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Diritti umani: fragili se non fondati su dio: Ratzinger alla carica… cosa c’entra adesso dio?

Sul Cor­rie­re l’en­ne­si­ma spa­ra­ta di PapaRatzinger.

“I dirit­ti uma­ni sono fra­gi­li se non fon­da­ti su dio, se si pre­scin­de da que­sta soli­da base etica”

La cri­si avan­za, la regres­sio­ne è anda­ta ben oltre il pre­me­re alle por­te, e ce l’ab­bia­mo in casa. 

La Chie­sa sa bene che que­sti perio­di di gran­de depres­sio­ne eco­no­mi­ca sono i miglio­ri per reclu­ta­re nuo­vi adep­ti, quin­di ogni occa­sio­ne è buo­na per avo­ca­re qual­co­sa a sè e al cat­to­li­ce­si­mo (per­chè ovvia­men­te quan­do si par­la di dio si par­la del­la chie­sa cat­to­li­ca, ovvio: nespres­so… what else?).

Il fat­to è che i dirit­ti uma­ni sono quel­lo che dice la paro­la stes­sa: uma­ni. Caz­zo c’en­tra Dio con i dirit­ti degli uomi­ni? Niente. 

Quel­lo che dovreb­be entra­re in que­sta cosa, è una con­sa­pe­vo­lez­za diver­sa, da par­te degli uomi­ni, tut­ti, sia il popo­lo che chi lo governa. 

Se le per­so­ne fos­se più con­sa­pe­vo­li di se’, e pas­sas­se­ro un po’ più tem­po alla ricer­ca di qual­co­sa di più vero, inve­ce che addor­men­tar­si in con­ti­nua­zio­ne nel­la non esi­sten­za del­l’a­ve­re e del sem­bra­re, allo­ra ci sareb­be anche una clas­se diri­gen­te diversa. 

Il poli­ti­co sareb­be anche lui un po’ più vero, e di con­se­guen­za un po’ più drit­to nel­la vita. Il mora­li­smo e la dema­go­gia avreb­be­ro meno spa­zio nel­la poli­ti­ca, e gli atti del gover­no sareb­be­ro più veri, più umani. 

Sono gli uomi­ni che dor­mo­no. Sono gli uomi­ni che potreb­be­ro fare la dif­fe­ren­za ma non la fan­no, per­chè non stan­no sve­gli e drit­ti nel­la vita. 

Smet­tia­mo­la di tira­re in bal­lo un dio antro­po­mor­fo, per­ma­lo­so, costan­te­men­te in cri­si epa­ti­ca e incaz­za­to come una bestia. 

Quel­la cosa lì non esi­ste. Non può esi­ste­re, secon­do qual­sia­si logi­ca, e aldi­là di qual­sia­si fede. 

Ma fin­chè la gen­te con­ti­nue­rà a rivol­ger­si a que­sta pan­to­mi­ma ultra­ter­re­na di esse­re uma­no ci sarà sem­pre il Ratzin­ger di tur­no che ne use­rà l’im­ma­gi­ne a pro­prio uso e consumo.

Per­chè alla fine sia­mo sta­ti noi uomi­ni a gene­ra­re Dio a nostra imma­gi­ne e somi­glian­za, e non viceversa.


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12 Comments

  1. msm68c ha detto:

    guar­dan­do le foto di ratzi biso­gne­reb­be far­si qual­che doman­da .….. ma .… chi osserva?

  2. Ma in real­tà la pro­spet­ti­va reli­gio­sa, basa­ta sui pre­cet­ti (dove­ri) san­ci­ti dal­la divi­ni­tà, si svi­lup­pa su livel­li del tut­to dif­fe­ren­ti e incon­ci­lia­bi­li rispet­to alla pro­spet­ti­va mon­da­na dei dirit­ti uma­ni, fon­da­ta solo ed esclu­si­va­men­te sui rap­por­ti sem­pre pari­ta­ri tra gli esse­ri uma­ni. Il discor­so è abba­stan­za com­ples­so, per que­sto riman­do a que­sta pagi­na per approfondire:
    http://noirpink.blogspot.com/2008/12/quando-il-papa-vuole-imporre-la.html

