fit­to” diven­ta un atto di vio­len­za ingiu­sta e ingiu­sti­fi­ca­bi­le quan­do è fina­liz­za­to ad accu­mu­la­re e non a pro­cu­rar­si il neces­sa­rio per vivere.
        Leg­go che anche tu ritie­ni vali­da l’equazione +paura=+violenza (e comun­que + sofferenza!).
        Ma qua­l’è l’o­ri­gi­ne del­la pau­ra? da dove nasce? Secon­do me dal fat­to di ren­der­ci con­to di esse­re qui in tran­si­to, venu­ti non si sa da dove e non si sa per­ché per anda­re non si sa dove. Nasce dal­la con­sa­pe­vo­lez­za del­la prov­vi­so­rie­tà non solo del­la vita stes­sa ma anche di tut­to quel­lo che ci cir­con­da e che rite­nia­mo ci “appar­ten­ga”.
        Ognu­no ha le sue pau­re, chi di fini­re sul lastri­co, chi di non esse­re ama­to, chi di per­de­re i figli e le per­so­ne che ama, chi di subi­re ingiu­sti­zie dal pros­si­mo, altri del­le malat­tie… La pau­ra di mori­re imma­gi­no sia la più dif­fu­sa! Non per que­sto rea­gia­mo tut­ti con vio­len­za o aggres­si­vi­tà a que­ste pau­re, per for­tu­na non sia­mo tut­ti uguali…
        Ma cre­do dav­ve­ro che que­sta spi­ra­le “male di vive­re – aggres­si­vi­tà” dipen­da in gran par­te dal rap­por­to “coscien­za di sé/ pau­ra del­la per­di­ta / attac­ca­men­ti / ricer­ca di sicu­rez­za (anche se fit­ti­zia) / arraf­fa­re tut­to anche con l’uso del­la for­za / con­se­guen­te com­pen­sa­zio­ne del­la pau­ra (sep­pu­re effimera)”…
        Rico­no­sco che il rischio di que­sta visio­ne è quel­lo di giu­sti­fi­ca­re tut­to: qual­cu­no potreb­be sen­tir­si legit­ti­ma­to nel com­pie­re pic­co­le o gran­di ingiu­sti­zie, qual­cu­no che non capi­sce quan­to tut­to que­sto por­ti solo ad altra sof­fe­ren­za e non solo nel mon­do ma anche in sé stesso.
        Ciao Sting, a presto 🙂
        P.S.: bel­lis­si­ma la visio­ne del­la cura omeopatica…
        P.S.: visto che me lo doman­di: cos’è miglio­re? Pur­trop­po, o per for­tu­na, ciò che per me è miglio­re non si può com­pe­ra­re. Gli affet­ti, la salu­te, la cono­scen­za… Cose di que­sto gene­re che non si tro­va­no sul­le bana­ca­rel­le di un mer­ca­to. Smack!