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Ricerca della Verità e meditazione 10 – la sfiga della vanità

Già il ter­mi­ne “vani­tà” si auto­de­nun­cia: vano come inu­ti­le, vacuo, vuoto.

Tan­to è vero che il ter­mi­ne vano si usa anche per indi­ca­re un loca­le vuo­to. Nel nostro caso occor­re pro­prio fare un ragio­na­men­to bina­rio. La vacui­tà che rischia di riem­pi­re così tan­to un uomo che alla fine lo stes­so si tro­va vuoto.

Non stia­mo qui par­lan­do ovvia­men­te del­la vani­tà este­ti­ca, o che fa rife­ri­men­to a chi si van­ta di un pro­prio attri­bu­to, quan­to di quel­la vani­tà che indu­ce un esse­re uma­no a pen­sa­re di sape­re tut­to su se stes­so e su ciò che lo circonda.

L’in­gan­no su se’ stes­si insom­ma. Già per­chè alla fine, la pri­ma veri­tà da ricer­ca­re, o meglio quel­la da cer­ca­re con più ener­gia ed acca­ni­men­to, è quel­la su chi si sia real­men­te, ed è media­men­te qui che casca l’a­si­no (in sen­so stret­ta­men­te metaforico).


Per le sfi­ghe elen­ca­te nei post pre­ce­den­ti, gene­ral­men­te pochis­si­mi o nes­su­no si met­te a cer­ca­re la veri­tà su se stes­so, per­chè sem­pli­ce­men­te… non ritie­ne che ne esi­sta una diver­sa da quel­la che già conosce.

Qui non si par­la di sco­pri­re chi o cosa si sia sta­ti in altre vite. Si par­la di sco­pri­re chi si sia in questa.



Per fare que­sto però occor­re che alme­no una vol­ta nel­la vita un esse­re uma­no si fac­cia veni­re un dub­bio. Poco impor­ta qua­le, ma occor­re che quel dub­bio riman­ga fon­da­men­tal­men­te radi­ca­to nel pro­prio essere.

Il dub­bio, come ter­zo ele­men­to estra­neo alla mate­ma­ti­ca bina­ria, non è un attri­bu­to del­la men­te ordi­na­ria, la qua­le è capa­ce di lavo­ra­re esclu­si­va­men­te su “si” e “no”, “0” e “1”.

Il dub­bio è qual­co­sa che esu­la dal cer­vel­lo fisi­co, chec­chè se ne pos­sa pen­sa­re, e vie­ne pro­dot­to dal­lo “scon­tro” del­la men­te con… qualcos’altro.

Ecco per­chè è tan­to impor­tan­te far­se­ne veni­re uno, di tan­to in tanto.

Alla pros­si­ma

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6 Comments

  1. the_highlander ha detto:

    Il car­toon è sem­pli­ce­men­te fantastico.

  2. Alessandro ha detto:

    Sco­pro per la pri­ma vol­ta il sito “Fran­ce­scoa­ma­to”, ed ammet­to di aver let­to con stu­pi­to pia­ce­re l’ar­ti­co­lo del 2 novem­bre sul­la “ricer­ca del­le verita’ “.
    Il tito­lo for­se trae un po’ in ingan­no, rispet­to al tema. Tema che con­fes­so mi appas­sio­na, e del qua­le con­di­vi­do appie­no l’a­na­li­si. In pas­sa­to mi sono tro­va­to a fare lo stes­so tipo di con­si­de­ra­zio­ne, con­fron­tan­do la “pro­pen­sio­ne al miglio­ra­men­to” che fino a qual­che decen­nio orso­no isti­ga­va all’at­ti­vi­ta’, rispet­to all’ot­tu­sa idea, oggi dila­gan­te, di esse­re, ogniu­no, uni­co e perfetto.
    Idea for­se tru­men­ta­liz­za­ta (ed acui­ta) da pub­bli­ci­ta’ e mercato.
    Mi chie­do se comin­cian­do a guar­da­re meglio noi stes­si, e capen­do anche come ci “con­te­stua­li­zia­mo”, non si avreb­be un (note­vo­le) miglio­ra­men­to di tut­ta la societa’.
    Gra­zie, e’ sta­to pia­ce­vo­le leg­ge­re e pen­sa­re sull’articolo.

    • franz ha detto:

      Gra­zie, indub­bia­men­te… con rife­ri­men­to al suo dub­bio sul­la con­se­guen­za per la socie­tà di una più pro­fon­da inda­gi­ne su se stes­si, riten­go che il miglio­ra­men­to sareb­be ine­vi­ta­bi­le. Ho sem­pre soste­nu­to che la socie­tà è for­ma­ta dal­la gen­te, ma la gen­te a sua vol­ta è for­ma­ta da persone. 

      Riten­go che la dif­fu­sio­ne di un cam­bia­men­to non pos­sa che pren­der atto dal sin­go­lo, dal­la per­so­na. Il tem­po di pro­pa­ga­zio­ne del cam­bia­men­to poi può varia­re, in con­se­guen­za del nume­ro di per­so­ne che in tem­pi vici­ni ope­ra­no un cam­bia­men­to simi­le, e dai gra­di di sepa­ra­zio­ne tra le stesse.

  3. !!!! ha detto:

    per quel­li a cui ven­go­no dub­bi con­si­glie­re­sti un pò di vani­tà, come cura?

    • franz ha detto:

      … direi che la cura miglio­re sia quel­la di con­ti­nua­re a far­se­li veni­re.. n’e­st pas?