  3. Umberto Veronesi ha detto:

    “La pro­spet­ti­va mon­da­na dei dirit­ti uma­ni è total­men­te dif­fe­ren­te. Non si fon­da sui dove­ri san­ci­ti dal­la divi­ni­tà, ma sui dirit­ti insi­ti nel­l’u­ma­ni­tà stes­sa di ogni esse­re uma­no. I dirit­ti uma­ni chie­do­no di esse­re rispet­ta­ti non per rispet­to a una divi­ni­tà o per con­qui­star­si meri­ti ultra­ter­re­ni, ma per­ché “il rico­no­sci­men­to del­la digni­tà ine­ren­te a tut­ti i mem­bri del­la fami­glia uma­na e dei loro dirit­ti, ugua­li ed ina­lie­na­bi­li, costi­tui­sce il fon­da­men­to del­la liber­tà, del­la giu­sti­zia e del­la pace nel mon­do” (Pre­am­bo­lo alla Dichia­ra­zio­ne Uni­ver­sa­le dei Dirit­ti Uma­ni). Nel mon­do, cioè in que­sto mon­do.” Cito dal link sopra cita­to. Bene. E per qua­le moti­vo per­se­gui­re la liber­tà, la giu­sti­zia e la pace nel mon­do dev’es­se­re bene? Chi lo dice? Per­ché non sosti­tui­re tali valo­ri con pote­re, for­za e ric­chez­za? Secon­do me ciò che fa sì che si per­se­gua cer­ti valo­ri e non altri e che per tan­to si pos­sa apri­re un dia­lo­go sui dirit­ti del­l’uo­mo è fon­da­men­tal­men­te la mora­le e l’e­ti­ca dei popo­li. E secon­do voi chi cre­de in un Dio, da dove pren­de spun­to in fat­to di mora­le ed eti­ca, se non da ciò che ritie­ne esse­re la volon­tà di quel­lo stes­so Dio? E per­ciò, quan­do il papa si rivol­ge ai cre­den­ti chie­den­do di par­ti­re da Dio nel­l’af­fron­ta­re il tema dei dirit­ti del­l’uo­mo qua­le erro­re sta com­met­ten­do? Grazie.

    • franz ha detto:

      Solo un pic­co­lo appun­to: esi­sto­no dei dirit­ti che esu­la­no dal­l’e­ti­ca e dal­la mora­le. E’ la defi­ni­zio­ne di ciò cui si ha dirit­to che inve­ce pur­trop­po in quel­le due costri­zio­ni rientra.
      Mi spie­go: il fat­to che tut­ti gli uomi­ni abbia­no dirit­to ad esse­re libe­ri è qual­co­sa che esu­la appun­to da eti­ca e mora­le. La defi­ni­zio­ne di liber­tà inve­ce cam­bia pro­prio in modo dipen­den­te da eti­ca e morale. 

      In sin­te­si caro Umber­to, rei­te­ro la cosa: “Caz­zo c’en­tra Dio con i dirit­ti uma­ni? Niente!”

