>

Alitalia. Berlusconi salta i sindacati. Era ora.

Era l’u­ni­co modo. Par­la­re diret­ta­men­te con i pilo­ti e il per­so­na­le di volo e fre­gar­se­ne dei sin­da­ca­ti. Ieri sera il gover­no ha rico­min­cia­to la trat­ta­ti­va, par­lan­do diret­ta­men­te con i dipen­den­ti di Ali­ta­lia che più pian­ta­no casi­no, ma sem­pre meno dei sin­da­ca­ti, che in Ita­lia ormai sono una for­za poli­ti­ca e poli­ti­ciz­za­ta, con­tro quel­lo che dovreb­be­ro esse­re, e che han­no rag­giun­to il mas­si­mo del ridi­co­lo con Epi­fa­ni che due gior­ni fa ha dichia­ra­to in un’in­ter­vi­sta che loro era­no aper­ti all’i­po­te­si del com­pra­to­re este­ro, quan­do appe­na pochi mesi pri­ma han­no fat­to sal­ta­re la ven­di­ta con Air France.

Era ora per far anda­re in por­to una trat­ta­ti­va, ma anco­ra non rie­sco a capi­re per­chè que­sta azien­da dovreb­be esse­re sal­va­ta a tut­ti i costi. Un’a­zien­da che ci “costa” più di 2.000.000 di euro al gior­no, con debi­ti tal­men­te gran­di che nes­sun pia­no azien­da­le potrà mai spe­ra­re di rifon­de­re. Con pilo­ti che han­no lo sti­pen­dio più alto d’Eu­ro­pa e che lavo­ra­no meno di tut­ti gli altri, e prez­zi dei voli inter­ni fuo­ri dal mercato.

Que­sta azien­da dovreb­be esse­re lascia­ta fal­li­re o ven­du­ta. Punto.

Ma volen­do sal­var­la (e riba­di­sco, non capi­sco per­chè spre­ca­re così tan­to dena­ro), que­sta era l’u­ni­ca mos­sa possibile.

Con­di­vi­di