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Ogm: il gene Terminator non è un film 4 – Colture estensive

Nel mon­do esi­ste una pic­co­la fet­ta di uma­ni­tà in sovrap­pe­so, e una gros­sa fet­ta di uma­ni­tà che inve­ce muo­re di fame. Le cau­se del sovrap­pe­so sono qua­si esclu­si­va­men­te da ricer­ca­re in una die­ta scor­ret­ta o con esa­ge­ra­to appor­to di calorie.

Cosa man­gia quel­la par­te di uma­ni­tà in sovrap­pe­so? Un sac­co di schi­fez­ze sicu­ra­men­te, ma fon­da­men­tal­men­te un sac­co di car­ne. Il con­su­mo medio in Italia l’an­no scor­so è sta­to di 80 chi­li pro capite.

Significa che tut­ti gli ita­lia­ni, don­ne, vec­chi, bam­bi­ni, vega­ta­ria­ni e non si sono spa­ra­ti una fio­ren­ti­na da due etti abbon­dan­ti al gior­no per un anno. Io sicu­ra­men­te ho man­le­va­to dal­l’in­com­ben­za alme­no altri tre ita­lia­ni, ma anche così, è comun­que un’esagerazione.

Il pro­ble­ma è che per alle­va­re ani­ma­li da macel­lo, il mon­do occi­den­ta­le si man­gia via qua­si i due ter­zi del­la pro­du­zio­ne mon­dia­le di cerea­li. Ed è uno dei moti­vi prin­ci­pa­li per­cui esi­ste una con­si­sten­te (anzi prin­ci­pa­le) fet­ta di uma­ni­tà che sof­fre la fame. Perchè con i cerea­li che dovreb­be­ro man­gia­re loro, noi dia­mo da man­gia­re alle muc­che, ai maia­li, etc etc. che poi ci spa­ria­mo (con indub­bia libi­di­ne) gri­glia­ti nel­le più sva­ria­te occasioni.

Al di là dei dan­ni por­ta­ti all’es­se­re uma­no da un’a­li­men­ta­zio­ne prin­ci­pal­men­te car­ni­vo­ra, la stes­sa è anche alta­men­te inef­fi­cien­te. Basterebbe mol­ta meno car­ne e a mol­te meno per­so­ne, per appor­ta­re quel­lo che serve.

La vita media di un bovi­no varie­reb­be dai 20 ai 40 anni. Condizionale d’ob­bli­go per­chè per i bovi­ni d’al­le­va­men­to la vita media non supe­ra i 4 anni, e lascia­mo per­de­re in qua­li con­di­zio­ni. In que­sti 4 anni, la muc­ca arri­va a pesa­re cir­ca 400 Kg, per i qua­li si sono con­su­ma­ti media­men­te 2800 kg di cerea­li (più il resto).

In pra­ti­ca, con quel­lo che ser­ve per alle­va­re una muc­ca fino alla macel­la­zio­ne, ci si può sfa­ma­re una fami­glia di quat­tro per­so­ne per due anni. Ma non sfa­ma­re e basta. Dargli tut­te le calo­rie che ser­vo­no. E anche qual­cu­na in più al mari­to per la trom­ba­ta serale.

Ora, se la logi­ca non mi abban­do­na que­sta not­te, mi sem­bra di capi­re che se i due ter­zi del­la pro­du­zio­ne agri­co­la ci ser­ve per alle­va­re ani­ma­li, le ragio­ni di esi­sten­za del­le col­ti­va­zio­ni esten­si­ve non sono da ricer­ca­re nel­l’in­cre­men­to demo­gra­fi­co mon­dia­le, ma nel­l’au­men­ta­to appe­ti­to di una pic­co­la fet­ta del­la popolazione.

Ma per una col­ti­va­zio­ne esten­si­va ser­vo­no: spa­zio, pian­te che resi­sta­no alle malat­tie, e meto­di arti­fi­cia­li per aumen­ta­re la resa del­la piantagione.
Per lo spa­zio non c’è pro­ble­ma. I boschi che caz­zo stan­no lì a fare? E infat­ti l’Italia, a furia di esse­re col­ti­va­ta, non ha più un bosco, o qua­si. Nel resto del mon­do più o meno lo stesso.

Per le pian­te che resi­sto­no alle malat­tie, idem. C’è l’in­ge­gne­ria gene­ti­ca che pro­du­ce i nostri OGM miglio­ri, e anche a più alta resa ed efficienza.

Ma il con­su­mo del­le nostre casa­lin­ghe vac­che sono tali che la super­fi­cie col­ti­va­bi­le euro­pea e sta­tu­ni­ten­se non basta. Ergo andia­mo a col­ti­va­re negli altri pae­si (India, Cina, Brasile, Vietnam, Bangladesh), i qua­li espor­ta­no tut­to quel­lo che col­ti­va­no a noi, che lo usia­mo per far cre­sce­re le nostre vacche.

- Continua -

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