  4. Umberto Veronesi ha detto:

    Dun­que il dirit­to, se esu­la da con­si­de­ra­zio­ni di natu­ra eti­ca o mora­le, signi­fi­ca che esi­ste ogget­ti­va­men­te al di là del­la spe­cu­la­zio­ne del­l’uo­mo? Ed in tal caso voglia­mo for­se imma­gi­na­re che vi sia­no dei dirit­ti al di là del­l’e­si­sten­za stes­sa del­l’uo­mo? Maga­ri vi sono dirit­ti addi­rit­tu­ra in natu­ra. Maga­ri pri­ma del­la com­par­sa del­l’uo­mo già vi era­no dei dirit­ti, cal­pe­sta­ti o meno. Ma chi ha inqua­dra­to determ­na­te nor­me che rego­la­no i rap­por­ti tra indi­vi­dui in ciò che noi sap­pia­mo esse­re dei dirit­ti? Sarem­mo in gra­do sen­za una coscien­za, sen­za una mora­le, sen­za un’e­ti­ca e sen­za una capa­ci­tà spe­cu­la­ti­va pro­fon­da di con­ce­pi­re il con­cet­to stes­so di dirit­to? In caso che la rispo­sta sia nega­ti­va (e mi per­met­to il lus­so di pre­su­mer­la tale), signi­fi­ca che ciò che ci per­met­te di ave­re per­ce­zio­ne di un dirit­to e valu­tar­lo entro deter­mi­na­te con­ce­zio­ni è pro­prio la mora­le, la coscien­za, la spe­cu­la­zio­ne empa­ti­ca. E que­ste cose ci deri­va­no indis­so­lu­bil­men­te dal­la ricer­ca spi­ri­tua­le e filo­so­fi­ca che i nostri avi han­no con­dot­to, dige­ri­to e tra­mu­ta­to in cul­tu­ra. E per un cri­stia­no, un mus­sul­ma­no o un ebreo, non è solo la loro filo­so­fia che li ha por­ta­ti a con­ce­pi­re cer­ti dirit­ti, ben­sì la “paro­la di Dio”. Dirò di più. Cor­reg­ge­te­mi se sba­glio, ma mi pare che i siste­mi giu­ri­di­ci di tut­ti i Pae­si demo­cra­ti­ci deri­vi­no dal dirit­to cano­ni­co roma­no. Lo stes­so pre­su­me­va esse­re ispi­ra­to da Dio. Quin­di mi vien da pen­sa­re che quan­do il capo del­la reli­gio­ne su cui si è costrui­to l’or­di­na­men­to giu­ri­di­co del­l’oc­ci­den­te nel­le sue ori­gi­ni, fac­cia richia­mo a Dio nel ragio­na­re sui dirit­ti, in real­tà, voglia un richia­mo alle radi­ci del dirit­to stes­so ed al suo sen­so eti­co e mora­le, non­ché alla sua coe­ren­za con le fon­ti pri­ma­rie del dirit­to. Cosa che in pic­co­lo ha appe­na fat­to il nostro Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca quan­do il Cava­lie­re se ne è usci­to dicen­do che avreb­be cam­bia­to la Costi­tu­zio­ne. Oppu­re no.….

    • Franz ha detto:

      Dio, scu­sa se mi ripe­to, non c’en­tra un caz­zo. Il dirit­to ovvia­men­te non è e non può esse­re ogget­ti­vo, in quan­to pro­dot­to uma­no. Ma ciò che è “dirit­to” si rifà a dei prin­ci­pi. Il dirit­to vero, quel­lo di cui par­lo deri­va sem­pli­ce­men­te da un prin­ci­pio. Il prin­ci­pio è cau­sa (come dice il ter­mi­ne stes­so) di una leg­ge. Una leg­ge si espli­ca mate­rial­men­te in quel­lo che noi chia­mia­mo dirit­to. Quin­di esi­sto­no dei dirit­ti che non sono altro che il rifles­so uma­no di una leg­ge, che a quel pun­to mi rico­no­sce­rai esse­re extra umana.
      Il dirit­to alla liber­tà, ad esem­pio. Non c’en­tra dio, per­chè il dio del­le varie reli­gio­ni è sem­pre quel­lo cita­to nel­l’ar­ti­co­lo, antro­po­mor­fo e rin­co­glio­ni­to dal­la stes­sa mora­le che le varie reli­gio­ni devo­no pro­mul­ga­re, in quan­to isti­tu­ti esso­te­ri­ci di gestio­ne uma­na. La mora­le è neces­sa­ria in un cer­to pun­to del­la sto­ria di un popo­lo, ma ad un cer­to pun­to diven­ta inu­ti­le, e dan­no­sa, se non sosti­tui­ta da una con­sa­pe­vo­lez­za più allar­ga­ta. Il dirit­to alla liber­tà, non è qual­co­sa di sog­get­ti­vo. E’ l’in­ter­pre­ta­zio­ne d cosa la liber­tà sia ad esser­lo. In altre paro­le il vero dirit­to è l’e­spres­sio­ne mate­ria­le di una leg­ge cor­ri­spon­den­te ad arche­ti­pi diver­si. E su que­sto non c’è sog­get­ti­vi­tà che ten­ga. E’ la cono­scen­za del­le leg­gi che gover­na­no que­sto mon­do (quel­le vere, ovvia­men­te) a deter­mi­na­re la cono­scen­za del dirit­to rea­le. Aver dirit­to a qual­co­sa, signi­fi­ca di fat­to aver acces­so a quel prin­ci­pio o quel­l’al­tro. Non so se sono riu­sci­to a spie­gar­mi, ma devo dire che que­ste sono le discus­sio­ni che mi attiz­za­no veramente!

  5. Umberto Veronesi ha detto:

    Sai caro Franz che for­se sei fini­to pro­prio dove spe­ra­vo che tu finis­si? Tu mi dici (ed io appro­vo) che esi­sto­no leg­gi (anche se il ter­mi­ne leg­ge mi pia­ce poco, in quan­to impli­ca una impo­si­zio­ne for­za­ta) extra-uma­ne. Cre­do si inten­da tut­to quel com­ples­so (tan­to più com­ples­so quan­to spa­ven­to­sa­men­te sem­pli­ce) di “rego­le” attor­no a cui si svi­lup­pa l’U­ni­ver­so, tut­to quel deli­ca­to intri­go di equi­li­bri che sono costan­ti ovun­que, attor­no a cui la Natu­ra si svvi­lup­pa in tut­ta la sua per­fet­ta imper­fe­zio­ne, mate­ma­ti­ca­men­te esat­ta al pun­to da non esse­re pre­ve­di­bi­le. Quel cosmo di nor­me che fan­no sì che il bat­ti­to car­dia­co di un topo e di un rino­ce­ron­te abbia­no una stes­sa costan­te, che fa sì che ogni crea­tu­ra (ma non usia­mo quel ter­mi­ne, per­ché impli­che­reb­be un’o­pe­ra crea­tri­ce, men­tre nul­la si crea e nul­la si distrug­ge), per­ciò ogni esse­re viven­te nel­le sue infi­ni­te pos­si­bi­li­tà com­por­ta­men­ta­li segua un per­cor­so per­fet­to per l’e­qui­li­brio uni­ver­sa­le. Cer­to, que­ste rego­le (o leg­gi, se pre­fe­ri­sci) sono extra-uma­ne. Il rifles­so uma­no di tali rego­le, o meglio anco­ra, l’e­vo­lu­zio­ne per­cet­ti­va del­l’uo­mo di tali rego­le si svi­lup­pa in un dirit­to. Que­sti dirit­ti diven­ta­no sem­pre più com­ples­si con il ren­der­si sem­pre più com­ples­sa la comu­ni­tà uma­na (l’uo­mo pre­i­sto­ri­co ave­va poche rego­le e sem­pli­ci, oggi è un put­ta­na­io). Ma le rego­le­so­no insi­te nel­l’e­si­sten­za stes­sa di ogni cosa e di ogni esse­re. E secon­do te, una per­so­na che attri­bui­sce tut­to l’U­ni­ver­so e tut­to ciò che in esso è con­te­nu­to come l’o­pe­ra di un Crea­to­re che chia­ma Dio, come può per­ce­pi­re tale per­fe­zio­ne di rego­le esi­sten­ti, se non come le Leg­gi di Dio? Ora con­clu­do: per­ché una men­te eccel­sa come cre­do sia la tua non rie­sce a vede­re ciò che un fede­le mono­tei­sta sen­te esse­re Dio, come altro rispet­to alla mac­chiet­ta antro­po­mor­fa che citi? E anco­ra, tu sai bene la qua­li­tà intel­let­ti­va del­la fet­ta prin­ci­pa­le di popo­la­zio­ne ter­re­stre, spe­cie qua in occi­den­te e nei pae­si isla­mi­ci. Bene, secon­do te non può star­ci che una reli­gio­ne cer­chi con sem­pli­ci con­cet­ti sim­bo­li­ci di far com­pren­de­re alla gen­te lo spi­ri­to stes­so di ciò che io chia­mo scor­ret­ta­men­te Natu­ra ed altri chia­ma­no banal­men­te Dio ed altri anco­ra Veri­tà? Se si deve ricrea­re una mac­chiet­ta antro­po­mor­fa per far pas­sa­re un con­cet­to lascia fare, che male fa? Io cre­do che l’ac­ca­ni­men­to con­tro un Dio o la fede in un Dio rischi di pas­sa­re per un fon­da­men­ta­li­smo e per tan­to per chu­su­ra, cosa che io so non appar­te­ner­ti. Anche attra­ver­so una sto­riel­la del caz­zo si può avvi­ci­na­re qual­cu­no alla Veri­tà a parer mio, sce­glien­do il lin­guag­gio giu­sto per l’in­ter­lo­cu­to­re giu­sto. Per­ciò cre­do che se mi doves­si rivol­ge­re ad un Cri­stia­no, un Mus­sul­ma­no od un Ebreo per chie­der­gli di fare la cosa giu­sta, cre­do che anch’io gli direi di segui­re i divi­ni inse­gna­men­ti per fare la sua scel­ta. Tan­to più se fos­si a capo di una di que­ste reli­gio­ni. Scu­sa­mi, mi sono dilun­ga­to un po’ troppo.

    • franz ha detto:

      Mi pare che alla fine io e te si sia fini­ti nel­lo stes­so posto… comun­que visto che ti sei dilun­ga­to tu, mi dilun­go anch’io (quin­di scu­se accet­ta­te :)). Lo so che il ter­mi­ne leg­ge fa pen­sa­re ad una for­za­tu­ra, ma se non vado erra­to il ter­mi­ne in que­stio­ne vie­ne da “Lex, Legis”. che ha entram­be le eti­mo­lo­gie, sia “Liga­re” ovve­ro come dici tu “impor­re”, che “leg­ge­re”, oltre che la ter­za, mol­to meno cono­sciu­ta, pro­ve­nien­te dal­la radi­ce nor­di­co-cel­ti­ca “Lagh” che ha il signi­fi­ca­to di “por­re” o “gia­ce­re”. La leg­ge cui mi rife­ri­sco io, è quel­la cosa che discen­den­do da un pun­to un po’ più… voglia­mo chia­mar­lo “alto”?… assu­me aspet­ti viep­più com­pli­ca­ti man mano che incon­tra diver­se den­si­tà, o se pre­fe­ri­sci fre­quen­ze vibra­to­rie più bas­se. Per­tan­to in real­tà, l’as­sun­to che più mi tro­va in sin­to­nia, quan­do si par­la di que­sta leg­ge, è quel­lo che comun­que, quan­do una leg­ge è ogget­ti­va, essa è in real­tà cau­sa di qual­co­sa, che fino alla rea­liz­za­zio­ne (e quin­di al supe­ra­men­to) del­la leg­ge stes­sa non può esse­re con­tra­sta­to. Per fare un esem­pio pos­sia­mo par­la­re del­la mor­te. Quan­do un esse­re uma­no si ren­de con­to di cosa sia real­men­te, la mor­te ces­sa di esse­re tut­to ciò che è sta­ta illu­so­ria­men­te fino a quel momen­to (fine del­la vita), per assu­me­re il suo vero signi­fi­ca­to, che di cer­to non sta­rò ad esplo­ra­re qui. Oppu­re la gra­vi­tà. Fin tan­to che non la si com­pren­de si sta a ter­ra. Quan­do si com­pren­de que­sta leg­ge… si vola! In entram­bi i casi come dici tu, e se non vado erra­to pure io nel com­men­to pre­ce­den­te, il rifles­so uma­no di alcu­ne leg­gi extra uma­ne (peral­tro pre­sen­ti su que­sto scel­le­ra­to pia­ne­ta), diven­ta… il dirit­to. Ma, par­ten­do dal­l’as­sun­to che una veri­tà è tale quan­do può esse­re pro­va­to anche il suo con­tra­rio, ecco che il dirit­to ha anche la pos­si­bi­li­tà di non esse­re appli­ca­to. Che stra­no, eh? Alla fine il posto dove ci sono più leg­gi è anche quel­lo in cui se ne pos­so­no supe­ra­re (in quan­to com­pre­se) di più!
      Il fat­to che un uomo che cre­da in Dio non pos­sa che alla fine attri­bui­re tali leg­gi allo stes­so, mi sem­bra per­fet­ta­men­te sano, e nor­ma­le. Tut­to ciò che poi dici sul­la reli­gio­ne e sul­la sem­pli­fi­ca­zio­ne mac­chiet­ti­sti­ca del­la figu­ra divi­na, se leg­gi il com­men­to da cui trai spun­to, mi tro­va per­fet­ta­men­te d’ac­cor­do. Ciò che inten­do è che cre­do sia giun­ta l’o­ra che in quel­la fet­ta pre­pon­de­ran­te di popo­la­zio­ne uma­na da te cita­ta, si svi­lup­pi una con­sa­pe­vo­lez­za diver­sa, sia del Divi­no (per quan­to por­zio­nal­men­te per­ce­pi­bi­le) che del­le leg­gi, inte­se come mani­fe­sta­zio­ni del­lo stes­so. Come, sot­to­li­neo una vol­ta in più già det­to, la reli­gio­ne ha avu­to (ed ha tut­t’o­ra in alcu­ni casi) una sua più che signo­ra uti­li­tà, nel dare una rego­la a colo­ro che non han­no altro stru­men­to per avvi­ci­nar­si ad una diver­sa com­pren­sio­ne. Ma ora que­sto stru­men­to è diven­ta­to vec­chio. Deve cam­bia­re o spa­ri­re, o met­ter­si da par­te. Per­chè ades­so la reli­gio­ne (in sen­so lato, non solo quel­la cat­to­li­ca) è di osta­co­lo all’e­vo­lu­zio­ne uma­na, aven­do per­so la misu­ra del pro­prio com­pi­to, se non nel­la tota­li­tà dei suoi mini­stri, quan­to meno in una gros­sa fet­ta. Guar­da il caso del­l’a­bor­to. Una reli­gio­ne come Dio coman­da (scu­sa la faci­le bat­tu­ta) si pre­oc­cu­pe­reb­be di inse­gna­re alle don­ne la loro natu­ra, e quel­la pro­fon­da del­la mater­ni­tà, del rap­por­to ses­sua­le, del­la pro­sti­tu­zio­ne e così via, anzi­chè spin­ge­re con tut­te le sue for­ze con­tro un atto che, se ese­gui­to con con­sa­pe­vo­lez­za altro non sareb­be che libe­ra scel­ta, men­tre inve­ce ad oggi vie­ne visto come meto­do anti­con­ce­zio­na­le. E poi la stes­sa reli­gio­ne illu­mi­na­ta si pre­oc­cu­pe­reb­be di difen­de­re le don­ne, istruir­le, ren­der­le con­sa­pe­vo­li del­la loro natu­ra ini­zia­tri­ce (non dimen­ti­chia­mo che è la don­na alla fine a dare la vita ad entram­bi i ses­si. Anche que­sto non è che il rifles­so sul pia­no fisi­co di altri prin­ci­pi, ma vedi che alla fine la leg­ge non è impo­si­zio­ne? Quel­la uma­na lo è. Quel­la divi­na no. Altri­men­ti Luci­fe­ro che caz­zo ci sta­reb­be a fare, oltre che a gene­ra­re la far­sa del libe­ro arbi­trio?), e le pre­pa­re­reb­be ad assu­me­re il loro vero ruo­lo all’in­ter­no di una socie­tà illu­mi­na­ta. E per fini­re, rife­ri­to al fare la cosa giu­sta… qual­cu­no un gior­no mi dis­se “non esi­ste giu­sto o non giu­sto! Esi­ste ciò che deve esse­re fat­to”. E dio solo sa quan­to lo rin­gra­zio per que­sto insegnamento!